E le stelle stanno a guardare

Di

Editore: Bompiani

4.1
(507)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 558 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8845230600 | Isbn-13: 9788845230608 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: Carlo Coardi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Va letto con calma. Se lo si assapora lentamente, si finisce per affezionarsi molto ai personaggi, ad apprezzare le vicende e le atmosfere. Ma, anche a causa dello stile d'altri tempi (almeno nella mi ...continua

    Va letto con calma. Se lo si assapora lentamente, si finisce per affezionarsi molto ai personaggi, ad apprezzare le vicende e le atmosfere. Ma, anche a causa dello stile d'altri tempi (almeno nella mia edizione) non si può affrontare distrattamente, perché in tal caso rischia di annoiare.

    ha scritto il 

  • 4

    01-2017

    Inizio l'anno con un'altra perla scovata per pochi centesimi su una bancarella e lasciata anni sugli scaffali. "E le stelle stanno a guardare", nell'edizione Bompiani del 1948, è un bellissimo romanzo ...continua

    Inizio l'anno con un'altra perla scovata per pochi centesimi su una bancarella e lasciata anni sugli scaffali. "E le stelle stanno a guardare", nell'edizione Bompiani del 1948, è un bellissimo romanzo di A.J. Cronin, autore inglese di cui quasi trent'anni fa avevo letto l'altrettanto valido "Le chiavi del regno". Ambientato tra il 1914 e il 1920 tra le miniere del Northumberland, narra una saga familiare di signori e minatori, le prime lotte operaie, i drammi familiari sconvolti dalla guerra, dal tempo, dall'ingiustizia. Mi ha ricordato il miglior Zola di Germinal, ma ho anche capito da chi Ken Follett è andato a scopiazzare, o a prendere ispirazione, per il primo libro della trilogia Century. Anni dopo il regista di Billy Elliott si ispirò proprio a questo testo per ricreare l'atmosfera delle lotte dei minatori nel suo bel film. Lettura consigliatissima.

    ha scritto il 

  • 5

    [...] E le stelle stanno a guardare è un libro completo e reale, duro nella sua crudezza, drammatico nello svolgersi consecutivo degli eventi che lo costituiscono. Cronin è riuscito a ricreare un mond ...continua

    [...] E le stelle stanno a guardare è un libro completo e reale, duro nella sua crudezza, drammatico nello svolgersi consecutivo degli eventi che lo costituiscono. Cronin è riuscito a ricreare un mondo vero racchiuso in 550 pagine, esempio di una vita non letteraria, usando unicamente le parole, rivelando una maestria nel descrivere momenti malinconici con l’aggiunta di pungente ironia, quasi a stemperare l’atmosfera, portando il lettore, senz’ombra di dubbio, a ridere, anche se in quell’istante la risata è l’unica manifestazione di sentimenti estranea alla scena. [...]

    Per la recensione completa: http://lanicchialetteraria.altervista.org/%E2%99%A6-domino-letterario-recensione-di-e-le-stelle-stanno-a-guardare/

    ha scritto il 

  • 5

    Segni particolari: Capolavoro

    Cronin è un narratore straordinario; la trama è bella e mi ha commosso come poche volte mi è capitato; la storia è portatrice di un messaggio universale; una volta posato il libro, ho provato un senso ...continua

    Cronin è un narratore straordinario; la trama è bella e mi ha commosso come poche volte mi è capitato; la storia è portatrice di un messaggio universale; una volta posato il libro, ho provato un senso di dispiacere per non potere più seguire i personaggi e la consapevolezza di aver avuto tra le mani un testo che mi ha cambiato; che altro aggiungere: è un capolavoro. Lo consiglio a chiunque.

    ha scritto il 

  • 4

    'E le stelle stanno a guardare' è un libro intenso, in grado di suscitare emozioni molto forti non soltanto per la storia in sé, sicuramente molto triste, ma soprattutto per le scelte stilistiche, il ...continua

    'E le stelle stanno a guardare' è un libro intenso, in grado di suscitare emozioni molto forti non soltanto per la storia in sé, sicuramente molto triste, ma soprattutto per le scelte stilistiche, il linguaggio ricco, minuzioso, mai prolisso. I sentimenti non sono mai soltanto sfiorati ma profondamente analizzati, il pathos di alcune scene è devastante, la tragicità in alcuni capitoli è di una delicatezza ineguagliabile, un testo carico di speranze ma ancor più di dure realtà. La vita è rappresentata per ciò che è veramente e Cronin cancella completamente lo stereotipo del lieto fine. La sconfitta non lascia l'amaro in bocca, anzi sembra che rafforzi i personaggi e il lettore stesso. E le stelle, che genialmente appaiono solo nell'ultima frase del libro, immote, mute, impotenti, ne ricevono i sospiri.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo di denuncia scritto da A.J. Cronin, ispettore medico delle miniere in Galles, che quindi ebbe modo di osservare da vicino le miserevoli condizioni in cui versavano le famiglie dei minatori. E ...continua

    Romanzo di denuncia scritto da A.J. Cronin, ispettore medico delle miniere in Galles, che quindi ebbe modo di osservare da vicino le miserevoli condizioni in cui versavano le famiglie dei minatori. E le stelle stanno a guardare è incentrato sulle vite degli abitanti di Sleescale, cittadina costiera che vive - per l'appunto - del duro lavoro pericoloso e sottopagato nella miniera di Richard Barras.
    Tre sono le voci principali del romanzo: Davey Fenwick, giovane figlio di minatori, che parte per proseguire gli studi; Joe Gowlan, perdigiorno di grandi speranze, che lascia Sleescale alla ricerca di facili guadagni; Arthur Barras, rampollo di Richard, che spera di offrire ai minatori migliori condizioni di vita non appena avrà ereditato l'impresa dal padre.
    Cronin offre uno sguardo impietoso su storia pubblica e privata, sulle politiche del Regno Unito a cavallo tra le due guerre, sulle classi povere e ricche, raccontando la vita e la morte di chi rimane vittima del sistema.

    La recensione di Sakura, più approfondita e completa, la trovate sul blog:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/10/e-le-stelle-stanno-guardare-joseph.html

    ha scritto il 

  • 4

    «Era ancora scuro quando Marta si svegliò, e il freddo era crudo. Il vento s'ingolfava gelido nelle crepe dei muri della casupola di due soli vani. Si udiva, lontano il rantolo delle onde. Il resto er ...continua

    «Era ancora scuro quando Marta si svegliò, e il freddo era crudo. Il vento s'ingolfava gelido nelle crepe dei muri della casupola di due soli vani. Si udiva, lontano il rantolo delle onde. Il resto era silenzio.
    Immobile, Marta si teneva il più possibile discosta da Roberto che aveva dato segni di irrequietezza, e tossito spasmodicamente, a tratti, durante la notte. Stette ancora un minuto a giacere, arcigna, armandosi per affrontare quest'altra odiosa giornata, sforzandosi a soffocare il malanimo che sentiva contro di lui. Poi, a stento, si levò.»

    Su queste note si apre E le stelle stanno a guardare (The Stars Look Down): nella cittadina costiera di Sleescale, Northumberland, i minatori - guidati da Robert Fenwick - portano avanti uno sciopero senza speranza. Richard Barras, il proprietario della Neptune, li costringe a scavare in una galleria umida e infida, e a nulla valgono avvertimenti e presentimenti di tragedia. Ridotti all'osso, impegnato al Monte di Pietà tutto l'impegnabile, i minatori tirano avanti con le unghie e con i denti.
    Cronin intreccia in una storia corale le voci della cittadina di Sleescale, concentrandosi prevalentemente su tre personaggi: Davey Fenwick, figlio minore di una povera e onesta famiglia di minatori; Joe Gowlan, perdigiorno di grandi speranze; Arthur Barras, rampollo del proprietario della Neptune.
    Tra piccole vittorie, grandi ideali e ancor più grandi tragedie si snodano vent'anni di storia della classe operaia inglese.

    Ispettore medico delle miniere in Galles, lo scrittore britannico Archibald Joseph Cronin dipinge un quadro senza speranza delle miserevoli condizioni di vita e di lavoro in cui versavano i minatori e le loro famiglie tra le due guerre, oppressi dalla povertà e dallo sfruttamento dell'avida classe padronale.
    L'occhio impietoso di Cronin non risparmia ricchi né poveri: non Davey l'idealista, fuggito con l'aiuto del padre dal buio delle miniere nella speranza di un futuro da insegnante, e intrappolato in un matrimonio infelice con la frivola Jenny; non Arthur, dal carattere debole, perennemente in lotta con l'autorità paterna per la sua volontà di rendere meno misere e più sicure le condizioni di vita dei minatori. Aleggia su di loro l'ombra dell'insuccesso, politico e personale, ineluttabile dal momento in cui hanno preso la decisione di infrangere codici inespressi e di mutare dinamiche immutabili.
    I conflitti dilaniano ogni gradino della piramide sociale: si va da un'Inghilterra spaccata tra laburisti e conservatori a una Sleescale dominata da un consiglio comunale di profittatori; le famiglie stesse sono rose da contrasti: moglie contro marito, suocera contro nuora, figlio contro padre. Cronin dipinge una galleria di amari ritratti - alcuni realistici, altri decisamente monodimensionali - condannati con ben poche eccezioni al fallimento. Tra tutti, a vincere sarà l'arrampicatore sociale Joe, grazie alla sua inestinguibile avidità: andato via da Sleescale con grandi ambizioni, saprà speculare sulla povertà, sull'ingenuità, sulla malattia, sulla guerra.

    E le stelle stanno a guardare è una monumentale opera dal sapore dickensiano che denuncia la corruzione a ogni livello. E, non ultima, denuncia l'idiozia delle classi povere, che si scagliano su chi compie sforzi immani per risollevarle e acclamano invece chi, con un sorriso, si arricchisce sulla loro pelle: la storia del nostro Paese, la storia di molti Paesi, ancora attuale come non mai.

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/10/e-le-stelle-stanno-guardare-joseph.html

    ha scritto il 

  • 3

    Alla stregua degli Harmony

    Mi vergogno non poco ad avere ben 8 romanzi di Cronin nella mia libreria, di cui commento solo questo in quanto forse il più gradevole (uso impropriamente questo aggettivo, basterebbe "leggibile"). Qu ...continua

    Mi vergogno non poco ad avere ben 8 romanzi di Cronin nella mia libreria, di cui commento solo questo in quanto forse il più gradevole (uso impropriamente questo aggettivo, basterebbe "leggibile"). Quando ero ragazzina li leggevo d'un fiato, e in effetti sono letture adatte a un'adolescente romantica e priva di qualsiasi gusto letterario. Privi di trama, con contenuti a dir poco superficiali, pretenziosi e frivoli. Li valuto tutti con tre stelle per amore della mia mamma alla quale tutti questi libri appartenevano e che amava molto l'autore quando era ragazza. Peccato che sia completamente fuori dai miei gusti, alla stregua degli Harmony.

    ha scritto il 

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