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Dylan Dog n. 304

Terrore ad alta quota

Di ,

Editore: Sergio Bonelli Editore

3.3
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 98 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustrazione di copertina: Angelo Stano

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Dylan Dog e un gruppo di fobici del volo si ritrovano prigionieri di un gigantesco aeroplano sul quale erano saliti per una simulazione che li doveva aiutare a vincere le proprie paure. Ma quando il velivolo, improvvisamente, sigilla da solo i suoi portelli, accende i motori e inizia a decollare, a bordo si scatenano i peggiori incubi di tutti i passeggeri!
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  • 4

    Un albo carino con un finale che non è un finale, in quanto lascia come unico sopravvissuto lo stesso Indagatore dell’Incubo sotto schok per l’incontro avvenuto con Incubus, un mostro che si nutre di paure, fobie e incubi profondi della gente, risparmiando solo Dylan, sinceramente non ho capito m ...continua

    Un albo carino con un finale che non è un finale, in quanto lascia come unico sopravvissuto lo stesso Indagatore dell’Incubo sotto schok per l’incontro avvenuto con Incubus, un mostro che si nutre di paure, fobie e incubi profondi della gente, risparmiando solo Dylan, sinceramente non ho capito molto bene perché abbia risparmiato solo lui, e soprattutto non riesco a capire cosa vuole alla fine dallo stesso Dylan, non mi è stata molto chiara questa situazioni, non l’ho vista con un fine, uno scopo, ha solo ucciso tutti tranne Dylan Dog. Un’avventura terribile che vede perdersi tutti nei propri incubi fino alla loro fine, con il mostro che risparmia Dylan con la promessa che si rincontreranno ancora, chissà dove, chissà quando. Albo che mi ha abbastanza coinvolto e curiosa di vedere come andava a finire questa terrificante avventura dove Dylan non ha brillato e non ha saputo volgere al meglio la conclusione, l’ho trovato un po’ moscio e soprattutto indifferente, come in stato confusionale e soprattutto per niente dispiaciuto per la morte della sua fidanzata di turno. Ho sentito tantissimo la mancanza del mio adorato Groucho, l’assistente di Dylan Dog, che in questo numero non era presenta con mio gran dispiacere. Ho trovato i disegni davvero molto belli, anche Dylan Dog disegnato molto bene, affascinante e anche gli altri personaggi disegnati benissimo, mi sono piaciuti. Anche la copertina è bellissima, perfetta e rappresenta benissimo il fumetto. Assolutamente perfetto anche il titolo che rappresenta perfettamente il senso della storia. Una storia a primo impatto carina, piacevole, scorrevole, veloce la lettura e uno sviluppo della storia anch’esso piacevole da leggere e abbastanza intrigante anche se non particolarmente emozionante e che non mi ha lasciato un ricordo particolare una volta terminata la lettura del fumetto. Rispetto al precedente albo che ho letto “Il divoratore di ossa”, quest’ultimo letto, mi è piaciuto un pochino di più e ho trovato la storia più coinvolgente e piacevole, anche se Dylan Dog non mi ha entusiasmato né in questo numero ne’in quello precedente. Ho trovato anche altre opinioni di persone che hanno letto l’albo di gennaio e la maggioranza lo ha valutato un fumetto sufficiente, dove ciò che è piaciuto di più sono stati i disegni che hanno trovato tutti bellissimi e con un giudizio con cui mi trovo perfettamente d’accordo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un finale che non lascia poi a bocca aperta, tuttavia questo albo non mi è dispiaciuto del tutto (ma in generale mi piacciono le storie con poche persone intrappolate in un luogo). Bei disegni.

    ha scritto il 

  • 2

    Una stella per la storia e tre e mezzo per i disegni

    L'indiscutibile talento di Bigliardo prestato ad un plot insulso che sottende uno dei peggiori Deus ex Machina mai letti in finale d'avventura.
    Dylan Dog da troppo tempo è praticamente "salvato" dalla creme dei disegnatori italiani coinvolti che tentano (in questo caso non riuscendoci) di far dig ...continua

    L'indiscutibile talento di Bigliardo prestato ad un plot insulso che sottende uno dei peggiori Deus ex Machina mai letti in finale d'avventura. Dylan Dog da troppo tempo è praticamente "salvato" dalla creme dei disegnatori italiani coinvolti che tentano (in questo caso non riuscendoci) di far digerire sceneggiature a volte soporifere e soggetti a volte sciatti e riassumibili in mezzo foglietto da bacio perugina. E' questo il caso. Sclavi e Gualdoni dovrebbero esigere qualcosa di un tantino meglio di un lavoretto anonimo come questo. "Artigianato" d'accordo ma "assemblaggio in scala" davvero no.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Numero encomiabile anche se non perfetto. Encomiabile perché si basa su una delle più classiche paure di Dylan, quella del volo. Encomiabile perché il gioco è sottile, per alcuni momenti ho pensato ad una sorta di Final Destination, specialmente durante la morte della donna sopravvissuta al disas ...continua

    Numero encomiabile anche se non perfetto. Encomiabile perché si basa su una delle più classiche paure di Dylan, quella del volo. Encomiabile perché il gioco è sottile, per alcuni momenti ho pensato ad una sorta di Final Destination, specialmente durante la morte della donna sopravvissuta al disastro aereo. Encomiabile perché con un pò di retcon recupera un villain quasi da tutti dimenticato (e temo, nonostante la sua minaccia finale, destinato nuovamente al dimenticatoio).

    Ma non perfetto, perché il giocattolino perde la sua credibilità quando un pilota di aerei e due hostess non sono in grado di capire che non si è realmente in volo, e che è impossibile quello che succede a pagina 23 (cambio di pressione) con l'aereo (come si scopre alla fine) fermo nell'hangar. Questa imperfezione, questo bluff, mina la credibilità della storia e toglie due stelle ad un meccanismo apparentemente encomiabile.

    ha scritto il 

  • 5

    "Non si muore solo per mano umana. Ci sono cose terribili dentro di noi che aspettano soltanto di essere liberate"

    Era da tempo che non leggevo un Dylan Dog così.
    Sarà che la tematica della follia mi piace particolarmente, ma leggere questo fumetto con la musica adatta allo scenario sparata nelle orecchie, mi ha lasciato addosso un nonsochè di inquietudine e consapevolezza.


    La paura ci rende uma ...continua

    Era da tempo che non leggevo un Dylan Dog così. Sarà che la tematica della follia mi piace particolarmente, ma leggere questo fumetto con la musica adatta allo scenario sparata nelle orecchie, mi ha lasciato addosso un nonsochè di inquietudine e consapevolezza.

    La paura ci rende umani, è vero, ma lasciare che ci terrorizzi tanto da renderci invalidi, da atrofizzarci la ragione, e permettere al nostro cervello di diventare un ammasso di cellule grigie senza più alcuna identità, ci rende mostri. Mostri contro noi stessi.

    ha scritto il