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Due punti

Di

Editore: Adelphi

4.3
(324)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 52 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845921077 | Isbn-13: 9788845921070 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pietro Marchesani

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Apparsa per la prima volta nel 2005, "Due punti" è l'ultima raccolta in versidella poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996. Lasingolarità di queste poesie risiede nella densità e nello spessore dellariflessione sulla vita e sulla morte. Una riflessione che contrassegna tuttoil volume e che prende corpo in liriche di straordinaria concretezza edefficacia.
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  • 4

    Disattenzione

    Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
    Ho passato tutto il giorno senza fare
    domande,
    senza stupirmi di niente.

    Ho svolto attività quotidiane,
    come se ciò fosse tutto il dovuto.

    Inspirazione, espiraz ...continua

    Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
    Ho passato tutto il giorno senza fare
    domande,
    senza stupirmi di niente.

    Ho svolto attività quotidiane,
    come se ciò fosse tutto il dovuto.

    Inspirazione, espirazione, un passo dopo
    l’altro, incombenze,
    ma senza un pensiero che andasse più in là
    dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

    Il mondo avrebbe potuto essere preso per
    un mondo folle,
    e io l’ho preso solo per uso ordinario.

    (...)

    E’ durato 24 ore buone.
    1440 minuti di occasioni.
    86.400 secondi in visione.

    Il savoir-vivre cosmico,
    benché taccia sul nostro conto,
    tuttavia esige qualcosa da noi:
    un po’ di attenzione,
    e una partecipazione stupita a questo gioco
    con regole ignote.

    ha scritto il 

  • 4

    Oggi in libreria mi è capitata fra le mani questa piccola raccolta di Wislawa Szymborska, sono solo 17 poesie, un assaggio sull’amore, la morte, il sollievo dell’ironia..
    Poesie intense come “Labirint ...continua

    Oggi in libreria mi è capitata fra le mani questa piccola raccolta di Wislawa Szymborska, sono solo 17 poesie, un assaggio sull’amore, la morte, il sollievo dell’ironia..
    Poesie intense come “Labirinto”, o “Disattenzione”.. o questa:

    La cortesia dei non vedenti

    Il poeta legge le poesie ai non vedenti.
    Non pensava fosse così difficile.
    Gli trema la voce.
    Gli tremano le mani.
    Sente che ogni frase
    è qui messa alla prova dell'oscurità.
    Dovrà cavarsela da sola,
    senza luci e colori.
    Un'avventura rischiosa
    per le stelle dei suoi versi,
    e l'aurora, l'arcobaleno, le nuvole, i neon, la luna,
    per il pesce finora così argenteo sotto il pelo dell'acqua,
    e per lo sparviero, così alto e silenzioso nel cielo.
    Legge - perché ormai è troppo tardi per non farlo-
    del ragazzo con la giubba gialla in un prato verde,
    dei tetti rossi, che puoi contare, nella valle,
    dei numeri mobili sulle maglie dei giocatori
    e della sconosciuta nuda sulla porta schiusa.
    Vorrebbe tacere - benché sia impossibile-
    di tutti quei santi sulla volta della cattedrale,
    di quel gesto d'addio al finestrino del treno,
    di quella lente del microscopio e del guizzo di luce dell'anello
    e degli schermi e degli specchi e dell'album dei ritratti.
    Ma grande è la cortesia dei non vedenti,
    grande la comprensione e la generosità.
    Ascoltano, sorridono e applaudono.
    Uno di loro persino si avvicina
    con il libro aperto alla rovescia,
    chiedendo un autografo che non vedrà.

    Sicuramente una poetessa da approfondire!

    scritto il 21 Mar 2010

    ha scritto il 

  • 4

    Prospettiva

    Si sono incrociati come estranei,
    senza un gesto o una parola,
    lei diretta al negozio,
    lui alla sua auto.

    Forse smarriti
    O distratti
    O immemori
    Di essersi, per un breve attimo,
    amati per

    ...continua

    Prospettiva

    Si sono incrociati come estranei,
    senza un gesto o una parola,
    lei diretta al negozio,
    lui alla sua auto.

    Forse smarriti
    O distratti
    O immemori
    Di essersi, per un breve attimo,
    amati per sempre.

    D'altronde nessuna garanzia
    Che fossero loro.
    Sì, forse, da lontano,
    ma da vicino niente affatto.

    Li ho visti dalla finestra
    E chi guarda dall'alto
    Sbaglia più facilmente.

    Lei è sparita dietro la porta a vetri,
    lui si è messo al volante
    ed è partito in fretta.
    Cioè, come se nulla fosse accaduto,
    anche se è accaduto.

    E io, solo per un istante
    Certa di quel che ho visto,
    cerco di persuadere voi, lettori,
    con brevi versi occasionali
    quanto triste è stato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho conosciuto questa poetessa per caso e dopo qualche mese ho avuto modo di acquistare questo libro. Per entrare in "contatto completo" con questo stile ci ho messo un po', poi mi son lasciata prender ...continua

    Ho conosciuto questa poetessa per caso e dopo qualche mese ho avuto modo di acquistare questo libro. Per entrare in "contatto completo" con questo stile ci ho messo un po', poi mi son lasciata prendere ed ho permesso alle parole di cullarmi e trascinarmi tra esse.
    Uno stile pulito che porta il lettore dentro la poesia facendolo sentire parte integrante di questa.
    Insomma, di qualunque cosa parli la poesia l'autrice ha la capacità di portarci sulla scena stessa.

    ha scritto il 

  • 2

    Attimo

    Nessuno può accusarmi di non averci provato, ché con questa siamo a due. Però in sintonia con la Szymborska proprio non riesco ad entrarci. E sì che questa sua ultima raccolta parte quasi nel migliore ...continua

    Nessuno può accusarmi di non averci provato, ché con questa siamo a due. Però in sintonia con la Szymborska proprio non riesco ad entrarci. E sì che questa sua ultima raccolta parte quasi nel migliore dei modi con una poesia, Assenza, che riesce a mettere in crisi il lettore con un gioco temporale azzeccato. Ma poi tutto si ferma. Il problema della sua poesia è che non mi pare avere ritmo, non ha profondità, è un almanacco di intuizioni felici che non riesce ad essere posta in versi. L'affabulazione è lenta, spesso faticosa, ancor più spesso troppo prosaica. Io non riesco a trovare la poesia in queste poesie; poi magari, anzi, probabilmente, è un problema mio, ma davvero il suo amore per anafore e liste a me pare solo ridondante, senza suono.
    C'è una poesia che si intitola Monologo di un cane coinvolto nella storia, che comincia alla grande ma poi si spegne, ritorna su se stessa, non vuole finire, e ora della fine ti rendi conto che la cosa migliore è lo splendido titolo.
    Ce n'è un'altra che si intitola Labirinto e che Pietro Marchesani, nella nota posta in chiusura al volume, definisce come "la più bella e intensa di tutte", ma per la verità a me è sembrata un'imitazione pallida di Octavio Paz, senza la tensione e la forza ritmica del grande poeta messicano.

    E alla fin fine si rimane così, magari un po' perplessi sui treni fuori ora... no, quella era un'altra. Dicevo che alla fin fine si rimane così, con la sensazione che davvero non capisci un cazzo se tutti stimano Wisława Szymborska e invece a te non dice proprio nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    Che poetessa,
    che cielo liquido,
    che poesia!

    Sono secoli di lirica che si incontrano.
    Arti e prospettive che si incrociano.
    E' l'aria che diventa vapore che scorre via,
    solida e trasparente,
    consisten ...continua

    Che poetessa,
    che cielo liquido,
    che poesia!

    Sono secoli di lirica che si incontrano.
    Arti e prospettive che si incrociano.
    E' l'aria che diventa vapore che scorre via,
    solida e trasparente,
    consistente.

    Grande poetessa.

    ha scritto il