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Dossier Odessa

By Frederick Forsyth

(647)

| Others | 9788804285229

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Book Description

Un giornalista scopre l'attivita di un'organizzazione di ex appartenenti delle SS che protegge, reinserisce nella vita civile e aiuta negli affari i compagni scampati alla guerra.

47 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Dossier OdeSSa

    Primo mio approccio con un libro di spionaggio. L'ho trovato molto gradevole e abbastanza scorrevole. Data la grande quantità di notizie, mi sarebbe piaciuto che l'autore alla fine del libro avesse inserito delle note per spiegare ciò che è vero da c ...(continue)

    Primo mio approccio con un libro di spionaggio. L'ho trovato molto gradevole e abbastanza scorrevole. Data la grande quantità di notizie, mi sarebbe piaciuto che l'autore alla fine del libro avesse inserito delle note per spiegare ciò che è vero da cio che è inventato.

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    Seby Flavio Gulisano said on Aug 4, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Sarebbe 1/5 per lo stile, 2/5 per la prevedibilità della trama, 2/5 per i personaggi banalucci, 2/5 per la traduzione zoppicante, 4/5 per la ricostruzione storica.

    Gli do 3 stelline perché leggere a Berlino - tra un Museo sulla Stasi, uno sulla DDR ...(continue)

    Sarebbe 1/5 per lo stile, 2/5 per la prevedibilità della trama, 2/5 per i personaggi banalucci, 2/5 per la traduzione zoppicante, 4/5 per la ricostruzione storica.

    Gli do 3 stelline perché leggere a Berlino - tra un Museo sulla Stasi, uno sulla DDR e uno sul nazismo - un thriller che parla di nazisti in fuga, Mossad contro egiziani e Germania negli anni 60, è comunque un'esperienza stimolante.

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    Simona dalle nebbie mantovane said on Jul 31, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Forsyth racconta la storia della caccia a un criminale nazista messa in atto da un giornalista tedesco che s’imbatte per caso nel diario di un sopravvissuto ai campi di sterminio.
    Nel gioco entrano da una parte i membri dell’organizzazione segreta O ...(continue)

    Forsyth racconta la storia della caccia a un criminale nazista messa in atto da un giornalista tedesco che s’imbatte per caso nel diario di un sopravvissuto ai campi di sterminio.
    Nel gioco entrano da una parte i membri dell’organizzazione segreta Odessa (un movimento nazista finalizzato a garantire l’incolumità delle SS ed il loro reinserimento nella società e nell’economia tedesca), dall’altra la polizia (riluttante), il Mossad israeliano (risoluto e senza scrupoli) e il centro di documentazione ebraica Wiesenthal per l’individuazione e la condanna dei criminali nazisti.
    Sullo sfondo si delinea la contrapposizione fra i tedeschi desiderosi di dimenticare le atrocità naziste per cancellare le responsabilità collettive e quelli, rari, che invece sentono la necessità di ricordare per individuare e punire le responsabilità individuali di quegli orrori ed evitare che si ripetano.

    Se lo scenario e la parte documentaria presentano un certo interesse, la storia è sfilacciata e gli intrighi rivelano un’artificiosità di mestiere eccessivamente articolata e complessa.
    Troppe sono le concessioni ai cliché più scontati delle spy-story: organizzazioni fantasma con capi invisibili, agenti segreti in trasferta, falsari insospettabili, killer quasi infallibili, doppiogiochisti; e troppo scolastica l’organizzazione della narrazione con colpi di scena ricorrenti, suspence ben pianificata, alternanza di ritmi prestabilita, climax ciclicamente distribuiti.
    Il protagonista si muove nell’ intricatissimo universo dello spionaggio postbellico con l’ingenuità che in una finzione meno grezza (ma anche nella realtà) non gli consentirebbe di sopravvivere oltre la cinquantesima pagina. E si sposta con una vistosa macchina sportiva nota a tutti i suoi cacciatori. E scampa, senza accorgersene, a una serie di agguati con una fortuna che apparirerebbe incredibile anche in un romanzetto di quarta serie.
    Alcuni passaggi si rivelano pensati più per una sceneggiatura che per una lettura (come la descrizione – campo lungo, dall’alto? – dell’incrociarsi sull’autostrada di due automobili – quella del protagonista e quella dei suoi cacciatori, irrilevante dal punto di vista narrativo).
    Possiamo forse dire che la storia fa un cattivo servizio alla Storia; che la parte di fantasia banalizza la parte di verità; che l’emotività suscitata dai fatti inventati deriva tutta la sua energia dall’atrocità delle tragedie cui si ispira; che assistiamo – in sintesi – a un disonesto atto di vampirismo.
    Diversamente si è comportato Eco ne “Il cimitero di Praga” dove – come qui – un protagonista totalmente inventato si muove in un contesto storico reale e documentato: mentre però il personaggio di Forsyth appare approssimativo e superficiale, quello di Eco è tratteggiato con rigore scientifico ed entra in contatto con personaggi tutti rigorosamente storici (nei ruoli, nei comportamenti e nelle parole). Eco fornisce pane e companatico. Forsyth ci mette più maionese che altro.

    A Forsyth va riconosciuto forse un merito – per così dire – dato dal fatto che il romanzone arriva ad un infinito numero di lettori che si rifiuterebbero di accostarsi altrimenti ai Grandi Temi quali l’Olocausto, la responsabilità collettive o individuali, il gattopardismo, il cinismo della politica, la guerra fredda, i problemi mediorientali, il sionismo e l’antisionismo, …

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    Omero Sala said on Jan 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Avvincente

    Molto bello, veloce, intrigante, storiq ben sviluppata, personaggi interessanti. Argomento personalmente credibile e interessante.
    Consigliatissimo!

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    Diek81 said on Dec 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bel libro sull'organizzazione che dopo la seconda guerra mondiale favorì il reinserimento sotto mentite spoglie dei criminali nazisti. La storia si legge bene ed è piacevole con la giusta suspence

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    Luke74 said on Nov 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    avvincente e reale

    Avendo sentito più volte parlare dell'operazione Odessa, mi sono avvicinato con molta curiosità a Forsyth e non sono rimasto deluso. Stile asciutto, senza tanti giri di parole, lineare e piuttosto semplice da leggere. Sfondo storico ben ricostruito, ...(continue)

    Avendo sentito più volte parlare dell'operazione Odessa, mi sono avvicinato con molta curiosità a Forsyth e non sono rimasto deluso. Stile asciutto, senza tanti giri di parole, lineare e piuttosto semplice da leggere. Sfondo storico ben ricostruito, ma che non sovrasta i protagonisti. La trama praticamente si scrive da sola o quasi, riallacciandosi con fatti storici tristemente molto noti ed ottiene l'effetto di incuriosire il lettore e spingerlo ad approfondire su questi argomenti.
    Sicuramente ne leggerò ancora di quest'autore...

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    Sberl said on Oct 16, 2013 | Add your feedback

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