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Drood

By

Publisher: Quercus Publishing

3.7
(323)

Language:English | Number of Pages: 784 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Spanish , Dutch , Italian , French , German

Isbn-13: 9781849163484 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Paperback , Audio CD , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

In 1865 Charles Dickens, the world's most famous writer, narrowly escapes death in the Staplehurst Rail Disaster. He will never be the same again. A public hero for rescuing survivors, he slowly descends into madness as he hunts the individual he believes to be responsible for the carnage: a spectral figure known only as Drood.

His best friend, Wilkie Collins, is enlisted for the pursuit. Together they venture into Undertown, the shadowy, lawless web of crypts and catacombs beneath London. Here Drood is rumoured to hold sway over a legion of brainwashed followers. But as Wilkie spirals ever further into opium addiction and jealousy of the more successful novelist, he must face a terrifying possibility: is Charles Dickens really capable of murder?

Sorting by
  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Tutte le note biografiche su William Wilkie Collins, il narratore di questo pregevole romanzo "storico", lo definiscono "amico e collaboratore di Dickens".
    Ma si può davvero essere amici di un collega ...continue

    Tutte le note biografiche su William Wilkie Collins, il narratore di questo pregevole romanzo "storico", lo definiscono "amico e collaboratore di Dickens".
    Ma si può davvero essere amici di un collega scrittore... di un rivale scrittore?
    Si pensano davvero le lodi che si danno all'amico scrittore? Si è davvero felici dei suoi successi?
    ... o in fondo al proprio cuore si pensa che quel libro, quella storia, quel dramma noi lo avremmo scritto meglio? ... che quelle lodi, noi le avremmo meritate di più?
    Non vi fate ingannare: questo non è un romanzo sensazionalistico che reinventa gli ultimi anni di vita di Charles Dickens, nè un divertissement letterario sull'ultimo romanzo incompiuto di Dickens, e nemmeno una rielaborazione in chiave gotica delle ossessioni di Wilkie Collins. Men che meno è la storia di come Collins e Dickens rimasero - o non rimasero - coinvolti nelle trame di un mago egiziano folle a capo di un esercito nei bassifondi più profondi di Londra.
    Questo è un libro che indaga in modo disincantato e cinico, ma forse, fantasie omicide a parte ;-p, profondamente plausibile quale possa essere un rapporto tra scrittori, usando come materiale narrativo due scrittori famosissimi ai loro tempi, dell'uno dei quali, oggi, nella prima frase con cui lo si presenta al pubblico si sente il bisogno di nominare Dickens, senza che peraltro, nella biografia di Dickens alcuno pensi mai a informare il pubblico come prima cosa che era "amico e collaboratore di Wilkie Collins"...
    Un libro molto ben scritto, che ho apprezzato come merita solo alla seconda lettura. Però è da dire che trecento pagine in meno gli avrebbero giovato.

    said on 

  • 4

    Premetto che il libro in questione non è per tutti, io stesso, pur avendolo apprezzato, ho trovato dei punti estremamente noiosi e ho faticato ad arrivare fino alla fine. La storia scorre lenta e quas ...continue

    Premetto che il libro in questione non è per tutti, io stesso, pur avendolo apprezzato, ho trovato dei punti estremamente noiosi e ho faticato ad arrivare fino alla fine. La storia scorre lenta e quasi assume un aspetto secondario in buona parte del libro. Punti di forza del romanzo, però, sono le descrizioni (Simmons catapulta il lettore nella Londra fine ottocento in maniera straordinaria) e, più di tutto, i personaggi: si parte dal protagonista e voce narrante Wilkie Collins per arrivare al suo amico-nemico Charles Dickens passando, ovviamente, per l'enigmatico Drood, crudele figura dall'aspetto terribile. Nota negativa: la lunghezza. Capisco che Simmons abbia voluto creare uno stile ottocentesco fatto di divagazioni e lunghe descrizioni, ma più di ottocento pagine mi sembra un tantino esagerato.

    said on 

  • 4

    I started reading the Italian translation of Drood when I soon realised that it was "really" written by Wilkie Collins, at least the author wonderfully managed to use his style. So I stopped reading i ...continue

    I started reading the Italian translation of Drood when I soon realised that it was "really" written by Wilkie Collins, at least the author wonderfully managed to use his style. So I stopped reading it until I found the original version.
    The fact that someone in 2009 still used the mid-eighteen hundreds British English is really amazing, more amazing if that was done by an American writer.

    "It saddens me, Dear Reader, that no one in your future generation will have heard or seen Charles Dickens read. There are experiments in my time as I write this with recording voices on various cylinders almost as photographers capture images of a person on film plates. But all this has come after Charles Dickens's death. No one in your day will ever hear his thin, slightly lisping voice or - since to my knowledge none of his talks were ever captured on daguerreotype or other photographic devices (and since such forms of photography available in Dickens's day were too slow to record any person in even the slightest motion anyway, and Dickens was always in motion) - see the strange change that came over the Inimitable and his audiences during these performances.
    His readings were unique in our day and - I would venture the opinion - will never be equalled or adequately imitated in yours (if authors still write books at all in this future you inhabit)."

    said on 

  • 4

    Avrei messo 3 stelline e mezzo, solo per il finale.

    Un mattone pregno di Londra Vittoriana, vita privata di autori del calibro di Dickens e Collins, un thriller misterioso e spaventoso. Si entra nel pieno della storia, però, solo a pagina 400 e, alcune ...continue

    Un mattone pregno di Londra Vittoriana, vita privata di autori del calibro di Dickens e Collins, un thriller misterioso e spaventoso. Si entra nel pieno della storia, però, solo a pagina 400 e, alcune volte, ci si perde nelle digressioni e nelle ripetizioni di alcuni particolari. Comunque mi aveva conquistato ma il finale mi ha lasciato interdetta. Secondo me, il libro avrebbe meritato una migliore conclusione. Il voler concludere il libro di Dickens (Il mistero di Edwin Drood) non è andato a buon fine, fino in fondo.

    said on 

  • 5

    Dan Simmons svela il mistero sul romanzo incompiuto di Charles Dickens

    L’intero libro è un memoriale scritto da Wilkie Collins, narrato in prima persona, il quale voleva fosse pubblicato 100 anni dopo la sua morte. Il resoconto parte dall’incidente ferroviario di Stapleh ...continue

    L’intero libro è un memoriale scritto da Wilkie Collins, narrato in prima persona, il quale voleva fosse pubblicato 100 anni dopo la sua morte. Il resoconto parte dall’incidente ferroviario di Staplehurst nel 1865, in cui Dickens si salvò per miracolo e incontrò per la prima volta Drood. Da quel momento Dickens resterà ossessionato da quel tipo misterioso tanto da mettersi sulle sue tracce, inoltrandosi nei sobborghi più fetidi e malfamati di Londra. Ma lo scrittore non sapeva in cosa si stava cacciando e quando se ne accorse era ormai troppo tardi per uscirne. Collins, fidato amico di Dickens, finì anche lui coinvolto in questa faccenda che lo scioccò a tal punto da spingerlo a scriverne un rapporto per informare i posteri dell’assurda vicenda.
    Romanzo erudito che richiede tempo e attenzione. L'intreccio monumentale permette di immergersi completamente nell’atmosfera Vittoriana che l’autore ricostruisce minuziosamente. Ai salotti aristocratici, teatri e circoli letterari in cui prendono vita discussioni erudite e occultiste (tematiche molto in voga all’epoca), fanno da contrappunto luoghi goticheggianti che trasudano malvagità e decadenza, perfetti per enfatizzare il lato macabro del libro.

    Per saperne di più guarda il video in cui ne parlo:
    http://www.youtube.com/watch?v=rB43EzEVgxo

    said on 

  • 5

    Per me è difficilissimo scrivere il mio parere su questo libro, perché l'ho finito ieri sera ma mi sento già completamente orfana e mi è venuto il tipico blocco del lettore, quello che viene quando si ...continue

    Per me è difficilissimo scrivere il mio parere su questo libro, perché l'ho finito ieri sera ma mi sento già completamente orfana e mi è venuto il tipico blocco del lettore, quello che viene quando si legge qualcosa di meraviglioso che non si vorrebbe mai finire, e poi non si sa più cosa leggere perché sembra che niente può dare le stesse sensazioni, e personalmente mi è capitato con pochissimi libri.
    Posso capire chi l'ha trovato noioso, anche se non condivido assolutamente, ma credo che non sia un libro per tutti. E' pensato per chi ama la scrittura prolissa, densa, ricca di dettagli, quella che ti tiene in sospeso e che ti fa galleggiare nella mente dei personaggi.
    E' stata davvero un sofferenza terminarlo, perché l'autore ci trascina letteralmente nella testa del protagonista, in questo caso Wilkie Collins, e ad un certo punto mi sono sentita quasi dipendente dai suoi pensieri.
    Non è un giallo o un thriller nel vero senso della parola, non c'è molta azione(anche se certe parti sono raggelanti a mio parere)ed è vero che è un po' lento, ma è proprio questo il bello: far gustare al lettore ogni attimo, senza fretta.
    Non sono molto informata sulla vita di Collins e di Dickens, ma credo che non sia nemmeno una biografia vera e propria, altrimenti non sarebbe un romanzo ovviamente, e la vicenda di Drood è quasi sullo sfondo, anche se è il fattore scatenante.
    Direi, senza voler svelare troppo, che questo libro è un viaggio nella mente di uno scrittore, con i suoi meriti, i suoi grossi difetti, i suoi vizi e le sue virtù. E' un libro molto umano, che non risparmia nessuno dei protagonisti.
    E poi le descrizioni della Londra e dell'Inghilterra dell'epoca sono favolose, sembra proprio di viverci dentro.
    Insomma, sono davvero entusiasta di Drood e sicuramente leggerò anche altro di Dan Simmons, e anche di Dickens e di Collins.
    Consigliato assolutamente a chi non ha paura dei libri di grande mole e di grande introspezione.

    said on 

  • 4

    Bella ed accurata la ricostruzione dell'epoca vittoriana e la caratterizzazione dei personaggi; si può percepire che Dan Simmons si è preparato molto bene su entrambi gli argomenti. C'è qualcosa però ...continue

    Bella ed accurata la ricostruzione dell'epoca vittoriana e la caratterizzazione dei personaggi; si può percepire che Dan Simmons si è preparato molto bene su entrambi gli argomenti. C'è qualcosa però che non mi convince: dovrebbe essere un racconto che spaventa il lettore e in realtà, almeno per me, non è così ed anzi a tratti annoia.

    said on 

  • 5

    Se di ossessione si parla , il protagonista la vive amando Dickens di un Amore Cieco, il titolo del suo ultimo libro, che non vedrà la fine, proprio come accade a quegli amori incondizionati...
    Riflet ...continue

    Se di ossessione si parla , il protagonista la vive amando Dickens di un Amore Cieco, il titolo del suo ultimo libro, che non vedrà la fine, proprio come accade a quegli amori incondizionati...
    Riflettere per 19 anni su una storiella...Dickens non era quel bambino povero che dava da mangiare le ciliegie del suo sacchetto ad un bambino portato in spalla da suo padre...Dickens quella storia l'aveva raccontata alla rovescia...era lui ad aver rubato le ciliegie dal sacchetto del bambino portato in spalla da suo padre..e suo padre non se ne era mai accorto...
    Un umanissimo Collins che testimonia la sua sopravvivenza a Dickens come una tortura..perche' ha senso combattere qualcuno, se questo qualcuno c'e'...e volendo annientarlo lo esalta..lo stupefacente dualismo della condizione umana.
    Bellissimo

    said on 

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