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Dossier Odessa

Di

Editore: Mondadori

3.9
(504)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8804285222 | Isbn-13: 9788804285229 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Tropea

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un giornalista scopre l'attivita di un'organizzazione di ex appartenenti delle SS che protegge, reinserisce nella vita civile e aiuta negli affari i compagni scampati alla guerra.
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  • 3

    Dossier OdeSSa

    Primo mio approccio con un libro di spionaggio. L'ho trovato molto gradevole e abbastanza scorrevole. Data la grande quantità di notizie, mi sarebbe piaciuto che l'autore alla fine del libro avesse inserito delle note per spiegare ciò che è vero da cio che è inventato.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarebbe 1/5 per lo stile, 2/5 per la prevedibilità della trama, 2/5 per i personaggi banalucci, 2/5 per la traduzione zoppicante, 4/5 per la ricostruzione storica.


    Gli do 3 stelline perché leggere a Berlino - tra un Museo sulla Stasi, uno sulla DDR e uno sul nazismo - un thriller che parla ...continua

    Sarebbe 1/5 per lo stile, 2/5 per la prevedibilità della trama, 2/5 per i personaggi banalucci, 2/5 per la traduzione zoppicante, 4/5 per la ricostruzione storica.

    Gli do 3 stelline perché leggere a Berlino - tra un Museo sulla Stasi, uno sulla DDR e uno sul nazismo - un thriller che parla di nazisti in fuga, Mossad contro egiziani e Germania negli anni 60, è comunque un'esperienza stimolante.

    ha scritto il 

  • 0

    Forsyth racconta la storia della caccia a un criminale nazista messa in atto da un giornalista tedesco che s’imbatte per caso nel diario di un sopravvissuto ai campi di sterminio.
    Nel gioco entrano da una parte i membri dell’organizzazione segreta Odessa (un movimento nazista finalizzato a ...continua

    Forsyth racconta la storia della caccia a un criminale nazista messa in atto da un giornalista tedesco che s’imbatte per caso nel diario di un sopravvissuto ai campi di sterminio.
    Nel gioco entrano da una parte i membri dell’organizzazione segreta Odessa (un movimento nazista finalizzato a garantire l’incolumità delle SS ed il loro reinserimento nella società e nell’economia tedesca), dall’altra la polizia (riluttante), il Mossad israeliano (risoluto e senza scrupoli) e il centro di documentazione ebraica Wiesenthal per l’individuazione e la condanna dei criminali nazisti.
    Sullo sfondo si delinea la contrapposizione fra i tedeschi desiderosi di dimenticare le atrocità naziste per cancellare le responsabilità collettive e quelli, rari, che invece sentono la necessità di ricordare per individuare e punire le responsabilità individuali di quegli orrori ed evitare che si ripetano.

    Se lo scenario e la parte documentaria presentano un certo interesse, la storia è sfilacciata e gli intrighi rivelano un’artificiosità di mestiere eccessivamente articolata e complessa.
    Troppe sono le concessioni ai cliché più scontati delle spy-story: organizzazioni fantasma con capi invisibili, agenti segreti in trasferta, falsari insospettabili, killer quasi infallibili, doppiogiochisti; e troppo scolastica l’organizzazione della narrazione con colpi di scena ricorrenti, suspence ben pianificata, alternanza di ritmi prestabilita, climax ciclicamente distribuiti.
    Il protagonista si muove nell’ intricatissimo universo dello spionaggio postbellico con l’ingenuità che in una finzione meno grezza (ma anche nella realtà) non gli consentirebbe di sopravvivere oltre la cinquantesima pagina. E si sposta con una vistosa macchina sportiva nota a tutti i suoi cacciatori. E scampa, senza accorgersene, a una serie di agguati con una fortuna che apparirerebbe incredibile anche in un romanzetto di quarta serie.
    Alcuni passaggi si rivelano pensati più per una sceneggiatura che per una lettura (come la descrizione – campo lungo, dall’alto? – dell’incrociarsi sull’autostrada di due automobili – quella del protagonista e quella dei suoi cacciatori, irrilevante dal punto di vista narrativo).
    Possiamo forse dire che la storia fa un cattivo servizio alla Storia; che la parte di fantasia banalizza la parte di verità; che l’emotività suscitata dai fatti inventati deriva tutta la sua energia dall’atrocità delle tragedie cui si ispira; che assistiamo – in sintesi – a un disonesto atto di vampirismo.
    Diversamente si è comportato Eco ne “Il cimitero di Praga” dove – come qui – un protagonista totalmente inventato si muove in un contesto storico reale e documentato: mentre però il personaggio di Forsyth appare approssimativo e superficiale, quello di Eco è tratteggiato con rigore scientifico ed entra in contatto con personaggi tutti rigorosamente storici (nei ruoli, nei comportamenti e nelle parole). Eco fornisce pane e companatico. Forsyth ci mette più maionese che altro.

    A Forsyth va riconosciuto forse un merito – per così dire – dato dal fatto che il romanzone arriva ad un infinito numero di lettori che si rifiuterebbero di accostarsi altrimenti ai Grandi Temi quali l’Olocausto, la responsabilità collettive o individuali, il gattopardismo, il cinismo della politica, la guerra fredda, i problemi mediorientali, il sionismo e l’antisionismo, …

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro sull'organizzazione che dopo la seconda guerra mondiale favorì il reinserimento sotto mentite spoglie dei criminali nazisti. La storia si legge bene ed è piacevole con la giusta suspence

    ha scritto il 

  • 4

    avvincente e reale

    Avendo sentito più volte parlare dell'operazione Odessa, mi sono avvicinato con molta curiosità a Forsyth e non sono rimasto deluso. Stile asciutto, senza tanti giri di parole, lineare e piuttosto semplice da leggere. Sfondo storico ben ricostruito, ma che non sovrasta i protagonisti. La trama pr ...continua

    Avendo sentito più volte parlare dell'operazione Odessa, mi sono avvicinato con molta curiosità a Forsyth e non sono rimasto deluso. Stile asciutto, senza tanti giri di parole, lineare e piuttosto semplice da leggere. Sfondo storico ben ricostruito, ma che non sovrasta i protagonisti. La trama praticamente si scrive da sola o quasi, riallacciandosi con fatti storici tristemente molto noti ed ottiene l'effetto di incuriosire il lettore e spingerlo ad approfondire su questi argomenti.
    Sicuramente ne leggerò ancora di quest'autore...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    improbabile

    Un giornalista ricercato dalle ex-ss vuole infiltrarsi nell’organizzazione che cerca di ucciderlo… leggermente improbabile, come dire che un gerarca nazista abbia la presunzione di potersi infiltrare nei servizi di sicurezza israeliani… cmq un libro scritto bene, anche se lo sviluppo della storia ...continua

    Un giornalista ricercato dalle ex-ss vuole infiltrarsi nell’organizzazione che cerca di ucciderlo… leggermente improbabile, come dire che un gerarca nazista abbia la presunzione di potersi infiltrare nei servizi di sicurezza israeliani… cmq un libro scritto bene, anche se lo sviluppo della storia mi ha lasciato un poco perplesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro di Forsyth sulla vicenda dell'ODESSA, associazione fomdata dall'ex SS per la loro sopravvivenza e continuità nella Germania post-bellica. Un giornalista, venuto in possesso del diario di Tauber, un ebreo deportato in un campo di concentramento a Riga, si mette sulle tracce del "macellai ...continua

    Bel libro di Forsyth sulla vicenda dell'ODESSA, associazione fomdata dall'ex SS per la loro sopravvivenza e continuità nella Germania post-bellica. Un giornalista, venuto in possesso del diario di Tauber, un ebreo deportato in un campo di concentramento a Riga, si mette sulle tracce del "macellaio di Riga", Eduard Roschmann, in una caccia che coinvolgerà ex-SS, il famoso cacciatore di nazisti Wiesenthal, il MOSSAD e le autorità tedesche del tempo.

    La ricostruzione dei fatti storici è precisa e puntuale. Si vede che FF ha effettuato un certosino lavoro di documentazione, anche se qualche piccola discrepanza è stata rilevata dai critici più pignoli. Se queste piccole sbavature sono accettabili come liceità narrative, mi lasciano invece un po' più basito certe recensioni lette qua e là, tra GR e Anobii. Molti elogiano il background narrativo (Figo, i nazisti!), il plot (Figo, roba di spie!) mentre criticano il piattume del protagonista (vero, un po' moscio a dirla tutta). Tutte considerazioni condivisibili, a parte il fatto però che vengono presi tutti per elementi finzionali, quando in realtà non lo sono. Le atrocità raccontate nel diaro di Tauber sono vere. La rete dell'ODESSA è realmente esistita, così come lo stesso Roschmann e molti dei personaggi e dei dati riportati nel libro.

    Se il libro quando uscì, destando scalpore, affrontava e metteva a nudo la reticenza di un popolo ad accettare il proprio passato recente ed in alcuni casi la connivenza con esso, nei lettori più giovani ed odierni, privi di un determinato background di attualità, sembra solo una bella storia con qualche elemento rivedibile. Si va così dilapidando la potenza di questo romanzo che, privo della carica dirompente delle informazioni reali in esso contenuto, resta solo una bella storia. E' rischio della narrativa quando si intreccia così strettamente con il pamphlet storico: il processo artefatto di verificazione della falsità si capovolge in una falsificazione di elementi di verità. E' un po' il prezzo del successo.

    E' quindi solo un'operazione commerciale quella cui ci troviamo di fronte? Qualcosa di eticamente sghembo che sarebbe meglio evitare? Insomma: è meglio un romanzo storico pedissequo alla realtà che potrebbe risultare poco appetibile alla massa od un attraente romanzo di fantasia che si basa su fatti reali con il rischio che questi diventino indistinguibili da quelli di fantasia?

    La mia bilancia pende, contrariamente ai ragionamenti suddetti, a favore del romanzo di fantasia. O meglio, di non condanna di tal forma. A latere di libri verità (inutile enunciarli, li conoscete già), anche queste operazioni, sicuramente più commericali hanno il loro senso. Se è vero che una tale opera nel tempo può perdere la sua carica dirompente, è anche vero che alla sua uscita questa è forte e sollecita l'opinione pubblica come poche altre cose. E così è stato per Dossier ODESSA. Forsyth, su consiglio di Wiesenthal (anche lui personaggio reale), inserì una serie di dettagli su Roschmann nella speranza che questi potessero aiutare il nazista a venire allo scoperto. Cosa che è successa poi veramente. Così come il libro ha effettivamente sdoganato un tema caldo e piuttosto spinoso. Certo altre opere hanno fatto ciò con una caratura artistica sicuramente più apprezzabile (il pensiero vola al "Il giorno della civetta" e cosa è stato per la mafia), ma in certi casi, mia opinione personale, ci si può concedere il lusso di accontentarsi.

    ha scritto il