E' una vita che t'aspetto

Di

3.4
(7037)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: A000058704 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
SCHEDA DOPPIA da non aggiungere in libreria o, se lo si possiede, da eliminare.La scheda corretta è una delle seguenti:

http://www.anobii.com/books/01bd48220f8b383d0e/

http://www.anobii.com/books/01086e3dc69c941970/

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  • 2

    Francesco, un ragazzo che esiste ma non vive: ha un buon lavoro, che però lo stressa, vorrebbe stare da solo ma ha paura di diventare un emarginato, vuole bene ai genitori ma è incapace di comunicare ...continua

    Francesco, un ragazzo che esiste ma non vive: ha un buon lavoro, che però lo stressa, vorrebbe stare da solo ma ha paura di diventare un emarginato, vuole bene ai genitori ma è incapace di comunicare con il padre, vuole smettere di fumare senza riuscirci e così via. Ma l’incontro con Ilaria lo scuote dalle sue ansie facendolo innamorare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Spleen for dummies

    Per 154 pagine l'autore (chiunque sia: credo un omosessuale, in ogni caso) ci comunica l'insorgenza di una generica e non ben definita sensazione di “mal de vivre”: un sottile disagio di fronte alle i ...continua

    Per 154 pagine l'autore (chiunque sia: credo un omosessuale, in ogni caso) ci comunica l'insorgenza di una generica e non ben definita sensazione di “mal de vivre”: un sottile disagio di fronte alle ipocrisie e le falsità del mondo. Per raccontarcelo utilizza un linguaggio che conosco molto bene, perché è lo stesso con cui, sedicenne, affidavo i miei languori adolescenziali a un'agenda nera che conservo ancora. Vi risparmio le incursioni in quello da tredicenne (un esempio solo: “era una cane da slitta, ma non proprio di razza pura. Insomma: un huskifezza”), ma poi tutt'a un tratto il protagonista entra in un negozio di fiorista e conosce una certa Ilaria, le cui labbra sono definite “fragolose” a pagina 158. Lui è subito “un quarto innamorato”, e a pag. 161 abbiamo un “ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, porcaputtana!” seguito dal proposito di fare con lei un numero via via crescente di figli. Poi nell'ultimo capitolo fanno sesso.
    Vi ho invogliato a leggerlo, vero?

    ha scritto il 

  • 4

    Tante critiche, tanti commenti cattivi...per cosa?
    Libro scritto di certo non peggio di tanti altri e anzi, decisamente profondo ed introspettivo, con quel tocco di leggerezza, che non fa mai male. ...continua

    Tante critiche, tanti commenti cattivi...per cosa?
    Libro scritto di certo non peggio di tanti altri e anzi, decisamente profondo ed introspettivo, con quel tocco di leggerezza, che non fa mai male.

    ha scritto il 

  • 1

    banalissimo e scritto da chi non sa scrivere

    Mi sono voluto fare del male: ho letto un libro di Fabio Volo, anche perchè l'ho avuto gratis. Fabio Volo non è stupido, ci sono addirittura dei pensieri intelligenti nel libro. Solo che non sa scrive ...continua

    Mi sono voluto fare del male: ho letto un libro di Fabio Volo, anche perchè l'ho avuto gratis. Fabio Volo non è stupido, ci sono addirittura dei pensieri intelligenti nel libro. Solo che non sa scrivere, tutto qua. Il libro manca di qualsiasi struttura, è come se stesse parlando in un tono banale. Peggio di un tema delle medie. Mi ha ricordato molto lo stile di Moccia. Rabbrividisco pensando a chi possa piacere: banali adolescenti forse?

    ha scritto il 

  • 3

    Migliore del primo libro, con qualche ripetizione nella caratterizzazione del protagonista (ma credo che questo sia inevitabilmente legato al tratto vagamente autobiografico di entrambi i lavori), si ...continua

    Migliore del primo libro, con qualche ripetizione nella caratterizzazione del protagonista (ma credo che questo sia inevitabilmente legato al tratto vagamente autobiografico di entrambi i lavori), si perde un po' a metà per riprendersi alla fine.

    ha scritto il 

  • 2

    Per sorridere un po'

    Primo libro letto di Volo.
    E' stata una lettura piacevole in quanto semplice e scorrevole, scritto senza grandi pretese e con una storia abbastanza comune. Mi hanno però divertita alcune vicende del p ...continua

    Primo libro letto di Volo.
    E' stata una lettura piacevole in quanto semplice e scorrevole, scritto senza grandi pretese e con una storia abbastanza comune. Mi hanno però divertita alcune vicende del protagonista, rendendo la lettura quasi comica! Il finale l'ho trovato troppo sbrigativo, mi aspettavo che gli dedicasse un po' più di cura

    ha scritto il 

  • 2

    Estremamente sopravvalutato o estremamente sottovalutato.

    Credo che Fabio Volo sia un furbo. Uno di quelli che sa farsi leggere. Ha una scrittura veloce, che cattura il lettore. Spara due cavolate che hanno un riscontro nella realtà e tu ti ritrovi a ridacch ...continua

    Credo che Fabio Volo sia un furbo. Uno di quelli che sa farsi leggere. Ha una scrittura veloce, che cattura il lettore. Spara due cavolate che hanno un riscontro nella realtà e tu ti ritrovi a ridacchiare come un cretino, perché non solo è vero ciò che hai letto, ma soprattutto lo fai, hai un riscontro lampante nella tua realtà quotidiana.
    Lancia qualche bomba finto saggio, ma qualche cosa la imbrocca.
    Si fa leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di Fabio Volo che leggo, dopo aver ragionato molto sul farlo o no.
    Eliminando i pregiudizi che ho su un artista che visto in tv non mi paice molto... devo dire che il libro non è proprio m ...continua

    Primo libro di Fabio Volo che leggo, dopo aver ragionato molto sul farlo o no.
    Eliminando i pregiudizi che ho su un artista che visto in tv non mi paice molto... devo dire che il libro non è proprio malaccio, soprattutto la seconda parte, qualla dove il personaggio "cerca di crescere".
    Potrei leggerne un altro suo, anche se la scrittura è molto semplice ed alle volte banale.

    -----

    [...]
    Avrei voluto cambiare la mia vita immediatamente, totalmente,

    radicalmente.
    Era qualcosa di più forte delle solite voglie di cambiamento.

    Quelle che di solito sfogavo tagliandomi i capelli o con una

    nuova pettinatura. Più forte anche di quelle che stanno un

    radino sopra il ritocco dei capelli, quelle cioèche mi spingono

    a progettare un nuovo tatuaggio.
    Quella sera avrei cambiato pelle, nome, faccia. Si può decidere

    di cambiare da un momento all'altro?
    Esiste un anfibio in Messico che, a differenza di tutti gli

    altri animali, decide lui se e quando diventare grande. Mentre

    un girino si trasforma automanticamente in una rana, questo

    animaletto può scegliere di rimanere girino anche per tutta la

    vita. Si chiama axolotl. L'axolotl può addirittura fare cose da

    adulti, come riprodursi, ma senza crescere mai e scegliendo di

    vivere sempre immerso nell'acqua. Solamente in mancanza d'acqua

    per sopravvivere diventa salamandra. Ma in condizioni normali e

    non di emergenza rimane girino finchè gli pare e piace.
    Quella sera ero un axolotl che aveva deciso di uscire dall'acqua

    e di iniziare la metamorfosi: iniziare a crescere.

    ----

    Ricordo che quando eravamo più piccoli, passavamo le serate non

    a fare qualcosa, ma a decidere cosa fare. Si mangiava una pizza,

    poi si saliva in macchina, si cominciava ad elencare i posti

    dove si poteva andare, feste, locali, bar ecc... e poi mentre si

    cercava di prendere una decisione, finiva sempre che ci si

    ammazzava di canne, finchè una diceva "mi sono rotto, vado a

    casa" e da lì uno alla volta si usciva di scena.
    Quelle macchine non ci sono più. I sedili con quei buchini di

    bruciature erano la mappa della nostra noia.
    Vetri appannati, rumore di giacche di vento che sfregavano e

    accendini che sembravano lanciafiamme. E tanto freddo. Se non

    avevamo il fumo facevamo la colletta e passavamo la serata a

    cercarlo, con il riscio spesso di comprare della pattona di

    gomma, deta "puzzone", da un marocchino che ti chiamava "amico".

    ha scritto il 

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