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Dove abitano le emozioni

La felicità e i luoghi in cui viviamo.

Di ,,

Editore: Einaudi

3.3
(46)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806190164 | Isbn-13: 9788806190163 | Data di pubblicazione: 

Genere: Art, Architecture & Photography

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Descrizione del libro
Da quando esiste l'uomo, esiste la necessità di un rifugio: la storia della casa e degli spazi in cui le persone si muovono, lavorano, si divertono è anche la storia dell'umanità. Lo psicologo Paolo Crepet e l'architetto Mario Botta, rispondendo alle domande di Giuseppe Zois, raccontano il percorso ideale e reale dei luoghi in cui viviamo: la casa, le scuole, gli uffici, i bar, i luoghi deputati al gioco e allo sport, gli ospedali, i luoghi di culto, il carcere, le strade, i cimiteri. Le nostre emozioni dipendono anche dai luoghi che attraversiamo durante la nostra giornata: i colori, la luce e la disposizione degli ambienti possono generare solitudine, benessere, disagio o stimolare la creatività.
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  • 3

    Quando una cosa non esiste più...

    Se oggi mi dicessero che la casa dei miei nonni è stata distrutta, potrei provare un dolore perfino maggiore di quello vissuto per la loro morte fisica, perchè quel luogo ha preservato il loro ricordo. Diventa terribile l'idea che non ce ne sia più traccia tangibile.


    M. Botta, P. Crepet, D ...continua

    Se oggi mi dicessero che la casa dei miei nonni è stata distrutta, potrei provare un dolore perfino maggiore di quello vissuto per la loro morte fisica, perchè quel luogo ha preservato il loro ricordo. Diventa terribile l'idea che non ce ne sia più traccia tangibile.

    M. Botta, P. Crepet, DOVE ABITANO LE EMOZIONI, Einaudi, 2007, pag 15

    Atto di forza...

    L'America ragiona ancora in termini di egemonia militare: noi andiamo lì, staniamo e distruggiamo i terroristi, come se fossero soltanto una struttura fisica da demolire e non una categoria mentale. Tu puoi uccidere il terrorista senza riuscire a eliminare il terrorismo, com'è sotto gli occhi di tutti.

    M. Botta, P. Crepet, DOVE ABITANO LE EMOZIONI, Einaudi, 2007, pag 7

    ha scritto il 

  • 2

    un acquisto risparmiato, menomale

    Grazie al mio fratello, non ho dovuto comprare questo libro, che non offre troppi spunti di riflessione. Si salva solo la parte relativa ai luoghi dell'educare, ma è una lettura leggera se proprio non avete null'altro da fare...

    ha scritto il 

  • 4

    Dialoghi tra lo scrittore e giornalista Giuseppe Zois con il sociologo e psichiatra Crepet e l'architetto Botta.
    Un'analisi fedele soprattutto dal punto di vista sociologico riguardo i luoghi del vivere, dell'abitare, dell'apprendere, del lavorare, del viaggiare, del desiderio, dell'evasione ...continua

    Dialoghi tra lo scrittore e giornalista Giuseppe Zois con il sociologo e psichiatra Crepet e l'architetto Botta.
    Un'analisi fedele soprattutto dal punto di vista sociologico riguardo i luoghi del vivere, dell'abitare, dell'apprendere, del lavorare, del viaggiare, del desiderio, dell'evasione, del tempo perduto, del credere, della malattia, della memoria, della speranza. (quanti molteplici significati dietro queste parole)
    Ricco di piccoli aneddoti per riflettere.

    ha scritto il 

  • 0

    La felicità e i luoghi in cui viviamo. Di fronte al caos e alla fatica del nostro vivere, ripensare la città come luogo dove poter essere felici può sembrare un'utopia: Crepet e Botta dimostrano invece che è possibile. Questo libro contiene infatti una necessaria e attuale riflessione a due voci ...continua

    La felicità e i luoghi in cui viviamo. Di fronte al caos e alla fatica del nostro vivere, ripensare la città come luogo dove poter essere felici può sembrare un'utopia: Crepet e Botta dimostrano invece che è possibile. Questo libro contiene infatti una necessaria e attuale riflessione a due voci che attraversa e reinterpreta la mappa degli spazi urbani perchè ogni cittadino possa finalmente vivere un tempo non solo produttivo, ma dove emozioni e ricchezza siano strumenti di nuova convivenza.
    Il legame tra spazi urbani mal progettati e infelicità è ben conosciuto. Lo psichiatra Paolo Crepet e l'architetto Mario Botta, a colloquio con il giornalista Giuseppe Zois, riannodano il percorso ideale e reale dei luoghi in cui viviamo in cerca non di una vita alienata, ma di una quotidianità gioiosa.
    Le nostre emozioni dipendono infatti anche e soprattutto dai luoghi in cui passiamo il nostro tempo: i colori, la luce e l'organizzazione degli ambienti possono generare solitudine, benessere, disagio, stimolare creatività o noia, a partire dal luogo più trascurato e più indispensabile per la crescita di ogni generazione: la scuola.

    ha scritto il 

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