Drageløperen

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Publisher: Schibsted forlagene

4.3
(29798)

Language: Norsk | Number of Pages: 382 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , Italian , German , French , Spanish , Portuguese , Dutch , Japanese , Swedish , Danish , Catalan , Slovenian , Latvian , Croatian , Basque , Finnish , Czech , Farsi , Galego , Arabic , Polish

Isbn-10: 8251621488 | Isbn-13: 9788251621489 | Publish date:  | Edition 1. Auflage

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Året er 1975, og tolv år gamle Amir fra Kabul ønsker å vinne den årlige drageturneringen og dermed sin fars anerkjennelse. Amirs venn Hassan lover å hjelpe til. Hassan er tjenerens sønn, og tilhører en mindre ansett folkegruppe. Amir misunner likevel hans naturlige mot, og ikke minst hans plass i farens hjerte. På turneringsdagen skjer det noe katastrofalt som gjør at guttene mister kontakten med hverandre. Etter den sovjetiske invasjonen flykter Amir og faren til USA, og først etter mange år vender Amir tilbake til Afghanistan. Kanskje dette er hans sjanse til å gjøre opp for seg.
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  • 2

    Tra un buon romanzo e un feuilleton

    Ecco un libro che sta esattamente a metà strada tra un buon romanzo e un feuilleton.
    E' lodevole aver raccontato al mondo la tragedia della popolazione afgana, passata dall'invasione comunista alla mo ...continue

    Ecco un libro che sta esattamente a metà strada tra un buon romanzo e un feuilleton.
    E' lodevole aver raccontato al mondo la tragedia della popolazione afgana, passata dall'invasione comunista alla morsa dei Talebani. Poetico è il ricordo dell'Afghanistan in tempo di pace, gli alberi da frutta, la gara degli aquiloni che colora il cielo, il sorriso dei bambini, Kabul imbiancata dalla neve e non ancora sporca di sangue. E profondo - si sente - è l'amore dell'autore per il suo paese d'origine.
    Il problema sta nella trama, fin troppo prevedibile, nel continuo rimpianto dei bei tempi andati e degli errori commessi, che alla lunga stanca, e in certi episodi un po' stiracchiati. Il protagonista, di fatto un rammollito, imparerà ad esserlo meno alle soglie dei quarant'anni, in un arco di tempo che va dagli anni Settanta al 2001, anno della caduta delle Torri Gemelle. Dopo poco più di duecento pagine, le prime avvisaglie di noia: ci si chiede che altro ci sia da dire e come si arriverà a quasi quattrocento. Si arriva, allungando il brodo con piccoli prevedibili colpi di scena, ma il finale, per quanto ben scritto e tra le parti più ispirate del romanzo, non è in sostanza molto diverso da quello che ci si aspettava.

    said on 

  • 3

    Sufficiente

    All'inizio pensavo fosse autobiografico, e mi pareva troppo romanzato. Poi ho capito che non era autobiografico, e non mi è parso molto originale. Bella storia con tutti gli archetipi del caso

    said on 

  • 4

    或許我們都是阿米爾,
    在天使與惡魔的召喚下,選擇投向了惡魔;
    在罪惡與悔恨的糾結下,期待靈魂被救贖。

    said on 

  • 4

    Da leggere.

    Toccante ed emozionante al punto di avermi fatto scendere qualche lacrimuccia.
    Perchè mentre leggevo pensavo “che stupida che sei, sei qui al sicuro sotto un tetto e il tuo pensiero al momento è che d ...continue

    Toccante ed emozionante al punto di avermi fatto scendere qualche lacrimuccia.
    Perchè mentre leggevo pensavo “che stupida che sei, sei qui al sicuro sotto un tetto e il tuo pensiero al momento è che domani devi andare a fare la spesa e ricordarti di prendere lo zucchero che sennò rimani senza”. Ecco, non date mai per scontato quello che avete. Io cerco di non farlo mai e ringrazio ogni giorno per quello che ho, ma credo che questi libri vadano proprio letti, da tutti, per non dimenticare mai quello che l’uomo è in grado di fare, nel bene, ma purtroppo anche nel male.
    http://www.passionsworld.it/ilcacciatorediaquiloni/

    said on 

  • 0

    Ma come parla Al Pacino ne Il Padrino ?

    Pag. 310
    "Nel frattempo solo liquidi e frullati. Perderà peso e per qualche tempo parlerà come Al Pacino ne Il Padrino".

    Pag. 311
    "Armand aveva ragione: parlavo come Al Pacino ne Il Padrino"

    Forse e d ...continue

    Pag. 310
    "Nel frattempo solo liquidi e frullati. Perderà peso e per qualche tempo parlerà come Al Pacino ne Il Padrino".

    Pag. 311
    "Armand aveva ragione: parlavo come Al Pacino ne Il Padrino"

    Forse e dico forse era Marlon Brando che aveva messo il cotone in bocca per caratterizzare il personaggio e dargli una pronuncia "sbiascicata".
    Hosseini ? Correttore di bozze ? Do you hear me ? Fanno 50 euro per aver scoperto il bug, magari se mi scrivete un pm vi do le mie coordinate per accreditarmi l'importo.

    said on 

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