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Droga

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4.3
(9391)

Language:Polski | Number of Pages: 268 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Hungarian , Korean

Isbn-10: 8308044239 | Isbn-13: 9788308044230 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • 3

    Finale buonista appiccicato. Sorry.

    Dei libri che ho letto McCarthy è quello che mi convince di meno. Scrittura sempre ottima (stiamo parlando di scrittori seri, mica bubbole) ma man mano che leggevo avvertivo qualcosa di stonato che no ...continue

    Dei libri che ho letto McCarthy è quello che mi convince di meno. Scrittura sempre ottima (stiamo parlando di scrittori seri, mica bubbole) ma man mano che leggevo avvertivo qualcosa di stonato che non riuscivo a identificare. Poi il finale chiarificatore. Falso. Buonista e falso. Mi è sembrato che tutto il pathos (oh, quanto ben tenuto sotto controllo!) del romanzo si afflosciasse in quella storiella inverosimile del gruppo dei sopravvissuti che ridarà fiato al mondo, e tutti ci salveremo (davvero? grazie). Non è tanto l'incongruenza (che cosa mangeranno i buoni visto che non c'è più niente da mangiare e le riserve finiranno presto? O forse diventeranno anche loro cannibali?) quanto il voler essere per forza consolatorio in una situazione che consolazione non deve avere. No, se sei uno scrittore serio. No, se ti rivolgi a un lettore serio. Il lettore serio non vuole essere preso in giro, e io mi sono sentita presa in giro, Corman McCarthy.

    Un po' come il finale appiccicato a Blade Runner, quei cieli azzurri fuori Los Angeles (ma dove? Ma non era tutto inquinato, il mondo del futuro?) e loro due (replicanti entrambi?) che si sorridono perché avranno ancora vita avanti, per un po', chissà quanto po'.
    Grazie a Dio il regista aveva deciso ben altro finale, e grazie a Dio poi è girata la sua versione, non quella voluta dal produttore.

    Mi son sentita rispettata.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ritorno al passato.

    Crudità e freddo inesorabile fanno da sfondo a questo romanzo di McCarthy, tagliente e spietato. Un padre e un figlio - apparentemente gli unici abitanti di un pianeta incenerito e inospitale - inizia ...continue

    Crudità e freddo inesorabile fanno da sfondo a questo romanzo di McCarthy, tagliente e spietato. Un padre e un figlio - apparentemente gli unici abitanti di un pianeta incenerito e inospitale - iniziano un cammino, dalla durata indeterminata e dalla meta incerta, con l’obiettivo di trovare luoghi che ancora possano ospitarli e permettergli di vivere dignitosamente. Lungo la strada i due spingono un vecchio carrello, contenente coperte e qualche rimasuglio dei loro ultimi viveri. La sporcizia e la desolazione non soltanto circondano i due protagonisti: li possiedono.
    La strada si trasforma ben presto in una cupa metafora: è un ritorno, il ritorno alla bestialità, al primitivo. L’uomo e il bambino, inizialmente soli, si scontreranno, lungo il loro cammino semi-silenzioso, con altri personaggi - come animali che incontrano altri animali. È come se nel romanzo ci fossero una serie di branchi, di razze animalesche che lottano per la sopravvivenza (razziando, aggredendo, fin’anche arrivando al tentato omicidio): in un mondo che non ha più alcuna parvenza di umanità è la legge del più forte a dettare le regole del gioco per la salvaguardia del sé. E questa bestialità primitiva arriverà anche a colpire un insospettabile, “uno dei buoni”. Perché la strada non perdona; la strada è solitudine, è riflessione, è angoscia; la strada fa capire a chi la sta percorrendo la sua vera identità.

    said on 

  • 5

    Se solo il mio cuore fosse pietra

    Si svegliò prima dell'alba e guardò sorgere il giorno livido. Lento e quasi opaco. Alzò il viso verso il pallore del giorno.
    Ci sei? sussurrò. Riuscirò a vederti prima o poi? Ce l'hai un collo per pot
    ...continue

    Si svegliò prima dell'alba e guardò sorgere il giorno livido. Lento e quasi opaco. Alzò il viso verso il pallore del giorno.
    Ci sei? sussurrò. Riuscirò a vederti prima o poi? Ce l'hai un collo per poterti strangolare? Ce l'hai un cuore? Sii stramaledetto per l'eternità, ce l'hai un'anima? Oh Dio, sussurrò. Oh Dio.
    Rimase ad ascoltare lo sgocciolio dell'acqua nei boschi. Freddo e silenzio. Le ceneri del mondo defunto trasportate qua e là nel nulla da lugubri venti terreni. Trascinate, sparpagliate e trascinate di nuovo. Ogni cosa sganciata dal proprio ancoraggio. Sospesa nell'aria cinerea. Sostenuta da un respiro, breve e tremante.

    Il vecchio carrello cigolante di un supermercato per trasportare pochi averi, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia che cade quasi incessantemente, un uomo, un bambino.
    Non hanno un nome, in questo gelido mondo in rovina non è più necessario. Occasionalmente incontrano altri buoni che vivono nascosti cercando di sopravvivere con le sempre più scarse provviste scampate alla catastrofe, e i cattivi, che si nutrono di carne umana.
    E’ il racconto di un angosciante cammino senza sosta nel freddo, nella paura, negli stenti, in un orrido mondo ricoperto di cenere grigia. Non si sa quali sono le cause che hanno portato al disastro, da dove sono arrivati, dove stanno andando.
    Rari personaggi, poca azione. Eppure è un romanzo bellissimo.

    Dopo un po' il bambino disse:Di uccelli non ce ne sono più. Vero?
    No. Solo nei libri.
    Sí. Solo nei libri. L'avevo immaginato.

    Mi è successo, tempo fa, di andare in un fitto bosco e sentire che qualcosa stonava; poi, dopo un po’, mi sono resa conto della mancanza assoluta dei richiami e cinguettii degli uccelli. Sono spariti, partiti per andare chissà dove, forse non torneranno mai. Al posto loro è rimasta una scatola con dei pulsanti e delle foto di uccelli, attaccata ad un albero. Leggi la didascalia e se premi il pulsante corrispondente senti il verso dell'uccello che stai guardando sulla foto. Una cosa triste.
    La sensazione che ho avuto in quel bosco troppo silenzioso è stata di profondo disagio e quasi paura, nonostante tutto intorno la natura fosse splendida. Non so immaginare la disperazione che proverei nel trovarmi in un mondo distrutto e deserto, senza sole, suoni, colori.
    Deve essere terribile.

    ☆☆☆☆☆ che ammassano provviste in silenzio

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  • 0

    Un libro che tutti dovrebbero leggere per capire a fondo uno scenario plausibile e che che in certi contesti e situazioni, anche se differenti, è stato vissuto da persone coinvolte in disastri, guerre ...continue

    Un libro che tutti dovrebbero leggere per capire a fondo uno scenario plausibile e che che in certi contesti e situazioni, anche se differenti, è stato vissuto da persone coinvolte in disastri, guerre e scenari quasi post apocalittici; un romanzo che getta sconforto pagina dopo pagina, niente scene pompose, trame intricate o colpi di scena, solo una realtà agghiacciante, un padre, un figlio e pochi altri personaggi, una strada e la vita come non immaginiamo mai possa essere un giorno dopo l'altro.
    Per chi è interessato c'è anche un film tratto dal romanzo.

    said on 

  • 4

    Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l'inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo.

    Su questa strada restano esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare bisogni insopprimibili e cancellare gli altri, la furia dell'umanità tradita e i residui ...continue

    Su questa strada restano esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare bisogni insopprimibili e cancellare gli altri, la furia dell'umanità tradita e i residui ,impagabili scampoli di piacere dell'essere vivi
    Restano i cristalli purissimi del sentimento che lega padre e figlio e delle relazioni che i due intessono fra loro e con gli altri, ridotte all'estrema essenza,
    nella ferocia come nella tenerezza.
    Restano delle parole, splendide, precise ,molto più numerose ormai delle cose che servono a designare

    said on 

  • 4

    La strada è un libro crudo, scomodo, angosciante e con un ritmo totalmente incalzante e soffocante e la prospettiva di un futuro terribile, contrapposto solo dalla dedizione assoluta e dall’ amore vis ...continue

    La strada è un libro crudo, scomodo, angosciante e con un ritmo totalmente incalzante e soffocante e la prospettiva di un futuro terribile, contrapposto solo dalla dedizione assoluta e dall’ amore viscerale fra un padre e un figlio, dovrebbe far riflettere qualsiasi lettore e fargli apprezzare ancor di più le piccole cose del quotidiano ma soprattutto provare a rispettare una volta per tutte questo benedetto pianeta che non possediamo ma che occupiamo soltanto.

    said on 

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