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Drácula

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Publisher: Plaza & Janés

4.2
(12428)

Language:Español | Number of Pages: 462 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Portuguese , Japanese , Chi traditional , French , Italian , Korean , Russian , Chi simplified , Swedish , Catalan , Finnish , Greek , Czech , Galego , Polish , Danish , Basque , Hungarian , Dutch , Indian (Hindi) , Croatian , Indonesian , Farsi , Romanian , Turkish , Thai

Isbn-10: 8401492009 | Isbn-13: 9788401492006 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Others , Softcover and Stapled , Library Binding

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Drácula, el muerte viviente, reina en la noche y busca a sus víctimas para succionarles la sangre. El vampiro siente apetencias eróticas y acecha a las jóvenes hermosas para vampirizarlas. El conde Drácula espía los sueños, aparece en cualquier lugar, resulta difícil luchar contra él, ejerce una diabólica fascinación... Es un fenómeno inmortal.
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  • 4

    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato lo straordinario, il mistero, la trasgressione, il sacrilego.
    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato colui che non ha tempo né ombra né riflesso. Hai polverizzato l’essere in divenire, il lupo e il pipistrello. Hai polverizzato l’orrido e il benevolo.
    ...continue

    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato lo straordinario, il mistero, la trasgressione, il sacrilego.
    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato colui che non ha tempo né ombra né riflesso. Hai polverizzato l’essere in divenire, il lupo e il pipistrello. Hai polverizzato l’orrido e il benevolo.
    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato il doppio che c’è in tutti noi. Te compreso, sai? Credi che non mi ricordi quante volte hai posato la mano e stretto l'impugnatura del tuo coltello kukri?
    Ché in fondo un po’ Dracula lo siamo tutti.
    E poi fammelo dire, Jonathan, per essere paladini del Bene avete fatto un gran lavoro da macellai.
    Là è la sua tomba. Su di essa una sola parola: DRACULA.
    Jonathan Harker, che tu ti senta in colpa per l’eternità!

    said on 

  • 4

    E' davvero un grandissimo romanzo. Non scherzo. Giurin giurello: storia okay, e scritta per benino. L'unico problema che io ho avuto con questo libro è che, arrivata alla fine, sono rimasta un pelo interdetta perché ero convinta di aver letto il Frankenstein di Mary Shelley. Che, peraltro, dopo q ...continue

    E' davvero un grandissimo romanzo. Non scherzo. Giurin giurello: storia okay, e scritta per benino. L'unico problema che io ho avuto con questo libro è che, arrivata alla fine, sono rimasta un pelo interdetta perché ero convinta di aver letto il Frankenstein di Mary Shelley. Che, peraltro, dopo quella scoperta scioccante, non ho ancora avuto il coraggio di leggere. Ora nella testa ho una confusione incancellabile su chi sia uno e chi sia l'altro. Non credo che ve ne fregherà molto, ma nel caso in cui riusciate a non fare pasticci e a non scambiare mostri (cosa che immagino non vi sarà difficile), troverete il romanzo godibilissimo.

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  • 5

    Un vero capolavoro,un pilastro della letteratura. Scritto sotto forma di diario da tutti i suoi protagonisti,è scorrevole e ben scritto, e da metà in poi il ritmo incalzante ci porta ad un finale breve,ma esaustivo. Nonostante sia stato scritto alla fine del '900 non ci sono parole arcaiche o ric ...continue

    Un vero capolavoro,un pilastro della letteratura. Scritto sotto forma di diario da tutti i suoi protagonisti,è scorrevole e ben scritto, e da metà in poi il ritmo incalzante ci porta ad un finale breve,ma esaustivo. Nonostante sia stato scritto alla fine del '900 non ci sono parole arcaiche o ricercatezza dei termini, Stoker non ne aveva proprio bisogno. Nessun abbellimento o fronzolo per una storia immortale.

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  • 3

    Un attempato professore con una fede "positivista" nella superstizione che sbriciola ostie in casse di terra Transilvana.
    Una creatura misteriosa e potente che per motivi ignoti parte dai Carpazi per tormentare due giovinette di cui una, chissà come, è la futura sposa di un suo ex prigionie ...continue

    Un attempato professore con una fede "positivista" nella superstizione che sbriciola ostie in casse di terra Transilvana.
    Una creatura misteriosa e potente che per motivi ignoti parte dai Carpazi per tormentare due giovinette di cui una, chissà come, è la futura sposa di un suo ex prigioniero, detenuto, anch'esso, per ragioni inconoscibili.
    Farebbe ridere se non fosse "Dracula" che, invece, ti cattura in questa lunga "partita a scacchi" tra bene e male al punto da farti dimenticare i vuoti di trama, il pudore vittoriano, il manicheismo da setta, il paternalismo sessista dei cacciatori, un commento tristemente antisemita, ecc... .
    Vale la pena.

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  • 5

    Avevo già letto la versione integrale tradotta in italiano. Ora ho riletto questo volumetto semplificato in inglese. La storia è pur sempre molto avvincente.

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  • 3

    Le origini

    In questo periodo nel quale i vampiri sono protagonisti di moltissimi film e libri è sempre bello tornare alle origini e leggere di come venivano immaginati i vampiri un tempo.
    Questo libro non dovrebbe essere letto per cercare la suspance o come un thriller poichè, a mio avviso, ora come o ...continue

    In questo periodo nel quale i vampiri sono protagonisti di moltissimi film e libri è sempre bello tornare alle origini e leggere di come venivano immaginati i vampiri un tempo.
    Questo libro non dovrebbe essere letto per cercare la suspance o come un thriller poichè, a mio avviso, ora come ora non può "far paura" inondati come siamo da romanzi e film horror/splatter ma dovrebbe essere letto immedesimandosi nel lettore ottocentesco meno abituato a tutto ciò apprezzando le atmosfere gotiche.
    Molto suggestive sono anche le accurate descrizioni degli ambienti in cui si svolge il racconto.
    Indubbiamente il libro è molto lungo e la storia viene raccontata ad un ritmo molto lento ma a mio parere il bello è proprio questo perchè il trascinarsi lento e senza repentini colpi di scena permette di gustarsi meglio il libro.
    Il frequente cambiamento di ambientazione crea un minimo di suspance che stimola il lettore e proseguire nella lettura contribuendo a rendere sopportabile la lunghezza del libro.

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