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E nemmeno un rimpianto

Il segreto di Chet Baker

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani)

3.3
(82)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 161 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880460803X | Isbn-13: 9788804608035 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Music

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Descrizione del libro
Fu una vita senza regole, quella di Chet Baker: il genio bellissimo e maledetto del jazz, l'uomo capace tanto di distruggere il proprio corpo con la schiavitù dall'eroina, quanto di far salire fino al cielo le note della sua tromba. E fu una vita tragica quella di Chet, conclusa il 13 maggio del 1988 con un volo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam. Quasi vent'anni dopo, una mattina del 2006, il protagonista di questo romanzo riceve una telefonata che riapre il mistero su uno dei miti più controversi del Novecento: Chet non è morto, ma vive, come un eremita, nel cuore del Salento. E qualcuno giura di aver sentito la sua tromba suonare ancora. Sulle note di My Funny Valentine comincia un viaggio che spinge il protagonista a cercare di scoprire se quell'uomo è davvero Chet. Ad affiancarlo in questa ricerca, le donne che in gioventù conobbero il lato più imprevedibile e ribelle di quel "James Dean del jazz" e che oggi vegliano sul suo segreto. E sarà proprio grazie a Nathalie, americana trapiantata a Parigi, che potrà svelarsi il mistero di un artista straordinario che rappresentò il dolore di un'epoca e che negli ultimi anni della sua vita "ufficiale" si avvicinò agli insegnamenti di un mistico e filosofo armeno, Georges Ivanovic Gurdjieff, che sconvolse la vita di tutti coloro che lo conobbero. L'incontro con Gurdjeff segnò per il musicista e l'uomo Chet Baker l'inizio di un percorso di "resurrezione" dagli esiti sconcertanti e radicali.
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  • 3

    Il silenzio fuori ordinanza.

    C'è qualcosa che non mi ha convinto in questo romanzo. L'ho letto a fatica. Sarà colpa delle semi bis crome, del dolore da eroina, del condimento con la new age. Ma non ha funzionato. Eppure personagg ...continua

    C'è qualcosa che non mi ha convinto in questo romanzo. L'ho letto a fatica. Sarà colpa delle semi bis crome, del dolore da eroina, del condimento con la new age. Ma non ha funzionato. Eppure personaggi e atmosfere erano da sballo. (Come disse Vecchioni: sarà il vento della sera)

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto ha avuto un senso e tutto era necessario. E no, non ho nemmeno un rimpianto....

    2012:
    Beh, mi è davvero piaciuto, perché mi piace l'idea che Chet non sia morto in quel modo così violento e solo come un cane, drogato e distrutto. Mi piace l'idea che abbia sconfitto la sua dipenden ...continua

    2012:
    Beh, mi è davvero piaciuto, perché mi piace l'idea che Chet non sia morto in quel modo così violento e solo come un cane, drogato e distrutto. Mi piace l'idea che abbia sconfitto la sua dipendenza dall'eroina e si sia ricostruito una nuova esistenza in Italia, in una casetta di legno costruita da sé, immersa fra gli ulivi del Salento, a pochi chilometri dal mare, anche se l'ultima parte, quella un po' mistica, non mi ha del tutto convinta. Voglio crederci, perché mi piace pensare che negli ultimi anni della sua vita egli abbia trovato il sé che cercava e che li abbia vissuti in piena e solitaria serenità. Per questo do a questo romanzo un giudizio alto, per il messaggio positivo che porta su un personaggio, un genio della tromba, da tutti sempre visto solo bello e maledetto. La musica di My funny Valentine è quella che più l'ha ossessionato e che ha suonato più e più volte in modo diverso, con due picchi di meravigliosa interpretazione nel '52 e nell'ultimo concerto tenuto ad Hannover in Germania, ma è anche il brano che contiene le note che lo hanno spinto verso il suo viaggio alla ricerca di se stesso, e alla fine sembra proprio che Chet ce l'abbia fatta.. mi piace pensare che sia andata proprio così.... Se fosse ancora vivo, mi sarebbe piaciuto fare un bel viaggio verso sud, incontrarlo e guardarlo negli occhi, e poi magari far scorrere le dita sul quel viso sdentato e pieno di rughe, per scoprire qual'era la verità nascosta fra quelle pieghe, e insieme in silenzio ascoltare Far away, quel brano che gli era rimasto sulla pelle....
    http://youtu.be/r43WGFuhzbA

    ha scritto il 

  • 3

    Quasi 4

    http://www.youtube.com/watch?v=IzpfZaZfsZg
    Non che mi sia piaciuto granchè, ma mi ha fatto conoscere la musica di Chet Baker. Me ne sono letteralmente innamorata!
    Grazie quindi agli amici anobiani che ...continua

    http://www.youtube.com/watch?v=IzpfZaZfsZg
    Non che mi sia piaciuto granchè, ma mi ha fatto conoscere la musica di Chet Baker. Me ne sono letteralmente innamorata!
    Grazie quindi agli amici anobiani che mi hanno convinta a leggere questo libro: senza di loro non avrei scoperto Chet.

    ha scritto il 

  • 5

    bisogna credere nelle favole

    una bella favola, in più c'è chet Baker, in più c'è gurdjieff ed un po' di mondo alternativo e la possibilità di una vita in http://www.anobii.com/01b13d61aabaf7191d/books#decrescita.
    leggerlo mi ha ...continua

    una bella favola, in più c'è chet Baker, in più c'è gurdjieff ed un po' di mondo alternativo e la possibilità di una vita in http://www.anobii.com/01b13d61aabaf7191d/books#decrescita.
    leggerlo mi ha fatto star bene e mi ha dato e lascaito una voglia di tranquillità più concreta.

    e al mattino come un mantra mi stò ripetendo :
    oggi devo perdere un po' di tempo, che bellezza (salvezza) sarebbe.

    ha scritto il 

  • 3

    My Funny Valentine

    "..Poi ho sentito la tromba di Chet, ci sono ancora meno note. Mi chiedo dove abbia messo le note che non ci sono. Come riesce a far suonare il silenzio, a raccontare l'attesa, a sospendere il mondo". ...continua

    "..Poi ho sentito la tromba di Chet, ci sono ancora meno note. Mi chiedo dove abbia messo le note che non ci sono. Come riesce a far suonare il silenzio, a raccontare l'attesa, a sospendere il mondo". Direi che tutto il libro è un'ottima descrizione del favoloso e misterioso trombettista jazz. Un po' azzardata è secondo me la trama del "Chet dopo Amsterdam"...Secondo me l'autore (che peraltro usa un linguaggio stupendo) avrebbe dovuto più semplicemente scrivere una lode a Chet; il risultato sarebbe stato ancora migliore. Per quello le 3 stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto ha avuto un senso e tutto era necessario. E no, non ho nemmeno un rimpianto...

    Ho letto nel 2001 "Almost Blue" di Carlo Lucarelli: è stato allora che ho scoperto Chet Baker, uno dei miti-maledetti della musica, jazz in particolare. Non ho mai "frequentato" molto il jazz, anche s ...continua

    Ho letto nel 2001 "Almost Blue" di Carlo Lucarelli: è stato allora che ho scoperto Chet Baker, uno dei miti-maledetti della musica, jazz in particolare. Non ho mai "frequentato" molto il jazz, anche se ho ascoltato e posseggo quasi tutti i grandi classici. Chet Baker si è aggiunto alla mia collezione dopo che lessi il libro di Lucarelli e, da allora, è probabilmente il mio jazzista preferito (insieme a John Coltrane e Miles Davis).
    Questo libro è un libro particolare, colto, quasi per appassionati, anzi "aficionados"... Lo scrittore-protagonista-narratore racconta che Chet Baker non è morto, ma vive, da solo, in buona salute, in una casa di legno nel Salento. In sottofondo un brano, My funny Valentine, che più di tutti ossessionò il musicista americano. Ma più ancora della musica di Chet viene data importanza, l'importanza che merita, al silenzio. E non è un controsenso, anche per chi è diventato un mito suonando e cantando, quindi ....rompendo il silenzio...
    Un libro particolare, dicevo, che mi è stato regalato. Sarà che invecchio ma, ormai, i regali più belli che ricevo sono libri.
    A Chet Baker e a chi ha la pazienza di leggere le mie "riflessioni" vorrei dedicare una canzone nuova, di un musicista straordinario, oltre a tre "classici" di Chet.

    http://youtu.be/aAbEeoxsaRc

    http://youtu.be/_j_SfmQ1VqA

    http://youtu.be/jvXywhJpOKs

    http://youtu.be/z4PKzz81m5c

    ha scritto il 

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