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Dove finisce Roma

Di

Editore: Einaudi

3.5
(259)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook

Isbn-10: 8858405692 | Isbn-13: 9788858405697 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ida è una staffetta partigiana entrata nella Resistenza perché "non c'era nient'altro da fare". Il 28 maggio del '44, mentre Roma aspetta che gli americani arrivino a liberarla, Ida scappa fino alle porte della città per sfuggire ai fascisti. Si nasconde in una grotta umida e buia, dove da piccola giocava con la sua amica Rita. Sola, affamata e spaventata, ripercorre con voce quasi infantile, piena di candore e sensualità insieme, piena di odori colori scoperte, la sua vita da ragazzina in Sardegna, il rapporto con le sorelle e con i genitori, delusi dai suoi comportamenti istintivi giudicati sfrontati dal paese, e la partenza "col cuore litigato"; poi l'arrivo a Roma, la nuova casa in cui abitare con la sorella Agnese e col cognato, la scuola dove i compagni la chiamavano sardegnola, e una Roma che spesso "la sfiniva la schiacciava la vinceva". I ricordi si affollano di personaggi: un professore che trasmette l'amore per i libri e per primo fa sentire le farfalle nella pancia, l'adorata amica ebrea scomparsa, Micol, chissà se deportata, un partigiano che si rivela una spia, e soprattutto Antonio, uomo d'azione, di cui Ida è innamorata. Su tutti incombe una guerra che fino alla fine uccide giovani vite, raccontata da una prospettiva privata, e per questo più nuda e più vera.
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  • 3

    era l'unica scelta

    Ida è una ragazzina sarda che, poco più che dodicenne, mandata a vivere dalla sorella e dal cognato fascista a Roma. (“ che Francesco credesse a quel discorso sulle razze non le sembrava possibile. Le sembrava che bastasse leggere il Vangelo, ascoltare don Pietro, per essere sicuri che non era ...continua

    Ida è una ragazzina sarda che, poco più che dodicenne, mandata a vivere dalla sorella e dal cognato fascista a Roma. (“ che Francesco credesse a quel discorso sulle razze non le sembrava possibile. Le sembrava che bastasse leggere il Vangelo, ascoltare don Pietro, per essere sicuri che non era così. Bastava leggere i libri..”)
    Qui si dibatte tra la nostalgia per la famiglia e la difficoltà iniziale di integrazione (“ come trattava Raffaele Spava, che era meridionale, immigrati, ecco cosa sono , una scuola di immigrati e nessuno sa parlare l’italiano) .

    In quella Roma del 44, in attesa della liberazione da parte dell’occupazione tedesca, la voce di questa ragazzina attualizza gli orrori della guerra, l’attesa infinita della fine (“ Se Dio vuole, Rita, se Dio vuole. Mio padre avrebbe detto sei compagni lottano. Tuo padre è un disgraziato…”)

    Le privazioni quotidiane, la paura e il sospetto si accompagnano ai momenti di tenerezza tipici di una ragazzina in crescita in preda ai primi innamoramenti.
    Eppure Ida è una ragazzina decisa, che tiene sotto controllo la paura, anche quando è costretta a nascondersi nel buio di una grotta.
    Perché lei ha scelto di essere una staffetta, “le era sembrava l’unica cosa da fare”.

    Per giorni, nell’attesa della liberazione (“ “ è finita, che gli americani ormai fra qualche giorni, ma sono anni che dicono che è finita, anni , questa guerra che doveva durare qualche mese…”) Ida ripensa agli anni che sono passati nell’attesa della fine dell’orrore e delle morti, delle lacrime continuamente versate.

    Paola Soriga accompagna la narrazione con una dolcezza antica e il dolore silente delle lacrime, delle morti incomprensibili. Ha la capacità e il garbo di raccontare la quotidianità della storia narrando la Storia che viene tramandata.
    Avvicinandocela e facendone assaporare tutta la ferocia e il dolore.

    ha scritto il 

  • 4

    Roma 1944. Dopo l'8 settembre c'è stato il rastrellamento degli ebrei del ghetto, poi la strage delle fosse Ardeatine. Ida, adolescente trapiantata dalla Sardegna a Centocelle, si ritrova a fare la "staffetta" partigiana, in attesa degli americani che tardano ad arrivare: e nell'attesa la rappres ...continua

    Roma 1944. Dopo l'8 settembre c'è stato il rastrellamento degli ebrei del ghetto, poi la strage delle fosse Ardeatine. Ida, adolescente trapiantata dalla Sardegna a Centocelle, si ritrova a fare la "staffetta" partigiana, in attesa degli americani che tardano ad arrivare: e nell'attesa la rappresaglia tedesca è sempre in agguato.

    ha scritto il 

  • 3

    Al contrario di quanto leggo in giro, secondo me in questo libro la storia c'è, ben intessuta e originale il punto di vista, coinvolgenti i flashback e l'ingenuità che si cela dietro le parole di Ida. Manca totalmente uno stile, o meglio, c'è e non mi piace per niente, è confusionario e arrancant ...continua

    Al contrario di quanto leggo in giro, secondo me in questo libro la storia c'è, ben intessuta e originale il punto di vista, coinvolgenti i flashback e l'ingenuità che si cela dietro le parole di Ida. Manca totalmente uno stile, o meglio, c'è e non mi piace per niente, è confusionario e arrancante.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro era stato assegnato a mia figlia tra i compiti delle vacanze e l'ho letto più per curiosità che per altro.
    Piacevole lo stile simil-Saramago, ma la storia non c'è.
    Forse vuol dare l'idea dei giorni della guerra a Roma, ma si ferma lì.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel romanzo di un'autrice esordiente. Ambientato durante al seconda guerra mondiale. Narra la storia di una ragazza sarda, trasferita a Roma per punizione, che entra a far parte della resistenza, anche se con un ruolo marginale. Una scrittura pulita, essenziale e scorrevole.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia di una ragazza sarda che alla fine degli anni '30 si trasferisce a Roma con la sorella, e qui vivrà gli anni della guerra, partecipando anche alla Resistenza. Un buon esordio, con un stile "alla Saramago" che a volte rende bene le emozioni e a volte affatica, e qualche gradito accenno a ...continua

    La storia di una ragazza sarda che alla fine degli anni '30 si trasferisce a Roma con la sorella, e qui vivrà gli anni della guerra, partecipando anche alla Resistenza. Un buon esordio, con un stile "alla Saramago" che a volte rende bene le emozioni e a volte affatica, e qualche gradito accenno alla lingua sarda. Un buon esordio, certo Einaudi ha stufato con questi libri di poco più di 100 pagine scritti larghi e venduti a 18-20 euro (almeno a me l'hanno prestato).

    ha scritto il 

  • 5

    Una piccola, bellissima storia, che non ha paura a mischiare l'enormità della guerra e i piccoli gesti, le battaglie che ormai ci abbiamo date per vinte (ma lo sono davvero?), quelle che invece sono ancora da iniziare e le piccole sconfitte quotidiane. Il tutto raccontato saltando avanti e indiet ...continua

    Una piccola, bellissima storia, che non ha paura a mischiare l'enormità della guerra e i piccoli gesti, le battaglie che ormai ci abbiamo date per vinte (ma lo sono davvero?), quelle che invece sono ancora da iniziare e le piccole sconfitte quotidiane. Il tutto raccontato saltando avanti e indietro nel tempo, tra Roma e la Sardegna, in cinque anni della vita di una ragazza durante la seconda guerra mondiale. Semplicemente bello.

    ha scritto il 

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