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E le stelle stanno a guardare

Di

Editore: Bompiani

4.1
(444)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 558 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845230600 | Isbn-13: 9788845230608 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: Carlo Coardi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Romanzo di denuncia scritto da A.J. Cronin, ispettore medico delle miniere in Galles, che quindi ebbe modo di osservare da vicino le miserevoli condizioni in cui versavano le famiglie dei minatori. E le stelle stanno a guardare è incentrato sulle vite degli abitanti di Sleescale, cittadina ...continua

    Romanzo di denuncia scritto da A.J. Cronin, ispettore medico delle miniere in Galles, che quindi ebbe modo di osservare da vicino le miserevoli condizioni in cui versavano le famiglie dei minatori. E le stelle stanno a guardare è incentrato sulle vite degli abitanti di Sleescale, cittadina costiera che vive - per l'appunto - del duro lavoro pericoloso e sottopagato nella miniera di Richard Barras.
    Tre sono le voci principali del romanzo: Davey Fenwick, giovane figlio di minatori, che parte per proseguire gli studi; Joe Gowlan, perdigiorno di grandi speranze, che lascia Sleescale alla ricerca di facili guadagni; Arthur Barras, rampollo di Richard, che spera di offrire ai minatori migliori condizioni di vita non appena avrà ereditato l'impresa dal padre.
    Cronin offre uno sguardo impietoso su storia pubblica e privata, sulle politiche del Regno Unito a cavallo tra le due guerre, sulle classi povere e ricche, raccontando la vita e la morte di chi rimane vittima del sistema.

    La recensione di Sakura, più approfondita e completa, la trovate sul blog:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/10/e-le-stelle-stanno-guardare-joseph.html

    ha scritto il 

  • 4

    «Era ancora scuro quando Marta si svegliò, e il freddo era crudo. Il vento s'ingolfava gelido nelle crepe dei muri della casupola di due soli vani. Si udiva, lontano il rantolo delle onde. Il resto era silenzio.
    Immobile, Marta si teneva il più possibile discosta da Roberto che aveva dat
    ...continua

    «Era ancora scuro quando Marta si svegliò, e il freddo era crudo. Il vento s'ingolfava gelido nelle crepe dei muri della casupola di due soli vani. Si udiva, lontano il rantolo delle onde. Il resto era silenzio.
    Immobile, Marta si teneva il più possibile discosta da Roberto che aveva dato segni di irrequietezza, e tossito spasmodicamente, a tratti, durante la notte. Stette ancora un minuto a giacere, arcigna, armandosi per affrontare quest'altra odiosa giornata, sforzandosi a soffocare il malanimo che sentiva contro di lui. Poi, a stento, si levò.»

    Su queste note si apre E le stelle stanno a guardare (The Stars Look Down): nella cittadina costiera di Sleescale, Northumberland, i minatori - guidati da Robert Fenwick - portano avanti uno sciopero senza speranza. Richard Barras, il proprietario della Neptune, li costringe a scavare in una galleria umida e infida, e a nulla valgono avvertimenti e presentimenti di tragedia. Ridotti all'osso, impegnato al Monte di Pietà tutto l'impegnabile, i minatori tirano avanti con le unghie e con i denti.
    Cronin intreccia in una storia corale le voci della cittadina di Sleescale, concentrandosi prevalentemente su tre personaggi: Davey Fenwick, figlio minore di una povera e onesta famiglia di minatori; Joe Gowlan, perdigiorno di grandi speranze; Arthur Barras, rampollo del proprietario della Neptune.
    Tra piccole vittorie, grandi ideali e ancor più grandi tragedie si snodano vent'anni di storia della classe operaia inglese.

    Ispettore medico delle miniere in Galles, lo scrittore britannico Archibald Joseph Cronin dipinge un quadro senza speranza delle miserevoli condizioni di vita e di lavoro in cui versavano i minatori e le loro famiglie tra le due guerre, oppressi dalla povertà e dallo sfruttamento dell'avida classe padronale.
    L'occhio impietoso di Cronin non risparmia ricchi né poveri: non Davey l'idealista, fuggito con l'aiuto del padre dal buio delle miniere nella speranza di un futuro da insegnante, e intrappolato in un matrimonio infelice con la frivola Jenny; non Arthur, dal carattere debole, perennemente in lotta con l'autorità paterna per la sua volontà di rendere meno misere e più sicure le condizioni di vita dei minatori. Aleggia su di loro l'ombra dell'insuccesso, politico e personale, ineluttabile dal momento in cui hanno preso la decisione di infrangere codici inespressi e di mutare dinamiche immutabili.
    I conflitti dilaniano ogni gradino della piramide sociale: si va da un'Inghilterra spaccata tra laburisti e conservatori a una Sleescale dominata da un consiglio comunale di profittatori; le famiglie stesse sono rose da contrasti: moglie contro marito, suocera contro nuora, figlio contro padre. Cronin dipinge una galleria di amari ritratti - alcuni realistici, altri decisamente monodimensionali - condannati con ben poche eccezioni al fallimento. Tra tutti, a vincere sarà l'arrampicatore sociale Joe, grazie alla sua inestinguibile avidità: andato via da Sleescale con grandi ambizioni, saprà speculare sulla povertà, sull'ingenuità, sulla malattia, sulla guerra.

    E le stelle stanno a guardare è una monumentale opera dal sapore dickensiano che denuncia la corruzione a ogni livello. E, non ultima, denuncia l'idiozia delle classi povere, che si scagliano su chi compie sforzi immani per risollevarle e acclamano invece chi, con un sorriso, si arricchisce sulla loro pelle: la storia del nostro Paese, la storia di molti Paesi, ancora attuale come non mai.

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/10/e-le-stelle-stanno-guardare-joseph.html

    ha scritto il 

  • 3

    Alla stregua degli Harmony

    Mi vergogno non poco ad avere ben 8 romanzi di Cronin nella mia libreria, di cui commento solo questo in quanto forse il più gradevole (uso impropriamente questo aggettivo, basterebbe "leggibile"). Quando ero ragazzina li leggevo d'un fiato, e in effetti sono letture adatte a un'adolescente roman ...continua

    Mi vergogno non poco ad avere ben 8 romanzi di Cronin nella mia libreria, di cui commento solo questo in quanto forse il più gradevole (uso impropriamente questo aggettivo, basterebbe "leggibile"). Quando ero ragazzina li leggevo d'un fiato, e in effetti sono letture adatte a un'adolescente romantica e priva di qualsiasi gusto letterario. Privi di trama, con contenuti a dir poco superficiali, pretenziosi e frivoli. Li valuto tutti con tre stelle per amore della mia mamma alla quale tutti questi libri appartenevano e che amava molto l'autore quando era ragazza. Peccato che sia completamente fuori dai miei gusti, alla stregua degli Harmony.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno splendido romanzo sociale che ricorda Steinbeck (non fosse per l'ambientazione, che è in Galles e non in America). Personaggi molto ben delineati, intreccio avvincente e ricco di colpi di scena, ma soprattutto una grande umanità e un grande realismo. Assolutamente da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    E le stelle stanno a guardare è un romanzo di Archibald Joseph Cronin pubblicato per la prima volta nel 1935. È il quarto e il più famoso romanzo di questo autore.
    Il romanzo è ambientato a Sleescale, una cittadina mineraria sulla costa del Northumberland, così come Tynecastle . Sleescale è ...continua

    E le stelle stanno a guardare è un romanzo di Archibald Joseph Cronin pubblicato per la prima volta nel 1935. È il quarto e il più famoso romanzo di questo autore.
    Il romanzo è ambientato a Sleescale, una cittadina mineraria sulla costa del Northumberland, così come Tynecastle . Sleescale è una cittadina fittizia, ma un perfetto esempio di cittadina analoga ad altre reali, grazie all'esperienza maturata dall' autore come ispettore medico minerario nel Galles durante gli anni venti.
    La storia parte prima della prima guerra mondiale e continua fino agli anni trenta, e racconta le vicissitudini di alcuni personaggi. Principalmente racconta di un minatore e di suo figlio che studia per poter migliorare le condizioni dei lavoratori, di un minatore che diviene un uomo d'affari e del figlio del padrone della miniera che entra in conflitto con il padre autoritario.
    Il romanzo porta in scena tre uomini diversi:
    Davey Fenwick proviene da una famiglia di minatori e grazie ai sacrifici del padre riesce ad uscire dalla miniera e a frequentare i corsi di istruzione superiori. Dopo aver svolto il lavoro di insegnante per mantenersi, ben presto viene attratto dalla politica desiderando cambiare il sistema economico che sfrutta le classi meno abbienti, divenendo un fervente sostenitore della nazionalizzazione delle miniere.
    Joe Gowlan inizia come minatore, ma riesce con metodi illeciti a risalire la scala sociale durante gli anni della prima guerra mondiale finendo a dirigere un'azienda che produce materiale bellico.
    Arthur Barras è il figlio di Richard Barras, proprietario della miniera Nettuno di Sleescale. A seguito di un disastro alla miniera che causa la morte di oltre cento minatori, inizia il suo progressivo allontanamento dal padre ripudiandone i valori e le abitudini che lo portano a calpestare i diritti dei lavoratori preferendo l'interesse economico familiare. Nonostante la sua debolezza caratteriale riuscirà ad esternare le sue idee.
    Jenny Sunley è la moglie di Davey, uomo che ha sposato sperando di poter migliorare il proprio stato sociale ma a cui è poco interessata umanamente; gli altri personaggi hanno ciascuno un breve ma distinto racconto che li riguarda. Cronin mostra grande simpatia per i lavoratori e disapprovazione per i capi, anche se qualcuno di loro può essere una persona rispettabile.
    Oltre ad essere centrale la miniera di Nettuno con il suo disastroso incidente, Cronin pone l’accento e importanza alla scelte, che sono bene o male le azioni di un futuro che pian piano verrà scritto da esse. Bello, anche se sicuramente non leggero.

    ha scritto il 

  • 5

    "Io ti dico che non vi è per l'uomo affanno più grande che quello di trovare al più presto qualcuno a cui rendere il dono della libertà che quell'infelice ha avuto nascendo. Ma si impossessa della libertà degli uomini solo chi pacifica la loro coscienza. "
    Gli anni passano, i tempi cambiano ...continua

    "Io ti dico che non vi è per l'uomo affanno più grande che quello di trovare al più presto qualcuno a cui rendere il dono della libertà che quell'infelice ha avuto nascendo. Ma si impossessa della libertà degli uomini solo chi pacifica la loro coscienza. "
    Gli anni passano, i tempi cambiano, o quasi…. A volte pare invece che nulla sia cambiato e questo libro ne è la testimonianza scritta.
    Lo spettacolo che le stelle stanno a guardare è lo stesso di sempre: l'uomo è debole, corrotto, schiavo, sempre a seguire il leader più forte, incapace di reagire, di farsi valere. E quindi i Joe Gowlan, i Berlusconi, sempre vinceranno contro i più deboli e sfruttati, i minatori. I poveri diavoli invece, gli eroi che credono che le cose possono veramente esser cambiate, sbattono contro il muro della debolezza e dell'ignoranza, della tradizione, le cose son sempre state così, non possono cambiare! E quindi Davide, lotta pure, ma la tua è una lotta solitaria, chi, come te, arriva nei posti di potere si inchina davanti al Dio denaro, non lotta più, vuol solo stare dove sta! Arturo, non puoi vincere contro secoli di tradizione che vuole nel padrone un nemico, non puoi essere tu a venire in contro ai lavoratori, essi non apprezzeranno il tuo lavoro. E poi, le tue idee son troppo avanti ed in contrasto con quelle della massa ignorante, ne verrai schiacciato!
    Joe, l'uomo forte, il leader naturale, l'uomo vuoto, egoista, prepotente ma sempre con il sorriso ed il carisma del leader, capace di comprare gli altri e di vincere le elezioni grazie al suo denaro ed al suo potere mediatico, lui, lui solo è il vincente, quello riconosciuto dalla massa ignorante.
    Solo la cultura di tutta la popolazione può batterlo, solo se si è tutti uniti, se si partecipa e se si controlla i governanti. Ma i potenti questo l'anno imparato bene!!! Molto bene. Ed alora pane e circensi e nulla più.
    A parte ciò il romanzo è molto bello sia stilisticamente sia per come ci presenta i vari personaggi: umani. Divagando sulla loro vita personale per farci capire che, dietro ad un uomo, non c'è solo l'ideale politico e le sue lotte ma anche tragedie famigliari e personali. Siam tutti uomini d'altronde.
    Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    Una cruda descrizione del capitalismo

    "Egli non voleva la rivoluzione, voleva riformare il cuore umano, redimerlo dalle bassezze e dalle crudeltà suggerite dall'interesse personale, e purificarlo mediante l'esercizione delle virtù che ispirano alti ideli. Senza questa riforma è futile ogni speranza di salvamento".


    Il senso del ...continua

    "Egli non voleva la rivoluzione, voleva riformare il cuore umano, redimerlo dalle bassezze e dalle crudeltà suggerite dall'interesse personale, e purificarlo mediante l'esercizione delle virtù che ispirano alti ideli. Senza questa riforma è futile ogni speranza di salvamento".

    Il senso del libro io l'ho trovato in questo passaggio.
    La lotta contro le distorsioni del capitalismo, che alcuni vedono come un pericoloso tentativo di sovvertire le basi stesse su cui si basa il nostro mondo, altro non è che il tentativo di essere tutti più umani l'uno verso l'altro.
    Purtroppo l'invidia, l'egoismo, l'avidità sono sentimenti più forti della solidirietà tra uomini; e del resto se un libro scritto nel 1935 racconta episodi che potrebbero trovare spazio nella cronaca dei nostri giorni, ciò sta a significare che a differenza di altri sistemi economici quello capitalista non è ancora pronto per essere emendato.

    ha scritto il 

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