Due di due

Di

Editore: CDE - Club degli Editori

3.7
(9307)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: A000046886 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un buon libro, scritto bene, molto coinvolgente.
    I personaggi sono interessanti, si comincia con Mario (la voce narrante) che sembra il più debole dei due, ma andando avanti nella lettura si capisce c ...continua

    Un buon libro, scritto bene, molto coinvolgente.
    I personaggi sono interessanti, si comincia con Mario (la voce narrante) che sembra il più debole dei due, ma andando avanti nella lettura si capisce che non è così. Guido mi è piaciuto meno, un po' pieno di sè, mi ha fatto pensare a quelle persone che senza pubblico finiscono per non essere nessuno.
    Comunque bello, dimostra che molto spesso nella vita anche l'amicizia ti travolge e si finisce per il volere un bene assurdo a persone che non se lo meritano poi tanto. Ma non puoi farci niente.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli occhi fluiscono tra le pagine di questo romanzo generazionale, di formazione. La scrittura è intensa ed entra nei meandri del sentire di due personaggi complementari e speculari al tempo stesso, M ...continua

    Gli occhi fluiscono tra le pagine di questo romanzo generazionale, di formazione. La scrittura è intensa ed entra nei meandri del sentire di due personaggi complementari e speculari al tempo stesso, Mario e Guido. Ci ritroviamo di fronte a due adolescenti che si incontrano tra i banchi di scuola e si misureranno l'un l'altro per oltre vent'anni, intercambiando i ruoli di perno e solidità. Guido è l'eroe per eccellenza, così in contrasto con la realtà e disgustato dalla stessa, da disperdere il suo carisma in un fiume di insofferenza. Di contro Mario si salva dall'indefinitezza scegliendo la definitezza. Questa storia mi ha catturata, ma qualcosa me ne ha distaccata al tempo stesso, una sorta di freddezza forse dovuta a personaggi un po' stereotipati, marcati nelle loro caratteristiche di contrapposizione alla realtà. In alcuni punti la narrazione diviene lenta, ma rimane a mio avviso coerente.
    De Carlo mi ha riportata indietro di trent'anni, alle mie chiusure, alla mia inadeguatezza verso ciò che mi circondava, al mio isolamento volontario in attesa di un'anima simile alla mia che mi comprendesse. Ero una ragazzina socievole come Guido e allo stesso tempo mantenevo un distacco dall'omologazione a tutti i costi. Mi inserivo nei gruppi ma non me ne sentivo totalmente parte, mescolando tratti di Guido e Mario. L'arrivo dei figli mi ha tutelata dalla mia sete di libertà, ancorandomi ad abitudini rassicuranti ma anche strette per il mio spirito.
    Con l'andare degli anni ho scoperto che le soddisfazioni maggiori derivano dai rapporti coltivati, dalle amicizie nate in giovinezza, da alchimie nuove e forti che illuminano i giorni uguali. Ho perso anni addietro il mio alter-ego solido, colei che puntellava con certezze le mie inquietudini. Nulla è stato lo stesso. Ed ho conosciuto nuovi lati destri, nuove occasioni di ancorarmi al suolo e nuovi impulsi per perdermi tra le nuvole.
    Può piacere o non piacere questo romanzo, ma ad ogni modo non lascia indifferenti.

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà il voto è tre stelle e mezzo, ma a quanto sembra, il sistema non gestisce i frazionali :). Libro intenso e nel contempo prolisso, molto più efficace nella parte adolescenziale della vicenda ...continua

    In realtà il voto è tre stelle e mezzo, ma a quanto sembra, il sistema non gestisce i frazionali :). Libro intenso e nel contempo prolisso, molto più efficace nella parte adolescenziale della vicenda che descrive con toni vividi e brillanti, tanto che molti ritroveranno ampie tracce delle loro esperienze in quelle pagine. Più artefatta e forzata la fase post adolescenziale in cui non tutto è a fuoco ed alcune scelte sembrano quasi forzate giusto per dare un senso alle troppe pagine finali. La cosa più bella è che, da tutto questo ritorna l'immagine della vita in cui il conformismo ipocrita ci impedisce di essere quello che vorremo essere. La solita maschera da indossare in funzione del comune senso del pudore, o anche l'omologazione verso il basso, verso il punto minimo in cui le menti di tutti possono arrivare. Triste e obbligatorio, da leggere a scuola a posto magari dei Promessi Sposi. Sarebbe perlomeno molto più utile.
    Un grazie particolare ad un angelo dei libri che lo ha posato tra le mie mani.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Sopravvalutatissimo, come è stato sopravvalutato in generale De Carlo , da sempre, a mio avviso ingiustificatamente.
    Soprattutto qui stride la disomogeneità del libro ( prima parte lentissima , senza ...continua

    Sopravvalutatissimo, come è stato sopravvalutato in generale De Carlo , da sempre, a mio avviso ingiustificatamente.
    Soprattutto qui stride la disomogeneità del libro ( prima parte lentissima , senza idee, portata avanti a forza per centinaia di pagine quando in realtà ciò che dice poteva occupare molto meno spazio ; seconda parte frenetica nell'ammassare eventi, situazioni, personaggi ). Inoltre il finale a mio avviso è incredibilmente grottesco, anzichè solo drammatico e/o catartico come forse voleva l'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    amici da bambini amici per sempre

    Molto carino, personaggi particolari, amici da giovani amici per sempre anche quando le vite prendono vie tanto lontane. Il protagonista è il classico personaggio di Andrea De Carlo, figlio del disagi ...continua

    Molto carino, personaggi particolari, amici da giovani amici per sempre anche quando le vite prendono vie tanto lontane. Il protagonista è il classico personaggio di Andrea De Carlo, figlio del disagio del ventesimo secolo, che questo disagio di vivere se lo porta dentro, ma stemperato dal coprotagonista. Molto piacevole come lettura, semplice e scorrevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Un romanzo generazionale, ma non per i trentenni del 2015.

    Interessante per la critica alla quotidianità della massa, e per comprendere un po' meglio lo spirito degli anni 70 (per chi come me non li ha vissuti), che spesso invece viene ridotto alla banale ico ...continua

    Interessante per la critica alla quotidianità della massa, e per comprendere un po' meglio lo spirito degli anni 70 (per chi come me non li ha vissuti), che spesso invece viene ridotto alla banale iconografia di scontri in piazza e ragazze con le minigonne. Tuttavia l'ho trovato noioso nella narrazione, e se tutte le recensioni esaltano la figura di Guido, come probabilmente anche l'autore fa, personalmente invece trovo in Guido quasi un eroe romantico, sicuramente intrigante nell'adolescenza, ma anche egoista... un vero menefreghista, che se ne infischia degli altri. Se il romanzo fosse stato scritto in prima persona da Guido, Mario sarebbe stato un personaggio insignificante nella storia, mentre personalmente la storia di Mario è stata quella che mi ha portato a concludere il libro (che infatti per me non sembra concluso). Insomma più volte ho rischiato di abbandonare il libro per odio puro verso il personaggio. Forse per la nostra generazione, condannata ad una vera vita precaria, destinata a rincorrere il sogno di una stabilità, leggere la storia di uno che rifiuta disdegnandolo qualsiasi sprazzo di normalità, è un po' difficile da capire. Insomma, un romanzo generazionale, ma per i nostri genitori.

    ha scritto il 

  • 5

    Gubbio is wonderful!

    In inglese si direbbe "never give up!", in italiano è difficile dirlo visto che spesso si tende a mollare alla prima difficoltà.
    La storia inizia nella Milano degli anni '70, periodo in cui non era se ...continua

    In inglese si direbbe "never give up!", in italiano è difficile dirlo visto che spesso si tende a mollare alla prima difficoltà.
    La storia inizia nella Milano degli anni '70, periodo in cui non era semplice capire da che parte andare e cosa fare.
    La scuola di sicuro non aiutava, non ha aiutato, non sta aiutando e forse non aiuterà mai a capire.
    Il protagonista è però aiutato da un'amicizia nata per caso, che lo porta a braccetto nei suoi cambiamenti evolutivi anno dopo anno.
    Si passa in Umbria, dove viene spesso citata la stupenda Gubbio (visitatela almeno 10 volte nella vita, sarà sempre capace di sorprendervi! ndr).
    Le storie che compongo questo libro sono molteplici e vissute molto intensamente dai vari protagonisti.
    Storie commoventi e toccanti pregne di importanti significati.
    Leggetelo!
    Andate a Gubbio!

    ha scritto il 

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