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Dying of the Light

By

Publisher: Spectra

3.6
(282)

Language:English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian

Isbn-10: 0553383086 | Isbn-13: 9780553383089 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A whisperjewel summoned him to Worlorn, and a love he thought he’d lost. But Worlorn isn’t the world Dirk t’Larien imagined, and Gwen Delvano is no longer the woman he once knew. She is bound to another man, and to a dying planet that is trapped in twilight, forever falling toward night. Amid this bleak landscape is a violent clash of cultures in which there is no code of honor—and the hunter and the hunted are often interchangeable.

Caught up in a dangerous triangle, Gwen is in need of Dirk’s protection, and he will do anything to keep her safe, even if it means challenging the barbaric man who has claimed her—and his cunning cohort. But an impenetrable veil of secrecy surrounds them all, and it’s becoming impossible for Dirk to distinguish between his allies and his enemies. While each will fight to stay alive, one is waiting for escape, one for revenge, and another for a brutal, untimely demise.
Sorting by
  • 5

    molto bello, una storia avvincente.
    si dimostra sempre un valido scrittore Martin sia coe stile narrativo che come idee sulle storie; mi è piaciuto in particolare la scena finale.
    Un libro da consigliare

    said on 

  • 2

    Leer a GRRM es garantía de leer escenarios muy bien estructurados. GRRM se distingue por su habilidad para crear culturas y ciudades, así como por su detallada descripción de los platillos que sus personajes comen. Y lo hace muy bien, debo decirlo. Se nota su conocimiento en estos campos, no sólo ...continue

    Leer a GRRM es garantía de leer escenarios muy bien estructurados. GRRM se distingue por su habilidad para crear culturas y ciudades, así como por su detallada descripción de los platillos que sus personajes comen. Y lo hace muy bien, debo decirlo. Se nota su conocimiento en estos campos, no sólo en este libro que es en el que me enfocaré, sino también en su saga "Canción de Hielo y Fuego", donde esa virtud para crear, que apenas y vemos esbozada aquí, le da un toque único a ese universo.

    Desgraciadamente, tanto la cultura como la comida son lo único bueno que tiene "Muerte de la luz", que es un libro demasiado corto para el gran detalle que pone Martin en su descripción del pasado, así como de una cultura diferente. Hay demasiadas explicaciones de la cultura Kavalar, de la historia del universo y de la mística de diversos planetas y poco queda para la historia en sí, que no resulta nada interesante ya que sus personajes, aparentemente enamorados, no son creíbles.

    No pude leer el amor en ellos, pero tampoco pude interesarme por sus conflictos entre sí y con los demás personajes. Su historia parecía relleno entre los largos discursos de historia Kavalar y por eso el libro se me hizo eterno, tratando de recordar nombres, quién era quién y demás. La verdad es que es muy mediocre, tanto en el género de ciencia ficción como en el de romance, no satisface lo que requiere ninguno de los dos y se queda como una historia aburrida, con personajes planos, contradictorios y que en última instancia o terminamos odiando o nos son indiferentes. Y creo que eso es lo peor que puede pasar cuando uno lee un libro, terminar indiferente.

    Una decepción, pero se notan las bases que sentarán la saga de Canción de Hielo y Fuego y me alegra que Martin haya mejorado en todo ello, personajes, historia y narración. Pero este libro es malo, ¿qué más puedo decir?

    said on 

  • 3

    Un pianeta morente popolato da fantasmi

    Un pianeta di nome Worlorn che sta per perdersi nei gelidi spazi interstellari.
    Una donna che attira gli uomini per poi bruciarli come la fiamma con le falene.
    Un uomo spezzato, che vive di ricordi, che ritrova se stesso su Worlorn, anche se forse non era il risultato che si sarebbe a ...continue

    Un pianeta di nome Worlorn che sta per perdersi nei gelidi spazi interstellari.
    Una donna che attira gli uomini per poi bruciarli come la fiamma con le falene.
    Un uomo spezzato, che vive di ricordi, che ritrova se stesso su Worlorn, anche se forse non era il risultato che si sarebbe aspettato.
    I seguaci di un antico codice morale ormai in disuso che si illudono di aver trovato su Worlorn un nuovo inizio.
    "In fondo il buio" (era comunque meglio il titolo della prima edizione pubblicata da Fanucci molti anni fa, ossia La Luce Morente) è il primo romanzo del grande Martin, si vede che la sua cifra stilistica è ancora acerba (anche se all'epoca aveva già scritto molti racconti, alcuni dei quali capolavori), ma questo romanzo è comunque tanta roba, pertanto lo consiglio.
    Sottolineo comunque il pessimo lavoro di Gargoyle in fase di traduzione, refusi, frasi senza senso, davvero la cosa peggiore che io abbia mai visto, vergogna.

    said on 

  • 3

    C'è un pianeta che vaga nei profondi abissi dell'universo: avvicinatosi al sistema solare Ruota di Fuoco, Worlorn è stato identificato, esplorato e parzialmente colonizzato. Ora che la sua orbita lo sta conducendo nuovamente lontano dall'universo conosciuto, quelle città sono disabitate, il Festi ...continue

    C'è un pianeta che vaga nei profondi abissi dell'universo: avvicinatosi al sistema solare Ruota di Fuoco, Worlorn è stato identificato, esplorato e parzialmente colonizzato. Ora che la sua orbita lo sta conducendo nuovamente lontano dall'universo conosciuto, quelle città sono disabitate, il Festival del Margine è stato smantellato, e sulla sua superficie vagano poche centinaia di abitanti provenienti da diversi mondi. Quando Dirk t'Larien, avaloniano, riceve la pietra dell'anima appartenuta a Gwen, decide di trovarla e di raggiungerla su Worlorn, di cui la donna sta studiando l'ecosistema.
    Dirk è un inetto sveviano catapultato in un contesto fantascientifico. "Falso uomo", viene più volte definito - con diverso significato - da chi lo disprezza, e non a torto: in nome dell'amore riposto in una donna che non vede da anni, sfida le distanze per atterrare in un pianeta in declino su cui si aggirano uomini appartenenti a una cultura che non comprende e che pretende di giudicare e di sfidare. Gwen, la donna che ama, si è legata a un Kavalar in un vincolo simile al matrimonio, ma con regole tribali che lo rendono incomprensibile e ingiusto agli occhi di Dirk, il quale, dall'alto di una sua sedicente superiorità morale e culturale, si sente in diritto e in dovere di recidere quel legame per liberarla. Gwen, la classica donna che si proclama cosmopolita e vuole provare l'ebbrezza del far parte di una cultura diversa ma poi vuole sfidarne tutte le convenzioni e cambiarne le regole perché la giudica retrograda e maschilista, dal canto suo non sa proprio se preferire un ritorno nel mondo civilizzato con l'inabile ex compagno o restare con il virile e affezionato nuovo marito di cui però non riesce proprio ad accettare le usanze.
    Se il personaggio di Gwen non fosse a sua volta così inetto ci si chiederebbe perché dovrebbe preferire Dirk a Jaan: il primo, uomo moderno, è campione di parole non mantenute, codardia, ristrettezza mentale e insipidità; il secondo, pur essendo legato alla propria cultura tribale, è pronto a sfidarne quasi tutte le regole maschiliste e brutali in nome dell'amore per la propria compagna e di un senso di giustizia estraneo alla civiltà Kavalar. Laddove Jaan rischia la vita per preservare i suoi ospiti, garantire l'onore e il rispetto verso Gwen, proteggere i non-Kavalar residenti su Worlorn - considerati "falsi uomini" - dalle battute di caccia del clan Kavalar Braith, Dirk trama per portar via la donna da sotto il tetto dei suoi ospiti, rifiuta la loro protezione salvo poi mettersi nei guai e chiedere loro aiuto, accetta sfide mortali cui poi non si presenta per vigliaccheria, promette amicizia e complicità per poi fuggire al momento opportuno. Un perfetto esempio, questo In fondo il buio, di scontro tra culture con rovesciamento di ogni stereotipo possibile: il personaggio che dovrebbe rappresentare la (in)civiltà più retrograda, l'uomo che divide la donna con il compagno d'armi e che lo mette al di sopra del vincolo coniugale, l'appartenente a una comunità barbara che caccia come un animale chi è considerato inferiore, risulta aperto di mente, giusto, generoso, coraggioso, pronto a cambiare quegli aspetti della sua stessa comunità che reputa inaccettabili, molto più moderno in definitiva di Dirk, che dovrebbe rappresentare l'aperta mentalità occidentale.
    D'altronde Martin, nella sua più famosa e matura saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco, ha confermato la sua capacità di saper mostrare tutte le facce d'ogni medaglia, rivelando i lati umani dei nemici più efferati, la complessa bellezza delle più brutali etnie (i Kavalar, a tal proposito, sembrano essere una prima bozza di ciò che in seguito diventerà la civiltà dothraki) e l'inettitudine nascosta in molti dei personaggi più positivi. Tema molto più interessante e pregnante di una supposta storia d'amore talvolta sbandierata a (s)proposito di questo romanzo, la quale, se ci fosse stata - e non c'è: Gwen non ama più Dirk e Dirk è appigliato al ricordo di una Gwen che non è mai esistita -, sarebbe stata ben banale.
    La mano di Martin risulta acerba nella prosa, nella povertà di descrizioni, nel finale incerto che lascia insoddisfatto il lettore e nella mancanza di carattere e personalità di molti personaggi: Dirk e Gwen, tanto per dirne due, ma anche Ruark, il collega di Gwen su Worlorn. D'altro canto, altri come Jaan Vikary, il rivale di Dirk, e come Garse, suo teyn (termine che designa un compagno d'armi, un amante, un fratello acquisito cui si è legati nel corpo e nell'anima), spiccano originali e ben costruiti, e molti e interessanti sono i dettagli della loro cultura approfonditi da Martin, il quale (si apprezza lo sforzo: l'autore ha rivelato di detestare le lingue e di aver affidato allo staff della serie tv lo sviluppo di quelle da lui inventate per la serie cartacea) ha anche inserito a fine romanzo un glossario dei termini più ardui.
    Una buona opera d'esordio, se si considera che è stato anche candidato all'Hugo Award del '78, ma la distanza dalle opere successive è molta.

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2013/02/la-luce-morente-george-r-r-martin.html

    said on 

  • 2

    Non mi è piaciuto gran che. Martin scrive bene ed ha creato un mondo (triste, malinconico e violento) trasmettendone bene filosofia e pensiero, ma è proprio la storia che non va: salta, incespica, non attira. Insomma non mi ha gasato, essendo l'opera prima di Martin ci sta, ma consiglio di orient ...continue

    Non mi è piaciuto gran che. Martin scrive bene ed ha creato un mondo (triste, malinconico e violento) trasmettendone bene filosofia e pensiero, ma è proprio la storia che non va: salta, incespica, non attira. Insomma non mi ha gasato, essendo l'opera prima di Martin ci sta, ma consiglio di orientarsi verso altri lidi.

    said on 

  • 4

    Ottima storia, peccato per l'editore...

    Martin è un maestro, la storia è bella e originale, fantascienza pura con un tocco di romance, unica pecca: l'edizione. Leggendo il romanzo ho avuto la sensazione che la casa editrice si fosse limitata a pubblicare quello che gli stato passato dal traduttore senza fare un minimo di correzione boz ...continue

    Martin è un maestro, la storia è bella e originale, fantascienza pura con un tocco di romance, unica pecca: l'edizione. Leggendo il romanzo ho avuto la sensazione che la casa editrice si fosse limitata a pubblicare quello che gli stato passato dal traduttore senza fare un minimo di correzione bozze o editing. Peccato... davvero peccato...

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  • 2

    deludente...

    Dopo la rottura di palle sui telefilm che dura oramai da mesi, e in più dopo aver visto gente che ha scoperto Martin solo come creatore di un telefilm mi accingo a leggere questo romanzo.
    Allora, Martin sarebbe anche bravo, sa scrivere molto bene e trasmettere le sensazioni di tutti i perso ...continue

    Dopo la rottura di palle sui telefilm che dura oramai da mesi, e in più dopo aver visto gente che ha scoperto Martin solo come creatore di un telefilm mi accingo a leggere questo romanzo.
    Allora, Martin sarebbe anche bravo, sa scrivere molto bene e trasmettere le sensazioni di tutti i personaggi, ma questo suo primo libro, ovviamente di fantascienza e non di finta-fantasy, è un polpettone sull'amore, per chi come me ha ben in mente altri tipi di letture sci-fi questo romanzo è: letteratura rosa fintamente fantastica.

    Per la cronoca Martin è stato anche un mediocre sceneggiatore negli anni '80 di AI confini della realtà.

    said on 

  • 2

    Come il titolo fa intuire, l'esordio di Martin non è proprio dei più sfolgoranti. Intendiamoci, l'ambientazione è di prima categoria e traspare chiaramente il lavoro certosino alla base di In fondo il buio; peccato per i personaggi incolori e per la trama priva di quel mordente che mi aspe ...continue

    Come il titolo fa intuire, l'esordio di Martin non è proprio dei più sfolgoranti. Intendiamoci, l'ambientazione è di prima categoria e traspare chiaramente il lavoro certosino alla base di In fondo il buio; peccato per i personaggi incolori e per la trama priva di quel mordente che mi aspettavo dall'autore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

    P.S. Il lavoro di editing della Gargoyle è da denuncia...

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