Dune

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Publisher: Debolsillo

4.4
(3921)

Language: Español | Number of Pages: 701 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Italian , French , German , Polish , Portuguese , Catalan , Dutch , Greek , Swedish , Czech , Hungarian

Isbn-10: 849759682X | Isbn-13: 9788497596824 | Publish date: 

Translator: Domingo Santos

Also available as: Paperback , Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Arrakis: un planeta desértico donde el agua es el bien más preciado y donde llorar a los muertos es el símbolo de máxima prodigalidad. Paul Atreides: un adolescente marcado por un destino singular, dotado de extraños poderes y abocado a convertirse en dictador, mesías y mártir. Los Harkonnen: personificación de las intrigas que rodean el Imperio Galáctico, buscan obtener el control sobre Arrakis para disponer de la melange, preciosa especia y uno de los bienes más codiciados del universo. Los Fremen: seres libres que han convertido el inhóspito paraje de Dune en su hogar, y que se sienten orgullosos de su pasado y temerosos de su futuro.
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  • 4

    Anni fa avevo visto lo scialbo film e questo mi aveva tenuto lontano dal romanzo.
    Alla fine mi sono convinto ad affrontarlo.
    Bello, senza se e senza ma. Drammatico, doloroso, avvincente.
    Nulla è fatto ...continue

    Anni fa avevo visto lo scialbo film e questo mi aveva tenuto lontano dal romanzo.
    Alla fine mi sono convinto ad affrontarlo.
    Bello, senza se e senza ma. Drammatico, doloroso, avvincente.
    Nulla è fatto per rendere i protagonisti più o meno simpatici o antipatici: essi sono quel che sono, hanno scopi definiti, si muovono in base alle circostanze.
    La grandiosità degli ambienti e delle situazioni e di alcuni personaggi a volte può sfuggire, ma, nel corso della lettura, si finisce per coglierla ed esserne conquistati.
    Prima o poi leggerò gli altri romanzi.

    said on 

  • 5

    Parlare di Dune non è per nulla facile, è un romanzo complesso e un mostro sacro della letteratura fantascientifica. I dati dicono che è, nel genere Sci-Fi il libro più venduto e letto con 12 milioni ...continue

    Parlare di Dune non è per nulla facile, è un romanzo complesso e un mostro sacro della letteratura fantascientifica. I dati dicono che è, nel genere Sci-Fi il libro più venduto e letto con 12 milioni di copie vendute e continue ristampe e riedizioni, proprio in questo periodo nelle librerie ho visto spuntare una nuova riedizione il che vuol dire che il libro e i suoi seguiti sono ancora capaci di vendere e di essere apprezzati da nuovi lettori che mai ci si erano cimentati prima.
    Quando venne pubblicato per la prima volta nel 1965 vinse il premio Nebula e il successivo anno il premio Hugo e rivoluziono per molti versi il mondo della Sci-Fi. La sua mole e la sua complessità riuscirono a convincere parecchi scettici che la fantascienza è un genere letterario valido paragonabile agli altri generi, e non come si credeva in quegli anni un qualcosa di adatto solo ai ragazzini e privo di contenuti e credibilità. Probabilmente è grazie a Dune che il genere è divenuto più maturo e molti scrittori sono stati spronati a creare romanzi e storie di qualità superiore.
    Il libro è stato inoltre una fonte di ispirazione per molti scrittori e registi, influenzando molto di ciò che è venuto dopo, sia nella Fantascienza che in altri campi, per svariati motivi che vanno dallo stile alla precisione dei dettagli, dalla cura con cui è creato il mondo e la sua ecologia alla complessità dei personaggi e delle varie fazioni.
    [...]
    Continua a leggere la recensione http://n7blog.altervista.org/2014/01/dune-frank-herbert/

    said on 

  • 4

    Belligeranti in un mondo fantasioso

    “Dune” è il primo di una serie di sei romanzi che fanno parte di una sequenza denominata “Il ciclo di Dune”; la stessa è poi seguita da un’altra serie di romanzi scritti dal figlio Brian dell’autore F ...continue

    “Dune” è il primo di una serie di sei romanzi che fanno parte di una sequenza denominata “Il ciclo di Dune”; la stessa è poi seguita da un’altra serie di romanzi scritti dal figlio Brian dell’autore Frank Herbert.

    Lo considero uno dei classici più famosi del genere fantascientifico anche se , parer mio, vi è introdotta una componente fantasy in relazione ai numerosi personaggi che interpretano almeno il presente volume; infatti si richiama molto a uno stile medievale fantastico con casate nobiliari e dove non ci sono né alieni, né robot a causa della mancanza tecnologica portata da una precedente guerra. Tuttavia si può viaggiare attraverso lo spazio e raggiungere i diversi pianeti appartenenti a una galassia che accomuna una folta congregazione di vari mondi.

    Importanza precipua per la sopravvivenza e il benessere è un pianeta di nome Harrakis, i cui abitanti indigeni chiamano Dune, dove è presente una particolare spezia che permette di viaggiare attraverso lo spazio senza avere bisogno di strumentazione elettronica e inoltre allunga la vita e permette di avere visioni su cosa può succedere in futuro. Ha luogo, quindi, un forte contrasto tra due altolocate famiglie che anelano al controllo del pianeta.

    Il romanzo è affascinante e trascina il lettore in situazioni di profonda fantasia, in un ambiente meraviglioso nonostante la crudeltà insita nella narrazione che appare scorrevole ed edificante.

    Una lettura molto piacevole che analizza in maniera dettagliata la complessità di un certo tipo di società molto lontana dagli schemi cui siamo abituati; di conseguenza la lettura diventa una continua scoperta di modus vivendi e modus operandi in quel lontano futuro su un pianeta ai confini dell’immaginazione.

    said on 

  • 4

    Grande opera di Herbert capace di creare un affresco narrativo in cui misticismo, politica e fantascienza si mescolano in maniera quasi sempre armoniosa; il ritmo narrativo a volte cala e alcune digre ...continue

    Grande opera di Herbert capace di creare un affresco narrativo in cui misticismo, politica e fantascienza si mescolano in maniera quasi sempre armoniosa; il ritmo narrativo a volte cala e alcune digressioni sebbene necessarie appesantiscono la storia ma i personaggi sono approfonditi, i paesaggi incredibili e la storia accattivante. Curioso di leggere gli altri capitoli della saga!

    said on 

  • 4

    Leggendo il libro in questo autunno del 2015 a 50 anni esatti dalla prima pubblicazione negli USA, fa di certo molto effetto; parallelismi con il nostro presente sono molti e tutti inquietanti.
    I temi ...continue

    Leggendo il libro in questo autunno del 2015 a 50 anni esatti dalla prima pubblicazione negli USA, fa di certo molto effetto; parallelismi con il nostro presente sono molti e tutti inquietanti.
    I temi trattati nel libro sono tantissimi e forse un sola lettura non basta per apprezzarli tutti. E' forse il primo caso che sento la necessità di rileggere da capo subito appena finita l'ultima pagina.

    Detto questo, il punto più forte del libro è l'ambientazione con il pianeta Arrakis che diventa protagonista assoluto grazie alle abilissime descrizioni dell'autore che portano il lettore quasi fisicamente a sentire la sete e il sole devastante tra le dune del deserto.
    Anche la trama è molto buona, ricca e ben intrecciata. Il lato negativo è sicuramente un certa lentezza eccessiva in alcuni punti e di contro una eccessiva fretta nello sbrigare alcuni snodi cruciali della storia.
    Ho trovato un po' fastidioso passare lunghe pagine a descrivere cerimonie e dialoghi inconcludenti e poi da una pagina all'altra scoprire che sono passati due anni in cui il destino del pianeta è completamente cambiato.

    Non mi soffermo molto sul tema religioso, che tuttavia è fondamentale nella storia, essendo questo il punto pricipale che non ho assimilato appieno e richiederebbe una rilettura.

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  • 3

    Leggendolo si capisce che è un capo d'opera e quanta influenza ha avuto su film/libri etc.

    In alcuni punti non apprezzo troppo la scrittura di Herbert ma sicuramente vale la lettura.

    said on 

  • 4

    Misterioso al punto giusto

    Le mie impressioni riguardo questo libro sono molto contrastanti.
    Riassunto. Il primo capitolo della saga di "Dune", ambientato in un lontano futuro, narra le vicende degli Atreides, una nobile casata ...continue

    Le mie impressioni riguardo questo libro sono molto contrastanti.
    Riassunto. Il primo capitolo della saga di "Dune", ambientato in un lontano futuro, narra le vicende degli Atreides, una nobile casata a cui viene affidata dall'imperatore Padishà Shaddam IV la gestione del pianeta Arrakis, il pianeta Dune, chiamato così perché desertico, in cui vivono pochissime persone (!) concentrate nelle città a nord dove c'è più acqua (!!). La grande distesa a sud, invece, è disabitata (!!!) perché totalmente desertica e sferzata da gigantesche tempeste. Perché è così importante questo pianeta? Per la spezia, una sorta di droga, venduta in tutto l'universo e che si trova solo lì. Poi c'è il pericolo dei vermi, lunghi anche chilometri, che spesso impediscono l'estrazione della spezia. I protagonisti sono il giovane Paul Atreides, figlio del Duca Leto (nome bellissimo!), e sua mamma, Jessica, concubina del Duca e Bene Gesserit, una figura a metà strada tra una sacerdotessa, una strega e una guerriera. Il cattivo? Vladimir Harkonnen, il precedente regnante di Arrakis. Il mistero della storia? Il popolo Fremen, gli abitanti del deserto.
    La mia parte più razionale e più esigente trova molte critiche: 1) Herbert cambia continuamente punto di vista nel narrare la storia ed è troppo focalizzato sui pensieri. Sembra di vedere una puntata di Dragon Ball in cui prima di passare all'azione ti devi sorbire tutte le riflessioni dei protagonisti; Lo stile in generale non mi è piaciuto. 2) il protagonista Paul ha 15 anni e, sebbene la sua storia sia molto particolare per una profezia svelata fin dall'inizio (quindi bruciato tutto il mistero), sembra un supereroe infallibile fin dal primo capitolo, risultando poco credibile; 3) I nomi della storia sono poco coerenti: innanzitutto Herbert ha saccheggiato dall'arabo senza neanche curarsi di modificare le parole, chiamando ad es "erg" il deserto (indovinate cos'è l'Erg? Un deserto fatto di dune), "jihad" una guerra di fanatici e tanto altro; per poi passare a nomi prettamente inglesi, come Paul, Jessica e Gurney (che non sarà inglese, ma lo sembra), latini e altro.
    MA, se tolgo tutte queste velleità, mi lascio catturare da un mondo creato fin nei minimi dettagli e nel quale è impossibile non sentirsi coinvolti: 1) l'invenzione di tutta l'ecologia del pianeta di Arrakis è fenomenale e (quasi) reale, nonostante sia un libro di fantascienza degli anni Sessanta; 2) il popolo dei Fremen potrebbe essere un qualunque popolo del deserto, ma si percepisce una propria originalità e unicità; mi ha entusiasmata; 3) Le decisioni politiche e mosse tattiche degli Atreides, degli Harkonnen e dell'imperatore sono calibratissime e degne di un libro di storia, come accade per il finale; 4) sebbene mi infastidiscano i pensieri dei personaggi, Herbert ha saputo coinvolgere me, persona razionalissima, in un viaggio mentale e temporale di Paul in una maniera mai provata prima. Ho invidiato e ammirato la sua capacità di mettere in fila le parole giuste per darmi la sensazione di sentirmi, con Paul, persa in un pensiero immenso come l'universo e piccolo come una biglia.
    Leggerò il seguito? Sì, certamente! Anche se la storia ha alcune pecche, mi ha lasciato addosso la curiosità di continuare a conoscere questo mondo che sembra così vero e che ha ispirato anche la creazione di una saga come quella di Guerre Stellari

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  • 5

    Splendido

    Davvero un grande capolavoro. La trama, per quanto si svolga su un arco temporale piuttosto lungo, è sempre accattivante e ben strutturata. Il ritmo è incalzante, gli avvenimenti si succedono ad una v ...continue

    Davvero un grande capolavoro. La trama, per quanto si svolga su un arco temporale piuttosto lungo, è sempre accattivante e ben strutturata. Il ritmo è incalzante, gli avvenimenti si succedono ad una velocità impressionante, cosa che non permette al lettore di lasciare il volume prima di averlo finito. Nonostante l'utilizzo di moltissimi termini inventati da Herbert (a tal proposito consiglio di leggere il glossario in appendice prima di affrontare la lettura vera e propria), la lettura è assolutamente scorrevole e piacevole. Ripeto, splendido in tutto e per tutto, appendici sulla cultura e la storia "dell'impero" comprese.

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