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Dublinesque

By Enrique Vila-Matas

(193)

| Paperback | 9788807018190

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Book Description

34 Reviews

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    Scritto molto bene. Ma non ci siamo amati.. Forse un po' troppo pesante per chi non conosce e ama l'Ulisse di Joyce!

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    marzietta woolf said on Jan 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo praticamente incomprensibile per chi non conosca la letteratura irlandese: Joyce, Beckett, Synge, Yeats, Wilde ... Io l'ho scelto proprio perché parla principalmente di un viaggio a Dublino durante il Bloomsday, ma dopo cinquanta pagine i pro ...(continue)

    Romanzo praticamente incomprensibile per chi non conosca la letteratura irlandese: Joyce, Beckett, Synge, Yeats, Wilde ... Io l'ho scelto proprio perché parla principalmente di un viaggio a Dublino durante il Bloomsday, ma dopo cinquanta pagine i protagonisti non erano ancora arrivati a destinazione e io già sonnecchiavo: tre pagine e una pennica, quattro pagine e una pennica ... 260 pagine in tutto! non avevo mai dormito tanto!

    Di nuovo l'amore per Joyce mi ha fatto cadere in trappola.

    Con l'eccezione di Borges e Cervantes, gli scrittori di lingua spagnola finiscono sempre col deludermi (problema personale eh!) Ne ho incontrati anche troppi, non mi piacciono i loro romanzi parolai, barocchi, realistimagici o cerebrali che siano.

    Avrei dovuto essere più guardingo ma quando ho letto che si parlava di Joyce ho perso il lume della ragione, bah, mea culpa.

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    Serenus said on Sep 2, 2013 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Colto e ironico,un piacere per il lettore;incantevole.
    Adesso che ho scoperto Enrique Vila Matas come lettrice mi sento molto meglio

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    Laura said on Aug 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ispirato, per molti tratti divertente, visionario, malinconico. Samuel Riba è un editore di Barcellona che ha visto la sua casa editrice andare alla malora, ha una moglie che da poco si dedica alla pratica del buddhismo mentre lui si dedica ossessiva ...(continue)

    Ispirato, per molti tratti divertente, visionario, malinconico. Samuel Riba è un editore di Barcellona che ha visto la sua casa editrice andare alla malora, ha una moglie che da poco si dedica alla pratica del buddhismo mentre lui si dedica ossessivamente a navigare sulla rete come quei ragazzi giapponesi "kikikomori" che si chiudono nella loro cameretta per anni. È infuriato con gli scrittori ma ancora più con i lettori, lo hanno deluso i lettori che si aspettano di trovare nei libri "la conferma del fatto che il mondo è come lo vedono loro".
    È come se in un libro di Kafka che nega il movimento cercassero personaggi che si spostano da una città all'altra come nei film. Oppure in Beckett. Samuel Riba è un io plurale; riflette in modo spesso divertente passando attraverso moltitudini di scrittori, ne nomina un'enormità.

    Si costringe a darsi una scossa e convince tre suoi amici ad andare a Dublino il 16 giugno nel giorno del bloomsday in cui si rievoca l'Ulisse di Joyce ma per commemorare la morte dell'era Gutenberg. Inzia una serie di avventure pratiche e mentali senza confine tra loro. Scorge un ragazzo che assomiglia a Beckett e credendolo morto partecipa al funerale dando le condoglianze ai genitori. Per Samuel Riba Joyce ha condotto la letteratura in un punto massimo di vitalità e Beckett il continuatore di Joyce ha preso la strada opposta quella della condizione scalza, dell'impoverimento, dell'afasia. Beckett aveva anche cambiato lingua dall'inglese al francese per rendersi la vita scomoda ed essere costretto ad esprimere l'essenziale. Egli Samuel Riba ama New York e Dublino ma non ha mai voluto imparare l'inglese. Il libro è ricco di righe memorabili e di definizioni da sottolineare, una ragazza colpisce Samuel Riba per il suo «viso di mela». Nell'orazione funebre vorrebbe leggere una lettera di Flaubert ma poi la fa leggere ad una donna, si sente parte in causa nell'accusa di Flaubert: «Ai nostri giorni, la letteratura sembra una grande fabbrica di orinatoi. Di questo odora la gente più che altro ! comuque verrà un tempo in cui tutti si saranno trasformati in un uomo d'affari e un imbecille» (Riba si sente imbecille). Grazie a Dio sarò morto concludeva la lettera di Flaubert. Eppure Riba va ancora a caccia dello scrittore geniale, per la precisione della sua ossessione di letteratura. Vive di questa ossessione, se non ha ossessioni ricomincia a bere e sua moglie diventa una furia. Il buddhismo non può nulla.

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    Domenico Fina said on Feb 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sappiamo che Riba riprenderà a bere, lo sappiamo dall'inizio e restiamo in attesa come sulla poltrona del dentista. Porterà a compimento il suo lavoro di autodistruzione rinunciando alla moglie, alla sua dimensione rispettabile di (ex) editore, scont ...(continue)

    Sappiamo che Riba riprenderà a bere, lo sappiamo dall'inizio e restiamo in attesa come sulla poltrona del dentista. Porterà a compimento il suo lavoro di autodistruzione rinunciando alla moglie, alla sua dimensione rispettabile di (ex) editore, sconterà l'esilio in Irlanda; la pioggia interminabile che a Barcellona è un evento storico e inquietante diventerà la colonna sonora della sua vita.
    In tante pagine Riba non ride mai, sta sulle spine del suo sentirsi inadeguato a un mondo ostile.
    Insomma: scritto bene da un Vila-Matas che è uomo con uso di mondo prima che scrittore fertile d'idee e capace, il libro infine lascia un gusto amaro, un qualcosa sospeso che resta là. E se ne capisce poco l'intento.

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    Maurizio Attilio Ricci said on Jan 2, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (193)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 246 Pages
  • ISBN-10: 8807018195
  • ISBN-13: 9788807018190
  • Publisher: Feltrinelli (I narratori)
  • Publish date: 2010-09-01
  • In other languages: other languages English Books
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