EL MUNDO AMARILLO

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Publisher: DEBOLSILLO 2009

3.6
(576)

Language: Español | Number of Pages: 176 | Format: Others | In other languages: (other languages) Catalan , English , Portuguese , Italian

Isbn-10: 8483469073 | Isbn-13: 9788483469071 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback

Category: Biography , Education & Teaching , Health, Mind & Body

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Book Description
Un mundo al alcance de todos con el color del sol: El mundo amarillo.La vida de Albert Espinosa cambió cuando tenía 13 años de edad: le diagnosticaron un cáncer; con 14 años le amputaron la pierna izquierda, a los 16 le quitaron el pulmón izquierdo y a los 18 le extrajeron parte del hígado. Su enfermedad le enseñó que morir no es triste, que lo triste es no vivir. «Siempre me pareció interesante escribir un libro sobre lo que me enseñó el cáncer y cómo eso se puede aplicar a la vida diaria.»
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  • 2

    El mundo amarillo es un libro que no está diseñado para enganchar al lector, si no para orientarlo y ayudarlo, aunque no se bien con qué o a qué. Y aún sabiendo esto, no me ha gustado nada.

    No se como ...continue

    El mundo amarillo es un libro que no está diseñado para enganchar al lector, si no para orientarlo y ayudarlo, aunque no se bien con qué o a qué. Y aún sabiendo esto, no me ha gustado nada.

    No se como lo hace, pero cada vez que leo un libro de Albert Espinosa me deja helada. Es decir, me gusta la manera de escribir que tiene. En el mundo amarillo, consigue relativizar conceptos muy duros como la enfermedad o la muerte, y explicar de forma sencilla términos difíciles de entender o asimilar. Pero aún así, y por mucho que cuente sus propias vivencias sobre el cáncer, no deja de resultarme algo artificial y pesado.

    Este libro no tiene una historia auténtica que contar. Está a medias entre una autobiografía y un libro de autoayuda. En realidad, en la parte de los descubrimientos no te cuenta nada que un ser humano normal no supiera o le hubieran dicho cientos de veces. Los mensajes son los mismos, aunque estén explicados con humor o ternura. Pero las claves que proporciona me parecen vacías e insuficientes, como para llevar los principios a la práctica.

    Y luego está esa enorme incógnita que es el mundo amarillo. Sinceramente entendí más bien poco esa parte. Me parece confuso el concepto de amarillo y las diferencias entre éste y conocidos, amigos y amantes.

    En resumidas cuentas, me he aburrido bastante y lo he terminado por pura fuerza de voluntad. Quizás se deba al hecho de que no es una novela. O a que el mundo amarillo te resulte tan fantasioso que no seas capaz de verle la utilidad en el mundo real. Sea como sea no lo recomiendo.

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  • 1

    Deludente

    Pensavo di trovare in questo libro una intensa storia di vita, invece sembra un manualetto di filosofia spicciola.
    Io, che attraverso il cancro ci sono passata, l'ho trovato completamente estraneo all ...continue

    Pensavo di trovare in questo libro una intensa storia di vita, invece sembra un manualetto di filosofia spicciola.
    Io, che attraverso il cancro ci sono passata, l'ho trovato completamente estraneo alla mia esperienza e le "regole" suggerite mi sono sembrate del tutto inutili

    said on 

  • 1

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2015/09/braccialetti-rossi.html

    Albert Espinosa, l'autore del romanzo, racconta in queste pagine la sua lotta contro il ...continue

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2015/09/braccialetti-rossi.html

    Albert Espinosa, l'autore del romanzo, racconta in queste pagine la sua lotta contro il cancro. La guerra contro la malattia l'ha portato a perdere parte di una gamba, un polmone, parte del fegato, a subire ore estenuanti di chemioterapia, a farsi bucare migliaia di volte le vene, a perdere i capelli, a dimagrire, a non sapere se si sarebbe risvegliato il mattino seguente.
    Ma la guerra contro la malattia l'ha portato anche a capire cosa vuol dire veramente vivere, a conoscere nuovi amici, ad assaporare ogni esperienza nuova, a sorridere delle piccole cose, a godere del sole sulla faccia, ad imparare ad affrontare i medici e i loro paroloni strani, a donare la propria forza agli altri.
    Perchè lui la guerra l'ha vinta.

    Avete presente il telefilm italiano?
    I ragazzi, le risate, la forza del gruppo, l'unione fa la forza, la malattia vista come compagna di vita, i piccoli e grandi problemi adolescenziali, i medici cattivi e quelli buoni, gli infermieri sorridenti e complici, i compagni di ruote, il watanga, gli amori, i baci, la morte, il risveglio?
    Avete presente tutto quello?

    Beh, non cercatelo in questo libro.
    Questo romanzo è piatto, lineare, senza adrenalina, senza vita. E' un susseguirsi di io ho fatto questo e io ho fatto quest'altro, senza l'emozione di chi certe cose le ha vissute in prima persona.
    L'autore vorrebbe insegnare, tramite 23 scoperte - che non sono altro che 23 episodi di vita -, come si deve affrontare non solo la malattia, ma la vita stessa.

    A mio avviso, non ci riesce.
    Ci son riusciti di più Leo ed i suoi amici del watanga in televisione.
    Bocciato in pieno.

    said on 

  • 3

    lezione di vita..

    ..da una persona che la vita l'ha voluta davvero, nonostante la malattia e le difficoltà. Certamente da tenere in considerazione l'esperienza dell'autore anche se non tutti potranno apprezzare; ognuno ...continue

    ..da una persona che la vita l'ha voluta davvero, nonostante la malattia e le difficoltà. Certamente da tenere in considerazione l'esperienza dell'autore anche se non tutti potranno apprezzare; ognuno di fronte a tematiche di questo tipo ha reazioni differenti.. Personalmete lo trovo un libro poitivo anche se non ha suscitato in me emozioni forti... diciamo che sarò banale ma quando vedo in tv i braccialetti piango...in questo caso no...

    said on 

  • 4

    Citazioni - l'unico modo per recensire questo libro rispettosamente

    "Non c'è un metodo per vincere il cancro, non c'è una strategia segreta. Devi solo entrare in contatto con la tua forza, dare forma al tuo modo di lottare e lasciarti guidare."

    "Se credi nei sogni, i ...continue

    "Non c'è un metodo per vincere il cancro, non c'è una strategia segreta. Devi solo entrare in contatto con la tua forza, dare forma al tuo modo di lottare e lasciarti guidare."

    "Se credi nei sogni, i sogni si creeranno"

    "Il dolore non esiste."

    "Mi sarebbe piaciuto fare il traumatologo, dev'essere un po' come sentirsi Dio."

    "Avere o non avere è solo questione di prospettiva."

    "Giallo - persona che riveste un ruolo speciale nella tua vita. I gialli si collocano tra gli amici e gli amori. Non è necessario vederli spesso né rimanere in contatto con loro."

    "I gialli sono il nostro riflesso, colmano alcune delle nostre lacune e, quando entrano nella nostra vita, le fanno fare un salto di qualità."

    said on 

  • 3

    E' stato un libro discretamente bello.

    La sua prerogativa è stata quella di insegnare alla gente come vivere una vita migliore, più positiva, più felice. Per farlo, ci ha donato 23 pillole di saggezza ...continue

    E' stato un libro discretamente bello.

    La sua prerogativa è stata quella di insegnare alla gente come vivere una vita migliore, più positiva, più felice. Per farlo, ci ha donato 23 pillole di saggezza (scoperte), tra le quali ne ho trovate alcune davvero belle.
    In sostanza, però, non mi è sembrato un libro molto uscito dal normale, anzi...

    L'argomento principale del libro (si può dire il suo pilastro fondamentale), non sono state le scoperte, ma i ''gialli''.

    Definizione di giallo = persona che riveste un ruolo speciale nella nostra vita, che accarezziamo, abbracciamo e con la quale dormiamo. Lascia il segno nella nostra esistenza e non ha bisogno di tempo nè di cure. Nell'arco di una vita ne abbiamo ventitrè. Parlare con loro ci rende persone migliori e ci fa scoprire le nostre lacune. Sono l'anello evolutivo dell'amicizia.

    Purtroppo, quest'argomento, non mi ha colpito in maniera particolare... Certo, ha definito un concetto a cui già avevo pensato, in modo molto più vago, s'intende... Però, proprio perchè non l'ho trovato innovativo, non mi ha colpito granchè...

    Un libro che vale la pena leggere, ma che non è indispensabile. Non è uno di quei libri che riesce a rivoluzionarti la vita, nonostante, forse, il suo intento fosse stato quello. E devo purtroppo dire che, a quattro giorni dalla fine, sto già iniziando a dimenticarlo.

    Ho apprezzato l'idea e parte delle scoperte, ma non l'ho amato come un libro dovrebbe essere amato.

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  • 1

    Furbi a mettere in copertina il titolo della serie e non quello originale del libro. Una fregatura, davvero.

    http://lalettricerampante.blogspot.it/2014/09/braccialetti-rossi-albert-espinosa.html ...continue

    Furbi a mettere in copertina il titolo della serie e non quello originale del libro. Una fregatura, davvero.

    http://lalettricerampante.blogspot.it/2014/09/braccialetti-rossi-albert-espinosa.html

    said on 

  • 2

    Capita che mi ritrovi costretto dalle circostanze (leggi: mia madre è un'idiota) a scegliere un libro che costi poco per raggiungere il fatidico decimo libro per poter cancellare l'iscrizione da Mondo ...continue

    Capita che mi ritrovi costretto dalle circostanze (leggi: mia madre è un'idiota) a scegliere un libro che costi poco per raggiungere il fatidico decimo libro per poter cancellare l'iscrizione da Mondolibri. Capita che mi senta in colpa per non leggere narrativa moderna al di fuori di quella in lingua inglese e quando mi va bene in italiano. Capita che Salani ultimamente su Twitter non parli d'altro che della fiction di Braccialetti rossi e che in qualche modo nella mia testa diventi il The Fault in Our Stars versione spagnola. Capita che lo compri.

    Non è un romanzo. Un tale sopravvissuto al cancro spiega le sue ventitré «scoperte» e la sua visione del mondo, il mondo giallo, che nell'originale è il titolo, mentre in italiano è il sottotitolo perché a Salani piace più fare soldi con il successo della fiction che rispettare la visione del mondo dell'autore. Segue tanto imbarazzo nel leggere che l'autore pensa di star scrivendo un libro giallo con una copertina gialla e ti ritrovi un libro rosso con una copertina azzurra e rossa.

    Alcune «scoperte» le ho fatte anch'io — in modo diverso, ma le ho fatte anch'io. Altre sono riferite specificatamente a chi ha il cancro. Altre ancora sono di carattere così generale che lasciano il tempo che trovano.
    La sezione più grande del libro è riservata al mondo giallo. Ma cos'è il mondo giallo? Cosa sono i gialli? Perché sin dall'inizio l'autore continua a dire cose come: «Ma ci arriviamo tra un po', un attimo di pazienza» (pag. 19)? A queste e ad altre domande troverai risposta da pagina 121 in poi, schivando giri di parole e ripetizioni inutili. (All'ultima domanda, in realtà, la risposta puoi solo ipotizzarla: la mia ipotesi è che non ha riscritto nulla, e come spesso capita nelle prime stesure ha allungato il brodo non sapendo ancora dove voleva andare a parare).
    L'autore espone la sua particolare visione del mondo, che ha tutta l'aria di un culto, anche se lui specifica più volte che non è nulla del genere. Un giallo è, secondo la definizione definitiva a pagina 155, una «persona che riveste un ruolo speciale nella nostra vita, che accarezziamo, abbracciamo e con la quale dormiamo. Lascia il segno nella nostra esistenza e non ha bisogno di tempo né di cure. Nell'arco di una vita ne abbiamo ventitré. Parlare con loro ci rende persone migliori e ci fa scoprire le nostre lacune. Sono l'anello evolutivo dell'amicizia».
    Se si parla di persone speciali sono d'accordo, anch'io credo di averne. Ma se dobbiamo parlare di queste persone come di «gialli» e se dobbiamo definire delle regole, tipo che ne hai solo ventitré in tutta la vita, che devi dormirci insieme (non nel senso di farci sesso, proprio dormire nella stessa stanza) perché è importante condividere il momento in cui ti addormenti e quello in cui ti svegli con qualcuno, che bisogna individuare le «marche» dei tuoi gialli e metterle in discussione ogni paio di anni, e che è consigliato chiedere ufficialmente a una persona se vuole essere il tuo giallo, be', come dire, la sensazione di presa per il culo è fortissima.

    Di personale in questo libro c'è pochissimo. L'autore accenna alle sue esperienze col cancro e ad alcune persone che ha conosciuto in quegli anni, ma l'intento non è assolutamente autobiografico. L'impressione che traspare dell'autore è di una persona entusiasta della vita, che non si è lasciata abbattere dalla perdita di una gamba, di un polmone e di pezzo di fegato. Un esempio per chi combatte contro il cancro, ma non è necessario leggere il suo libro per apprezzarlo come persona e neanche per fare tesoro dei suoi consigli.
    Le uniche scoperte secondo me davvero degne di nota sono la sesta e la decima (ma sono di parte, sono cose che a modo mio già faccio/so): tenete una cartella di vita e riconoscete i vostri sbagli. Se volete approfondire andate in libreria, cercate queste due scoperte, leggetele e rimettete il libro a posto. Se vi va leggete qualche altra scoperta, magari mentre qualcuno vi sta facendo aspettare, il cellulare è quasi scarico e non sapete che fare nell'attesa. Ma no, non comprate il libro. Fidatevi.

    said on 

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