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Dove sei?

Di

Editore: TEA

3.6
(370)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8850204140 | Isbn-13: 9788850204144 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pagni Frette B.

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Computer & Technology , Non-fiction , Philosophy

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Descrizione del libro
Sono amici dall'infanzia e sono stati molto più che amici, ma a 19 anni Susan decide di entrare nei Corpi di Pace e di partire per l'Honduras. Da quel momento in poi i loro contatti saranno prevalentemente epistolari e una volta l'anno si incontreranno all'aeroporto di New York per fare il punto della loro vita. Susan farà subito strada all'interno dell'organizzazione e il suo coinvolgimento con le attività umanitarie sarà sempre maggiore. Lewis invece metterà su famiglia con Julie e avrà un bambino. Finché un giorno, molti anni dopo, qualcuno arriverà alla sua porta con una lettera e una bambina: la figlia di Susan.
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  • 2

    Finito con fatica, e non mi è piaciuto molto, anzi veramente pochino.
    La storia non sarebbe male, un po' fantasiosa se vogliamo, solo che in certi punti l'ho trovata troppo... favoletta.
    Mi son ripromessa di leggere alcuni libri che stazionano da qualche anno in un angolo della librer ...continua

    Finito con fatica, e non mi è piaciuto molto, anzi veramente pochino.
    La storia non sarebbe male, un po' fantasiosa se vogliamo, solo che in certi punti l'ho trovata troppo... favoletta.
    Mi son ripromessa di leggere alcuni libri che stazionano da qualche anno in un angolo della libreria, l'inizio non è stato incoraggiante, al momento però non cedo.

    **Due stelline e mezzo**

    ha scritto il 

  • 2

    Riflessioni filosofiche sul telefonino, sradicato dal filo e libero di muoversi, legato indissolubilmente all'identità del proprietario, estensione del corpo e della mente.
    Testi brevi e leggeri che sviluppano per accumulo il pensiero di Ferraris. Dopo un po' però mi hanno stufato e ho smes ...continua

    Riflessioni filosofiche sul telefonino, sradicato dal filo e libero di muoversi, legato indissolubilmente all'identità del proprietario, estensione del corpo e della mente.
    Testi brevi e leggeri che sviluppano per accumulo il pensiero di Ferraris. Dopo un po' però mi hanno stufato e ho smesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Dove sei? Ontologia del telefonino, ovvero... "Un sms per la realtà!"

    Questo gustoso testo di Ferraris è l'antecedente di altri testi che, via via, formano, in stile leggero, talvolta auto-ironico, ma nondimeno rigoroso, il percorso verso l'ontologia realista dell'Autore, ben definita e collocata in un senso di impegno professionale ed etico in 'Manifesto del Nuovo ...continua

    Questo gustoso testo di Ferraris è l'antecedente di altri testi che, via via, formano, in stile leggero, talvolta auto-ironico, ma nondimeno rigoroso, il percorso verso l'ontologia realista dell'Autore, ben definita e collocata in un senso di impegno professionale ed etico in 'Manifesto del Nuovo Realismo', 2012.
    Alcuni testi di questo percorso -rimando alle mie recensioni su aNobii- sono: '2007 Sans Papier. Ontologia dell’attualità', '2006 Babbo Natale, Gesù Adulto. In cosa crede chi crede?', '2009 Una Ikea di università. Alla prova dei fatti', il *fondamentale* '2009 Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce', '2010 Ricostruire la decostruzione. Cinque saggi a partire da Jacques Derrida', '2011 Anima e iPad' e il già citato '2012 Manifesto del nuovo realismo'. Ce ne sono altri, ma i sopra elencati rendono ragione della progressione che l'autore fa verso una definizione di ontologia sociale quale testualismo debole. In soldoni, con 'testualismo debole' si intende questo: 'testualismo', appunto perché stabilisce che nulla esiste fuori dal testo; 'debole', perché si applica solo agli oggetti sociali, non agli oggetti fisici, i quali non abbisognano di alcuna iscrizione, e neppure a quelli ideali, i quali devono essere registrati per essere conosciuti e socializzati, ma non per esistere.
    Perché ciò che conta per Ferraris, già prima e poi qui, in 'Dove sei?' è dimostrare che esiste un reale là fuori, che non ha bisogno di noi e delle nostre rappresentazioni per esistere, tipo una montagna, un fiume, un cavetto USB. Laddove invece si voglia intendere un oggetto quale una promessa, un debito, un matrimonio e via dicendo, ecco che questi oggetti, per potere esistere quali oggetti *sociali*, devono fondarsi su iscrizioni, registrazioni, iterazioni che, di fatto, ne costruiscono la realtà sociale. Gli oggetti sociali hanno quindi un supporto fisico, per quanto modesto e variabile e possono avere un valore costitutivo non solo in senso relazionale, ma anche idiomatico, come una firma.
    Il punto centrale è, quindi, che gli oggetti sociali, per esistere in quanto sociali, non possono prescindere da un 'atto iscritto', che fa, mi si passi l'espressione, da 'testimone' della socialità dell'oggetto.
    Se questo, un po' alla veloce, è il succo dell'idea che sta alla base dell'affermazione secondo cui non esiste nulla *di sociale* al di fuori del testo, mi preme qui fare un rapido passaggio sul titolo del libro. Che cosa c'entra un telefonino? C'entra perché amplia non tanto lo spazio della voce, quanto lo spazio della lettera, della memorizzazione, della registrazione, dell'iterazione. Noi siamo quello che digitiamo di essere e, nell'esempio specifico del telefonino, ci specifichiamo quali esseri sociali ogni volta che lanciamo un sms. Alla faccia dell'oralità di ritorno, suggerisce malizioso Ferraris. E' il mondo della registrazione e della scrittura che avanza. Una tesi molto incisiva e non priva di conseguenze per una ontologia non solo del sociale, ma anche del reale. Non a caso, l'Autore, citando Sartre, chiude... aprendo: "Vi dedicheremo un altro libro"...

    Ecco l'indice del testo:

    Il telefonino e la verità (da 'La bustina di Minerva', 15 settembre 2005, Umberto Eco)
    Dove sei?
    Ringraziamenti
    1. Perì mail
    Il telefonino del Faraone
    Scrivere
    Registrare
    Costruire

    IL DIAVOLO NELLA BOTTIGLIA
    2. Oggetti sociali
    Realismo e testualismo
    Realismo forte
    Testualismo forte
    Realismo debole
    Testualismo debole

    Epilogo

    Ecco la quarta di copertina:

    Dove sei? Ontologia del telefonino

    Immaginiamo uno che ci chiami a un telefono fisso e ci chieda: "Dove sei? La risposta sarebbe stupita e scontata: "Dove vuoi che sia? Sono lì, dove che chiami." Con il telefonino, è tutto un altro paio di maniche: si incomincia proprio chiedendo: "Dove sei?", visto che l'interlocutore può essere dappertutto. Magari non ci si fa troppo caso, tanto si è ciechi rispetto al mondo in cui si vive. A questo punto, chiedersi che tipo di oggetto è un telefonino ("ontologia" vuol dire questo), diventa interessante. Dunque: che cos'è un telefonino, a cosa serve? Frugatevi nelle tasche o guardate nella borsa, vicino al telefonino, aprite il portafoglio. Troverete biglietti del tram, scontrini del supermercato, banconote, documenti e carte di credito. Ecco un'altra cosa a cui spesso non si bada: la realtà sociale è fatta di iscrizioni, da cui dipendono obblighi, diritti, sanzioni, matrimoni e divorzi, premi Nobel e anni di galera… Più o meno, tutta la felicità e l'infelicità della nostra vita. Facile profezia: tutte queste carte finiranno per centralizzarsi nel telefonino, che se le mangia tutte. Incredibile ma vero: nel telefonino ci sono più cose di quante ne sognino le nostre filosofie.

    ha scritto il 

  • 0

    la vera pregunta

    All'ipercoop in mezzo agli scaffali tutti hanno il telefonino o in mano o vicino alle trombe di Eustachio (non avrà mica due c?).

    Se uno passa senza telefonino, e guarda gli altri e le altre, e non ha il telefonino - merda con chi parla?

    29.III.2012
    Con le scarpe, potrebbe. ...continua

    All'ipercoop in mezzo agli scaffali tutti hanno il telefonino o in mano o vicino alle trombe di Eustachio (non avrà mica due c?).

    Se uno passa senza telefonino, e guarda gli altri e le altre, e non ha il telefonino - merda con chi parla?

    29.III.2012
    Con le scarpe, potrebbe.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello... con riserva!
    L'impressione è che c'è troppa carne al fuoco, mi spiego: fino a metà libro, si legge bene. La narrazione rimbalza tra lui e lei, i protagonisti, vediamo cosa fanno, cosa si dicono per lettera, capiamo le loro scelte e così via. Da metà in poi, i personaggi aumentano e ...continua

    Bello... con riserva!
    L'impressione è che c'è troppa carne al fuoco, mi spiego: fino a metà libro, si legge bene. La narrazione rimbalza tra lui e lei, i protagonisti, vediamo cosa fanno, cosa si dicono per lettera, capiamo le loro scelte e così via. Da metà in poi, i personaggi aumentano e si rompe l'equilibrio: arrivano la moglie di "lui", il figlio che hanno avuto, la figlia di "lei", personaggi minori... lo stile (che rimane sempre quello, cioè frammentato e alternato ai diversi punti di vista) non regge l'approfondimento che occorrerebbe, e la lettura a mio avviso si fa più difficile, mi è scivolata via, non sono riuscita a rimanere legata affettivamente ai personaggi. Succedono troppe cose, troppo in fretta, in un lasso di tempo di troppi anni.
    Ci sono frasi molto belle qua e là, che danno l'idea che l'autore voglia proporre qualche spunto di riflessione e che comunque, messe dì ad effetto, fanno pensare che la trama sia stata arginata e contenuta entro binari prestabiliti.
    Come sempre Levy declina l'amore con la sua assenza (cioè lui/lei ama uno che non è lì con lui, ma che è altrove) e ciò rende la storia riflessiva e malinconica.

    ha scritto il 

  • 0

    vite in relazione

    un libro che descrive bene il buio dell'attesa e della reperibilità. inseguimenti di relazioni che si perdono dentro la vita dell'aria, una denuncia della perdita dei luoghi. il come stai! sostituito dal dove sei!, e da connessioni che esprimono drammaticamente la nostra presenza solo se c'è camp ...continua

    un libro che descrive bene il buio dell'attesa e della reperibilità. inseguimenti di relazioni che si perdono dentro la vita dell'aria, una denuncia della perdita dei luoghi. il come stai! sostituito dal dove sei!, e da connessioni che esprimono drammaticamente la nostra presenza solo se c'è campo!
    l'unico compagno della nostra vita che sembra non tradirci mai, malgrado l'usura della batteria, unico testimone delle nostre promesse che registra la maschera oggettuale che indossiamo quasi ogni mattina.
    ah dimenticavo!... il mio numero è: 328...
    oggi sono di buon umore.

    ha scritto il 

  • 4

    Finito da 2 minuti..

    Che tenerezza questo libro..nel leggere il finale ho avuto i brividi.. Un altro romanzo di Levy all'insegna del "Carpe diem"? Forse.. Un romanzo d'amore? Non proprio..credo.... 4 personaggi, 4 personalità: Philip, malinconico e nostalgico, che non ha paura di quello che prova verso Susan e che è ...continua

    Che tenerezza questo libro..nel leggere il finale ho avuto i brividi.. Un altro romanzo di Levy all'insegna del "Carpe diem"? Forse.. Un romanzo d'amore? Non proprio..credo.... 4 personaggi, 4 personalità: Philip, malinconico e nostalgico, che non ha paura di quello che prova verso Susan e che è spesso confuso quando rivede la sua amica/innamorata (e che è così tanto immerso in questo sentimento di devozione nei suoi confronti da non accorgersi dell'amore incondizionato di un'altra ragazza); Mary, paziente e riflessiva, e forse è proprio quest'ultimo carattere che l'aiuta a relazionarsi con Lisa; Lisa..testarda, riservata e all'inizio arrogante, ha in sè molti aspetti della madre, che l'aiuteranno a crescere e a diventare matura già molto prima del raggiungimento della maggiore età; e infine Susan: esponente mondiale della filosofia del "Carpe diem" e testarda e arrogante più della figlia, sceglie il suo futuro più per dovere che per piacere..vive in cuor suo un'infanzia che non le ha permesso serenità quando a quattordici anni la sua vita cambiò radicalmente, e vive la vita con il rimorso di non aver potuto cambiare le sorti di quella sera... Un amore cresciuto tra i ricordi, un altro vissuto dietro l'ombra di una fitta nostalgia. 4 stelle: bella storia, scritta bene e descrizioni non eccessive. Bravo Marc.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante non apprezzo particolarmente questo autore, questa storia mi ha piacevolmente sorpresa. Profonda, emozionante, con un bel colpo di scena...non lo avrei mai detto ma qui Levy ha fatto proprio un bel lavoro.:D

    ha scritto il 

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