Due di due

Di

Editore: CDE - Club degli Editori

3.7
(9462)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: A000046886 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 5

    Romanzo cult di una generazione

    Intenso romanzo generazionale per il quale ho avuto una vera e propria folgorazione. A distanza di tempo dalla lettura ricordo ancora lo splendido ritratto dei due amici protagonisti, Guido e Mario, p ...continua

    Intenso romanzo generazionale per il quale ho avuto una vera e propria folgorazione. A distanza di tempo dalla lettura ricordo ancora lo splendido ritratto dei due amici protagonisti, Guido e Mario, personaggi speculari fra loro, e la naturalezza con la quale l’autore tratta temi importanti e universali, l’amicizia, l’amore, l’ambizione, lo smarrimento, la crescita.
    Un romanzo cult della generazione cresciuta negli anni ’70, sicuramente più ricca di ambizioni e ideali di quella attuale, eppure anch’essa persa fra tanti dubbi e fra tante fragilità.
    Di certo questo mio primo incontro con Andrea De Carlo non lo posso dimenticare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Storia di un'amicizia nata tra i banchi di scuola tra il narratore e Guido, un ragazzo anticonformista e dotato di forte carisma, una storia che si prolunga per venti anni nonostante le diverse vicend ...continua

    Storia di un'amicizia nata tra i banchi di scuola tra il narratore e Guido, un ragazzo anticonformista e dotato di forte carisma, una storia che si prolunga per venti anni nonostante le diverse vicende dei protagonisti: il narratore evade dalla società consumista ritornando alla campagna e Guido, sempre più irrequieto e nomade, cerca di farsi strada nel mondo della letteratura, fino a una conclusione tragica. Molto efficace la rappresentazione dell'ambiente scolastico, una scuola decrepita, minata dalle prime lotte studentesche del Sessantotto, e dell'adolescenza con la sua ribellione e la sua vulnerabilità.

    ha scritto il 

  • 5

    A tratti non molto avvincente, ma di sicuro una lettura piacevole e scorrevole.
    Resta comunque uno dei pochissimi libri la cui fine (anche se probabilmente prevedibile) non mi ha lasciato dulsa, anzi. ...continua

    A tratti non molto avvincente, ma di sicuro una lettura piacevole e scorrevole.
    Resta comunque uno dei pochissimi libri la cui fine (anche se probabilmente prevedibile) non mi ha lasciato dulsa, anzi.
    Nel complesso un ottimo libro. Consigliato

    ha scritto il 

  • 4

    Andrea De Carlo - Due di due

    Un milanese che scrive di Milano e non avevo letto ancora nulla di lui... meno male che ho rimediato, perché Due di due è proprio un gran bel libro e la tentazione (a cui sicuramente non resisterò) è ...continua

    Un milanese che scrive di Milano e non avevo letto ancora nulla di lui... meno male che ho rimediato, perché Due di due è proprio un gran bel libro e la tentazione (a cui sicuramente non resisterò) è quella di comprarmi subito Tecniche di seduzione, altro romanzo di De Carlo che, documentandomi in rete, mi ha colpito molto.

    Partiamo dal fondo questa volta, e cioè dalla prefazione dell'autore, che in realtà ovviamente è all'inizio, ma che io solitamente preferisco leggere al termine per non spoilerarmi nulla visto che mi piace arrivare il più vergine possibile all'approccio con un romanzo. Grazie alla prefazione appunto per i vent'anni di pubblicazione, si riesce a comprendere ancora più nel profondo il libro in questione e ne emerge la chiara volontà di De Carlo di mettere a nudo il suo doppio carattere. Fin dal titolo infatti si capisce che Due di due è un romanzo doppio, sia nella sua struttura, sia proprio nella sua concezione. Non esiste un unico protagonista perché l'io narrante non parla solo della sua vita ma è proiettato soprattutto verso Guido Laremi.

    Guido Laremi appunto. E' lui il vero motore del romanzo. L'amico che un po' tutti avremmo voluto avere, quello che quando sei a scuola ti permette di conoscere le ragazze carine che tu non avresti mai avuto il coraggio di avvicinare ed invece lui non si vergogna di approcciare. Quello che è spigliato, sorridente, affabile in compagnia, piacevole compagno di viaggio. Quello che ogni tanto invidi un po' perché le ragazze che stanno con te in realtà lo fanno perchè vogliono conoscere lui, ma subito l'invidia ti passa perché non si può essere invidiosi di un amico. Guido Laremi è tutto questo e molto altro, è il nostro lato più estroverso, mentre l'io narrante è quello introverso.

    Ma Due di due, sempre per rimanere in tema doppio o contrasto, è la contrapposizione tra Milano e la campagna. Tra un vita frenetica, inquinata, a tratti molto difficile ed una vita sana, fatta di aria pura, lavoro nei campi, niente televisione un ritorno alle origini. Si nota, nelle pagine scritte da De Carlo, una certa ostilità verso Milano, città che se non la si prende in un certo verso rischia di stritolarti, quasi di soffocarti nella morsa del suo grigio, nelle sue persone fredde e distaccate.

    Ma Due di due è anche un romanzo sul disagio di vivere, sul passaggio tra adolescenza e maturità, sulle nostre aspettative nei confronti della vita, sui sogni mai realizzati, sulla felicità toccata solo per pochi attimi oppure mai veramente toccata. Sempre con Guido Laremi sullo sfondo, il nostro lato più estroverso, ma anche quello più inquieto e a volte malinconico.

    Insomma Due di due mi è piaciuto moltissimo, un quattro stelle e mezzo direi. Sono stato a lungo indeciso se dare il massimo dei voti, ma alla fine qualche piccolo difettuccio c'è. La prima parte per esempio è altrettanto bella quanto la seconda ma ha qualche alto e basso, soprattutto quando si parla del '68, l'ho trovato un argomento messo dentro forzatamente. Poi c'è la scrittura di De Carlo, un po' troppo ampollosa per i miei gusti (ma per carità è un opinione assolutamente personale). Un romanzo che ha fatto epoca (direi giustamente) e che consiglio a tutti, indistintamente. Forse il sottoscritto, ne è rimasto colpito in particolar modo, visto che sento molto in me stesso il contrasto tra il lato estroverso ed introverso. Un libro che l'autore non ha paura a definire autobiografico. Compratelo e leggetelo!

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo generazionale che ha fatto il suo tempo.

    E' stato un libro di culto per un'intera generazione ma, come tutti i libri di culto che non hanno dietro una storia solida e uno stile eccelso, risulta oggi un romanzo datato, imbevuto di un nichilis ...continua

    E' stato un libro di culto per un'intera generazione ma, come tutti i libri di culto che non hanno dietro una storia solida e uno stile eccelso, risulta oggi un romanzo datato, imbevuto di un nichilismo che appare ora troppo scontato. Il difetto più grande, però, sta nelle prime 100 pagine che sono di una noia mortale. Per il resto la storia regge (nonostante alcune semplificazioni di troppo che mi hanno dato fastidio... come ad esempio l'avvicinamento tra Mario e Martina: nel giro di 2 pagine si incontrano e vanno a vivere insieme) e i due personaggi principali sono ben caratterizzati. Il finale, però, è molto prevedibile, lo davo già per scontato quando mancavano ancora cento pagine. Insomma un libro che merita la sufficienza, magari anche un 6.5, ma non di più, soprattutto per lo stile che è molto lento, monotono, pare scritto nell'800 e non nel 1989. Do comunque 3 stelline per differenziarlo da quelli che considero solo "sufficienti": peccato davvero che anobii non abbia un sistema di valutazione da 1 a 10.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo

    Tra i libri che preferisco di de Carlo.
    Scorre, punti di vista di una generazione che non c'è più (in parte fagocitata dalla tecnologia), in poche parole da leggere.
    Io avevo 20 anni alla prima lettur ...continua

    Tra i libri che preferisco di de Carlo.
    Scorre, punti di vista di una generazione che non c'è più (in parte fagocitata dalla tecnologia), in poche parole da leggere.
    Io avevo 20 anni alla prima lettura...

    ha scritto il 

  • 2

    Quasi 3 stelle in realtà.
    Guido Laremi è un personaggio veramente insopportabile, stupido, inutile, senza arte né parte. Nella prima parte del romanzo era lui il "leader" mentre quello scemo di Mario ...continua

    Quasi 3 stelle in realtà.
    Guido Laremi è un personaggio veramente insopportabile, stupido, inutile, senza arte né parte. Nella prima parte del romanzo era lui il "leader" mentre quello scemo di Mario era solo la sua ombra. Nella seconda parte i ruoli si sono un po' invertiti, Mario ha acquisito inaspettatamente carattere, quell'altro si è dimostrato la nullità che è sempre stato. La mia edizione riporta questa frase nella quarta di copertina: " Guido Laremi è il più bel personaggio della letteratura italiana degli ultimi dieci anni." cit. Piero Citati.
    Eh?!? Povera letteratura!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Guido e Mario si incontrano al ginnasio nella metà degli anni ’60,non condividono solo le ore passate tra i banchi di scuola e le noiose lezioni dei professori,ma molto di più, un’amicizia che durerà ...continua

    Guido e Mario si incontrano al ginnasio nella metà degli anni ’60,non condividono solo le ore passate tra i banchi di scuola e le noiose lezioni dei professori,ma molto di più, un’amicizia che durerà molti anni.

    Mario è un ragazzo timido, solitario,frequenta la scuola con poca convinzione, non ha amicizie strette, non ha un bel rapporto con sua madre, vive nel limbo di incertezze dell’adolescenza.

    Guido invece ha una forte personalità, è carismatico, riesce a catalizzare su di sé le attenzioni di chi gli sta intorno, ama leggere, di storia e di politica, ma non ama la scuola. Mario e Guido iniziano a frequentarsi al di fuori della scuola, Mario si appassiona agli stessi libri letti da Guido, insieme iniziano a partecipare ad assemblee e manifestazioni politiche, seguendo i giovani studenti universitari che guidarono le proteste del ’68. Guido però inizia a manifestare una certa insofferenza verso la società, verso quei ragazzi che urlano per le strade, verso quella Milano, troppo grande e allo stesso tempo troppo vuota. Al termine del liceo Guido decide di non continuare gli studi, inizia a fare vari lavoretti per racimolare dei soldi che gli permettono di viaggiare, Mario invece si iscrive a Lettere e filosofia con poca convinzione, e inizia a frequentare una ragazza. In estate i due amici partono, destinazione Grecia; e quello che doveva essere un viaggio “on the road”, si trasforma in qualcosa di più, dopo aver conosciuto dei coetanei provenienti da altri Paesi Guidomatura la decisione di mettersi in viaggio insieme ad una delle ragazze del gruppo. Questo sarà solo l’inizio di un lungo pellegrinare, un continuo spostarsi di luogo in luogo che corrisponde in realtà ad una continua ricerca interiore. Anche per Mario il breve soggiorno in Grecia risulta essere rivelatore di un disagio profondo, infatti tornato a casa si rende conto della mancanza di scopi della sua vita, della fine dell’amore per la sua fidanzata e dell’esigenza di dover cambiare la sua esistenza per tornare a sentirsi vivo. Dopo l’improvvisa morte del patrigno, con l’eredità ricevuta, Mario decide di lasciare Milano, si trasferisce in Umbria dove rileva un antico casale, per lui un luogo di rinascita.

    Mentre Mario riesce a trovare un equilibrio e uno scopo di vita, nonché un nuovo amore, Guido è ancora alla ricerca in giro per il mondo, tra lavori e amori saltuari.

    I due amici riprendono i contatti, Mario sprona Guido a traformare i racconti che scrive da tempo in un romanzo, a fare della scrittura un lavoro, per aiutarlo a trovare un po di stabilità; e Guido inizia a provarci, si trasferisce anche lui al casolare insieme a Mario, alla sua compagna Martina, ai figli gemelli che sono arrivati nel frattempo, e a Chiara, sorella di Martina, anche lei ormai membro integrante di questa sorta di famiglia allargata. Guido riesce a trovare la concentrazione giusta, anche grazie al sostegno di Chiara, con la quale inizia una relazione, e dopo vari tentativi riesce a pubblicare ilsuo primo romanzo, che diventa un vero caso editoriale.

    Nonostante la carriera in ascesa Guido vive un nuovo momento di crisi, che questa volta lo porta a fare delle scelte che segneranno un triste destino.

    “Due di due ” è un romanzo generazionale, di formazione, ma anche a tratti un romanzo politico sui generis, scritto con uno stile non particolarmente originale riesce a coinvolgere, e porta inevitabilmente ad identificarsi con uno dei protagonisti, perché tutti almeno una volta nella vita abbiamo provato un senso di smarrimento, o ci siamo messi alla ricerca di uno scopo. Ricco di citazioni, e soprattutto di riflessioni sulla giovinezza, sul senso della vita, sull’Italia di quegli anni e sulla solitudine.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon libro, scritto bene, molto coinvolgente.
    I personaggi sono interessanti, si comincia con Mario (la voce narrante) che sembra il più debole dei due, ma andando avanti nella lettura si capisce c ...continua

    Un buon libro, scritto bene, molto coinvolgente.
    I personaggi sono interessanti, si comincia con Mario (la voce narrante) che sembra il più debole dei due, ma andando avanti nella lettura si capisce che non è così. Guido mi è piaciuto meno, un po' pieno di sè, mi ha fatto pensare a quelle persone che senza pubblico finiscono per non essere nessuno.
    Comunque bello, dimostra che molto spesso nella vita anche l'amicizia ti travolge e si finisce per il volere un bene assurdo a persone che non se lo meritano poi tanto. Ma non puoi farci niente.

    ha scritto il 

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