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Dreamland forest

Di

Editore: Nulla Die

3.5
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897364543 | Isbn-13: 9788897364542 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Cosa accade quando il tuo più mortale nemico condivide lo stesso tuo sangue, tanto simili da essere fratelli? Simaril è un gatto, soltanto un cucciolo alle prese con una forma e un luogo che non gli appartengono. Ma la sua anima è antica di secoli e conosce un segreto che a nessun umano potrà mai essere svelato. E non è un caso se il suo vagabondare tra le ere lo porta in un villaggio nascosto al resto del mondo da un'impenetrabile foresta. Dove gli uomini adorano una strana, capricciosa Dea. Tra le ombre della foresta di sacre querce Simaril troverà una creatura preziosa, l'ultima della sua specie. Forze oscure, antiche come il mondo, sono sulle sue tracce. Forze che insinuano il dubbio e confondono le menti, nutrendosi di vite. Soltanto una scelta potrà salvare il suo protetto. Ma come ogni scelta richiederà un sacrificio e un prezzo da pagare.
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  • 2

    Il prologo di questo romanzo inizia in stile epico narrando un’antica leggenda. Anno del Signore 978. Nella regione chiamata Raetia vive un popolo né romano, né germanico, nascosto dalle alte ...continua

    Il prologo di questo romanzo inizia in stile epico narrando un’antica leggenda. Anno del Signore 978. Nella regione chiamata Raetia vive un popolo né romano, né germanico, nascosto dalle alte querce di Monte Sole. Una comunità mite e silenziosa che, indisturbata, venera la sua Dea Madre. L’esistenza di questa gente è protetta dai boschi sacri, al di là dei quali invece si propaga una lotta tra diverse etnie per “un impero unito sotto il legno della croce”. L’autrice ha scelto come sfondo storico l’Alto Medioevo, scenario di lotte di potere e tradimenti per imporre la religione cristiana su quella pagana. Il tema della religione è infatti molto importante in questo romanzo, è centrale. Da una parte vediamo le azioni dei Druidi del villaggio, custodi di un antica saggezza ma che esercitano il loro potere su una popolazione totalmente soggiogata; dall’altra abbiamo sovrani ed eserciti che usano la religione come strumento di domino. La storia viene narrata da tre punti di vista differenti, quelli di Simaril, Iworin ed Erik. Iworin è una bella e giovane fanciulla del villaggio. Vive in una capanna in mezzo ad una collina, isolata dal resto del villaggio, perché sia lei che sua madre sono state macchiate dalla vergogna, anche se Iworin non conosce ancora il motivo di tale disonore. Erik è un mercenario, per lui le religioni non hanno importanza, l’unica cosa che conta è la sopravvivenza…fino a quando incontra Iworin sulla riva di un fiume. Da quel momento per lui non conta nient’altro che la bella ragazza. Tra i due nasce un amore clandestino, dato che ad Iworin non è permesso allontanarsi dalla foresta che protegge il villaggio, e per nessun motivo può avere contatti con gli uomini che vivono al di là del fiume. Simaril invece è un gatto, apparentemente, ma in realtà questa è solo una delle sue tante vite. Si tratta di un angelo, intrappolato in corpi ferini una vita dopo l’altra, essendo condannato alla reincarnazione. Sarà lui ad accompagnare tutti i personaggi di questa storia nella loro avventura. Tutto inizia con la scomparsa di una bambina, eletta dai Druidi del villaggio in quanto predestinata “voce della Dea”…di questo infausto evento viene accusata Iworin, ritenuta la pecora nera della comunità. Soltanto il suo fidato amico Bejdì, apprendista Druido, sarà dalla sua parte e farà di tutto per proteggerla, scontrandosi anche con la gelosia suscitata in Erik. Inizierà quindi un percorso alla ricerca della piccola predestinata, in modo da poter scagionare Iworin da ogni accusa. Ma nulla è come sembra…i complotti, i segreti e le menzogne sono sempre dietro l’angolo. Dì Bejdì non si può dire molto, rimane un personaggio misterioso fino alla fine…solo nelle ultime pagine il lettore potrà scoprire la verità su di lui. E poi ci sono i cattivi della situazione, antichi demoni in guisa di lupi, che cercano di manipolare le menti degli uomini, muovendoli come pedine nelle loro mani.

    Ho apprezzato il fatto che la scrittrice si sia ispirata alla storia mescolata alla leggenda legata alla sua terra d’origine. Raetia non è altro che il nome latino di Rezia, che in antichità era una regione abitata dai Reti, un popolo di origine etrusca costretto a ritirarsi sui monti alpini in seguito alle invasioni celtiche nel nord Italia. La Rezia corrispondeva ad una zona adesso compresa tra Svizzera, Baviera, Svevia, Austria, Trentino Alto Adige, provincia di Belluno ed alcune valli della Lombardia settentrionale. Stiamo quindi parlando della zona che corrisponde al luogo in cui vive l’autrice. Proprio perché mi è piaciuto questo approccio folcloristico, non mi sarebbe dispiaciuto un maggiore approfondimento delle costumanze del popolo che viveva nel polmone verde di Monte Sole. La scrittura è disinvolta e piacevole, anche se a volte inciampa, a parer mio, in alcune descrizioni eccessivamente ricercate e ridondanti, su scene tra l'altro nemmeno troppo importanti. Al contrario, alcuni fatti che hanno maggiore peso vengono risolti sommariamente in poche righe...questo mi ha lasciato un po’ perplessa. Inoltre alcuni comportamenti e reazioni dei personaggi in determinate situazioni, non li ho compresi affatto, mi sono sembrati estremamente innaturali e poco convincenti. Il personaggio di Iworin non mi ha entusiasmata più di tanto, c'è del buono in lei ma mi è sembrata un po’ troppo ingenua. Bejdì invece l'ho trovato interessante, ci sarebbe stato molto più da dire su di lui secondo me, invece viene lasciato in ombra fino alla fine, quando si snocciolano pochi frammenti della sua storia. Durante tutta la lettura ho sempre avuto l'impressione che mancasse qualcosa, purtroppo non sono riuscita a farmi coinvolgere dalla storia. Secondo me questo romanzo contiene vari elementi di grande fascino, delle qualità con buone potenzialità, che però non sono state pienamente sfruttate. Un libro senza infamia e senza lode.

    ha scritto il 

  • 4

    Dreamland forest è il secondo romanzo di Romina Casagrande, arrivato circa un anno dopo rispetto ad Amailija, che abbiamo recensito proprio su queste pagine. Leggere i due lavori uno di seguito ...continua

    Dreamland forest è il secondo romanzo di Romina Casagrande, arrivato circa un anno dopo rispetto ad Amailija, che abbiamo recensito proprio su queste pagine. Leggere i due lavori uno di seguito all'altro è stata una scelta casuale che si è rivelata vincente perché ha esaltato gli aspetti più interessanti della scrittura della Casagrande dandomi inoltre il modo di apprezzare appieno l'evoluzione delle capacità narrative di questa scrittrice. Dreamland forest conferma infatti la passione dell'autrice per la storia della sua terra, l'Alto Adige, e il suo talento nel fondere un contesto storico reale e realistico con una trama fantastica convincente e accattivante.

    Continua su: http://www.lastambergadeilettori.com/2012/04/dreamland-forest-romina-casagrande.html

    ha scritto il 

  • 4

    Dreamland forest è il secondo romanzo di Romina Casagrande, arrivato circa un anno dopo rispetto ad Amailija. Leggere i due lavori uno di seguito all'altro è stata una scelta casuale che si è ...continua

    Dreamland forest è il secondo romanzo di Romina Casagrande, arrivato circa un anno dopo rispetto ad Amailija. Leggere i due lavori uno di seguito all'altro è stata una scelta casuale che si è rivelata vincente perché ha esaltato gli aspetti più interessanti della scrittura della Casagrande dandomi inoltre il modo di apprezzare appieno l'evoluzione delle capacità narrative di questa scrittrice. Dreamland forest conferma infatti la passione dell'autrice per la storia della sua terra, l'Alto Adige, e il suo talento nel fondere un contesto storico reale e realistico con una trama fantastica convincente e accattivante. Abbandonati i romantici e misteriosi castelli che tanto avevano fatto per contribuire alla bellezza di Amailija, in questo nuovo romanzo facciamo un salto indietro nel tempo di diversi secoli, quando ancora esisteva una regione denominata Raetia e i franchi si contendevano con i longobardi il dominio della zona. Sono tempi rozzi e crudeli, ai quali un popolo antico tenta di fuggire confinandosi nel cuore di una foresta misteriosa, dimora di forze arcaiche e primordiali, nel tentativo di conservare la propria innocenza, preservandosi dalle brutture del mondo. Basta poco però per accorgersi che sfuggire al male non è veramente possibile, al contrario a volte si è talmente attenti a evitare il nemico proveniente dall'esterno da non accorgersi che la vera sorgente del male è già tra di noi. E' quanto impara a capire la giovane Iworin, orfana emarginata dal suo stesso popolo per una colpa non sua che si troverà a combattere per la salvezza della sua gente; un aiuto le arriverà dalle fonti più improbabili: uno sfrontato mercenario e un gatto che è molto più di quel che appare. Nonostante l'ambientazione silvestre, l'autrice riesce a stupire evitando di ricorrere alle tradizionali creature del sottobosco fantasy (elfi, gnomi e folletti vari) che sono diventate un must negli ultimi anni e ci propone un racconto di angeli caduti e demoni tentatori (che non sono necessariamente la stessa cosa), sfiorando la tematica religiosa quel tanto che basta per rendere la storia interessante senza indugiare in un eccessivo misticismo, incrociando paganesimo e cristianesimo con l'accortezza di evitare la trappola di sostenere la superiorità di una religione rispetto ad un'altra. Al contrario l'autrice sembra voler delineare un contrasto tra una religiosità terrena fatta di riti e regole spesso crudeli e raramente sensati, ed una spiritualità genuina che mette il bene collettivo davanti al proprio. Non manca naturalmente la tematica amorosa, altro argomento cardine delle storie della Casagrande, che viene qui esplorato in ogni sua implicazione, non solo attraverso il complesso triangolo tra Iworin, l'amico d'infanzia Bejdì e il mercenario Erik ma anche tramite il legame divinità-uomo, sul quale non scendo nei dettagli per non rovinare una delle sorprese più interessanti del romanzo.

    In conclusione Dreamland forest ha il pregio di riproporre tutti quegli elementi che rendono affascinante l'universo letterario di questa scrittrice, raccontati però con uno stile più maturo e meglio calibrato rispetto a quando avveniva nel suo romanzo d'esordio, segno di una maggiore confidenza col mezzo che dona alle sue parole una carica espressiva più intensa, in gado sicuramente di lasciare un segno nel lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Dreamland forest è un romanzo particolare. Leggendo la trama potrebbe sembrare il solito romanzo per i giovani adulti che troviamo nelle librerie. Non è così, anche se elementi che troviamo in ...continua

    Dreamland forest è un romanzo particolare. Leggendo la trama potrebbe sembrare il solito romanzo per i giovani adulti che troviamo nelle librerie. Non è così, anche se elementi che troviamo in Dreamland sono molto comuni ai romanzi del genere fantasy, questo ha qualcosa di tutto suo. L’ambientazione, prima di tutto, è molto interessante. Siamo nel 978, L’anno Domini, in Raetia, un antica Provincia Romana. Celato da una fitta foresta, un piccolo villaggio nasconde persone che vivono tranquille e isolate da altri popoli. È una popolazione piccola e ancora pagana, credono, infatti, in una dea che manifesta la sua voce attraverso una sacerdotessa prescelta. Sarà proprio la prescelta ad essere fonte di guai per la protagonista. Iworin è una giovane ragazza che ha vissuto col la madre su una collina, lontana dal resto del villaggio. Il villaggio non vede di buon occhio Iworin, ma soprattutto non vedevano di buon occhio sua madre. L’unica persona ad essere sempre gentile e cordiale con lei è stato Bejdì, un ragazzo venuto da un posto sconosciuto ma cresciuto nel villaggio come un vero druido.

    Nessuno è a conoscenza del villaggio perché è molto protetto dalla foresta e si racconta che quest’ultima sia infestata da spiriti. Nessuno osa avvicinarsi a quella foresta, nessuno eccetto un guerriero, mercenario, di nome Erik. La foresta tiene lontani i visitatori ma non è l’unica perché anche un fiume protegge il villaggio. Di solito nessuno scende fino al fiume, ma Iwordi, non molto devota alle regole, va spesso al fiume ed è lì che Erik la vedrà la prima volta. Dall’altra parte della sponda, Erik vedrà la bellissima Iworin e non riuscirà più a togliersela dalla mente. Un occasione bizzarra farà incontrare Iworin e Erik, poiché Erik viene ferito e ha bisogno di cure. A combinare il pasticcio sarà il gatto di Iworin. SImaril, il gatto impiccione, non è solo un gatto. Lui è un'anima antica. Un angelo un po' particolare che si è reincarnato nel corpo di un gatto. Gli angeli e demoni di Romina sono particolari e, pur essendo in qualche modo parte centrale della storia, non solo loro che muovono i fili della trama.

    Erik è stato ferito e Iworin decide di prendersi cura di lui ignara del fatto che quel guerriero bello e affascinante le ruberà il cuore. I due passeranno molto tempo insieme e un amore dolce e delicato sboccerà come i petali di una rosa. Quando tutto sembra andare per il verso giusto, una bambina scomparirà e la colpa ricadrà su Iworin. La bambina è la prescelta che avrebbe sostituito la vecchia sacerdotessa dopo la morte. Il popolo del villaggio è molto devoto alla Dea e la bambina è fondamentale per loro. Poiché Iworin non è mai stata tanto dedita alla religione, la colpa della sparizione della bambina viene data a lei. Iworin è costretta a fuggire perché i druidi sono molto arrabbiati con lei e vorrebbero vederla morta. La ragazza, che in un primo momento viene catturata, scappa e iniziano le sue avventure. Erik sarà al suo fianco e le aiuterà, mentre Bejdì, l'amico che le manca moltissimo, non sarà con lei all'inizio. Bejdì e Iworin sono sempre stati amici e sono cresciuti insieme ma per Iworin il ragazzo è sempre e sempre sarà come un fratello. L'amore che prova per lui è un amore fraterno anche se per Bejdì non è così e lo capirà solo quando Iworin sarà lontana.

    Simaril accompagnerà Iworin della sua avventura anche se lui e Erik non vanno particolarmente d'accordo. Sarà proprio SImaril ad aiutarla nei momenti di maggiore bisogno, come un vero è proprio angelo custode. Erik incontrerà anche un vecchio amico che però ha in serbo sorprese poco piacevoli. Anche Bejdì andrà ad aiutare l'amica, consapevole del fatto che per lui Iworin sarà per sempre un'amica... Riuscirà Iworin a dimostrare di non essere colpevole e, soprattutto, se lei non ha rapito la bambina che è stato? Cosa è veramente successo alla bambina e chi ne è il responsabile?

    Dreamland Forest è un romanzo che si legger con piacere e abbastanza velocemente. Il romanzo ha quasi duecento pagine (considerato che l'edizione ha un carattere molo piccolo) ma racchiude dentro di sé tante cose. Lo stile di Romina Casagrande è abbastanza scorrevole, dipende dalle situazione, ma del complesso si legge velocemente. E' uno stile piacevole e molto bello. L'autrice riesce a coinvolgere il lettore e a rendere la storia verosimile. A Romina non sfugge nessun dettaglio, è molto attenta e qualche volta alcuni dettagli potevano essere omessi o organizzati in maniera differente per non appesantire la storia. L'autrice però è alle prime opere e sono certa che con il tempo migliorerà anche da questo punto di vista. C'è sicuramente un miglioramento rispetto al romanzo precedente e la sicurezza è maggiore.

    La storia è scritta in prima persona dal punto di vista di tre personaggi differenti: Iworin, Erik e Simaril. Anche in questo caso è stato fatto un passo in avanti rispetto ad Amailija e l'ho apprezzato moltissimo. Le descrizioni sono molto belle e la componente storica ben organizzata. Lo sappiamo che Romina ama la storia e qui lo vediamo chiaramente. Come ho detto all'inizio, l'ambientazione conferisce al romanzo l'aria quasi magica.

    In generale la storia funziona bene, forse qualche "colpo di scena" un po' più incisivo poteva essere inserito però nel complesso non è male, anzi. La storia c'amore fra Eric e Iworin è molto dolce e non occupa tutto lo spazio del romanzo. Il loro innamoramento è abbastanza veloce ma l'autrice è brava e non lo fa sembrare banale. I due mi sono piaciuti tantissimo perché sono molto carini insieme. Bejdì è un personaggio interessante e anche molto bello. Un vero amico che è presente sia nei momenti felici sia in quelli tristi e difficili.

    Questo libro mi è piaciuto e se Romina continua così sentiremmo parlare di lei molto. Le sue storie mescolano magia, leggende, storia e realtà sono bellissime. E' un autrice che scrive molto bene e che può imparare molto e diventare ancora più brava. Personalmente, mi piace la dolcezza presente nei suoi romanzi ma anche l'approccio dei personaggi. Quindi, per finire, consiglio sicuramente Dreamland Fores. Mi ha emozionato e e sono felice di averlo letto perché è un romanzo che coinvolge e conquista...

    ha scritto il