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Dracula

Annotato da Leonard Wolf - Illustrato da Satty

Di

Editore: Club degli Editori su licenza Longanesi

4.2
(12540)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 299 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Giapponese , Chi tradizionale , Francese , Coreano , Russo , Chi semplificata , Svedese , Catalano , Finlandese , Greco , Ceco , Galego , Polacco , Danese , Basco , Ungherese , Olandese , Indiano (Hindi) , Croato , Indonesiano , Farsi , Rumeno , Turco , Thai

Isbn-10: A000143533 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Satty ; Contributi: Leonard Wolf

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Poco dopo aver finito di leggere, ho chiuso il libro e ho esclamato "Wow". Non credevo potesse essere così bello. Uno stile di scrittura fantastico. Coinvolgente sin dall'inizio. Ti colpisce già dalle ...continua

    Poco dopo aver finito di leggere, ho chiuso il libro e ho esclamato "Wow". Non credevo potesse essere così bello. Uno stile di scrittura fantastico. Coinvolgente sin dall'inizio. Ti colpisce già dalle prime pagine e non ci sono fasi noiose. Ogni pezzo, ogni azione fa parte del puzzle. Ogni personaggio è intrigante. Il mio preferito è Van Helsing, è saggio, ha uno strano modo di esprimersi ma è lucido e attento. Dracula è ben rappresentato, capisco quanta ispirazione abbia dato alla "scia vampiresca" degli ultimi anni.
    Sono rimasta davvero colpita da quanto abbia precorso i tempi.
    Altamente consigliato a chi vuol davvero conoscere Il Vero Vampiro.

    ha scritto il 

  • 4

    Dracula è senz'altro uno dei pilastri fondamentali fra i romanzi gotici. Certo, il primo a scrivere di vampiri fu John Polidori, ma l'opera di Stoker è diventata la più famosa e che ha portato alla re ...continua

    Dracula è senz'altro uno dei pilastri fondamentali fra i romanzi gotici. Certo, il primo a scrivere di vampiri fu John Polidori, ma l'opera di Stoker è diventata la più famosa e che ha portato alla realizzazione di tantissimi film, saghe e saghe di libri e innumerevoli telefilm.

    Il romanzo si apre con Jonathan Harker, giovane avvocato inviato nelle selvagge terre della Transilvania per aiutare il Conte Dracula ad acquistare un'abitazione in Inghilterra. Lì il protagonista si ritroverà in situazioni inspiegabili e terrificanti, al punto da fargli perdere quasi la ragione.

    La seconda parte del romanzo è ambientato in Inghilterra dove, grazie ad uno scambio di lettere, conosciamo Lucy Westenra e Mina Murray.
    Dopo questo episodio ci spostiamo in Inghilterra, dove la giovane Lucy Westenra intrattiene uno scambio di lettere con l'amica Mina Murray e viene corteggiata da alcuni pretendenti.
    I personaggi di questo romanzo sono tanti e tutti importanti. Fra questi il dottor Van Helsing (famoso per i film che gli hanno intitolato), il dottor John Seward e i coraggiosi amici Quincey e Arthur.

    Se dovessi scegliere il mio personaggio preferito sceglierei probabilmente il dottor Seward: è quello più razionale e lucido in tutta la storia, anche se ho un debole anche per Van Helsing. Purtroppo, però, i suoi monologhi mi hanno spesso sfiancata, soprattutto perché essendo olandese non parla un perfetto inglese e i suoi dialoghi sono trascritti proprio come parlerebbe una persona che non conosce bene la lingua: sbagliando verbi e tempi soltanto per questo l'ho trovato "sfiancante".

    Non ho dato 5 stelle per due motivi: il primo è a causa dei monologhi "irregolari" di Van Helsing di cui parlavo prima, il secondo per i discorsi (che questa volta toccano tutti i personaggi) troppo morali. Inoltre, si sente davvero molto che è un libro di fine '800 e da questo punto di vista mi ha ricordato tantissimo Jane Eyre, al quale avevo dato 4 stelle per lo stesso motivo.

    In conclusione, però, posso dire che è un gran bel romanzo, che si fa leggere senza problemi (io ci ho messo più del dovuto perché nel frattempo ho accavallato altri libri) e che mi sentirei di consigliare a chi ama i classici, i libri horror e di avventura e a chi, ovviamente, adora i vampiri. Ovviamente qui non troverete quelli luccicanti, tranquilli! xD

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/04/mini-recensione-di-dracula-di-bram.html

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel libro, non c'è molto da aggiungere. Molto interessante come è stato scritto, come una raccolta di estratti da diari. Un po' lento per i canoni moderni ma vale veramente la lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono molte cose possibili da dire, su questo libro, per cui mi limiterò a iniziare con considerazioni di carattere strettamente personale: Van Helsing mi sta sulle palle, e una parte di me è convin ...continua

    Ci sono molte cose possibili da dire, su questo libro, per cui mi limiterò a iniziare con considerazioni di carattere strettamente personale: Van Helsing mi sta sulle palle, e una parte di me è convinta che stesse sulle palle anche a Stoker.
    Ma sui personaggi avrò modo di tornare.
    Bisogna innanzitutto dire che il grande merito del buon Bram è l'esser stato in grado di prendere materiale già presente nel folklore e nella letteratura "di consumo" ottocentesca - si vedano vampiri che comandano i lupi, che escono alla luce della luna, che collaborano con gli zingari ecc. ecc. - e rielaborarlo fino a creare un personaggio estremamente duttile e affascinante. Perché su, che meraviglia è una creatura che è in grado di mutare in lupo, in pipistrello e in nebbia, che è in grado di influenzare gli eventi atmosferici e che possiede potentissimi poteri mentali?
    E' un personaggio che non appare mai direttamente, ma è quello che più di ogni altro è rimasto impresso nell'immaginario. A parer mio non è neppure l'emblema del maligno, ma l'emblema supremo dell'Altro, dell'Ignoto e di ciò che l'Occidente ottocentesco percepiva come male. La prospettiva positivista dell'epoca è simboleggiata dai vari Van Helsing, Seward, Harker, Morris, Godalming. Mina merita un paragrafo a parte, come lo merita Renfield.
    Questo team di uomini, guidati dall'onnisciente Van Helsing, fa appello alla scienza e alla razionalità dall'altro, alla religione (che è quanto di meno razionale esista) dall'altro. E qui emerge chiaramente la contraddizione in termini che era la società vittoriana dell'epoca. Dracula, nel manifestare certe pulsioni "proibite" (ma necessarie per lui in termini di sopravvivenza) - nel suo caso il succhiare il sangue ma vi si potrebbe inserire qualsiasi altra pulsione ritenuta, ai tempi, deviante - è pericoloso perché onesto, pericoloso perché sovversivo dell'ordine, così come lo è Renfield, anch'egli succhiatore di vita, saggio più dei "normali" e costretto in una camicia di forza.
    Spinti dalla credenza di essere nel giusto, si muovono avanti come cacciatori sulle tracce di una bestia. Non si può non provare pena per Dracula nel leggere con quanto accanimento lo bracchino. Non gli riservano il minimo rispetto, lo macellano come avrebbero macellato un qualsiasi animale. E della "bestia" che ammazzano, a conti fatti, non sanno niente: solo superstizioni popolari, niente di più. Ma è in nome della superstizione che si sono per secoli uccise streghe.
    I "maestri del progresso" sono, alla fine, più ciechi del popolino che vorrebbero salvare. E l'ignoranza li spaventa, così come li spaventa ciò che è diverso, non un arricchimento ma un nemico da distruggere a prescindere.
    Continuando sul filo dell'allegoria, veniamo a parlare di Mina. Mina è una donna intelligente, una donna che avrebbe tranquillamente potuto cavarsela da sola, contro Dracula. Una donna che, probabilmente, avrebbe dimostrato molta più pietà dei suoi protettori (e la mostra, in verità) verso il vampiro. Solo grazie a lei riescono a scovare Dracula, questo a più riprese. Eppure, a un certo punto, viene confinata nel ruolo di "Santa Protettrice". Perché? Perché "noi siamo uomini, siamo più forti, tu sei intelligente e ragioni come un uomo, sei meglio di tutti quanti noi, ma sei donna e quindi stai a casa".
    Emerge qui tutta la triste condizione femminile dei tempi: la donna va bene finché non si impiccia degli affari degli uomini. La donna deve essere un modello di virtù, una madonna, una santa. La donna non può avere una sessualità, ma deve essere protetta e vegliata e conservare purezza e castità, valori sommi. Mentre Dracula, ancor più temuto per questo, risveglia un lato delle donne che l'uomo vittoriano non voleva vedere: la sensualità. Perché c'era sensualità in Lucy Westenra come c'era in Mina che succhiava il sangue dal petto nudo del Conte. E Dracula, in questo (si vedano anche le sue mogli), rispetta le donne molto più di quanto non facciano gli uomini "retti". E anche per questo va eliminato.
    Ma Dracula è tutto questo e molto di più: rappresenta, come già detto, l'Altro e l'Ignoto. Non ragiona con la razionalità ma con tutto ciò che è "altro" nell'uomo, pulsioni e sentimenti, è capace di amare (lo afferma lui stesso, e l'amore stesso è un sentimento irrazionale), ed è il "lato oscuro" di ogni uomo, quello che ogni persona possiede ma che un Van Helsing si rifiuterebbe a ogni costo di vedere. Il suo egoismo è quello di un bambino, poiché, a sentire Van Helsing, come un bambino lui ragiona.
    Ed è allora così difficile capire che il Conte s'è allontanato dalla Transilvania poiché ne soffriva l'isolamento e la solitudine? (E si vedano, a proposito, alcuni racconti precedenti a "Dracula": il tema riguardo al vampiro era già stato trattato.) E' così difficile capire che ha rapito Harker perché "voleva il giocattolo per sé"?
    Ma sono i molti punti interrogativi che il racconto lascia ad aver preparato terreno fertile per tutti i vampiri che verranno dopo, cinematografici e letterari. E' proprio l'alone di mistero insondabile a rendere la narrazione piena di fascino. E un brivido, un senso di soverchiante angoscia, leggendo il romanzo si prova eccome. Non ovvio questo in un libro di fine Ottocento.
    Insomma, questo Dracula nessuno lo capirà mai del tutto. Chi avrebbe potuto conoscere - Van Helsing & co. - non ha voluto conoscere, ha preferito distruggere.
    Ma in fondo è meglio così: il vampiro non si spiega, il vampiro è un emblema, il simbolo del limite dell'uomo. Ed è meglio che tale resti, perché possa continuare a percorrere il tempo e a lasciare le sue tracce, così come ha fatto nei secoli dei secoli.

    ha scritto il 

  • 3

    Ad inizio lettura sono sincera, non mi prendeva per niente, da meta' romanzo in poi invece si e' fatto molto più' avvincente ed ansiolitico... l'ho trovato anche scorrevole perché non ricordandomi del ...continua

    Ad inizio lettura sono sincera, non mi prendeva per niente, da meta' romanzo in poi invece si e' fatto molto più' avvincente ed ansiolitico... l'ho trovato anche scorrevole perché non ricordandomi del film me lo sono gustato fino in fondo. Lo consiglio a chi cerca una lettura magari un po' più impegnativa ma che rimarrà' sempre come uno dei romanzi classici del brivido =) buone letture!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. Fortunatamente ho visto il film molto tempo fa e non lo ricordavo, per cui sono riuscita a godermi un bel romanzone ottocentesco. Certo: con tutti i difetti del romanzo ottocentesco, dalla ling ...continua

    Bello. Fortunatamente ho visto il film molto tempo fa e non lo ricordavo, per cui sono riuscita a godermi un bel romanzone ottocentesco. Certo: con tutti i difetti del romanzo ottocentesco, dalla lingua un po' troppo forbita alla sensazione di sapere sempre e comunque cosa e dove è bene e male ... e anche con qualche incongruenza "scientifica" (adesso sappiamo che le trasfusioni non si possono fare sempre e comunque da chiunque a chiunque). Però la storia è molto più affascinante di quella del film, inoltre la narrazione risulta sempre interessante grazie all'escamotage di cambiare fonte narrativa: la lettera, il diario, l'articolo di giornale ...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    What a bore!

    I read this book because I love the language used in the 1800s, and it left me amazed indeed.
    But, having already read Frankenstein, it also left me a bit disappointed. I think Mary Shelley has done a ...continua

    I read this book because I love the language used in the 1800s, and it left me amazed indeed.
    But, having already read Frankenstein, it also left me a bit disappointed. I think Mary Shelley has done a much better job giving psychological depth to her characters (both "good" and "evil" though I believe there are no such concepts in her work), giving action and movement to the story but also well studied and meaningful pauses, giving a stark significance to her words, than Bram Stoker.
    I mean, the characters are of an incredible flatness: they don't develope or grow with the unravelling of the mystery behind all the sequence of hideous events, they don't even seem to feel anything at all, and they are clearly Very Good or Very Evil. In this sense, it is a very boring novel.
    Also, the second part of the story is really annoying with all the transcriptions of useless harangues by Van Helsing, in which it is also difficult to understand the point. Most of the times, it was Mina's two lines summaries of the endless speeches who let me see the point of it all, and it wasn't even a real point since it only was "God help us all, we must fight back the evil". YES but when are you gonna fight it back for real? I'm not one who only looks for action, but whole chapters of repetitions of the same plan over and over again would annoy the most patient reader in the world. I just understood you have to track all the boxes down, but, Jesus Christ, just do it without telling me how many frigging times you all have been having that damn breakfast that occurred I think at least two times in every chapter. And, if a chapter is composed by extracts from many different diaries, could you tell the same event only ONCE and not by the point of view of five different characters?
    I think there are also three characters who didn't need to be in the story at all: the two female vampires and Renfield, whose story I especially hated since it all had no point apart from letting the vampire into Seward's house. Was telling all his zoophagia story really needed? I don't think so.
    By the way, many passages were really frightening and thrilling, especially in the first part, were Jonathan Harker is by himself in the Castle. I really liked the part in which he finds the Count in the crib.
    Anyway, I wouldn't recommend it.

    ha scritto il 

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