Droga

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4.3
(9912)

Language: Polski | Number of Pages: 268 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Hungarian , Korean

Isbn-10: 8308044239 | Isbn-13: 9788308044230 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • 2

    mi è piaciuto poco. l'ho trovato triste, desolato e un po' telefonato. mi ha richiamato altre storie post disastro ma non mi ha coinvolto. Non lo rileggerei.

    said on 

  • 3

    Novela agobiante donde dos personajes, de los que no llegamos a saber sus nombres, solo son el “hombre” y el “chico”, protagonizan una huida hacia ninguna parte en un mundo apocalíptico y helado, don ...continue

    Novela agobiante donde dos personajes, de los que no llegamos a saber sus nombres, solo son el “hombre” y el “chico”, protagonizan una huida hacia ninguna parte en un mundo apocalíptico y helado, donde toda traza de vida ha desaparecido salvo los pocos seres humanos supervivientes.
    El apocalipsis en si no es importante, no sabemos que pasó ni cuando, aunque suponemos que ya han pasado algunos años. El libro va realmente de la relación entre padre e hijo, del afán por sobrevivir más allá de toda esperanza y de los últimos y desesperados intentos del padre para que el chico mantenga su humanidad.
    El libro consigue transmitir lo que pretende: la sensación de agobio y el sentimiento de que lo mejor que podrían hacer los personajes es suicidarse pero a pesar de ello siguen adelante.
    No es un libro divertido, desde luego, y está escrito con el particular estilo de Cormac McCarthy, diálogos secos, personajes parcos en palabras, sin florituras literarias, y que logra transmitir algo muy difícil en una narración escrita: el silencio, las comunicaciones implícitas entre las personas con un solo gesto o mirada.
    El único “pero” que le puedo añadir es el final (que no voy a desvelar, claro) , habrá a quien le guste, desde luego, pro yo creo que no encaja con el conjunto de libro, parece un pegote destinado a intentar dejar contento a todo el mundo.

    said on 

  • 5

    Un libro obbligatorio!

    L'ho iniziato con poco entusiasmo, aspettandomi il classico libro apocalittico, anzi post apocalittico.
    Poi, leggendo, mi sono trovata a: patire il freddo e la fame, avere paura, "pregare" per la sort ...continue

    L'ho iniziato con poco entusiasmo, aspettandomi il classico libro apocalittico, anzi post apocalittico.
    Poi, leggendo, mi sono trovata a: patire il freddo e la fame, avere paura, "pregare" per la sorte dei personaggi. Star male, fisicamente. Non volevo sapere come andasse a finire, perché è una storia tra le più amare. Credo, però, che leggerla sia un obbligo: non tanto perché si immagina la nostra fine se "continuiamo ad andare avanti così", quanto per la dis-umanità che ci trovi dentro.
    Ognuno può interpretarla come preferisce: McCarthy immagina un disastro ecologico? Una guerra mondiale? Un epilogo a tutti i nostri peccati? Non lo so. Difficile anche dirlo, perché non viene chiarito esattamente cosa sia successo, perché tutto sia andato in cenere e gli uomini si siano divisi in buoni e cattivi.
    Mi è piaciuta comunque molto l'analisi degli incontri che fa McCarthy: gli incontri tra le persone. I protagonisti vivono quasi in completa solitudine e temono qualsiasi possibilità di incrociare un simile. Quando succede, cosa succede? Rischio, pericolo, tensione alle stelle. A padre e figlio non resta che sopravvivere di quel rapporto delicato che hanno costruito. Eppure non eviteranno in eterno di confrontarsi con gli "altri", e qui sta il nocciolo: credo che McCarthy ci dica che la parte più dura di tutta la "faccenda" siano i rapporti e il confronto. Se ne può uscire vivi o morti (per fortuna nostra, adesso, metaforicamente parlando). Ma la domanda è: come vogliamo metterla? Cosa vogliamo fare al riguardo? Scappare o restare e (provare a) capirsi?
    Anche il finale è simbolico, da questo punto di vista.
    Non importa quali disastri ci attendano: se saremo umani, vivremo da umani.

    said on 

  • 4

    La scrittura di McCarthy riesce a estraniarti dal mondo. Così asciutta, così secca, così reale. Non c'è spazio per i sentimenti, nè per l'immaginazione, le cose sono così e basta.
    Il rapporto tra padr ...continue

    La scrittura di McCarthy riesce a estraniarti dal mondo. Così asciutta, così secca, così reale. Non c'è spazio per i sentimenti, nè per l'immaginazione, le cose sono così e basta.
    Il rapporto tra padre e figlio è rinsaldato di giorno in giorno dalla necessità di sopravvivere. L'affetto è nei gesti, non nelle parole.
    E' tutto così bello, a suo modo.

    said on 

  • 5

    In qualche misura questo libro mi ha cambiato la vita. Non ero ancora padre quando l'ho letto e forse non lo sarei diventato senza leggerlo. Perché in un mondo tragico e senza speranza come quello del ...continue

    In qualche misura questo libro mi ha cambiato la vita. Non ero ancora padre quando l'ho letto e forse non lo sarei diventato senza leggerlo. Perché in un mondo tragico e senza speranza come quello del romanzo, l'amore che lega padre e figlio ha una tale forza primigenia, una profondità così vertiginosa da dare senso a ogni cosa, perfino agli orrori più indicibili. Sconvolto e commosso, mi sono reso conto che rinunciare all'esperienza della paternità sarebbe stato terribile. Ed era vero.

    said on 

  • 4

    Il mondo secondo McCarthy

    Ho testato sulla mia pelle che addentrarsi inconsapevolmente nella scrittura di McCarthy può portare a serie conseguenze quali: senso di disagio durante la giornata, perdita del senso del tempo e dell ...continue

    Ho testato sulla mia pelle che addentrarsi inconsapevolmente nella scrittura di McCarthy può portare a serie conseguenze quali: senso di disagio durante la giornata, perdita del senso del tempo e dello spazio, bisogno di isolamento e visioni apocalittiche durante i sogni notturni, o forse sarebbe meglio chiamarli incubi.
    Leggere questo autore è davvero un'esperienza al limite dello straordinario.
    Il mondo descritto da McCarthy ti buca la pelle come un ago e poi ti si propaga come un siero che ti uniforma agli uomini e alle donne, senza passato e senza futuro giunti lì prima di te, che vagano per luoghi senza nome.
    Sai solo di essere in un limbo di terra sospesa tra realtà e paradosso, nel punto esatto dove una mente sana oscilla verso l'insano.
    È un libro senza trama ma con una visione.
    Un uomo e un bambino, vagano su di una terra senza tempo durante giornate tutti uguali scandite dai loro passi trascinati nella polvere su strade senza nome.
    Sono stretti l'uno all'altro e comunicano tra loro attraverso brevi domande e sintetiche risposte a cadenza ripetitiva, come a simulare una litania funebre.
    Le loro teste sono sovrastate da cieli di metallo e in lontananza si scorgono orizzonti spettrali, panorami arsi e mari lividi.
    L'aria è irrespirabile. Densa. Fumosa.
    I loro volti sono emaciati e segnati da un freddo del tutto irriconoscibile che penetra persino nei pensieri del lettore, ghiacciandoli.
    Vagano cercando cibo e riparo. Quello è l'unico vero scopo, continuare a trascinarsi su di una terra che non è più quella che conosciamo, quella di cui abbiamo fatto parte e di cui ci hanno raccontato le generazioni precedenti.
    Questa terra è stata completamente ridisegnata, quello che c'era non esiste più e gli uomini sopravvissuti sono cambiati.
    Sono sagome esangui senza dignità o mostri mascherati da uomini.
    Padre e figlio provano a raggiungere la costa.
    Il padre è attento a mantenere in vita il figlio e il figlio si aggrappa agli insegnamenti del padre, perché un giorno dovrà cavarsela da solo.
    La trama è tutta qui, si annoda e si snoda attraverso il rapporto padre/figlio in un mondo post apocalittico percorso da flashback onirici tratti da un passato a colori.
    Poche pagine che scorrono come oro fuso sotto gli occhi di un lettore paralizzato.
    È una lettura psichedelica ed esasperante.
    Le parole vanno assaporate goccia a goccia come se si vivesse in un deserto e si necessitasse di acqua.
    Lo stile di McCarthy è raffinatissimo, potente, una parabola discendente che si aggrappa ad una speranza che fluttua nell'aria, ma che non si riesce mai ad agganciare.
    Un finale un po' scontato, da movie americano, che mi ha fatto sorgere una domanda: "perché voler a tutti i costi sostenere l'umana speranza quando, per tutto il tempo, la storia mi ha insistentemente convinta che è persa da tempo?
    Avrei preferito una finale filosofico e alternativo.
    Una via d'uscita che aprisse nuove domande.
    Così non è stato ma per me è ugualmente un piccolo capolavoro di scrittura.

    said on 

  • 4

    La cronaca dettagliata di un angosciante viaggio verso la salvezza. La trama segue un padre ed un figlio nella disperata lotta per la sopravvivenza in un mondo post-apocalittico. Bella l'idea di annul ...continue

    La cronaca dettagliata di un angosciante viaggio verso la salvezza. La trama segue un padre ed un figlio nella disperata lotta per la sopravvivenza in un mondo post-apocalittico. Bella l'idea di annullare completamente i due protagonisti: non vengono descritti, non si conoscono i loro nomi. Si seguono solo le loro azioni, passo per passo. Eppure il romanzo riesce, con una forza indescrivibile, a farvi preoccupare per la sorte dell'uomo e del suo bambino.

    said on 

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