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Due di due

Di

Editore: CDE - Club degli Editori

3.7
(8998)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: A000046886 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Due di due" è un romanzo apparso per la prima volta nell'89. Narra l'amicizia fra Mario, l'io narrante, e Guido, un suo compagno di scuola. Sono così diversi da essere speculari, Mario e Guido: il primo è un adolescente come tanti, impaurito e attratto dalla vita, indeciso nelle scelte e appena ...continua

    "Due di due" è un romanzo apparso per la prima volta nell'89. Narra l'amicizia fra Mario, l'io narrante, e Guido, un suo compagno di scuola. Sono così diversi da essere speculari, Mario e Guido: il primo è un adolescente come tanti, impaurito e attratto dalla vita, indeciso nelle scelte e appena abbozzato nella personalità, succube dell'autorevolezza e del carisma altrui; il secondo ne ha da vendere di autorevolezza e carisma, ha entusiasmo per la vita, e è diverso, diverso da tutti gli altri, abbastanza per attrarli, troppo per non spaventarli, per non restare, alla fin fine, sempre isolato. Nonostante le differenze, l'amicizia di Mario e Guido prosegue lungo gli anni Settanta e Ottanta: a scuola e fuori scuola, fino all'età adulta, unisce e cambia per sempre le loro vite. Pubblicato per la prima volta nel 1989, è diventato un vero e proprio "cult", in cui lettori sempre nuovi continuano a identificarsi con passione. Introduzione dell'autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Vite fluttuanti


    Il romanzo è ambientato negli anni '70-'80, ma nella storia si possono rispecchiare le generazioni di oggi che ritrovano le stesse problematiche dei due protagonisti: Mario e Guido, e la stessa Italia con le contraddizioni, le dinamiche negative, la degenerazione del ...continua

    Vite fluttuanti

    Il romanzo è ambientato negli anni '70-'80, ma nella storia si possono rispecchiare le generazioni di oggi che ritrovano le stesse problematiche dei due protagonisti: Mario e Guido, e la stessa Italia con le contraddizioni, le dinamiche negative, la degenerazione della città e dei rapporti umani.
    Un' atmosfera malinconica accompagna Mario nel racconto dell' amicizia che lo lega fin dal liceo a Guido, la cui personalità complessa, contraddittoria, in fondo fragile, si dispiega in un equilibrio instabile.
    Mario ci dà le coordinate per entrare nella dimensione utopistica in cui vive Guido, in guerra contro il mondo che sente ostile.
    Disperso in mezzo ai dubbi e alle esitazioni, Guido vive solo dentro la rabbia, con la mente sempre altrove, estraneo a ciò che lo circonda; non riesce a mettere radici, a trovare un approdo tranquillo, ma va allo sbaraglio dietro l' umore fluttuante e le immagini avventurose della sua mente.
    Le tematiche che affronta Andrea De Carlo sono interessanti ma la narrazione ha spesso un ritmo lento e piatto e l' analisi a tratti pecca di profondità.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi ha vagamente ricordato il noto "Sulla strada" di Kerouac. De Carlo scrive in modo piacevole, naturale ed essenziale nell'uso di termini che il più delle volte hanno una mera funzione riempitiva; grazie a questo ti avvicini e ti perdi nella lettura di "Due di due" senza difficoltà, come se la s ...continua

    Mi ha vagamente ricordato il noto "Sulla strada" di Kerouac. De Carlo scrive in modo piacevole, naturale ed essenziale nell'uso di termini che il più delle volte hanno una mera funzione riempitiva; grazie a questo ti avvicini e ti perdi nella lettura di "Due di due" senza difficoltà, come se la storia te la stesse raccontando lui stesso ripescando nella memoria ordinata i diversi episodi. Ho apprezzato la semplicità e la realtà degli stessi, il desiderio di ribellione che durante l'adolescenza abbraccia più o meno tutti e il silenzio con cui questo impulso svanisce maturando; la sensazione di vuoto dopo aver concluso gli studi, la continua ricerca di qualcosa di sensazionale, di quel brivido fuori dalla routine cittadina che poi, talvolta, scopri non esistere, e la conseguente rassegnazione ad abbracciare uno stile di vita che, seppur felicemente costruito su misura, non ha niente a che vedere con i mirabolanti progetti abbozzati da bambino. Guido Laremi incarna l'incapacità naturale a piegarsi a questo normale flusso esistenziale, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta; De Carlo racconta la realtà, i trascorsi di Mario e Guido sono due delle possibili forme, agli antipodi, in cui essa può essere vissuta. La fine lascia l'amaro in bocca perché troppo immediata rispetto alla lentezza della seconda parte; due pagine e mezzo chiudono un ciclo di duecento, ma la soluzione che a molti pare scontata io trovo sia la più adatta. L'ho finito in poco più di un giorno occupando con la lettura ogni singolo momento libero e non mi era mai capitato; è il primo libro di De Carlo che ho fra le mani, e mi unisco a coloro a cui ha risvegliato il desiderio di leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    stupendo è dir poco

    semplicemente il mio libro preferito... letto a 14 anni proprio alla stessa età dei protagonisti (econ lo stesso stato d'animo loro!) quando iniziano le vicende e riletto più e più volte, è sempre un grande piacere godermelo... meraviglioso!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo di formazione nel senso più ampio e completo del termine; anzi la formazione riveste qui un doppio significato: attraverso gli anni '60-'70-'80 si racconta della formazione dei singoli protagonisti ma anche dell'evoluzione della loro amicizia, partendo da Milano e poi via per l'Italia e p ...continua

    Romanzo di formazione nel senso più ampio e completo del termine; anzi la formazione riveste qui un doppio significato: attraverso gli anni '60-'70-'80 si racconta della formazione dei singoli protagonisti ma anche dell'evoluzione della loro amicizia, partendo da Milano e poi via per l'Italia e per il mondo.
    L'ambientazione, i personaggi, le situazioni e le tematiche proposte, insomma l'intera storia è di assoluta e sorprendente attualità: pur essendo nata nella mente dell'autore come un qualcosa che si svolge negli anni di cui sopra, calza a pennello anche per questi disgraziati anni 0 e '10.

    E' il primo libro che leggo di De Carlo, così ora posso dire la mia sui giudizi che ho visto prevalere nelle recensioni qui su anobii. Io l'ho trovata una bella storia e ben scritta: non sarà una scrittura perfetta ma sicuramente piacevole, immediata e con una buona precisione nella descrizione della psicologia dei personaggi. Francamente tutto questo autoreferenzialismo di cui tanti parlano, io non l'ho trovato proprio. Ci saranno personaggi ed elementi autobiografici, ma questo è del tutto normale e positivo. Non ho trovato nessuna scimmiottatura de "Il giovane Holden" e non ho sentito trasudare dalle righe il messaggio "quanto sono figo", come altri hanno scritto. Casomai è uno dei personaggi, Guido Laremi, ad essere un personaggio assolutamente figo (e comunque nemmeno lui se ne fa un vanto), uno di quei personaggi addosso ai quali anche i lati negativi diventano in qualche modo positivi. Ed in effetti esistono davvero persone così, che immediatamente catalizzano l'attenzione di tutti senza che debbano compiere alcuno sforzo per raggiungere tale risultato. Dunque in questo sono d'accordo con quello che dice Pietro Citati nella citazione nel retro di copertina, Guido Laremi è davvero un gran bel personaggio. Ma anche la città di Milano, la crisi e la rinascita di Mario sono raccontate con sorprendente realismo, e tutti gli altri personaggi di contorno. Nel complesso voto molto positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono lasciata trascinare dal desiderio di anarchia, indipendenza, naturalezza e spontaneità dei protagonisti.
    Sempre in due, coppie che si sciolgono e si ricompongono ma sempre in due. Persino i figli di Mario sono due. Le sue case sono due.
    Anche se alla fine ne resta solo una.
    ...continua

    Mi sono lasciata trascinare dal desiderio di anarchia, indipendenza, naturalezza e spontaneità dei protagonisti.
    Sempre in due, coppie che si sciolgono e si ricompongono ma sempre in due. Persino i figli di Mario sono due. Le sue case sono due.
    Anche se alla fine ne resta solo una.
    La rabbia e l'incapacità di Guido di essere felice erano a tratti esasperanti, a tratti tristi e a tratti comprensibili. In forma quadruplicata, Guido è l'anima dei 20enni e 30 enni degli anni 2000, così insicuri tormentati e apatici, con i polmoni pieni dei fumi della città e con un desiderio di evasione e stabilità che non riusciamo mai a raggiungere veramente.

    Lo stile usato da De Carlo a mio parere ricorda quello del Giovane Holden, ma è un trend che investe tutti gli scrittori che raccontano un'anima come quella di Holden.
    Sono felice di averlo letto adesso e non a 15 anni, quando ce lo consigliò la professoressa di italiano. Allora non avrei compreso il desiderio e l'aspettativa di vita di Mario e Guido.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio, per persone della mia età, è come fare un tuffo all'indietro nel tempo e ritrovare attraverso i due amici protagonisti le emozioni e le tensioni di quelle assemblee e di quei cortei studenteschi. Poi come sempre succede la vita reale prende il sopravvento e chi più rifulgeva nella vit ...continua

    All'inizio, per persone della mia età, è come fare un tuffo all'indietro nel tempo e ritrovare attraverso i due amici protagonisti le emozioni e le tensioni di quelle assemblee e di quei cortei studenteschi. Poi come sempre succede la vita reale prende il sopravvento e chi più rifulgeva nella vita da ragazzo non sempre trova la propria strada e chi invece viveva di luce riflessa invece ce la fa...

    ha scritto il 

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