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Dracula

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Publisher: Tribeca Books

4.2
(12517)

Language:English | Number of Pages: 360 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Portuguese , Japanese , Chi traditional , French , Italian , Korean , Russian , Chi simplified , Swedish , Catalan , Finnish , Greek , Czech , Galego , Polish , Danish , Basque , Hungarian , Dutch , Indian (Hindi) , Croatian , Indonesian , Farsi , Romanian , Turkish , Thai

Isbn-10: 1612930883 | Isbn-13: 9781612930886 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , School & Library Binding , Audio Cassette , Library Binding , Others , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled , Unbound , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Beautiful designed edition of Bram Stoker's original classic DRACULA. Since its publication in 1897, Dracula continues to terrify readers with its depiction of a vampire with an insatiable thirst for blood.
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  • 5

    Ci sono molte cose possibili da dire, su questo libro, per cui mi limiterò a iniziare con considerazioni di carattere strettamente personale: Van Helsing mi sta sulle palle, e una parte di me è convin ...continue

    Ci sono molte cose possibili da dire, su questo libro, per cui mi limiterò a iniziare con considerazioni di carattere strettamente personale: Van Helsing mi sta sulle palle, e una parte di me è convinta che stesse sulle palle anche a Stoker.
    Ma sui personaggi avrò modo di tornare.
    Bisogna innanzitutto dire che il grande merito del buon Bram è l'esser stato in grado di prendere materiale già presente nel folklore e nella letteratura "di consumo" ottocentesca - si vedano vampiri che comandano i lupi, che escono alla luce della luna, che collaborano con gli zingari ecc. ecc. - e rielaborarlo fino a creare un personaggio estremamente duttile e affascinante. Perché su, che meraviglia è una creatura che è in grado di mutare in lupo, in pipistrello e in nebbia, che è in grado di influenzare gli eventi atmosferici e che possiede potentissimi poteri mentali?
    E' un personaggio che non appare mai direttamente, ma è quello che più di ogni altro è rimasto impresso nell'immaginario. A parer mio non è neppure l'emblema del maligno, ma l'emblema supremo dell'Altro, dell'Ignoto e di ciò che l'Occidente ottocentesco percepiva come male. La prospettiva positivista dell'epoca è simboleggiata dai vari Van Helsing, Seward, Harker, Morris, Godalming. Mina merita un paragrafo a parte, come lo merita Renfield.
    Questo team di uomini, guidati dall'onnisciente Van Helsing, fa appello alla scienza e alla razionalità dall'altro, alla religione (che è quanto di meno razionale esista) dall'altro. E qui emerge chiaramente la contraddizione in termini che era la società vittoriana dell'epoca. Dracula, nel manifestare certe pulsioni "proibite" (ma necessarie per lui in termini di sopravvivenza) - nel suo caso il succhiare il sangue ma vi si potrebbe inserire qualsiasi altra pulsione ritenuta, ai tempi, deviante - è pericoloso perché onesto, pericoloso perché sovversivo dell'ordine, così come lo è Renfield, anch'egli succhiatore di vita, saggio più dei "normali" e costretto in una camicia di forza.
    Spinti dalla credenza di essere nel giusto, si muovono avanti come cacciatori sulle tracce di una bestia. Non si può non provare pena per Dracula nel leggere con quanto accanimento lo bracchino. Non gli riservano il minimo rispetto, lo macellano come avrebbero macellato un qualsiasi animale. E della "bestia" che ammazzano, a conti fatti, non sanno niente: solo superstizioni popolari, niente di più. Ma è in nome della superstizione che si sono per secoli uccise streghe.
    I "maestri del progresso" sono, alla fine, più ciechi del popolino che vorrebbero salvare. E l'ignoranza li spaventa, così come li spaventa ciò che è diverso, non un arricchimento ma un nemico da distruggere a prescindere.
    Continuando sul filo dell'allegoria, veniamo a parlare di Mina. Mina è una donna intelligente, una donna che avrebbe tranquillamente potuto cavarsela da sola, contro Dracula. Una donna che, probabilmente, avrebbe dimostrato molta più pietà dei suoi protettori (e la mostra, in verità) verso il vampiro. Solo grazie a lei riescono a scovare Dracula, questo a più riprese. Eppure, a un certo punto, viene confinata nel ruolo di "Santa Protettrice". Perché? Perché "noi siamo uomini, siamo più forti, tu sei intelligente e ragioni come un uomo, sei meglio di tutti quanti noi, ma sei donna e quindi stai a casa".
    Emerge qui tutta la triste condizione femminile dei tempi: la donna va bene finché non si impiccia degli affari degli uomini. La donna deve essere un modello di virtù, una madonna, una santa. La donna non può avere una sessualità, ma deve essere protetta e vegliata e conservare purezza e castità, valori sommi. Mentre Dracula, ancor più temuto per questo, risveglia un lato delle donne che l'uomo vittoriano non voleva vedere: la sensualità. Perché c'era sensualità in Lucy Westenra come c'era in Mina che succhiava il sangue dal petto nudo del Conte. E Dracula, in questo (si vedano anche le sue mogli), rispetta le donne molto più di quanto non facciano gli uomini "retti". E anche per questo va eliminato.
    Ma Dracula è tutto questo e molto di più: rappresenta, come già detto, l'Altro e l'Ignoto. Non ragiona con la razionalità ma con tutto ciò che è "altro" nell'uomo, pulsioni e sentimenti, è capace di amare (lo afferma lui stesso, e l'amore stesso è un sentimento irrazionale), ed è il "lato oscuro" di ogni uomo, quello che ogni persona possiede ma che un Van Helsing si rifiuterebbe a ogni costo di vedere. Il suo egoismo è quello di un bambino, poiché, a sentire Van Helsing, come un bambino lui ragiona.
    Ed è allora così difficile capire che il Conte s'è allontanato dalla Transilvania poiché ne soffriva l'isolamento e la solitudine? (E si vedano, a proposito, alcuni racconti precedenti a "Dracula": il tema riguardo al vampiro era già stato trattato.) E' così difficile capire che ha rapito Harker perché "voleva il giocattolo per sé"?
    Ma sono i molti punti interrogativi che il racconto lascia ad aver preparato terreno fertile per tutti i vampiri che verranno dopo, cinematografici e letterari. E' proprio l'alone di mistero insondabile a rendere la narrazione piena di fascino. E un brivido, un senso di soverchiante angoscia, leggendo il romanzo si prova eccome. Non ovvio questo in un libro di fine Ottocento.
    Insomma, questo Dracula nessuno lo capirà mai del tutto. Chi avrebbe potuto conoscere - Van Helsing & co. - non ha voluto conoscere, ha preferito distruggere.
    Ma in fondo è meglio così: il vampiro non si spiega, il vampiro è un emblema, il simbolo del limite dell'uomo. Ed è meglio che tale resti, perché possa continuare a percorrere il tempo e a lasciare le sue tracce, così come ha fatto nei secoli dei secoli.

    said on 

  • 3

    Ad inizio lettura sono sincera, non mi prendeva per niente, da meta' romanzo in poi invece si e' fatto molto più' avvincente ed ansiolitico... l'ho trovato anche scorrevole perché non ricordandomi del ...continue

    Ad inizio lettura sono sincera, non mi prendeva per niente, da meta' romanzo in poi invece si e' fatto molto più' avvincente ed ansiolitico... l'ho trovato anche scorrevole perché non ricordandomi del film me lo sono gustato fino in fondo. Lo consiglio a chi cerca una lettura magari un po' più impegnativa ma che rimarrà' sempre come uno dei romanzi classici del brivido =) buone letture!

    said on 

  • 4

    Bello. Fortunatamente ho visto il film molto tempo fa e non lo ricordavo, per cui sono riuscita a godermi un bel romanzone ottocentesco. Certo: con tutti i difetti del romanzo ottocentesco, dalla ling ...continue

    Bello. Fortunatamente ho visto il film molto tempo fa e non lo ricordavo, per cui sono riuscita a godermi un bel romanzone ottocentesco. Certo: con tutti i difetti del romanzo ottocentesco, dalla lingua un po' troppo forbita alla sensazione di sapere sempre e comunque cosa e dove è bene e male ... e anche con qualche incongruenza "scientifica" (adesso sappiamo che le trasfusioni non si possono fare sempre e comunque da chiunque a chiunque). Però la storia è molto più affascinante di quella del film, inoltre la narrazione risulta sempre interessante grazie all'escamotage di cambiare fonte narrativa: la lettera, il diario, l'articolo di giornale ...

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    What a bore!

    I read this book because I love the language used in the 1800s, and it left me amazed indeed.
    But, having already read Frankenstein, it also left me a bit disappointed. I think Mary Shelley has done a ...continue

    I read this book because I love the language used in the 1800s, and it left me amazed indeed.
    But, having already read Frankenstein, it also left me a bit disappointed. I think Mary Shelley has done a much better job giving psychological depth to her characters (both "good" and "evil" though I believe there are no such concepts in her work), giving action and movement to the story but also well studied and meaningful pauses, giving a stark significance to her words, than Bram Stoker.
    I mean, the characters are of an incredible flatness: they don't develope or grow with the unravelling of the mystery behind all the sequence of hideous events, they don't even seem to feel anything at all, and they are clearly Very Good or Very Evil. In this sense, it is a very boring novel.
    Also, the second part of the story is really annoying with all the transcriptions of useless harangues by Van Helsing, in which it is also difficult to understand the point. Most of the times, it was Mina's two lines summaries of the endless speeches who let me see the point of it all, and it wasn't even a real point since it only was "God help us all, we must fight back the evil". YES but when are you gonna fight it back for real? I'm not one who only looks for action, but whole chapters of repetitions of the same plan over and over again would annoy the most patient reader in the world. I just understood you have to track all the boxes down, but, Jesus Christ, just do it without telling me how many frigging times you all have been having that damn breakfast that occurred I think at least two times in every chapter. And, if a chapter is composed by extracts from many different diaries, could you tell the same event only ONCE and not by the point of view of five different characters?
    I think there are also three characters who didn't need to be in the story at all: the two female vampires and Renfield, whose story I especially hated since it all had no point apart from letting the vampire into Seward's house. Was telling all his zoophagia story really needed? I don't think so.
    By the way, many passages were really frightening and thrilling, especially in the first part, were Jonathan Harker is by himself in the Castle. I really liked the part in which he finds the Count in the crib.
    Anyway, I wouldn't recommend it.

    said on 

  • 4

    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato lo straordinario, il mistero, la trasgressione, il sacrilego.
    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato colui che non ha tempo né ombra né riflesso. Hai polverizzato ...continue

    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato lo straordinario, il mistero, la trasgressione, il sacrilego.
    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato colui che non ha tempo né ombra né riflesso. Hai polverizzato l’essere in divenire, il lupo e il pipistrello. Hai polverizzato l’orrido e il benevolo.
    Tu, Jonathan Harker, hai polverizzato il doppio che c’è in tutti noi. Te compreso, sai? Credi che non mi ricordi quante volte hai posato la mano e stretto l'impugnatura del tuo coltello kukri?
    Ché in fondo un po’ Dracula lo siamo tutti.
    E poi fammelo dire, Jonathan, per essere paladini del Bene avete fatto un gran lavoro da macellai.
    Là è la sua tomba. Su di essa una sola parola: DRACULA.
    Jonathan Harker, che tu possa sentirti in colpa per l’eternità!

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  • 4

    E' davvero un grandissimo romanzo. Non scherzo. Giurin giurello: storia okay, e scritta per benino. L'unico problema che io ho avuto con questo libro è che, arrivata alla fine, sono rimasta un pelo in ...continue

    E' davvero un grandissimo romanzo. Non scherzo. Giurin giurello: storia okay, e scritta per benino. L'unico problema che io ho avuto con questo libro è che, arrivata alla fine, sono rimasta un pelo interdetta perché ero convinta di aver letto il Frankenstein di Mary Shelley. Che, peraltro, dopo quella scoperta scioccante, non ho ancora avuto il coraggio di leggere. Ora nella testa ho una confusione incancellabile su chi sia uno e chi sia l'altro. Non credo che ve ne fregherà molto, ma nel caso in cui riusciate a non fare pasticci e a non scambiare mostri (cosa che immagino non vi sarà difficile), troverete il romanzo godibilissimo.

    said on 

  • 5

    Un vero capolavoro,un pilastro della letteratura. Scritto sotto forma di diario da tutti i suoi protagonisti,è scorrevole e ben scritto, e da metà in poi il ritmo incalzante ci porta ad un finale brev ...continue

    Un vero capolavoro,un pilastro della letteratura. Scritto sotto forma di diario da tutti i suoi protagonisti,è scorrevole e ben scritto, e da metà in poi il ritmo incalzante ci porta ad un finale breve,ma esaustivo. Nonostante sia stato scritto alla fine del '900 non ci sono parole arcaiche o ricercatezza dei termini, Stoker non ne aveva proprio bisogno. Nessun abbellimento o fronzolo per una storia immortale.

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