Drive-in

La trilogia

Di

Editore: Einaudi

3.7
(235)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 539 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806211986 | Isbn-13: 9788806211981 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Qualcuno mi aiuti!

    Niente, io amo Lansdale, sul serio. Credo che sia imprescindibile per chi ama il genere giallo/noir/thriller e tutte le loro 50 sfumature di genere... ma questo suo cimentarsi con l'horror proprio non ...continua

    Niente, io amo Lansdale, sul serio. Credo che sia imprescindibile per chi ama il genere giallo/noir/thriller e tutte le loro 50 sfumature di genere... ma questo suo cimentarsi con l'horror proprio non l'ho capito.
    E comunque ho un problema. Non so se mi sono distratta un attimo, se ho sonnecchiato per qualche pagina senza accorgermene, se non l'ho capito o se... fatto sta che mi è sparito Bob. Tra la fine del secondo e l'inizio del terzo Bob è scomparso e io non ho capito come... qualche anima pia me lo dice?!?
    Eternamente grata,
    D.

    ha scritto il 

  • 5

    La trilogia di Lansdale o la si ama o la si disprezza. Personalmente la trovo eccezionale. Lansdale è un autore con la A maiuscola. Ho letto diversi suoi libri e un paio di raccolte di racconti, al mo ...continua

    La trilogia di Lansdale o la si ama o la si disprezza. Personalmente la trovo eccezionale. Lansdale è un autore con la A maiuscola. Ho letto diversi suoi libri e un paio di raccolte di racconti, al momento lo ritengo uno dei miei scrittori prediletti. Quando ti metti a leggere i testi di Lansadale ti viene quasi voglia di buttare sulla carta qualcosa anche a te, solo che poi ti accorgi che non sei il vecchio Joe.

    ha scritto il 

  • 0

    Il cambio del traduttore nel terzo libro è impossibile da non notare. Che sia questo il motivo per cui l'ho abbandonato o il delirio creativo di Lansdale, proprio non saprei dirlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Grande delusione

    Mi aspettavo molto di più da questa trilogia, del cui autore avevo già letto altro (gialli).
    Tendenzialmente ripetitivo, alla lunga mi ha stufato, abbandonato a metà del secondo libro.
    Gli dò due stel ...continua

    Mi aspettavo molto di più da questa trilogia, del cui autore avevo già letto altro (gialli).
    Tendenzialmente ripetitivo, alla lunga mi ha stufato, abbandonato a metà del secondo libro.
    Gli dò due stelle perché nonostante tutto a Lansdale non posso rifilarne una sola.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Che dire? un capolavoro assoluto, cui a mio avviso il suo Branchie deve moltissimo. A me è piaciuto molto, anche se ormai a quasi venti anni dall'uscita non deve essere sorprendente come deve esserlo ...continua

    Che dire? un capolavoro assoluto, cui a mio avviso il suo Branchie deve moltissimo. A me è piaciuto molto, anche se ormai a quasi venti anni dall'uscita non deve essere sorprendente come deve esserlo stato all'epoca. La storia è semplice: migliaia di persone sono ammassate in un drive-in per la Notte Horror, e a un certo punto accade qualcosa che trasforma per sempre le loro vite, impedendo a quegli uomini e donne di lasciare la struttura. In capo a qualche giorno, o settimana, il microcosmo più o meno civile in cui i protagonisti si trovavano si trasforma in... andatelo a comprare, e scoprirete un grande autore!!!

    ha scritto il 

  • 1

    Che sofferenza!
    Questa trilogia mi è sembrata una paraculata senza fine. Forse salvo il primo libro. Forse.
    Per il resto mi è sembrato che l'autore navigasse a vista, raccogliendo qua e la qualche spu ...continua

    Che sofferenza!
    Questa trilogia mi è sembrata una paraculata senza fine. Forse salvo il primo libro. Forse.
    Per il resto mi è sembrato che l'autore navigasse a vista, raccogliendo qua e la qualche spunto sufficiente per dei racconti e cucendoli insieme per tirare fuori un romanzo.
    Il genere può non piacere, ed infatti non mi è piaciuto, ma tutto il resto? La trama? I personaggi?
    Il finale poi sembra proprio tirato via, come se l'autore non avesse la più pallida idea di dove andare a parare e ha buttato giù la prima cosa che gli veniva in mente.
    C'è di straordinario che me li sono letti tutti.
    Lansdale, non mi sei piaciuto.

    ha scritto il 

  • 0

    Avevo letto altri libri di Lansdale e li avevo apprezzati.
    Di questo ho letto il primo e 1/3 del secondo. Ammetto che il genere mostri e company non è quanto più mi interessa e alla fine l'ho lasci ...continua

    Avevo letto altri libri di Lansdale e li avevo apprezzati.
    Di questo ho letto il primo e 1/3 del secondo. Ammetto che il genere mostri e company non è quanto più mi interessa e alla fine l'ho lasciato perdere. Nulla da eccepire della scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    Vita e morte all'Orbit horror-fantasy made in Texas

    Raccolta della trilogia del drive-in di Lansdale, in quale butta dentro un mix perfetto di horror, fantasy, grottesco, splatter e humor nero che mi ha appasionato e preso nella lettura.
    Ma siccome è u ...continua

    Raccolta della trilogia del drive-in di Lansdale, in quale butta dentro un mix perfetto di horror, fantasy, grottesco, splatter e humor nero che mi ha appasionato e preso nella lettura.
    Ma siccome è una raccolta di tre libri mi sembra giusto dare un parere anche alle singole opere, quindi eccallà...

    IL DRIVE-IN * * * * * 5 stelline
    Che dire? semplicemente irresistibile mi ha letteralmente preso con una letteratura scorrevole imedesimandomi con i personaggi al suo interno sembrando di essere proprio lì all'Orbit.

    IL DRIVE-IN 2 ( NON UNO DEI SOLITI SEGUITI ) * * * 3 stelline
    Partenza al rilento solo dalla metà ( dall'arrivo di Grace ) in poi è cominciato a decolare ed a coinvolgermi il finale invece è stato un pò fiacco, dei tre è quello che mi è piaciuto di meno.

    LA NOTTE DEL DRIVE-IN: LA GITA PER TURISTI * * * * 4 stelline
    Quasi quasi è riuscito ad appasionarmi come il primo con la soluzioni all'enigma che pian piano si avvicinava non stavo più nella pelle, già dal primo libro mi ero fatto mille ipotesi sulla soluzione ( tutte rigorosamente sbagliate ) ma quel diavolo di Lansdale sà come fregarti ( managgia ) e chiudere al meglio la trilogia.

    Applausi:
    CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP

    Chiusura di sipario su una grande trilogia.

    ha scritto il 

  • 4

    Joe Lansdale il Ciclo del drive-in.

    Prima opera letteraria di Lansdale, composta da:

    1) IL DRIVE-IN (1988) 4*
    2) IL GIORNO DEI DINOSAURI (1989) 5*
    3) LA NOTTE DEL DRIVE-IN 3: LA GITA PER TURISTI (2005 ...continua

    Joe Lansdale il Ciclo del drive-in.

    Prima opera letteraria di Lansdale, composta da:

    1) IL DRIVE-IN (1988) 4*
    2) IL GIORNO DEI DINOSAURI (1989) 5*
    3) LA NOTTE DEL DRIVE-IN 3: LA GITA PER TURISTI (2005) 3.5*

    I primi due romanzi della trilogia sono stati pubblicati, in Italia, nel 1998, in un unico volume: "LA NOTTE DEL DRIVE-IN".

    Personalmente, ho letto la raccolta contenente i tre volumi, senza interruzioni di lettura. Anche volendo, sono talmente coinvolgenti che spezzarli sarebbe stato impossibile, ma anche un vero peccato.

    Horror e fantascienza che incontrano umorismo e grottesco per creare qualcosa di peculiare. Per approcciarsi a questa storia in tre atti bisogna dimenticarsi ogni logica e lasciarsi trasportare dal completo nosense. Romanzi che diventano horror di "serie b" per parodiare i "b-movie" horror che venivano trasmessi nei drive-in e in tv negli anni '80. E Lansdale non riesce solo a parodiarli, ma anche a creare una storia che, nella sua assurdità, offre moltissimi spunti di riflessione, soprattutto nel secondo libro.

    Se nel primo ci troviamo di fronte ad una umanità al collasso, che deve affrontare uno "scenario post-apocalittico", con tanto di "sovrano assoluto" che cerca di sostituirsi a Dio (il Re del Popcorn); nel secondo romanzo si cambia scenario (così come nel terzo, dopotutto) e si affrontano anche temi quali l'influenza di tv e religione, la violenza tra le mura domestiche, le punizioni corporali e l'inquinamento ambientale, la deforestazione, eccetera, per mano dell'uomo.

    Non esiste nulla come una foresta vergine in grado di suscitare negli esseri umani il bisogno di abbattere alberi, calpestare l'erba, uccidere animali, spargere in giro lattine di birra.

    Il terzo libro mostra l'essere stato scritto quasi una ventina d'anni dopo (2005). E' delirante, più improntato sul grottesco che sull'horror vero e proprio, anche se il genere di fondo è sempre quello (condito dalla fantascienza, come già detto). Crea anche più ansia rispetto ai due precedenti, ma l'ho trovato meno divertente e meno brillante (non per questo meno bello); e lascia anche spazio all'amicizia e all'amore (se si può definire tale in un mondo e in un contesto come quello del romanzo).

    Al chiarore lunare diedi una bella occhiata al viso di Reba. Nella penombra lo sporco non si vedeva, la trovai piuttosto attraente.
    Certo, come dice il proverbio, tutto sembra più bello all'ora di chiusura, quando sei vicino alla morte. Ma lei mi sembrava proprio bella. La guardai dormire a lungo, coltivando fantasie erotiche, tutte un po' estreme, e mi piaceva il modo in cui il suo petto saliva e scendeva, e il modo in cui si era addormentata, con le gambe raccolte, le mani tra le cosce e un sorriso sulle labbra. Magari anche lei pensava a qualcosa di piacevole, anche se probabilmente non si trattava di me.
    Forse aveva appena finito di praticare la danza delle vergini e delle vedove, e si era liberata dalle brutte associazioni di idee e vagava libera in una luce morbida, dove poteva assaporare buone emozioni e sentirsi bene. Speravo che fosse così. Tutti noi meritavamo di sentirci bene.

    Il finale è un finale non-finale. Forse, seguendo le vicende nella loro interezza, è l'unico "the end" che questa trilogia potesse avere. Mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca, ma anche un sorriso.

    Di quest'opera mi sono piaciute, soprattutto, alcune cose:

    1) ogni libro ha il suo "villain";
    2) "Il giorno dei dinosauri" (secondo libro) ha tantissime frasi degne di nota e che vale la pena appuntarsi (anche per gli spunti di riflessione che offrono);
    3) l'incredibile quantità di trash (dinosauri con problemi di flatulenza, per nominarne una);
    4) la voglia di vivere, nonostante i momenti di cedimento, dei protagonisti e il loro legame che diventa sempre più forte.

    Una costante: il degrado della natura umana. E' estremizzato, ma nella sua esagerazione è incredibilmente reale e spaventoso.

    ha scritto il 

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