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E cadde la neve

Di

Editore: zero|91

3.7
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Altri

Isbn-10: 8895381483 | Isbn-13: 9788895381480 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Costantino Margiotta

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Recensione completa su: http://ariadnesdiary.blogspot.it/2015/06/recensione-e-cadde-la-neve-di-william.html
    "Questo istante muore ed è seguito da altri istanti che muoiono. Me ne vado,istante dopo ist ...continua

    Recensione completa su: http://ariadnesdiary.blogspot.it/2015/06/recensione-e-cadde-la-neve-di-william.html
    "Questo istante muore ed è seguito da altri istanti che muoiono. Me ne vado,istante dopo istante."

    Ho letto questo libro, per la prima volta, un paio di anni fa.
    Subito attratta da titolo e copertina, una volta estratto dalla busta gialla in cui era arrivato, ho iniziato la lettura.
    Una volta finito l'ho preso e nascosto accuratamente in mezzo ad altri libri, in un angolo il più irraggiungibile possibile.
    Ma ecco che, riordinando il caos in cui vivo, è tornato fuori. Mi è praticamente saltato in mano e mi è venuto un nodo in gola.
    Perché questo libricino, di appena una novantina di pagine, fa male, male dentro.
    Accorci drasticamente le distanze tra nascita e morte.
    Ho sentito il bisogno di rileggerlo e di scriverne perché.. bè perché è un tema che a modo suo mi tocca e che ho "vissuto" in qualche maniera ( in prima persona e non).
    Forse il mio intricato subconscio pensa possa essermi d'aiuto. Anche se non si direbbe vedendo i miei occhi rossi e gonfi .

    Ci troviamo in una fredda e nevosa notte del Maine, quando inizia il travaglio di Diane. Ma non è lei a raccontarcelo, seguiamo il flusso di pensieri di Johnny.
    Da lui percepiamo lo spaesamento, la sensazione di agitazione, freddo, paura, il dolore, quello gelido che ti inghiotte.
    E' lui a mostrarci come la nascita di una nuova vita e tutte le emozioni che si susseguono in un turbine vorticoso, possano essere paragonate alla marea e all'oceano.
    L'ondata arrivò di nuovo e li trascinò in un mare di dolore, in cui lui si chiese perché mai la vita era comparsa sulla terra [...] La marea che li aveva trasportati in acque agitate ancora una volta si affievolì e li lasciò galleggiare dolcemente fino a riva, facendoli riposare per qualche minuto, solo per tornare, poco dopo a trascinarli dentro.
    Dalle acque agitate delle contrazioni in mare aperto, alla momentanea quiete sulla riva, per poi ricominciare ad infrangere le sue onde di dolore fino alla nascita di gelida e senza vita.
    Questa notte abbiamo percorso più di 100km, abbiamo attraversato l'oceano
    E si è catapultati di nuovo in mare aperto, dove non si tocca, dove fa male, nel freddo glaciale come la neve che circonda l'ospedale.
    Il titolo originale, "The swimmer in the secret sea", ovvero "Il nuotatore nel mare segreto", appare decisamente più adatto rispetto alla scelta italiana di "E cadde la neve".
    La prosa sembra quasi fredda e dura come quella neve, tutte le emozioni sono descritte con una poetica profonda, quasi glaciale. Forse perché è un uomo a narrare ciò che accade e non una donna. Perché, per quanto il dolore per la nascita di un figlio nato senza vita possa essere comune, c'è un'enorme differenza tra quello che prova una madre, che ha portato dentro di se quella vita, e un padre che ne è stato solo un testimone esterno.
    Non vi è un finale, forse perché queste cose non hanno mai una fine.

    "Siamo di nuovo noi due, da soli" le loro mani si toccarono sul coperchio della bara.

    ha scritto il 

  • 5

    Ben scritto il libro, toccante il tema..
    Peccato per il finale, sembra proprio che manchi..

    Ci ho pensato. E ripensato.
    Il finale manca perchè non c'è.
    Queste cose - ahimè- non finiscono. ...continua

    Ben scritto il libro, toccante il tema..
    Peccato per il finale, sembra proprio che manchi..

    Ci ho pensato. E ripensato.
    Il finale manca perchè non c'è.
    Queste cose - ahimè- non finiscono.

    ha scritto il 

  • 4

    Quello di William Kotzwinkle è un romanzo breve di grandissima delicatezza e introspezione che però suona universale come una canzone atavica che fa parte del nostro inconscio ma che è stata dimentica ...continua

    Quello di William Kotzwinkle è un romanzo breve di grandissima delicatezza e introspezione che però suona universale come una canzone atavica che fa parte del nostro inconscio ma che è stata dimenticata a causa delle dinamiche sociali, religiose e compassionevoli di cui siamo vittime durante la nostra esistenza.
    E CADDE LA NEVE (Zero91) racconta una storia semplice: quella dell’attesa di un figlio, desiderato e già amato, che viene stroncata dalla sua morte alla nascita. Le vite di due sposi che già sono pronti a dividersi con una terza e che anche nel momento più tragico riescono a farlo, senza perdersi, anzi, forse, ritrovandosi.
    Quello che colpisce di questo affondo al cuore, di questo viaggio epico eppure discreto tra la vita e la morte, è la naturalezza con la quale il lutto viene affrontato, l’amore che continua a essere nutrito anche nell’assenza del suo oggetto, o meglio nell’assenza dell’esistenza del suo oggetto. Dei sogni coccolati, delle visioni future resta ai due protagonisti, Johnny e Diane Laski, solo un corpo freddo a fare da ancora per l’imbarcazione del loro presente e del loro futuro.
    Veniamo accompagnati soprattutto dal flusso di coscienza del padre, otteniamo un filtro maschile, paterno a una tragedia che normalmente è straripante di grida, invocazioni, chiusure, distanze e che invece i genitori affrontano con la semplice constatazione che quello che volevano accadesse non è stato e che bisogna andare avanti. La normalità di un evento così struggente può anche rendere spiazzante la lettura, ma resta una nota che risuona per tutto il libro, che riverbera dentro di noi e smuove la base calcarea delle nostre emozioni sopite, lasciando un vuoto colmo di gioia: l’amore indissolubile e eterno che due genitori possono nutrire per un figlio. In ogni caso. In ogni tempo. Per sempre.

    ha scritto il 

  • 2

    Esistono altri modi per parlare di tutto questo.
    Davvero, millemilamiliardi di altri modi.

    E probabilmente tutti migliori di questo.
    Credo.

    (si salva una scena, giusto una scena,é quasi alle ultime pa ...continua

    Esistono altri modi per parlare di tutto questo.
    Davvero, millemilamiliardi di altri modi.

    E probabilmente tutti migliori di questo.
    Credo.

    (si salva una scena, giusto una scena,é quasi alle ultime pagine ed é piena di silenzio, quel genere di silenzio che contiene cose grandi)

    [poi ci sarebbero un sacco di cose da dire sui titoli talvolta meravigliosi che deludono poi così crudelmente]

    ha scritto il