Dracula

Di

Editore: Longanesi

4.2
(13299)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 299 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Giapponese , Chi tradizionale , Francese , Coreano , Russo , Chi semplificata , Svedese , Catalano , Finlandese , Greco , Ceco , Galego , Polacco , Danese , Basco , Ungherese , Olandese , Indiano (Hindi) , Croato , Indonesiano , Farsi , Rumeno , Turco , Thai

Isbn-10: A000031651 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Adriana Pellegrini , Jimmy Boraschi ; Illustratore o Matitista: Satty ; Prefazione: Leonard Wolf

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Doverosa promessa: non ho mai provato nessun interesse per vampiri e zombie e in 50 anni non avevo mai letto né visto nulla che avesse a che fare con questi esseri della notte. Dovendo leggere un libr ...continua

    Doverosa promessa: non ho mai provato nessun interesse per vampiri e zombie e in 50 anni non avevo mai letto né visto nulla che avesse a che fare con questi esseri della notte. Dovendo leggere un libro collegato al tema vampiri per una sfida letteraria, ho deciso di partire dall’archetipo di tutta questa ricca letteratura.

    Il romanzo di Stoker è stato una lieta sorpresa. Ho iniziato a leggerlo con un certo scetticismo ma già dalle prime pagine sono rimasto avvinto dal racconto del viaggio di uno dei protagonisti nella tenebrosa e selvaggia Transilvania verso castello Dracula.

    Tra le pagine del romanzo ho ritrovato tutto l’armamentario classico della lotta ai vampiri (ostie consacrate, crocefissi, aglio, ecc.) ma ho scoperto anche un insieme di personaggi straordinari. Il romanzo è scritto come la ricostruzione dettagliata (a volte troppo dettagliata) della straordinaria ed incredibile vicenda del conte Dracula, redatta sotto forma di diario dai vari protagonisti per tramandare ai posteri questa storia incredibile. Il tema di fondo è la classica lotta del bene contro il male, ma Stoker riesce a darne una chiave di lettura assolutamente originale per i suoi tempi.

    ha scritto il 

  • 3

    Il "problema" nel leggere questo libro è che il vampiro è ormai un'icona declinata in mille varianti (in libri, film, fumetti ecc). Quindi, paradossalmente, pur leggendo l'originale, il senso di déjà ...continua

    Il "problema" nel leggere questo libro è che il vampiro è ormai un'icona declinata in mille varianti (in libri, film, fumetti ecc). Quindi, paradossalmente, pur leggendo l'originale, il senso di déjà vu è inevitabile. Nonostante questo il romanzo si legge con piacere. La forma epistolare è stata una piacevole sorpresa, l'atmosfera gotica è ben resa. Un libro sicuramente da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    L'autore irlandese divenne celebre proprio con la pubblicazione di suddetto romanzo, il quale gli servì per giocare un ruolo importantissimo nella letteratura gotica del XIX secolo. Dapprima, Stoker s ...continua

    L'autore irlandese divenne celebre proprio con la pubblicazione di suddetto romanzo, il quale gli servì per giocare un ruolo importantissimo nella letteratura gotica del XIX secolo. Dapprima, Stoker studiò approfonditamente la cultura ed il folklore legati ai vampiri nel contesto europeo per poi costruire un'opera basata su un montaggio di più diari, lettere, telegrammi e ritagli di giornale; in tutte queste testimonianze, vi è il principale scontro fra orientale e occidentale, fra scienza e cattolicesimo. Inoltre, come ricorda la traduttrice Rossella Bernascone « è anche donna la 'vera' scrittrice di questo libro»; infatti, dietro la composizione dell'opera vi è altresì la mano di Mina Murray, protagonista indiscussa. Il testo racconta le vicende di Mina Murray, Jonathan Harker, il dottor Seward, Van Helsing, Quincey Morris e Sir Arthur Holmwood contro il famigerato Conte Dracula, costringendo il lettore a lanciarsi di pagina in pagina per soddisfare la propria curiosità.

    ha scritto il 

  • 4

    Dracula rosa shocking*

    Se non avete mai amato con una fedeltà tanto luminosa da poter attendere una donna morta a un crocicchio a mezzanotte, allora la ragione per cui la Transilvania oggi produce meno vampiri che in passat ...continua

    Se non avete mai amato con una fedeltà tanto luminosa da poter attendere una donna morta a un crocicchio a mezzanotte, allora la ragione per cui la Transilvania oggi produce meno vampiri che in passato dovrà apparirvi incomprensibile.
    Il timore si autogiustifica; e poi, forse, non avete neppure mai osato guardare il vostro sposo o la vostra sposa nuda, figurarsi in una bara.
    Ai giorni nostri sono molti quelli che si rifiutano di baciare la fronte di un morto. Una donna muore da sola in un letto d'ospedale, nel cuore della notte, quando l'infermiera dorme seduta e l'inserviente appoggia il mento al manico dello spazzolone. A metà mattina il marito della donna si presenta per identificarla; poi arrivano quelli delle pompe funebri a chiuderla nella bara o il medico legale ad aprirla con il bisturi.
    Cenere alla cenere, promette il sacerdote, ma se lei dovesse sottrarsi a questo tipo di corruzione, chi verrebbe a conoscenza di tale portentoso miracolo a parte l'anima sincera che si presenta al crocicchio a mezzanotte per darle un bacio?

    Satana, si dice, può parlare anche per il tramite di un teschio in decomposizione: banale asserzione a cui vi aggrappate voi che non avete mai amato con coraggio. Indugiando nei tristi sospiri della vostra coscienza, che non sapreste distinguere da Satana, vi rifiutate di vedere vostra moglie, dimenticando che la solitudine è opera del diavolo; e che cosa potrebbe esserci di più solitario di una bella signora morta che torna al cimitero senza un caro abbraccio?
    Vi dirò una cosa: in Transilvania, un tempo, non era tanto insolito che le vampire tornassero a casa dai propri figli. Di sera, appena i piccoli si addormentavano, con l'aiuto del caro marito, uscivano e si chinavano sul desco per aggiustare le loro scarpine.
    Una delle ragioni per cui dovremmo essere grati alla morte è che solo quando perdiamo la persona amata ci rendiamo conto di quanto l'abbiamo amata. La ferita del lutto lascia entrare la luce. Secondo l'Apocalisse di Giovanni, si tratta di un tipo di luce molto particolare.
    Noi infatti, dimoriamo dentro noi stessi, e non ci accorgiamo più, come dice Platone, delle tenebre; e quando la morte avanza silenziosa alle nostre spalle sulle ossute punte dei suoi piedi, strangola la nostra convivente e la strappa via dalla nostra carne, noi non possiamo fare a meno di vedere quel mattino dorato al di là di noi, che molti temono più della stessa morte.
    Ma con il tempo impariamo a dimenticare la luce, raddrizzandoci dentro i nostri corpi per permettere alle nostre anime di tornare ad abitare i nostri crani pressati dal rimorso, d'umore nero come le tenaglie di un fabbro.

    Morte cara, una notte mi porterai un anello d'oro preso in qualche cimitero, e io lo venderò in una taverna. Fuggiremo per sentieri e pascoli, tra le montagne, per le periferie del vecchio Sacro Romano Impero, girando intorno a villaggi infestati da epidemie, evitando le chiese, talvolta inseguiti da ladri, guerre e assassini; e io, mai tentato d'altre donne, ti rimarrò fedele.

    Colonna sonora:

    https://youtu.be/ySK3ziRZmd8

    *Vollmann

    ha scritto il 

  • 4

    4* non proprio pienie perché, a tratti, è un po' lento, quasi noioso.
    Ma i personaggi sono MERAVIGLIOSI! Mina, in particolare, è l'incarnazione della vera donna forte e ho amato Van Helsing per la sua ...continua

    4* non proprio pienie perché, a tratti, è un po' lento, quasi noioso.
    Ma i personaggi sono MERAVIGLIOSI! Mina, in particolare, è l'incarnazione della vera donna forte e ho amato Van Helsing per la sua arguzia, la sua sensibilità, il sangue freddo e la prontezza in ogni situazione.
    Bello anche per come è strutturato.
    Da leggere!

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Un romanzo che avevo letto alle medie, ai tempi non solo mi era piaciuto molto, ma era stata una delle poche letture in grado di inquietarmi. L'edizione che lessi a quei tempi sfortunatamente ha fatto ...continua

    Un romanzo che avevo letto alle medie, ai tempi non solo mi era piaciuto molto, ma era stata una delle poche letture in grado di inquietarmi. L'edizione che lessi a quei tempi sfortunatamente ha fatto una tragita fine: non è più tornato dopo un prestito. Quindi, dopo aver con rammarico comprato un'altra edizione, mi sono decisa a rileggerlo. E il mio giudizio, dopo la seconda lettura, non cambia. Un vero e proprio capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    In un momento in cui la figura del vampiro è di nuovo di gran moda - anche se indubbiamente dopo aver subito una notevole trasformazione, estetica e semantica -, immagino possa essere interessante a p ...continua

    In un momento in cui la figura del vampiro è di nuovo di gran moda - anche se indubbiamente dopo aver subito una notevole trasformazione, estetica e semantica -, immagino possa essere interessante a prescindere guardarsi indietro. Per i nostalgici e gli ortodossi, per sciacquarsi gli occhi dall'abominio del vampiro glitteroso; per i "progressisti", per farsi un'idea di quanto questo essere fantastico nel tempo si sia evoluto. Stoker rappresenta una pietra miliare di questo processo e, sebbene il tempo abbia in effetti reso alcuni aspetti del romanzo un po' desueti (la forma epistolare / diaristica, per quel che mi riguarda, è l'ostacolo maggiore), Dracula è sempre un titolo che riprendo in mano volentieri. E a ben vedere, il periodo è propizio anche per un altro aspetto, più sociologico: per stessa ammissione di Stoker, il conte incarna ed esorcizza la paura dell'alieno, dello straniero, che si insinua e minaccia di corrompere dall'interno il corpo sano della società vittoriana. Che questa paura dell'altro sia eticamente e/o ragionevolmente corretta è alquanto discutibile: nondimeno, è una paura che è umano provare. Negli anni in cui viviamo, che sono contraddistinti dall'incontro-scontro tra culture, un romanzo che offre una riflessione in merito può essere ulteriormente stimolante.

    ha scritto il 

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