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Dylan Dog n. 81

Johnny Freak

By Tiziano Sclavi,Andrea Venturi,Mauro Marcheselli

(401)

| Paperback

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Book Description

C’è una cantina sul fondo della notte, che ha le pareti illuminate da mille affreschi e dai colori della fantasia. È la casa di Johnny Freak, Johnny senza gambe, Johnny sordomuto e abbandonato al suo silenzio. Dylan Dog ha un nuovo amico e un nuovo d Continue

C’è una cantina sul fondo della notte, che ha le pareti illuminate da mille affreschi e dai colori della fantasia. È la casa di Johnny Freak, Johnny senza gambe, Johnny sordomuto e abbandonato al suo silenzio. Dylan Dog ha un nuovo amico e un nuovo dolore. Chi lo ha ridotto così? Dietro gli occhi del ragazzo, si legge un oceano di tenebra. Una storia di solitudine e orrore che nessuno ha mai raccontato…

29 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Clopin ne Il gobbo di Notre Dame cantava alla fine:
    Ma ecco un quesito, scoprite chi è il vero mostro a Notre Dame. Chi è brutto dentro oppure chi è brutto a veder …?.
    Sclavi non lo fa a ritmo di musica, ma questo “quesito” provocato ...(continue)

    Clopin ne Il gobbo di Notre Dame cantava alla fine:
    Ma ecco un quesito, scoprite chi è il vero mostro a Notre Dame. Chi è brutto dentro oppure chi è brutto a veder …?.
    Sclavi non lo fa a ritmo di musica, ma questo “quesito” provocatorio c’è spesso. Storie come Johnny Freak ruotano sul sempre attuale tema del diverso: quello che fa paura, quello che, più di tutti, ha umanità non da vendere ma da regalare.
    Come mi è già capitato con albi tipo Memorie dall’invisibile (dove di mostruoso c’è solo l’essere umano), più leggevo più l’empatia cresceva.
    Illustrato magistralmente da Andrea Venturi, soggetti di Mauro Marcheselli, l’albo 81 è una delle tante avventure dell’Indagatore dell’incubo che toccano.
    E, sarò sincero, più che buonismo in queste pagine ho visto schietto , caustico scetticismo. Si vedano la violenza gratuita su randagi e persone, la nonchalance con cui si dispone di una vita, quei figli di papà che hanno il sedere parato, il giornalismo sciacallesco alla Barbara d’Urso …
    Anche Dylan, sotto sotto, non ci fa una gran bella figura quando, dopo aver scoperto che la sua nuova infatuazione è molto fidanzata, sfascia la mobilia. Prova che gli eroi senza macchia non sono di questo mondo.
    In questo quadro pessimista spicca Johnny che, più che eroe, si può definire semplicemente buono

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    Andrea said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Albo che da sempre suscita pareri contrastanti tra i lettori di questo fumetto(c'è chi lo considera il capolavoro assoluto di Tiziano Sclavi e chi invece lo detesta per via dell'eccessivo buonismo che aleggia tra le sue pagine).
    Io mi trovo nel mezz ...(continue)

    Albo che da sempre suscita pareri contrastanti tra i lettori di questo fumetto(c'è chi lo considera il capolavoro assoluto di Tiziano Sclavi e chi invece lo detesta per via dell'eccessivo buonismo che aleggia tra le sue pagine).
    Io mi trovo nel mezzo, ricordo che la prima volta che lo lessi(era il lontano 1993) ne rimasi talmente sconvolta da aver bisogno di alcuni giorni per riprendermi, ma adesso, dopo una seconda lettura, seppur lo consideri sempre un buon albo, lo trovo decisamente sopravvalutato, come se al suo interno ci fosse qualcosa che non riesco proprio a mandar giù.
    Il fatto è che forse non sono in vena di storie strappalacrime, forse rileggendolo mi ha dato più l’impressione di un dramma da programma alla Barbara D’Urso(una sciacalla come lei ci andrebbe a nozze con un personaggio come Johnny), forse mi sembra troppo osannato per i miei gusti, fatto sta che leggendolo ho provato un senso di fastidio che tuttora non riesco a scrollarmi di dosso.
    So che molti lo paragonano per intensità di sentimenti a un altro discusso albo, “il lungo addio”, ma per me non sono affatto paragonabili, il n.74, pur non essendo tra le mie storie preferite, è pur sempre una storia struggente, malinconica, profondamente intimista, questo è solo un drammone strappalacrime e, soprattutto nella parte finale, fastidiosamente ed eccessivamente buonista(il Dylan super-eroe che si batte per i deboli e gli oppressi non si può proprio vedere...).
    Concludendo quest'albo non è altro che un surplus di buoni sentimenti che alla fine ti conduce all'esasperazione, ma da vigliacca come sono non non me la sento comunque di bocciarlo in toto, un voto positivo se lo merita in fondo, ma non riesco a condividere i commenti entusiastici di chi lo ritiene il capolavoro assoluto di Sclavi, evidentemente queste persone non hanno letto altro di questo fumetto.

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    Banshee said on Sep 18, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Probabilmente uno degli albo più belli della serie Dylan Dog

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    Nalea Erie said on Jul 29, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (401)
    • 5 stars
    • 4 stars
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    • 2 stars
  • Paperback 98 Pages
  • ISBN-10: A000063342
  • Publisher: Sergio Bonelli Editore
  • Publish date: 1993-06-01
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