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EL CLUB DANTE

By Matthew Pearl

(10)

| Others | 9788492549979

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Book Description

Boston, 1865. Importants personalitats són brutalment assassinades per un criminal inspirat en els turments de l’Infern de Dante. Només els membres del club Dante –poetes i professors de Harvard dirigits per Henry Wadsowrth Longfellow- poden anticip Continue

Boston, 1865. Importants personalitats són brutalment assassinades per un criminal inspirat en els turments de l’Infern de Dante. Només els membres del club Dante –poetes i professors de Harvard dirigits per Henry Wadsowrth Longfellow- poden anticipar-se a l’assassí i identificar-lo. Mentre preparen la primera traducció americana de la Divina Comèdia enfrontant-se a l’oposició de la vella guàrdia puritana de Harvard, els intel•lectuals hauran de convertir-se en detectius i passar a l’acció. Nicholas Rey, el primer policia negre del departament de Boston, dirigirà la investigació oficial mentre els membres del club porten a terme les seves insòlites recerques. Un dantesc infern medieval amenaça els carrers de la ciutat, en una època convulsa per la recentment acabada guerra civil, l’assassinat del president Lincoln i els disturbis racials. Comparada insistentment amb El nom de la rosa, d’Umberto Eco, aclamada amb unanimitat per la crítica i ratificada pel públic de tot el món, El club Dante ha estat publicada a més de vint països i serà portada al cinema. Matthew Pearl ha aconseguit un equilibri perfecte entre realitat i ficció, una novel•la històrica de suspens que sorprèn de principi a fi.

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  • 1 person finds this helpful

    Complesso

    Complesso. Non tanto per la trama, di per sé semplice, e nemmeno per il leitmotiv dantesco, il quale non richiede, a mio parere, profonde conoscenze. Quanto, piuttosto, nell'intreccio, a volte poco chiaro: ho avuto difficoltà, in alcuni passaggi, nel ...(continue)

    Complesso. Non tanto per la trama, di per sé semplice, e nemmeno per il leitmotiv dantesco, il quale non richiede, a mio parere, profonde conoscenze. Quanto, piuttosto, nell'intreccio, a volte poco chiaro: ho avuto difficoltà, in alcuni passaggi, nel comprendere i personaggi e il loro agire. Libro tuttavia piacevole, consigliato.

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    Mari said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Anileve mi ha suggerito un'idea notevole riguardo questo filone "letterario": certi scrittori scrivono "troppo". Hanno una buona idea ma poi la devono per forza infilare in oltre quattrocento pagine quando, forse, ne bastavano trecento ben confeziona ...(continue)

    Anileve mi ha suggerito un'idea notevole riguardo questo filone "letterario": certi scrittori scrivono "troppo". Hanno una buona idea ma poi la devono per forza infilare in oltre quattrocento pagine quando, forse, ne bastavano trecento ben confezionate.
    La unisco alla mia di idea: che purtroppo certi scrittori "made in U.s.a." scrivono con una idea fissa: che il loro libro diventi un bel filmone hollywoodiano con attori di grido. In questo modo hanno sbancato e oltre alla villa con piscina si potranno permettere il macchinone e la barca a vela per incrociare i milionari (quelli veri) di Boston.
    *
    Ma passiamo al libro che è dignitosissimo ed anzi notevolissimo se inquadrato nel suo genere che è quello dei libri acqua levissima. Scordatevi indicazioni notevoli o interessanti su Dante Alighieri, chi scrive non è Benedetto Croce ma nemmeno Natalino Sapegno e a mala pena, forse, sa che esistono Auerbach e Segre e Anna Maria Chiavacci Leonardi. Quindi di Dante sa, più o meno, quanto sa uno studentello italiano che naviga con i suoi voti tra il cinque e mezzo e il sei (quando va bene).
    La vicenda giallistica invece è interessantissima e, temo, un poco preclusa nella comprensione di alcuni meccanismi, dal fatto che io degli Usa so a malapena dove stanno sul mappamondo.
    I brahamini di Boston non sapevo neanche per errore chi fossero e Longfellow, acclamato poeta ottocentesco degli Stati Uniti l'ho incontrato la prima volta sulle pagine di 'sto libro.
    **
    Ma se vi va di scoprire come suonava Boston dopo la guerra di secessione e perché un gruppo di testoni statunitensi non molto istruiti ritenesse che Dante fosse il "non plus ultra" questo libro fa al caso vostro.

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    maeco said on Apr 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un libro davvero interessante,lo consiglio a chi è un appassionato delle opere di Dante Alighieri e della sua vita.

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    Carmine Castiello said on Apr 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Consiglio di lettura: superare lo scoglio delle prime 150 pagine, poi la storia comincia ad appassionare.

    Un buon trhiller letterario, con corrispondenze storiche rigorose che corroborano la vicenda narrata.

    C’è un circolo culturale Il Circolo Dante (realmente esistito e mi pare tuttora esistente e annoverante devoti adepti) che si forma nei pressi di ...(continue)

    Un buon trhiller letterario, con corrispondenze storiche rigorose che corroborano la vicenda narrata.

    C’è un circolo culturale Il Circolo Dante (realmente esistito e mi pare tuttora esistente e annoverante devoti adepti) che si forma nei pressi di Boston verso la fine dell’800 ad accompagnare la prima traduzione americana della Divina Commedia voluta dal poeta statunitense Longfellow, intorno al cenacolo letterario per gelosie nazionalistiche nell’ambiente universitario di Harvard e vicende varie maturano omicidi cruenti che, nelle modalità in cui si compiono, ricalcano alcune pene inflitte da Dante a personaggi del suo Inferno.
    L’enigma rimane oscuro fino all'ultimo e questo è un pregio per la dinamica della trama, lo è molto meno l'inutile moltiplicarsi delle pagine e lo stile di scrittura mediocre ma gli americani spesso usano così se c’è contenuto non c’è stile e viceversa.

    Una lettura che ha fatto rinascere in me la scintilla poetica dantesca, ridotta ad un flebile e tenue lumicino, ah! Avere il tempo di leggere il Poema per scelta e non più per obbligo scolastico…

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    Anileve said on Apr 11, 2014 | 4 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Parole e fiamme.

    Torno col pensiero a "Il circolo dante" a seguito di una richiesta particolare e l'esperienza è abbastanza interessante, devo dire. Non ho mai voluto riprendere in mano per commentarli i libri che ho letto prima della scoperta di anobii, perchè tali ...(continue)

    Torno col pensiero a "Il circolo dante" a seguito di una richiesta particolare e l'esperienza è abbastanza interessante, devo dire. Non ho mai voluto riprendere in mano per commentarli i libri che ho letto prima della scoperta di anobii, perchè tali e tanti erano gli spunti che arrivavano da tutte le parti che ero molto più orientato verso le mie letture future, rispetto a quelle passate.

    Sono dieci anni giusto in questo periodo che ho letto "Il circolo dante": alla richiesta di commentarlo avrei potuto benissimo scoprire che nulla mi è rimasto di questo libro. Invece non è stato così, e sebbene siano solo pochi cenni quelli che sto per dare, questo giustifica in parte le cinque stelle che gli diedi allora (probabilmente, adesso sarebbero quattro).

    E'una classica Detective story ambientata nell' America immediatamente successiva alla guerra civile anche se il piccolo villaggio che fa da scenario ricorda molto la verde Inghilterra di Agatha Christie. La vita di Eric Wadsworth Longfellow, uomo di culutra e famoso dantista è profondamente immersa tra le fiamme dell'Inferno del sommo: ne sta curando infatti una delle prime e più famose traduzioni. Egli vedrà suo malgrado raddoppiarsi l'incubo quando una serie di orrendi omicidi insanguinerà il quartiere in cui vive: queste uccisioni sono anch'esse ispirate ai Nove Cerchi, e quindi toccherà a lui svolgere l'indagine che lo porterà alla cattura dell'assassino ma anche ad una rinnovata sensibilità nella traduzione del capolavoro trecentesco.

    Il contrasto tra la ferocia degli assassini ed il nitore del quartiere di boston in cui vive il letterato crea un effetto horror molto sottile; è molto da apprezzare che le tecniche di indagine siano basate molto di più sulla critica dantesca che non sugli elementi tecnici; la stessa inaspettata soluzione del caso contribuisce al parallelismo tra poliziesco e letteratura, tra l'inferno dell'omicidio e quello dantesco.

    Fino a quando non ho letto questo libro non avevo mai pensato a quanto potesse essere proibitivo il compito di tradurre in u'altra lingua un capolavoro come La Divina Commedia, trasponendone gli infiniti livelli di lettura e l'immensa poeticità. richiede un' amore per la singola parola che si avvicina all'adorazione. E proprio le parole del Sommo emergono con tutta la loro fiammeggiante forza all'improvvison ella narrazione, esplodono nella mente di Longfellow come le strida dei dannati che ci farebbero sobbalzare se le sentissimo all'improvviso nella nostra vita quotidiana.

    Sembrano piccolezze o le stranezze di un topo di biblioteca troppo separato dal mondo per non lasciarsi suggestionare dalla violenza disumana di un serial killer: ma io ho sfogliato la Divina Commedia molto presto nella mia vita, quando forse non ero pronto ad affrontare la truculenza di certe scene (penso anche alle illustrazioni di Gustave Dorè) e posso capire certi brividi improvvisi nell'associare esperienze e scene quotidiane all'emergere di quella orte e quell'Inferno che sempre cerchiamo di dimenticare nascondendoci nella nostra selva oscura.

    Fortunatamente questo è solo un giallo,

    LE DISPERATE STRIDA

    e tutti noi adesso siamo adulti e non ci potrà mai capitare di

    NELLA CITTA' DOLENTE

    farci suggestionare dapiccole paure infantili come quelle dei bambini o forse peggio

    ETTERNE, ETTERNO

    chi ha mai sentito di una persona che si inquieta davanti al ricordo di una parola, per quanto ben scelta?

    VOI CH'INTRATE

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    Gauss74 said on Feb 26, 2014 | 3 feedbacks

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