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Drammi moderni

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.5
(22)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8817029025 | Isbn-13: 9788817029025 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Alonge

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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    I SOSTEGNI DELLA SOCIETÁ *****
    Sono rimasta molto colpita da questo dramma di Ibsen, non fosse per altro che per il profondo realismo di cui è intrisa. Tocca temi universali ed è di un'attualità disarmante.
    Il console Bernick, mestiere imprenditore, è il primo cittadino di una cittadi ...continua

    I SOSTEGNI DELLA SOCIETÁ *****
    Sono rimasta molto colpita da questo dramma di Ibsen, non fosse per altro che per il profondo realismo di cui è intrisa. Tocca temi universali ed è di un'attualità disarmante.
    Il console Bernick, mestiere imprenditore, è il primo cittadino di una cittadina norvegese per ricchezza e fama di morigeratezza. Si appresta a fare uno dei suoi affari migliori, costruire una ferrovia, spacciando come sempre la cosa come un bene per la società (intanto si è comprato prima della costruzione terreni adiacenti che essendo mal serviti non valevano nulla e che, logicamente, si rivaluterebbero immensamente grazie al collegamento ferroviario). Scopriamo che nella sua vita tutto è sempre stato così, volto al proprio tornaconto. Cercherò di essere realista. Non mi ricordo chi disse che il bravo politico è colui che mentre fa i propri interessi riesce a combinare qualcosa di buono anche per gli altri. Se questa definizione è esatta Bernick è sicuramente un bravo affarista e politico. Purtuttavia, io lo trovo spregevole. Bernick sacrifica amicizie e parentele e sopprime ogni giorno i valori morali più profondi, convincendosi di essere un dritto. Lo è perchè vince, ma se il figlio Olaf fosse salito sulla "Indian Girl" (nave che lo stesso console aveva mandato scientemente a naufragare per far fuori il suo ex migliore amico e toglierselo dai piedi), sarebbe stato un perdente. Evidentemente questi soggetti hanno anche un immenso fondoschiena. Eccezionale il monologo finale da imbonitore dove confessando le menzogne dette fino a quel punto riesce comunque a uscirne vincitore. Sto ancora meditando se per merito della sua furbizia o della stupidità e corruzione dei suoi stessi cittadini (probabilmente entrambe le cose).
    Troviamo due genere di figure femminili: le "spose" tra cui la moglie di Bernick, Betty, secondo me totalmente priva di cervello e per questo perfettamente felice, e Maria e Lona, zitelle che potrebbero essere autosufficienti ma rimangono comunque, per via indiretta e in maniera più nascosta, al servizio dell'uomo che amano. Ibsen in Una casa di bambola ha sostenuto che una donna si può emancipare solo tramite il lavoro, secondo me non è così, non basta. Maria e Lona sono la testimonianza che è la sudditanza psicologica e l'amore patologico a dover essere estirpati dalla lista delle nostre cattive abitudini.

    UNA CASA DI BAMBOLA *****
    È la terza volta che leggo questo dramma, ed ogni volta ne rimango più scioccata della precedente. E lo rileggerò di sicuro. Letto in seguito a I sostegni della società sono ancor più convinta del mio pensiero. Nora si emancipa perchè non ama e non ha mai amato Torvald, il giogo dei sentimenti è forse più soffocante della dipendenza economica. Un plauso alla traduzione e alla cura delle note anche se credo che a volte intervengano un po' troppo a guidare l'interpretazione del lettore.

    SPETTRI ***
    Nonostante la fama dell'opera non sono rimasta colpita in maniera particolare. Sì, è gradevole ma nulla più. Ho trovato alcune delle tematiche (incesto) abbastanza comuni e meno fresche dei precedenti due drammi, altre (ereditarietà) proprio vecchiotte e a me poco gradite. La scena del fantasma del marito che colpisce una seconda volta tramite Osvald, nella serra, è molto potente e ben scritta. L'incendio nel convitto è citofonato sin dall'inizio quando il pastore e la signora Alving decidono di non assicurare la proprietà. Penso che la resa sia migliore a teatro. Anche qui si salvano i peggiori, è un'abitudine che detesto. Il pastore bacchettone e moraleggiante che se n'è allegramente infischiato, ai suoi tempi, della triste Helene Alving (per salvaguardarsi dalle chiacchiere), e il ciambellano Alving che ha vissuto in maniera dissoluta ma grazie agli estremi sforzi della sua vedova viene ricordato come una persona nobile dalla comunità. A pagare sono sempre gli onesti, che tamponano le malefatte altrui e le scontano tutte finendo in ultimo soffocati dall'intrico di bugie che hanno tessuto a lungo ma in primo luogo per proteggere altri. Una triste parabola.

    ha scritto il 

  • 5

    Strepitoso

    E' un peccato pensare che uno degli autori più grandi e meritevoli, sia così poco conosciuto. Ho avuto la fortuna di fare un bel corso universitario su di lui ed è stato semplicemente amore. Lo consiglio a TUTTI. I suoi drammi sono assolutamente splendidi.
    Consigliati in modo particolare: C ...continua

    E' un peccato pensare che uno degli autori più grandi e meritevoli, sia così poco conosciuto. Ho avuto la fortuna di fare un bel corso universitario su di lui ed è stato semplicemente amore. Lo consiglio a TUTTI. I suoi drammi sono assolutamente splendidi.
    Consigliati in modo particolare: Casa di bambola, L'anitra selvatica, il piccolo Eyolf

    ha scritto il 

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