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EL MUNDO AMARILLO

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Publisher: DEBOLSILLO 2009

3.6
(551)

Language:Español | Number of Pages: 176 | Format: Others | In other languages: (other languages) Catalan , English , Portuguese , Italian

Isbn-10: 8483469073 | Isbn-13: 9788483469071 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback

Category: Health, Mind & Body , Non-fiction , Self Help

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Book Description
Un mundo al alcance de todos con el color del sol: El mundo amarillo.La vida de Albert Espinosa cambió cuando tenía 13 años de edad: le diagnosticaron un cáncer; con 14 años le amputaron la pierna izquierda, a los 16 le quitaron el pulmón izquierdo y a los 18 le extrajeron parte del hígado. Su enfermedad le enseñó que morir no es triste, que lo triste es no vivir. «Siempre me pareció interesante escribir un libro sobre lo que me enseñó el cáncer y cómo eso se puede aplicar a la vida diaria.»
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  • 3

    lezione di vita..

    ..da una persona che la vita l'ha voluta davvero, nonostante la malattia e le difficoltà. Certamente da tenere in considerazione l'esperienza dell'autore anche se non tutti potranno apprezzare; ognuno ...continue

    ..da una persona che la vita l'ha voluta davvero, nonostante la malattia e le difficoltà. Certamente da tenere in considerazione l'esperienza dell'autore anche se non tutti potranno apprezzare; ognuno di fronte a tematiche di questo tipo ha reazioni differenti.. Personalmete lo trovo un libro poitivo anche se non ha suscitato in me emozioni forti... diciamo che sarò banale ma quando vedo in tv i braccialetti piango...in questo caso no...

    said on 

  • 4

    Citazioni - l'unico modo per recensire questo libro rispettosamente

    "Non c'è un metodo per vincere il cancro, non c'è una strategia segreta. Devi solo entrare in contatto con la tua forza, dare forma al tuo modo di lottare e lasciarti guidare."

    "Se credi nei sogni, i ...continue

    "Non c'è un metodo per vincere il cancro, non c'è una strategia segreta. Devi solo entrare in contatto con la tua forza, dare forma al tuo modo di lottare e lasciarti guidare."

    "Se credi nei sogni, i sogni si creeranno"

    "Il dolore non esiste."

    "Mi sarebbe piaciuto fare il traumatologo, dev'essere un po' come sentirsi Dio."

    "Avere o non avere è solo questione di prospettiva."

    "Giallo - persona che riveste un ruolo speciale nella tua vita. I gialli si collocano tra gli amici e gli amori. Non è necessario vederli spesso né rimanere in contatto con loro."

    "I gialli sono il nostro riflesso, colmano alcune delle nostre lacune e, quando entrano nella nostra vita, le fanno fare un salto di qualità."

    said on 

  • 3

    E' stato un libro discretamente bello.

    La sua prerogativa è stata quella di insegnare alla gente come vivere una vita migliore, più positiva, più felice. Per farlo, ci ha donato 23 pillole di saggezza ...continue

    E' stato un libro discretamente bello.

    La sua prerogativa è stata quella di insegnare alla gente come vivere una vita migliore, più positiva, più felice. Per farlo, ci ha donato 23 pillole di saggezza (scoperte), tra le quali ne ho trovate alcune davvero belle.
    In sostanza, però, non mi è sembrato un libro molto uscito dal normale, anzi...

    L'argomento principale del libro (si può dire il suo pilastro fondamentale), non sono state le scoperte, ma i ''gialli''.

    Definizione di giallo = persona che riveste un ruolo speciale nella nostra vita, che accarezziamo, abbracciamo e con la quale dormiamo. Lascia il segno nella nostra esistenza e non ha bisogno di tempo nè di cure. Nell'arco di una vita ne abbiamo ventitrè. Parlare con loro ci rende persone migliori e ci fa scoprire le nostre lacune. Sono l'anello evolutivo dell'amicizia.

    Purtroppo, quest'argomento, non mi ha colpito in maniera particolare... Certo, ha definito un concetto a cui già avevo pensato, in modo molto più vago, s'intende... Però, proprio perchè non l'ho trovato innovativo, non mi ha colpito granchè...

    Un libro che vale la pena leggere, ma che non è indispensabile. Non è uno di quei libri che riesce a rivoluzionarti la vita, nonostante, forse, il suo intento fosse stato quello. E devo purtroppo dire che, a quattro giorni dalla fine, sto già iniziando a dimenticarlo.

    Ho apprezzato l'idea e parte delle scoperte, ma non l'ho amato come un libro dovrebbe essere amato.

    said on 

  • 1

    Furbi a mettere in copertina il titolo della serie e non quello originale del libro. Una fregatura, davvero.

    http://lalettricerampante.blogspot.it/2014/09/braccialetti-rossi-albert-espinosa.html ...continue

    Furbi a mettere in copertina il titolo della serie e non quello originale del libro. Una fregatura, davvero.

    http://lalettricerampante.blogspot.it/2014/09/braccialetti-rossi-albert-espinosa.html

    said on 

  • 2

    Capita che mi ritrovi costretto dalle circostanze (leggi: mia madre è un'idiota) a scegliere un libro che costi poco per raggiungere il fatidico decimo libro per poter cancellare l'iscrizione da Mondo ...continue

    Capita che mi ritrovi costretto dalle circostanze (leggi: mia madre è un'idiota) a scegliere un libro che costi poco per raggiungere il fatidico decimo libro per poter cancellare l'iscrizione da Mondolibri. Capita che mi senta in colpa per non leggere narrativa moderna al di fuori di quella in lingua inglese e quando mi va bene in italiano. Capita che Salani ultimamente su Twitter non parli d'altro che della fiction di Braccialetti rossi e che in qualche modo nella mia testa diventi il The Fault in Our Stars versione spagnola. Capita che lo compri.

    Non è un romanzo. Un tale sopravvissuto al cancro spiega le sue ventitré «scoperte» e la sua visione del mondo, il mondo giallo, che nell'originale è il titolo, mentre in italiano è il sottotitolo perché a Salani piace più fare soldi con il successo della fiction che rispettare la visione del mondo dell'autore. Segue tanto imbarazzo nel leggere che l'autore pensa di star scrivendo un libro giallo con una copertina gialla e ti ritrovi un libro rosso con una copertina azzurra e rossa.

    Alcune «scoperte» le ho fatte anch'io — in modo diverso, ma le ho fatte anch'io. Altre sono riferite specificatamente a chi ha il cancro. Altre ancora sono di carattere così generale che lasciano il tempo che trovano.
    La sezione più grande del libro è riservata al mondo giallo. Ma cos'è il mondo giallo? Cosa sono i gialli? Perché sin dall'inizio l'autore continua a dire cose come: «Ma ci arriviamo tra un po', un attimo di pazienza» (pag. 19)? A queste e ad altre domande troverai risposta da pagina 121 in poi, schivando giri di parole e ripetizioni inutili. (All'ultima domanda, in realtà, la risposta puoi solo ipotizzarla: la mia ipotesi è che non ha riscritto nulla, e come spesso capita nelle prime stesure ha allungato il brodo non sapendo ancora dove voleva andare a parare).
    L'autore espone la sua particolare visione del mondo, che ha tutta l'aria di un culto, anche se lui specifica più volte che non è nulla del genere. Un giallo è, secondo la definizione definitiva a pagina 155, una «persona che riveste un ruolo speciale nella nostra vita, che accarezziamo, abbracciamo e con la quale dormiamo. Lascia il segno nella nostra esistenza e non ha bisogno di tempo né di cure. Nell'arco di una vita ne abbiamo ventitré. Parlare con loro ci rende persone migliori e ci fa scoprire le nostre lacune. Sono l'anello evolutivo dell'amicizia».
    Se si parla di persone speciali sono d'accordo, anch'io credo di averne. Ma se dobbiamo parlare di queste persone come di «gialli» e se dobbiamo definire delle regole, tipo che ne hai solo ventitré in tutta la vita, che devi dormirci insieme (non nel senso di farci sesso, proprio dormire nella stessa stanza) perché è importante condividere il momento in cui ti addormenti e quello in cui ti svegli con qualcuno, che bisogna individuare le «marche» dei tuoi gialli e metterle in discussione ogni paio di anni, e che è consigliato chiedere ufficialmente a una persona se vuole essere il tuo giallo, be', come dire, la sensazione di presa per il culo è fortissima.

    Di personale in questo libro c'è pochissimo. L'autore accenna alle sue esperienze col cancro e ad alcune persone che ha conosciuto in quegli anni, ma l'intento non è assolutamente autobiografico. L'impressione che traspare dell'autore è di una persona entusiasta della vita, che non si è lasciata abbattere dalla perdita di una gamba, di un polmone e di pezzo di fegato. Un esempio per chi combatte contro il cancro, ma non è necessario leggere il suo libro per apprezzarlo come persona e neanche per fare tesoro dei suoi consigli.
    Le uniche scoperte secondo me davvero degne di nota sono la sesta e la decima (ma sono di parte, sono cose che a modo mio già faccio/so): tenete una cartella di vita e riconoscete i vostri sbagli. Se volete approfondire andate in libreria, cercate queste due scoperte, leggetele e rimettete il libro a posto. Se vi va leggete qualche altra scoperta, magari mentre qualcuno vi sta facendo aspettare, il cellulare è quasi scarico e non sapete che fare nell'attesa. Ma no, non comprate il libro. Fidatevi.

    said on 

  • 5

    A veces, las palabras son las que te proporcionan los caminos. Pocas palabras pueden engendrar en uno una idea. A veces las frases más importantes son las que menos importancia creemos que tienen. ...continue

    A veces, las palabras son las que te proporcionan los caminos. Pocas palabras pueden engendrar en uno una idea. A veces las frases más importantes son las que menos importancia creemos que tienen.

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  • 2

    banalotto

    Per fortuna è breve e lo archivi (leggasi estirpare dalla cache dell'e-reader) nel giro di un paio d'ore. Da lettore giudico l'opera, non mi permetto di opinare sul background psicologico e clinico de ...continue

    Per fortuna è breve e lo archivi (leggasi estirpare dalla cache dell'e-reader) nel giro di un paio d'ore. Da lettore giudico l'opera, non mi permetto di opinare sul background psicologico e clinico dell'autore. Il libro è poca cosa, sembra un'accozzaglia di consigli pseudo-zen di chi all'improvviso si risveglia "illuminato" e comincia a dispensare saggezza. Alcuni di questi erano talmente banali che mi strappavano un sorriso di condiscendenza.
    Non guarderò la serie tv e non leggerò altro di questo sceneggiatore.

    said on 

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