Due di due

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (I miti, 23)

3.7
(9365)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: 8804414219 | Isbn-13: 9788804414216 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

Ti piace Due di due?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Guido e Mario si incontrano al ginnasio nella metà degli anni ’60,non condividono solo le ore passate tra i banchi di scuola e le noiose lezioni dei professori,ma molto di più, un’amicizia che durerà ...continua

    Guido e Mario si incontrano al ginnasio nella metà degli anni ’60,non condividono solo le ore passate tra i banchi di scuola e le noiose lezioni dei professori,ma molto di più, un’amicizia che durerà molti anni.

    Mario è un ragazzo timido, solitario,frequenta la scuola con poca convinzione, non ha amicizie strette, non ha un bel rapporto con sua madre, vive nel limbo di incertezze dell’adolescenza.

    Guido invece ha una forte personalità, è carismatico, riesce a catalizzare su di sé le attenzioni di chi gli sta intorno, ama leggere, di storia e di politica, ma non ama la scuola. Mario e Guido iniziano a frequentarsi al di fuori della scuola, Mario si appassiona agli stessi libri letti da Guido, insieme iniziano a partecipare ad assemblee e manifestazioni politiche, seguendo i giovani studenti universitari che guidarono le proteste del ’68. Guido però inizia a manifestare una certa insofferenza verso la società, verso quei ragazzi che urlano per le strade, verso quella Milano, troppo grande e allo stesso tempo troppo vuota. Al termine del liceo Guido decide di non continuare gli studi, inizia a fare vari lavoretti per racimolare dei soldi che gli permettono di viaggiare, Mario invece si iscrive a Lettere e filosofia con poca convinzione, e inizia a frequentare una ragazza. In estate i due amici partono, destinazione Grecia; e quello che doveva essere un viaggio “on the road”, si trasforma in qualcosa di più, dopo aver conosciuto dei coetanei provenienti da altri Paesi Guidomatura la decisione di mettersi in viaggio insieme ad una delle ragazze del gruppo. Questo sarà solo l’inizio di un lungo pellegrinare, un continuo spostarsi di luogo in luogo che corrisponde in realtà ad una continua ricerca interiore. Anche per Mario il breve soggiorno in Grecia risulta essere rivelatore di un disagio profondo, infatti tornato a casa si rende conto della mancanza di scopi della sua vita, della fine dell’amore per la sua fidanzata e dell’esigenza di dover cambiare la sua esistenza per tornare a sentirsi vivo. Dopo l’improvvisa morte del patrigno, con l’eredità ricevuta, Mario decide di lasciare Milano, si trasferisce in Umbria dove rileva un antico casale, per lui un luogo di rinascita.

    Mentre Mario riesce a trovare un equilibrio e uno scopo di vita, nonché un nuovo amore, Guido è ancora alla ricerca in giro per il mondo, tra lavori e amori saltuari.

    I due amici riprendono i contatti, Mario sprona Guido a traformare i racconti che scrive da tempo in un romanzo, a fare della scrittura un lavoro, per aiutarlo a trovare un po di stabilità; e Guido inizia a provarci, si trasferisce anche lui al casolare insieme a Mario, alla sua compagna Martina, ai figli gemelli che sono arrivati nel frattempo, e a Chiara, sorella di Martina, anche lei ormai membro integrante di questa sorta di famiglia allargata. Guido riesce a trovare la concentrazione giusta, anche grazie al sostegno di Chiara, con la quale inizia una relazione, e dopo vari tentativi riesce a pubblicare ilsuo primo romanzo, che diventa un vero caso editoriale.

    Nonostante la carriera in ascesa Guido vive un nuovo momento di crisi, che questa volta lo porta a fare delle scelte che segneranno un triste destino.

    “Due di due ” è un romanzo generazionale, di formazione, ma anche a tratti un romanzo politico sui generis, scritto con uno stile non particolarmente originale riesce a coinvolgere, e porta inevitabilmente ad identificarsi con uno dei protagonisti, perché tutti almeno una volta nella vita abbiamo provato un senso di smarrimento, o ci siamo messi alla ricerca di uno scopo. Ricco di citazioni, e soprattutto di riflessioni sulla giovinezza, sul senso della vita, sull’Italia di quegli anni e sulla solitudine.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon libro, scritto bene, molto coinvolgente.
    I personaggi sono interessanti, si comincia con Mario (la voce narrante) che sembra il più debole dei due, ma andando avanti nella lettura si capisce c ...continua

    Un buon libro, scritto bene, molto coinvolgente.
    I personaggi sono interessanti, si comincia con Mario (la voce narrante) che sembra il più debole dei due, ma andando avanti nella lettura si capisce che non è così. Guido mi è piaciuto meno, un po' pieno di sè, mi ha fatto pensare a quelle persone che senza pubblico finiscono per non essere nessuno.
    Comunque bello, dimostra che molto spesso nella vita anche l'amicizia ti travolge e si finisce per il volere un bene assurdo a persone che non se lo meritano poi tanto. Ma non puoi farci niente.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli occhi fluiscono tra le pagine di questo romanzo generazionale, di formazione. La scrittura è intensa ed entra nei meandri del sentire di due personaggi complementari e speculari al tempo stesso, M ...continua

    Gli occhi fluiscono tra le pagine di questo romanzo generazionale, di formazione. La scrittura è intensa ed entra nei meandri del sentire di due personaggi complementari e speculari al tempo stesso, Mario e Guido. Ci ritroviamo di fronte a due adolescenti che si incontrano tra i banchi di scuola e si misureranno l'un l'altro per oltre vent'anni, intercambiando i ruoli di perno e solidità. Guido è l'eroe per eccellenza, così in contrasto con la realtà e disgustato dalla stessa, da disperdere il suo carisma in un fiume di insofferenza. Di contro Mario si salva dall'indefinitezza scegliendo la definitezza. Questa storia mi ha catturata, ma qualcosa me ne ha distaccata al tempo stesso, una sorta di freddezza forse dovuta a personaggi un po' stereotipati, marcati nelle loro caratteristiche di contrapposizione alla realtà. In alcuni punti la narrazione diviene lenta, ma rimane a mio avviso coerente.
    De Carlo mi ha riportata indietro di trent'anni, alle mie chiusure, alla mia inadeguatezza verso ciò che mi circondava, al mio isolamento volontario in attesa di un'anima simile alla mia che mi comprendesse. Ero una ragazzina socievole come Guido e allo stesso tempo mantenevo un distacco dall'omologazione a tutti i costi. Mi inserivo nei gruppi ma non me ne sentivo totalmente parte, mescolando tratti di Guido e Mario. L'arrivo dei figli mi ha tutelata dalla mia sete di libertà, ancorandomi ad abitudini rassicuranti ma anche strette per il mio spirito.
    Con l'andare degli anni ho scoperto che le soddisfazioni maggiori derivano dai rapporti coltivati, dalle amicizie nate in giovinezza, da alchimie nuove e forti che illuminano i giorni uguali. Ho perso anni addietro il mio alter-ego solido, colei che puntellava con certezze le mie inquietudini. Nulla è stato lo stesso. Ed ho conosciuto nuovi lati destri, nuove occasioni di ancorarmi al suolo e nuovi impulsi per perdermi tra le nuvole.
    Può piacere o non piacere questo romanzo, ma ad ogni modo non lascia indifferenti.

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà il voto è tre stelle e mezzo, ma a quanto sembra, il sistema non gestisce i frazionali :). Libro intenso e nel contempo prolisso, molto più efficace nella parte adolescenziale della vicenda ...continua

    In realtà il voto è tre stelle e mezzo, ma a quanto sembra, il sistema non gestisce i frazionali :). Libro intenso e nel contempo prolisso, molto più efficace nella parte adolescenziale della vicenda che descrive con toni vividi e brillanti, tanto che molti ritroveranno ampie tracce delle loro esperienze in quelle pagine. Più artefatta e forzata la fase post adolescenziale in cui non tutto è a fuoco ed alcune scelte sembrano quasi forzate giusto per dare un senso alle troppe pagine finali. La cosa più bella è che, da tutto questo ritorna l'immagine della vita in cui il conformismo ipocrita ci impedisce di essere quello che vorremo essere. La solita maschera da indossare in funzione del comune senso del pudore, o anche l'omologazione verso il basso, verso il punto minimo in cui le menti di tutti possono arrivare. Triste e obbligatorio, da leggere a scuola a posto magari dei Promessi Sposi. Sarebbe perlomeno molto più utile.
    Un grazie particolare ad un angelo dei libri che lo ha posato tra le mie mani.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Sopravvalutatissimo, come è stato sopravvalutato in generale De Carlo , da sempre, a mio avviso ingiustificatamente.
    Soprattutto qui stride la disomogeneità del libro ( prima parte lentissima , senza ...continua

    Sopravvalutatissimo, come è stato sopravvalutato in generale De Carlo , da sempre, a mio avviso ingiustificatamente.
    Soprattutto qui stride la disomogeneità del libro ( prima parte lentissima , senza idee, portata avanti a forza per centinaia di pagine quando in realtà ciò che dice poteva occupare molto meno spazio ; seconda parte frenetica nell'ammassare eventi, situazioni, personaggi ). Inoltre il finale a mio avviso è incredibilmente grottesco, anzichè solo drammatico e/o catartico come forse voleva l'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    amici da bambini amici per sempre

    Molto carino, personaggi particolari, amici da giovani amici per sempre anche quando le vite prendono vie tanto lontane. Il protagonista è il classico personaggio di Andrea De Carlo, figlio del disagi ...continua

    Molto carino, personaggi particolari, amici da giovani amici per sempre anche quando le vite prendono vie tanto lontane. Il protagonista è il classico personaggio di Andrea De Carlo, figlio del disagio del ventesimo secolo, che questo disagio di vivere se lo porta dentro, ma stemperato dal coprotagonista. Molto piacevole come lettura, semplice e scorrevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Un romanzo generazionale, ma non per i trentenni del 2015.

    Interessante per la critica alla quotidianità della massa, e per comprendere un po' meglio lo spirito degli anni 70 (per chi come me non li ha vissuti), che spesso invece viene ridotto alla banale ico ...continua

    Interessante per la critica alla quotidianità della massa, e per comprendere un po' meglio lo spirito degli anni 70 (per chi come me non li ha vissuti), che spesso invece viene ridotto alla banale iconografia di scontri in piazza e ragazze con le minigonne. Tuttavia l'ho trovato noioso nella narrazione, e se tutte le recensioni esaltano la figura di Guido, come probabilmente anche l'autore fa, personalmente invece trovo in Guido quasi un eroe romantico, sicuramente intrigante nell'adolescenza, ma anche egoista... un vero menefreghista, che se ne infischia degli altri. Se il romanzo fosse stato scritto in prima persona da Guido, Mario sarebbe stato un personaggio insignificante nella storia, mentre personalmente la storia di Mario è stata quella che mi ha portato a concludere il libro (che infatti per me non sembra concluso). Insomma più volte ho rischiato di abbandonare il libro per odio puro verso il personaggio. Forse per la nostra generazione, condannata ad una vera vita precaria, destinata a rincorrere il sogno di una stabilità, leggere la storia di uno che rifiuta disdegnandolo qualsiasi sprazzo di normalità, è un po' difficile da capire. Insomma, un romanzo generazionale, ma per i nostri genitori.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per