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Duello nel mar Ionio

Di

Editore: TEA

4.0
(206)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Altri

Isbn-10: 8850201311 | Isbn-13: 9788850201310 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. Merla

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
La vita sulla terraferma annoia in fretta chi come Jack Aubrey e StephenMaturin è amante della navigazione e delle grandi emozioni. È con entusiasmo,quindi, che Aubrey accetta il comando della Worcester, un vecchio e malandatovascello di linea diretto nel Mediterraneo per partecipare al blocco navale diTolone, la roccaforte della flotta napoleonica. Ma una volta nel portofrancese, dopo una navigazione monotona, senza occasioni di attacchi e discontri con navi nemiche, l'azione militare si rivela un'operazione sterile esnervante, tanto che Aubrey alla prima occasione si trasferisce sulla piccolae familiare Surprise con l'obiettivo di scacciare i francesi da una localitàcostiera sullo Ionio.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Mi è parso il libro più malinconico della saga. I protagonisti sono ormai arrivati in quella fase della vita dove si fanno i bilanci provvisori, si pesano i successi e i fallimenti, le aspettative ...continua

    Mi è parso il libro più malinconico della saga. I protagonisti sono ormai arrivati in quella fase della vita dove si fanno i bilanci provvisori, si pesano i successi e i fallimenti, le aspettative di partenza e quanto si sono effettivamente realizzate, e così via.

    Jack, dunque. Una volta nella flotta era famoso come Jack il Fortunato, ma adesso quei tempi sono passati. Addirittura lui si vede in piena parabola discendente, anche se temere di finire pubblicamente frustato è un po’ troppo. Mi ha fatto un po’ pena vederlo di nuovo strapazzato dal detestabile ammiraglio Harte, ancora rancoroso per quella vecchia questione di corna, e anche se alla fine Jack gli ha dato il fatto suo, l’episodio è stato comunque decisamente sgradevole. Certo ci sono i problemi concreti – il padre dissennato, la paura della rovina economica della famiglia, una moglie amatissima a cui però Jack non risparmia qualche scappatella in “letti meno santificati” – ma il difetto che più mi colpisce in lui, forse perché l’ho visto più volte all’opera nella vita reale, è non dico l’ambizione (che non necessariamente è un difetto) ma piuttosto uno sgradevole effetto collaterale dell’ambizione non purificata, cioè l’incapacità di apprezzare il presente. Ecco allora che vedi benestanti che vogliono diventare proprio stra-ricchi, e in mancanza si percepiscono poveri; oppure lavoratori di buon livello che vogliono a tutti i costi diventare i pezzi da novanta del loro ambiente professionale, e se non ci riescono si lamentano come se fossero in fondo alla piramide sociale; oppure… si potrebbero fare esempi a profusione. Un’ambizione di questo tipo è tra i migliori alleati del diavolo. Ecco, se io potessi avere di fronte a me Jack Aubrey in carne ed ossa, vorrei prenderlo per le spalle e dargli una buona scrollata e dirgli « ma la smetti di lamentarti perché non diventerai mai ammiraglio? Non t’è già andata bene così? Ti ricordi di quando all’inizio di Primo comando eri un anonimo ufficiale e temevi che non t’avrebbero mai fatto capitano e com’eri contento quando è arrivata la lettera di promozione? E dopo tutte quelle vicissitudini sentimentali, le avventurette tipo quella sgualdrina della moglie di Harte, o lo sciagurato corteggiamento a Diana che quasi ti costò l’amicizia di Stephen, e nonostante l’opposizione implacabile di tua suocera, alla fine sei non sei riuscito a sposarla la tua Sophia? E non t’ha forse dato tre figli sani e belli, tra cui il figlio maschio che in Verso Mauritius volevi così tanto? E allora? Ma perché una buona volta non t’alzi una mattina e dici “sono felice, sono felice, ho avuto tutto quello che chiedevo una volta, sono felice e lo resterò anche se non avrò le cose che chiedo ora, sono molto felice”??? »

    Stephen, allora. C’è riuscito finalmente, alla fine dello scorso libro ha sposato Diana Villiers. Certo non è stato il matrimonio più romantico del mondo, visto che è stato dettato fondamentalmente dalla necessità di lei di riguadagnare la nazionalità britannica, ma d’altra parte anche Stephen Maturin non è l’uomo più romantico del mondo. Neppure lui sembra molto felice, tuttavia. Nel suo caso però non è questione di ambizioni personali: il dottore e agente segreto non sembra averne, indifferente alla sua stessa incolumità, l’unico suo sacro fuoco brucia per la distruzione dell’odiato Napoleone. E se il suo tarlo fosse anzi il contrario stesso dell’ambizione? Se invece di anelare a qualcosa che non ha e che desidera, il suo problema fosse l’aver raggiunto ciò che desiderava – Diana – e aver constatato che non era così degna di desiderio, tuttavia non sapendo o potendo rimpiazzarla con qualcos’altro di più desiderabile? Non vorrei essere troppo ingiusto sul conto di Diana, che ha comunque i suoi meriti (l’abbiamo vista nello scorso libro privarsi di alcuni diamanti preziosissimi per favorire la liberazione dei nostri dalle prigioni francesi) ma temo che quella lettera anonima recapitata a Stephen, la quale lo informa che sua moglie lo tradisce con il bellissimo Jagiello, quella lettera da lui considerata del tutto inaffidabile – ho una mezza sensazione che non sia così mendace. E inconsciamente lo crede anche Stephen, che nei suoi pensieri disordinati ripete per tre volte la parola infedeltà. E poi, la gravidanza? In Diana l’istinto materno non pare particolarmente affilato. Non riesco a non sospettare che non sia stato del tutto spontaneo l’aborto che ha terminato la gravidanza che Diana portava come ultimo lascito dell’odiato Johnston, il cattivo dell’avventura “americana” dei precedenti libri. Non ci è ancora dato sapere quale sia a questo riguardo il parere medico del dottor Maturin. Però all’inizio di questo libro Stephen crede che Diana sia incinta, se tuttavia la cosa sembra destare non particolare emozione in lei (il modo con cui gioca a biliardo ce lo dice più di tanti discorsi), e poi quando Stephen è lontano in missione sua moglie lo informa “distrattamente” per lettera che si era sbagliata sulla gravidanza… Mah. Ripeto, non vorrei essere ingiusto io.

    Oltre a questo nel libro ci sono, sì, certe altre cose tipo sparatorie e battaglie navali e morti ammazzati e la complicatissima situazione geopolitica dell’Impero Ottomano nel Mar Ionio. Ma interessano poi tanto? In questi libri, l’avventura è lo sfondo, la vita vera è il primo piano.

    ha scritto il 

  • 3

    Non il migliore della serie...

    ...per così dire. Si approfondisce il tema dell'arte nella Royal Navy, ma per il resto di azione ce n'è poca e anche lo sviluppo dei personaggi segna un po' il passo. Comunque godibile come tutti ...continua

    ...per così dire. Si approfondisce il tema dell'arte nella Royal Navy, ma per il resto di azione ce n'è poca e anche lo sviluppo dei personaggi segna un po' il passo. Comunque godibile come tutti

    ha scritto il 

  • 3

    Non il migliore della serie ma godibile. In questo episodio la "guerra per mare" mostra il suo aspetto più tedioso, come i lunghi blocchi navali e le trattative con presunti alleati e meschini ...continua

    Non il migliore della serie ma godibile. In questo episodio la "guerra per mare" mostra il suo aspetto più tedioso, come i lunghi blocchi navali e le trattative con presunti alleati e meschini superiori. Dotato comunque del solito spirito, il finale riserva anche un po' di classica azione.

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente! Nonostante il blocco noiosissimo e la complicata politica si torna con un Aubrey in azione! Il libro scorre piacevolmente con un'occhio indagatore sul "lato in ombra della marina" ovvero ...continua

    Finalmente! Nonostante il blocco noiosissimo e la complicata politica si torna con un Aubrey in azione! Il libro scorre piacevolmente con un'occhio indagatore sul "lato in ombra della marina" ovvero i mille e uno modi per passare il tempo senza abbrutirsi.. poesie, cori e chi più ne ha più ne metta. Il ritmo della narrazione scorre fluido e davvero e sia questo che le "cosucce in sospeso" di fine libro fanno slanciare sul titolo successivo!

    ha scritto il 

  • 2

    A chi divora O'Brian, non servono commenti particolari o 'sacchè per restare schiavi di un serial ben scritto e intelligente. Certo è che io personalmente forse non ero dell'umore per farmi ...continua

    A chi divora O'Brian, non servono commenti particolari o 'sacchè per restare schiavi di un serial ben scritto e intelligente. Certo è che io personalmente forse non ero dell'umore per farmi catturare dalla lettura di comandanti navi blocchi navali francesi sfigati e turchi sanguinari, epperciò non ho gradito più di tanto. Piace la piega che prende la saga, che sto pedissequamente seguendo, però non è che si legga manco salgari, per cui la sensazione di mancato decollo talvolta della narrazione non aiuta il lettore poco paziente, ma soprattutto sarà stato l'impasse del comandante Aubrey a lasciare un po' come dire di noia e frustrazione al lettore poco emozionato. Anche la figura del dottor maturin resta un poco in ombra a 'sto giro, però alla fine quando il libro finisce (e furbescamente lascia sempre molte cose in sospeso) c'è sotto sotto, o sopra sopra, l'istinto di andare a farsi nozione del prosieguo.

    ha scritto il 

  • 4

    8° Avventura con Jack Aubrey

    Nonostante in buona parte del libro ci siano pochissimi scontri e il pattugliamento prevede un pò di noia, il romanzo è comunque interessante ed è con piacere che si ritrovano vecchi personaggi ...continua

    Nonostante in buona parte del libro ci siano pochissimi scontri e il pattugliamento prevede un pò di noia, il romanzo è comunque interessante ed è con piacere che si ritrovano vecchi personaggi oltre a Aubrey e Maturin. Molto bella poi la seconda parte con i turchi che entrano in gioco e Aubrey che si trova su un terreno meno familiare, quello della diplomazia e delle contrattazioni (anche se si rifarà nella parte finale). O'Brian sembra aver limitato la verbosità che lo caratterizzava all'inizio, o forse sarà che inizio ad abituarmi ai termini marinareschi. Il solito difetto di non mettere nessuna mappa o cartina all'interno del libro: sarebbe carino ogni tanto poter dare uno sguardo a dove si svolge l'azione.

    ha scritto il 

  • 4

    Tolone, blocco navale e pirati turchi

    La solita struttura dei romanzi di O'Brian, sembra quasi incredibile che l'autore sia riuscito a mantenere lo stile pressoché invariabile.
    Ironia, Stephen Maturin e Jack Aubrey e più o meno i soliti ...continua

    La solita struttura dei romanzi di O'Brian, sembra quasi incredibile che l'autore sia riuscito a mantenere lo stile pressoché invariabile.
    Ironia, Stephen Maturin e Jack Aubrey e più o meno i soliti nomi noti, come il contrammiraglio Horte, Pullings, Babbington, Bonden Killick.

    Questa volta a bordo della Worchester, Jack Aubrey ha fretta di lasciare la terraferma sempre a causa dei guai finanziari precedenti, a seguito della fortuna accumulata e pertanto per essere caduto nel raggiro di un gentiluomo che ha sperperato le ricchezze del comandante con vane promesse su ricche miniere e fruttuosi canali.
    A bordo della Worchester Aubrey si trova a far parte del blocco al porto di Tolone, in cui i francesi hanno all'ancora una squadra con numerosi vascelli di linea.
    Soltanto verso la fine, la sorpresa: dopo che la squadra francese riesce ad evitare la squadra inglese, navigando con il vento in poppa, Jack Aubrey (e di conseguenza i suoi) viene messo al comando della vecchia Surprise, la fregata tanto cara a Jack e la loro missione li spinge fino in Turchia, al fine di ottenere un vantaggio dalla rivolta locale di tre pretendenti ad un governatorato di una regione prossima ad un porto occupato dai francesi.
    Il romanzo termina, appunto, con un duello nel mar Ionio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Se solo le 'note private' permettessero l'uso di più caratteri!!!

    Forse il meno esaltante della serie finora (o forse l'ho letto un po' peggio degli altri per mancanza di tempo?!), un po' complesso dal punto di vista della politica e dei negoziati coi Turchi e un ...continua

    Forse il meno esaltante della serie finora (o forse l'ho letto un po' peggio degli altri per mancanza di tempo?!), un po' complesso dal punto di vista della politica e dei negoziati coi Turchi e un po' meno avvincente dal punto di vista dell'azione, ma cmq un ottimo libro, soprattutto interessanti le parti in cui è analizzata la vita a bordo durante un blocco, quindi non in azione.

    E Stephen Maturin ha scoperto il modo di far durare in salute un matrimonio: vivere separati!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Di O´Brian ho letto quasi tutti i libri della serie, ma metto in libreria solo questo. I suoi romanzi sono un po´come il commissario Montalbano, con umorismo irlandese peró. Dopo la lettura non ci ...continua

    Di O´Brian ho letto quasi tutti i libri della serie, ma metto in libreria solo questo. I suoi romanzi sono un po´come il commissario Montalbano, con umorismo irlandese peró. Dopo la lettura non ci si sente spiritualmente arricchiti, ma si é contenti di aver trascorso ore piacevoli in compagnia di personaggi divertenti.

    ha scritto il