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Dove nascono le grandi idee

Storia naturale dell'innovazione

Di

Editore: Rizzoli (BUR Saggi)

4.3
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8817051683 | Isbn-13: 9788817051682 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Cantoni

Genere: Computer & Technology , Non-fiction , Science & Nature

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Descrizione del libro
Nell'immaginario comune le grandi innovazioni nascono da colpi di genio individuali, quando un'intelligenza fuori dalla norma s'imbatte in un'idea destinata a rivoluzionare un'intera cultura. È così che idealizziamo la creatività, pensandola come il frutto di visioni estemporanee, di folgorazioni che trascendono le contingenze storiche e le tradizioni consolidate. Al contrario sono proprio gli ambienti aperti e le piattaforme condivise ad accrescere la creatività e la redditività delle persone che vi operano. È in questo tipo di habitat - si tratti delle capitali italiane del Rinascimento o del World Wide Web - che sono venute alla luce le grandi invenzioni, come il risultato di percorsi convergenti e condivisi, anche inconsapevolmente, e mai come il frutto di un'avventura solitaria. Steven Johnson ha ricostruito le tappe di questi avvincenti percorsi, tracciando una storia delle idee che hanno cambiato il mondo - dal torchio da stampa di Gutenberg alla nascita di Google -, per aiutarci a comprendere come, potenziando le reti di condivisione, sia possibile aumentare il numero e la qualità delle idee vincenti.
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  • 5

    Guided by a recurring reference to Darwin, Johnson constructs a comprehensive historical path through innovation, talking about famous and obscure personalities / discoveries, organizational practices, learning tools.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido. Davvero tanto interessante. Certo, pensare che la ricetta per fare innovazione sia così semplice è utopistico, altrimenti sarebbe già messa in pratica ovunque. E' ovvio che manca qualcosa, però non si può dire che non vengano forniti spunti, idee, analisi, suggerimenti (da ricordare tr ...continua

    Splendido. Davvero tanto interessante. Certo, pensare che la ricetta per fare innovazione sia così semplice è utopistico, altrimenti sarebbe già messa in pratica ovunque. E' ovvio che manca qualcosa, però non si può dire che non vengano forniti spunti, idee, analisi, suggerimenti (da ricordare tra gli argomento: REEF, CITTA', RETE; POSSIBILE ADIACENTE; NETWORK LIQUIDI; L'INTUIZIONE LENTA; SERENDIPITA'; EXATTAZIONE). Inoltre, l'approccio di analizzare l'evoluzione delle tecnica umana come se si trattasse dell'evoluzione di una specie vivente è davvero tanto originale (almeno per me). Mi è piaciuto tanto, mi pare chiaro.
    P.S. ci sono diversi errori di redazione, ma non credo debba pagarli l'autore con una stellina.

    ha scritto il 

  • 5

    Le idee che nascono dalla connessione, sfatando i luoghi comuni tipo lo scienziato isolato o che il denaro muova l'innovazione. Credo in queste due righe possa condensare l'essenza di questo libro. Tante prove a sostegno delle affermazioni fatte e tanti aneddoti (su Darwin in primis)

    ha scritto il 

  • 5

    Lo spazio della creatività

    Johnson vuole dimostrare che l'innovazione, la sua forma e il suo destino, dipendono in modo decisivo dall'ambiente in cui sono concepiti e sviluppati. Questo avviene in tutti i campi, dalla biologia alla cultura, dalla fisica alla tecnologia.
    Siamo abituati alla retorica dell'inventore o d ...continua

    Johnson vuole dimostrare che l'innovazione, la sua forma e il suo destino, dipendono in modo decisivo dall'ambiente in cui sono concepiti e sviluppati. Questo avviene in tutti i campi, dalla biologia alla cultura, dalla fisica alla tecnologia.
    Siamo abituati alla retorica dell'inventore o dello scienziato solitario che con un colpo di genio risolve problemi, formula teorie, elabora pensieri al di fuori della portata delle persone comuni.
    La storia che ci racconta Johnson è completamente diversa: le innovazioni seguono percorsi tortuosi e lenti. Le buone idee sono soprattutto reti. Le intuizioni sono latenti, nascono nel caos della vita, piena di incombenze, distrazioni, impegni.
    La storiografia positivista ci mostra pensatori concentrati ad affrontare e risolvere una specifica questione seguendo un percorso lineare. In realtà l'abbozzo di una soluzione "nuova" a un problema può rimanere in uno stato embrionale per anni, collocato da qualche parte nella memoria senza che faccia apparenti passi avanti. Intanto si fanno altre cose - anche molto diverse tra di loro - fino a quando non si creano le condizioni per cui quell'intuizione trova finalmente uno sfogo compiuto.
    Il libro di Johnson è costruito su una dozzina di esempi tratti dalla storia dell'innovazione culturale, scientifica e tecnologica: come è diventato un mito il momento in cui Darwin ha concepito le idee sulla selezione naturale; come Brian Eno ha inventato una nuova convenzione musicale; come Gutenberg ha preso in prestito un concetto cruciale dell'industria del vino dell'epoca per inventare la stampa moderna, ecc.
    Si tratta di storie disparate che Johnson presenta in una cornice unitaria: quella del contesto comune in cui idee così differenti sono proliferate.
    Più che chiederci qual è il migliore modello sociale, economico, politico, intellettuale, naturale in cui si genera l'innovazione, il libro dello scrittore americano ci invita a riflettere su quali sono le condizioni in cui emerge un modello rispetto a un altro.
    Risulta che non esiste una formula semplice per l'affermazione delle idee vincenti, anche se ci sono delle caratteristiche simili negli ambienti fecondi per l'innovazione. Steven Johnson mostra che i contesti innovativi si presentano in uno schema definito da sette percorsi ricorrenti. Ogni capitolo del libro è dedicato a ciascuno di essi. Si tratta di direzioni che abbattono le categorie con cui comunemente è pensata la nascita e l'affermazione del "nuovo".
    Per avere buone idee in grado di affermarsi, conclude Johnson, "fate una paseggiata; coltivate intuizioni; scrivete tutto, ma preservate il disordine del vostro archivio; abbracciate la serendipità; commettete errori fecondi; appassionatevi a hobby molteplici; frequentate i caffé e le altri reti liquide; seguite i link; lasciate che altri sfruttino le vostre idee; prendete in prestito, riciclate, reinventate. Costruite una plaga lussureggiante".
    Grazie Steven Johnson. Perché questo libro riabilita la dispersione, i tentativi e gli errori, il caso, le curiosità apparentemente senza senso, le interferenze, i limiti, la contaminazione, il casino della vita. Grazie perché mi ci ritrovo in pieno, e così credo in tanti. Non mi voglio certo neanche lontanamente paragonare agli scienziati, agli innovatori e ai mostri sacri citati da Johnson, ma sapere di essere in così buona compagnia dà fiducia e rende meno frustrante la dispersione. Banalizzo brutalmente, ma la lettura di Dove nascono le grandi idee incoraggia a non smettere mai di essere curiosi e intellettualmente aperti. Prima o poi qualcosa emerge.
    Il volume di Johnson fornisce le linee guida per strutturare in modo innovativo la materia informe che anima i nostri pensieri. Non necessariamente per realizzare la grande scoperta, ma più realisticamente per migliorare il nostro lavoro, per usare e selezionare più efficacemente le informazioni, per potenziare e focalizzare la nostra memoria, per essere consapevoli e attivi testimoni-partecipanti della storia dell'innovazione.

    ha scritto il 

  • 5

    with a single word : beautiful!!!

    .. a very beautiful adventure inside of innovation world...
    It's to all who think that innovation is a flash, a spark , takes a minute.."

    ha scritto il