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E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche

By Jack Kerouac,William Burroughs

(226)

| Paperback | 9788845925894

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Book Description

13 agosto 1944: il giovane Lucien Carr, per difendersi dalle avances dell’amico David Kammerer, lo ammazza e ne getta il corpo nelle acque dello Hudson. Due altri suoi amici, William Burroughs e Jack Kerouac, vengono arrestati per non aver denunciato Continue

13 agosto 1944: il giovane Lucien Carr, per difendersi dalle avances dell’amico David Kammerer, lo ammazza e ne getta il corpo nelle acque dello Hudson. Due altri suoi amici, William Burroughs e Jack Kerouac, vengono arrestati per non aver denunciato l’omicidio. Forse anche per elaborare a modo loro l’accaduto, i due scrittori ne tracciano in seguito un resoconto a quattro mani iperrealistico e visionario, dissepolto solo in anni recenti. Raccontando a capitoli alternati, Burroughs e Kerouac assumono il punto di vista di due personaggi-narratori: Burroughs quello di Will Dennison, barista originario del Nevada, sempre preceduto dalla sua «ombra di un metro e novanta», Kerouac quello del marinaio Mike Ryko, «un finlandese diciannovenne dai capelli rossi». Attraverso il loro sguardo e intorno ai protagonisti del tragico fatto di cronaca vediamo così delinearsi una folta compagnia anarco-utopista e sgangherata, euforica e malinconica, che trascorre giorni e notti bevendo e fumando in pub luminescenti, leggendo Faulkner e sognando di raggiungere Parigi. Sullo sfondo, una New York caotica, atterrita e aggressiva, una metropoli di fine guerra in cui il caos visivo è tutt’uno con quello acustico, con le radio che trasmettono le note della Prima Sinfonia di Brahms o il reportage concitato di un giornalista su un circo in fiamme dove «gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche». In questo unico, anomalo dettato contrappuntistico, il lettore può trovare miracolosamente armonizzati gli stili e le lingue di due protagonisti primari della beat generation: il realismo «on the road» e l’andamento jazz di Kerouac (specie nei dialoghi), e le accensioni lisergiche di Burroughs, preannuncio del suo sperimentalismo allucinato.

25 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    questa non è una recensione.

    « In retrospettiva, […] il libro non aveva alcun potenziale commerciale. Non era abbastanza scandaloso per sfondare… su quel versante, né era ben scritto o interessante abbastanza per sfondare sul versante prettamente letterario. Era un po’ una via d ...(continue)

    « In retrospettiva, […] il libro non aveva alcun potenziale commerciale. Non era abbastanza scandaloso per sfondare… su quel versante, né era ben scritto o interessante abbastanza per sfondare sul versante prettamente letterario. Era un po’ una via di mezzo. Molto esistenzialista, che era poi il tono prevalente dell’epoca […] Non aveva potenziale commerciale, tutto qua. »

    Il titolo mi ha influenzato, come ha fatto con chiunque. La spiegazione della scelta è assurda, per questo mi piace. Per il resto credo che sia Burroughs che Kerouac fossero consapevoli di ciò che avevano scritto e di come gli altri lo avrebbero accolto.

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    cisonostorie said on Feb 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quindi?

    Primo aspetto interessante: ad un autore (sono due) il suo protagonista, quindi la storia vive da due punti di vista diversi. Il titolo di ogni capitolo fa capire quale dei due personaggi sia al centro dell'attenzione. Nell'elaborazione della vicenda ...(continue)

    Primo aspetto interessante: ad un autore (sono due) il suo protagonista, quindi la storia vive da due punti di vista diversi. Il titolo di ogni capitolo fa capire quale dei due personaggi sia al centro dell'attenzione. Nell'elaborazione della vicenda, questo aspetto non ferma mai l'azione: non capita mai di vedere lo stesso fatto nello stesso momento da prospettive diverse.
    Il secondo aspetto interessante? il mio segnalibro magnetico, usato nel corso della lettura, che si chiude a portafoglio sulla pagina dove sono fermo, raffigurante il disegno di un gatto.
    Perché dico questo? Perché la vicenda è in sé piuttosto noiosa: la postfazione (che era meglio collocare come PREfazione) racconta meglio l'essenza della trama.
    Non sono un esperto degli scrittori di questa generazione. Ho letto SULLA STRADA di Kerouac e credo pure che mi sia piaciuto. Ma penso che Borroughs, Kerouac o altri della loro cerchia vengano apprezzati da una parte del pubblico più per posa che per un reale valore intrinseco.
    A questo punto, dopo essere rimasto indifferente al GRANDE GATSBY (che con questo genere non c'entra nulla, ma che spesso viene venerato smodatamente) potrei essere promotore di un filone anti radical chic (ma non moralista, CHIARO???) dove si possano mettere in discussione quegli autori la cui rinomata fama ha la stessa valenza di un postulato: si deve accettare e basta.
    Magari è una posa anche la mia...

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    Ciccioenri said on Oct 30, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Forse in altri tempi. E poi l'enfasi della postfazione autoreferenziale. Mi ha lasciato perplesso

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    Cats said on Oct 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi aspettavo forse qualcosa di più da Burroughs, qualcosa di più visionario, uno stile meno distaccato, meno "da cronaca"; Kerouac è già lui, con la sua esplosiva tendenza alla dinamicità, al movimento, vuole partire, vuole salpare, vuole vedere. For ...(continue)

    Mi aspettavo forse qualcosa di più da Burroughs, qualcosa di più visionario, uno stile meno distaccato, meno "da cronaca"; Kerouac è già lui, con la sua esplosiva tendenza alla dinamicità, al movimento, vuole partire, vuole salpare, vuole vedere. Forse perché lo conosco meglio di Burroughs ho apprezzato di più i suoi capitoli. Interessante comunque l'accostamento dei due stili, cercherò qualcos'altro di Burroughs, anche se il mio libraio ormai mi chiede perchè ogni tanto non mi leggo un Bestseller invece di farlo impazzire a cercare libri strambi :)

    ps: odio le postfazioni. Credevo di avere davanti ancora una ventina di pagine invece TEC...postfazione.

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    Rosa Foresti said on Jul 29, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Poteva rimanere in soffitta altri 50 anni che di certo non era un dispiacere, l'unica cosa bella di questo libro è il titolo che poi è anche il motivo per cui l'ho comprato. Ah sì, e ridate gli oppiacei a Burroughs per favore, grazie.

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    Jaccusetedhughes said on Jul 19, 2012 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (226)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 176 Pages
  • ISBN-10: 8845925897
  • ISBN-13: 9788845925894
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 2011-05-01
  • Also available as: eBook
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