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E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche

Di ,

Editore: Adelphi (Fabula, 236)

3.4
(210)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845925897 | Isbn-13: 9788845925894 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andrew Tanzi ; Postfazione: James W. Grauerholz

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
13 agosto 1944: il giovane Lucien Carr, per difendersi dalle avances dell’amico David Kammerer, lo ammazza e ne getta il corpo nelle acque dello Hudson. Due altri suoi amici, William Burroughs e Jack Kerouac, vengono arrestati per non aver denunciato l’omicidio. Forse anche per elaborare a modo loro l’accaduto, i due scrittori ne tracciano in seguito un resoconto a quattro mani iperrealistico e visionario, dissepolto solo in anni recenti. Raccontando a capitoli alternati, Burroughs e Kerouac assumono il punto di vista di due personaggi-narratori: Burroughs quello di Will Dennison, barista originario del Nevada, sempre preceduto dalla sua «ombra di un metro e novanta», Kerouac quello del marinaio Mike Ryko, «un finlandese diciannovenne dai capelli rossi». Attraverso il loro sguardo e intorno ai protagonisti del tragico fatto di cronaca vediamo così delinearsi una folta compagnia anarco-utopista e sgangherata, euforica e malinconica, che trascorre giorni e notti bevendo e fumando in pub luminescenti, leggendo Faulkner e sognando di raggiungere Parigi. Sullo sfondo, una New York caotica, atterrita e aggressiva, una metropoli di fine guerra in cui il caos visivo è tutt’uno con quello acustico, con le radio che trasmettono le note della Prima Sinfonia di Brahms o il reportage concitato di un giornalista su un circo in fiamme dove «gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche». In questo unico, anomalo dettato contrappuntistico, il lettore può trovare miracolosamente armonizzati gli stili e le lingue di due protagonisti primari della beat generation: il realismo «on the road» e l’andamento jazz di Kerouac (specie nei dialoghi), e le accensioni lisergiche di Burroughs, preannuncio del suo sperimentalismo allucinato.
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  • 2

    Avete presente quando arrivate in posta, o salite sull'autobus e arrivate che le due pettegole di fianco hanno già iniziato un discorso parecchi secoli prima?
    Attimo di silenzio al vostro arrivo e poi ...continua

    Avete presente quando arrivate in posta, o salite sull'autobus e arrivate che le due pettegole di fianco hanno già iniziato un discorso parecchi secoli prima?
    Attimo di silenzio al vostro arrivo e poi si riprende con il gossip.
    Voi percepite tutto il discorso perché è inevitabile, solo che lo seguite dal vostro arrivo e non da prima, quindi è difficile tessere tutti i fili che uniscono personaggi e trama.
    Alla fine spesso non capite e tirando le somme dite "queste non hanno altro da fare che parlare di ste cazzate". Poi magari era un discorso serio, e aveva un senso, ma se non sapete tutto il contesto, se non conoscete la filosofia delle persone coinvolte, come ci sono arrivate lì e tutto il resto, effettivamente è una cazzata. Ma magari anche no.
    Ecco questo libro è la stessa cosa, sono arrivata a metà discorso.
    Ho ricordi vaghi della beat generation e quel poco che ho letto secoli fa ero nella fase "mi tocca leggerlo per la scuola", quindi non ho ovviamente cognizione di causa, anzi sarebbe pure il caso di ripassare un po' con maggiore consapevolezza. Nel frattempo mi sono letta questo libro, scelto solo per il titolo, e mi sono ritrovata un fatto realmente accaduto, romanzato, i nomi dei personaggi cambiati, ma per chi inizia il discorso da principio i nomi sono noti, per chi arriva a metà discorso pare una cazzata.
    Il titolo abbastanza evocativo mi ricorda molto "ognuno naviga nella propria merda" ma non importa, se questi della beat sono stati dei grandi scrittori bevendo fiumi di alcool, meglio che affrontiate questa lettura almeno con un paio di birre in corpo (per iniziare), è caldo magari non dispiace una birretta fresca :)

    ha scritto il 

  • 1

    Non preoccuparti del futuro

    Due balordi americani, facenti parte di un gruppo di sbandati persi, raccontano perchè uno dei loro amici è arrivato a compiere un omicidio, ma fanno soprattutto un resoconto degli immensi casini c ...continua

    Due balordi americani, facenti parte di un gruppo di sbandati persi, raccontano perchè uno dei loro amici è arrivato a compiere un omicidio, ma fanno soprattutto un resoconto degli immensi casini che combinano sotto l’effetto di droghe, alcol, noia.
    Il quadro che ne esce è estremamente squallido, pieno di degrado, immensa sporcizia generale, disprezzo per la vita.

    Il titolo è bellissimo, oltre che insolito, e mi ha decisamente incuriosito, così ho deciso di leggerlo;
    ma non c’azzecca praticamente niente con la storia, che non mi è piaciuta nemmeno un po’.
    Mi sembra una gran cazzata senza senso, non ne ho colto l’utilità.
    Se era nascosta… lo era proprio bene, almeno per le mie limitate capacità comprensoriali.

    Tempo sprecato che avrei potuto impiegare molto meglio in lavori socialmente utili, tipo farmi la french manicure.

    ☆con mascherina protettiva e i guanti

    ha scritto il 

  • 3

    Uno spaccato di un periodo della loro vita.
    Angolo del pettegolezzo:
    Lucien Carr alias Phillip Tourian è il padre di Caleb Carr lo scrittore che ha scritto "L'Alienista" ! Ma guarda un po'! ...continua

    Uno spaccato di un periodo della loro vita.
    Angolo del pettegolezzo:
    Lucien Carr alias Phillip Tourian è il padre di Caleb Carr lo scrittore che ha scritto "L'Alienista" ! Ma guarda un po'!

    ha scritto il 

  • 3

    Beat it.

    Pensi di leggere la cronaca di un omicidio ma in realtà è un affresco di gente che ama fare l'artista, non fa nulla per esserlo se non enunciare qualche astrusa legge universale che rimane lì, dove do ...continua

    Pensi di leggere la cronaca di un omicidio ma in realtà è un affresco di gente che ama fare l'artista, non fa nulla per esserlo se non enunciare qualche astrusa legge universale che rimane lì, dove doveva stare, e l'unica preoccupazione di tutti è trovare soldi da qualche parte per farsi una bevuta. Ma mai lavorare.
    Nulla di incredibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Ai più quest'opera risultarà forse difficile da comprendere, ma a chi, come me, ha da sempre sentito parlare del fatto di cronaca in cui furono coinvolti i fondatori della Beat Generation, questo picc ...continua

    Ai più quest'opera risultarà forse difficile da comprendere, ma a chi, come me, ha da sempre sentito parlare del fatto di cronaca in cui furono coinvolti i fondatori della Beat Generation, questo piccolo libro apparirà come un'opera di inestimabile valore.
    Pubblicato nel 2008, dopo la morte di tutte le persone coinvolte, io lo scopro solo dopo aver visto Kill Your Darlings, anche se il film non sembra essere ispirato al libro.
    Ciò che pesa maggiormente è l'assenza di Allen Ginsberg, un tassello mancante che forse contribuisce a lasciare intatta, nonostante tutto, l'aura di mistero che avvolge l'omicidio di David Kammarer da ormai settant'anni.
    Ben sapendo che lui fu attivamente coinvolto nella vicenda, incuriosice la scelta degli autori di eliminarlo totalmente dalla storia, neanche l'esaustiva postfazione (solo eccessivamente autocelebrativa) contribuisce a chiarirne i motivi, forse semplicemente custoditi dal patto "eterosessualità fino all'ultimo".

    Kerouac e Burroughs si alternano nei capitoli e nella narrazione, ogni capitolo costituisce un giorno che precede l'omicidio. Stranamente Burroughs si dedica consecutivamente agli ultimi tre giorni, mentre l'unico giorno comune ai due è quello che segue l'omicidio.
    Entrambi scelgono uno stile che ricorda più una deposizione che un racconto, cercando di narrare i fatti nel modo più distaccato possibile. Burroghs è quello che forse riesce meglio nell'intento, il suo stile è quasi irriconoscibile, ingabbiato nella formalità, ma emerge comunque il suo tratto freddo e dissacrante dell'uomo sempre al confine con la legalità.
    Kerouac invece è già riconoscibilissimo, per stile e scelta di temi da narrare. Le sue pagine irrequiete e ricche di aspettativa, già sempre in movimento.

    Nel suo genere - il ritratto del segmento "perduto" della nostra generazione, cinico, onesto e di una realtà strabiliante - è un buon libro ma non sappiamo se per quel tipo di libro ci sia molta richiesta ora, anche se dopo la guerra ci sarà senz'altro una vera e propria valanga di libri sulla "generazione perduta" e in quel campo il nostro è imbattibile.
    Jack Kerouac, 14 marzo 1945

    ha scritto il 

  • 4

    L'omicidio che ha dato inizio alla Beat Generation

    Strana cosa, la Beat Generation. Per uno della mia etá é così distante nel tempo che potrebbe anche rimanere nel limbo di quelle definizioni che fanno parte della propria cultura, ma che non si ha mai ...continua

    Strana cosa, la Beat Generation. Per uno della mia etá é così distante nel tempo che potrebbe anche rimanere nel limbo di quelle definizioni che fanno parte della propria cultura, ma che non si ha mai voglia/tempo di indagare a fondo.
    Se invece se ne parla con qualcuno di più "maturo" (50+) sembra che essa sia stata uno dei movimenti più importanti del loro tempo.
    Poi ti regalano questo libro, uno dei primi scritti da due dei tre capisaldi del movimento, e dopo averlo letto ti sembra che ti abbia soltanto descritto le giornate di quattro irritanti fancazzisti degli anni 40.
    Eppure mi é piaciuto. Forse per lo stile a capitoli alternati o forse per la completa ed esplicativa posfazione. Di sicuro ha suscitato curiosità e a breve mi rileggerò, con ampliata conoscenza, il famoso "On the road" di Kerouac.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    ... e pure i lettori si sono lessati a leggerlo.
    Non è scritto bene e il fattaccio di fondo (o il suo presagirlo) non ti prende davvero.
    Si presenta più come una cronaca tra il fancazzismo e certe sed ...continua

    ... e pure i lettori si sono lessati a leggerlo.
    Non è scritto bene e il fattaccio di fondo (o il suo presagirlo) non ti prende davvero.
    Si presenta più come una cronaca tra il fancazzismo e certe sedicenti velleità artistiche.
    Alla fine però, ti senti un po' ubriaco, forse perché ogni 4 righi trovi qualcosa da bere.
    Molto utile è la postfazione che riannoda i fili e ti fa capire il senso di tutto, su come il fattaccio di sangue abbia influenzato inevitabilmente tutta la beat generation.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro scritto a quattro mani con due dei maggiri esponenti beat mi è piaciuto. Certo non è una bella storia di cronaca, ma le due realtà che mettono in luce in questo scritto Burroughs e Keroua ...continua

    Questo libro scritto a quattro mani con due dei maggiri esponenti beat mi è piaciuto. Certo non è una bella storia di cronaca, ma le due realtà che mettono in luce in questo scritto Burroughs e Kerouac sulla vicenda vissuta è interessante. Come hanno reagito, come hanno visto la faccenda, le persone...
    Avevano una gran capacità di descrivere i fatti.

    Molto interessante la post fazione di Grauerholz, dove spiega con chiarezza la tragica vicenda racchiusa nel romanzo. Delucidando il lettore su cosa sia veramente successo e cosa sia stato trasformato nel testo dagli autori.

    ha scritto il 

  • 2

    e mezzo!

    Onestamente mi lascia un po' perplessa tutta la vicenda...
    Mi piace che abbiano scritto un libro a quattro mani, basandosi su un'esperienza di vita, però secondo me è angosciante. Ha delle parti inuti ...continua

    Onestamente mi lascia un po' perplessa tutta la vicenda...
    Mi piace che abbiano scritto un libro a quattro mani, basandosi su un'esperienza di vita, però secondo me è angosciante. Ha delle parti inutili al fine della storia, una scrittura davvero strana... Sarà pure l'opera che hanno scritto i creatori della "Beat Generation" ma rimane alquanto bizzarra...

    ha scritto il 

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