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Duecentosei Ossa

By Kathy Reichs

(693)

| Hardcover | 9788817032315

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Book Description

Tempe Brennan sente il cuore pulsare al ritmo della paura. E' prigioniera e non sa perché: qualcuno l'ha rinchiusa in un sotterraneo, insieme a mucchi di resti umani. Proprio lei, che di mestiere legge nelle ossa dei morti la storia delle persone. Co Continue

Tempe Brennan sente il cuore pulsare al ritmo della paura. E' prigioniera e non sa perché: qualcuno l'ha rinchiusa in un sotterraneo, insieme a mucchi di resti umani. Proprio lei, che di mestiere legge nelle ossa dei morti la storia delle persone. Confusa e incredula, con le mani e i piedi legati, Tempe non riesce a immaginare cosa possa esserle accaduto. Finché, lentamente, comincia a ricordare...
Una telefonata anonima che l'accusa di aver insabbiato la verità sull'omicidio di un'ereditiera - un'inchiesta chiusa da tempo, che qualcuno ha voluto portare alla ribalta. Poi un nuovo caso, tre cadaveri ritrovati nei boschi attorno a Monréal, tutte donne anziane, tutte massacrate con inaudita ferocia, e i grossolani errori che la dottoressa Brennan avrebbe commesso nell'analisi dei loro corpi.

129 Reviews

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    Bones - 02 giu 14

    Ci avviciniamo a grandi passi alla Kathy Reichs coeva, con qualche freccetta e molte, forse troppe pause. Intanto, e fortunatamente, il traduttore non è riuscito a rovinare il titolo, che le ossa erano 206, e così sono rimaste. Che questo (pare, non ...(continue)

    Ci avviciniamo a grandi passi alla Kathy Reichs coeva, con qualche freccetta e molte, forse troppe pause. Intanto, e fortunatamente, il traduttore non è riuscito a rovinare il titolo, che le ossa erano 206, e così sono rimaste. Che questo (pare, non essendo io un osteopata) è il numero delle ossa presenti nel corpo umano. Quindi materia principe della nostra dr.ssa Brennan e del suo lavoro forense. Purtroppo il meccanismo ideato dalla Reichs questa volta lascia poco spazio all’inventiva, ed anche alla suspense, checché ne dicano i risvolti di copertina. Da un lato c’è l’usuale lavoro di Tempe alle prese con cadaveri, o meglio scheletri, cui bisogna risalire nel tempo per trovarne l’origine. E purtroppo non ci sono invenzioni o scoperte mediche nuove o stimolanti, come in altre opere di patologia forense. Solo una micro-informazione, che probabilmente è nota a tutti i dentisti, riguardante una formazione particolare del primo molare superiore, e nota come “cuspide del Carabelli”. Grazie a questa particolarità, e all’uso della tetraciclina in un’altra otturazione, la nostra esperta riuscirà a risolvere la parte “osteologica” del romanzo. Che invece, dal punto di vista centrale, è al solito occupato da qualcuno che vuole male a Tempe. Qui troviamo di fila tutta una serie di repertoriazioni che sembrano andare nel verso sbagliato, come se Tempe e le sue colleghe non riescano ad azzeccare una diagnosi che è una. Una prima persona anziana morte alcolizzata ma potrebbe essere stata uccisa. Una seconda cui spariscono alcune ossa della mano. Una terza che pare morta di contusioni o forse uccisa da un colpo di pistola che non prova lesioni ossee. Insomma tutta una serie di analisi che portano in crisi il rapporto tra la Brennan ed i suoi superiori. Facendo nel contempo crescere la notorietà di una nuova patologa dell’Istituto Canadese, Marie-Andrea Briel. È lei che rimette i puntini sulle “i” di tutti i presunti errori del reparto. Anche perché vuol fare pubblicità alla ditta di patologia forense privata gestita dal marito. Al solito, il mondo scientifico a volte è avaro di comunicativa, che sarebbe bastato un po’ più di informazione circolante per smascherare velocemente la Briel. Ed anche un po’ più di attenzione. Noi lettori onniscienti, anche se la Reichs non c e lo dice, capiamo subito che le ossa della mano di cui sopra sono state trafugate da qualcuno. E non ci meraviglieremo più di tanto, alla fine, alla scoperta che i cattivi sono dalla parte della Briel. Magari ci hanno messo del loro, andando oltre quanto la stessa immaginava. Fatto sta che qualcuno (la Briel? Il marito della Briel? Il giovane di laboratorio della Briel? La dottoranda della Briel?) decida che Tempe è di troppo, ed alla fine la sequestra e seppellisce in un cimitero di ossa ignoto ai più (nemesi per una dottoressa che vive sull’analisi delle ossa stesse). E come nei peggiori B-movie questo andamento “periglioso” per la nostra eroina, è narrato in contemporanea, facendo andare le vicende analitiche dei corpi quasi in flashback. Fino a ricongiungersi in un finale non particolarmente entusiasmante. Che Tempe riesce a recidere i legacci, ed a fuggire dalla tomba, al sopraggiungere del personaggio negativo di turno. Che guarda caso sarà messo a tacere per sempre dal sempre vicino Andrew Ryan. Mentre su questo torneremo, diciamo di passaggio che Tempe indagava su degli scheletri ritrovati in un lago, e su quattro persone anziane uccise in modo efferato. E che l’analisi delle ossa, nonché l’uso temporale di sostanze chimiche prima o dopo delle presunte morti, fa in modo che la polizia canadese acciuffi il corretto colpevole di ogni crimine. Rimane quello detto poco fa sulle vicende private della nostra. Ryan le sta vicino per tutto il tempo, ma lei fa finta di nulla. È ancora scottata da quell’allontanamento del bel tenente che cercava di far uscire la figlia dal tunnel della droga, riavvicinandosi alla prima moglie. Ma quel tentativo andato a vuoto, Ryan torna verso Tempe. Tuttavia non riesce a parlarne (ma quando impareranno i personaggi della Reichs che parlare è meglio che tacere?). E Tempe pensa che riaccostarsi ad Andrew sia rischioso per scottarsi di nuovo. E si frequenta quel Charlie della fine del precedente libro, ma con scarso successo di critica e di pubblico. Ovviamente, il pericolo riavvicina i cuori. Ma mi aspetto al prossimo romanzo che salti fuori di nuovo qualcosa che ostacoli il giusto corso degli eventi. Per questo dicevo, pur rispettando il buono scrivere dell’autrice, è un romanzo in minore, con poche invenzioni degne di nota, ed una struttura narrativa decisamente troppo scontata per un’autrice della sua esperienza. Ci si tornerà alla prossima.
    “Andare a casa, cenare, magari leggere un buon libro: Alexander McCall Smith o Nora Roberts.” (123)

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    Giogio53 said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

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    Un altro capolavoro della Reichs! Lavoro lodevole, come al solito, nella stesura della storia, nella chiarezza delle descrizioni di concetti tutt'altro che semplici e nell'abilità dell'intreccio. Stavolta mi è piaciuto moltissimo l'idea dei "salti te ...(continue)

    Un altro capolavoro della Reichs! Lavoro lodevole, come al solito, nella stesura della storia, nella chiarezza delle descrizioni di concetti tutt'altro che semplici e nell'abilità dell'intreccio. Stavolta mi è piaciuto moltissimo l'idea dei "salti temporali" nel racconto, che comincia con Tempe imprigionata che cerca di ricordare com'è finita nella sua buia e fredda prigione e prosegue con i ricordi degli avvenimenti che l'hanno portata lì, intervallati ad attimi in cui lei tenta di liberarsi, fino alla brillante soluzione finale del caso.

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    Alessandra said on Oct 9, 2013 | 1 feedback

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    Deludente e noiosio...l'unica parte davvero adrenalinica è la descrizione della sensazione di essere sepolta viva, per il resto noioso come un giallo non dovrebbe assolutamente essere!

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    Lauretta said on Sep 30, 2013 | Add your feedback

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    Deludente nella maniera più totale, un libro così non vorrei mai più leggerlo.

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    Lorena said on Sep 12, 2013 | Add your feedback

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    L'unica cosa originale è Montreal

    Sostanzialmente noioso per tutta la prima parte; quando il ritmo migliora tutto diventa un po' scontato.
    Ci manca una storia di sesso esplicita o allusiva e sarebbe la puntata affascinante di una soap opera lungo il fiume St. Laurent.

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    Ecografista said on Sep 8, 2013 | Add your feedback

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