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E non disse nemmeno una parola

By Heinrich Böll, Italo Alighiero Chiusano (Translator)

(668)

| Paperback | 9788804455622

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Book Description

"E non disse nemmeno una parola" è la cronaca di un fuggevole incontro, dopoquindici anni di matrimonio, tra Fred, che ha abbandonato la casa nonsopportandone la soffocante atmosfera di miseria, e sua moglie Käte, che èrimasta tenacemente al suo posto, accanto ai bambini. Il romanzo, consideratoda mContinue

"E non disse nemmeno una parola" è la cronaca di un fuggevole incontro, dopoquindici anni di matrimonio, tra Fred, che ha abbandonato la casa nonsopportandone la soffocante atmosfera di miseria, e sua moglie Käte, che èrimasta tenacemente al suo posto, accanto ai bambini. Il romanzo, consideratoda molti il capolavoro di Heinrich Böll, descrive le poche indimenticabili oreche i due trascorrono insieme e che culminano con il tentativo di Fred diriconquistare l'amore della moglie. La vicenda, pura ed essenziale, si svolgeentro lo squallido scenario di una città tedesca dell'immediato dopoguerra,tra le torri di una cattedrale gotica, le baracche di una fiera e le trististanze di un modesto albergo, dove, in mezzo a discorsi e ripensamenti, Fred eKäte riscoprono un duplice passato di tenerezza e di lotte, di incontri e diseparazioni, facendo maturare il destino di una nuova convivenza.

5 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    ..effetti collaterali della guerra..

    "E non disse nemmeno una parola" narra delle macerie non visibili provocate della guerra..della polvere e dei calcinacci che ottundono il cuore degli uomini..Attraverso una storia d'amore vissuta tra squallore e miserie, in sordidi spazi abitati da inquietanti vicini ed intime inquietudini, Boll com ... (continue)

    "E non disse nemmeno una parola" narra delle macerie non visibili provocate della guerra..della polvere e dei calcinacci che ottundono il cuore degli uomini..Attraverso una storia d'amore vissuta tra squallore e miserie, in sordidi spazi abitati da inquietanti vicini ed intime inquietudini, Boll compie un autentico capolavoro di misura , dolore e ,forse , di speranza

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    maxxam66 said on Dec 23, 2011 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Non c'è niente da aggiungere: "leggetelo!", vale la pena immergersi magica lentezza e dolcezza di questo splendido libro

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    Shaula said on Mar 21, 2011 | Add your feedback

  • L'Europa è finita

    L’Europa è finita, si è giocata le sue ultime carte in maniera pessima c’è da dire, totalitarismi
    di ogni colore, antisemitismo disorganizzato e spontaneo in Francia, Inghilterra e le cosiddette
    democrazie liberali, spietatatamente efficiente nei paesi dell’Asse. L’Europa dell’Agorà,
    della luce scur ... (continue)

    L’Europa è finita, si è giocata le sue ultime carte in maniera pessima c’è da dire, totalitarismi
    di ogni colore, antisemitismo disorganizzato e spontaneo in Francia, Inghilterra e le cosiddette
    democrazie liberali, spietatatamente efficiente nei paesi dell’Asse. L’Europa dell’Agorà,
    della luce scura ma calda del Medioevo, l’Europa della Rivoluzione Francese, tramonta
    definitivamente. Gli eserciti dei generali con il cognome nobiliare schiantati dalle bombe
    americane con i cuoricini, i paperini e le dediche scarabbocchiate sopra. Una cultura millennaria
    fatta di un’enorme tessitura di relazioni sociali lascia il posto ad un modello individualista e
    puritano che parte dai padri pellegrini passa per Walt Disney e il suo Mickey Mouse, l’unico
    topo al mondo che si realizza al di fuori del branco e solo esclusivamente sulle proprie capacità
    individuali, e arriva all’”Yes we can” di contemporanea memoria. L’ossessiva propagazione
    della Guerra di Secessione americana sbarca sul vecchio continente. E chi sono Käte e
    Fred, i protagonisti del romanzo di Heirich Boll: “E non disse nemmeno una parola” se non le immagini viventi, semplici e minimali di questo sfacelo? Non si tratta della tipica letteratura delle
    macerie, stereotipo della Germania del dopoguerra, e neppure il solito libello moralista sulla
    stagnazione e le contraddizioni della Guerra Fredda, Boll riesce, grazie allo stile fortemente
    legato alla quotidianità, a darci qualcosa di più profondo. Nessuno storico o filosofo riuscirà
    a rendere meglio il senso di questo crepuscolo di quanto non facciano i pensieri e le azioni
    dei due protagonisti attanagliati dalla morsa di una vita squallida e con poche prospettive.
    Ecco l’immagine di Fred riflessa in uno specchio di uno dei tanti bar dove passa la sua vita
    da beone: “Mi ripulii come meglio potevo davanti allo specchio delle vetrina di un caffè, e lo
    specchio rilanciò un’infinità di volte verso il fondo la mia figuretta minuta, come un’immaginaria
    pista di bocce, in cui mi tombolavano accanto torte di panna montata e bignè coperti di
    cioccolata: e così, là in fondo, vidi me stesso, un omarino minuto che ruzzolava perdutamente
    tra paste d’ogni qualità, ravviandosi i capelli, stiracchiandosi i calzoni con gesti confusi.”
    Il tema dello specchio, il tema della “pulizia” come categoria dello spirito del nuovo modello
    imperante tornerà più volte in questo libro, sarà Kate a parlarne, pulizia desiderata, per
    emanciparsi dallo squallore della vita arrangiata in una stanza dalle pareti in eternit, o per
    rimuovere l’orrore per i suoi due bambini morti a causa della carenze igieniche. Pulizia temuta
    come segno distintivo della classe dominante, quella della signora Franke: “Ma la strana luce
    dei suoi occhi, con la quale riesce a dominare tutti quanti, m’incute paura: quegli occhi scuri
    e senza dolcezza, i capelli ben curati e tinti con molta arte, la voce profonda e leggermente
    tremante, che soltanto con me riesce a diventare stridula, l’ordine perfetto delle sue vesti, il fatto
    stesso ch’ essa riceva ogni mattina la santa comunione e ogni mese baci l’anello al vescovo,
    quand’ egli riceve le zelatrici più attive della diocesi, tutto ciò fa di lei una creatura contro la
    quale è inutile combattere”
    Tra le rovine, all’ombra dello spettrale campanile della Cattedrale di Colonia, nel corso del
    tormentato tentativo di Kate a Fred di tornare insieme e ricostruire una vita familiare, Boll
    introduce anche, e con ironia, gli elementi della rinascita economica: i droghieri omnipresenti,
    i prodotti in promozione lanciati come fossero paracadutisti nuovamente all’assalto delle città
    tedesche, e gli elementi del riordinamento della società dopo la catastrofe, con il ruolo della
    Chiesa dei vescovi, tesa ad incanalare le energie rimaste nel rassicurante alveo democristiano.
    Anche in questo caso, Boll va molto in profondità e lo fa con strumenti poveri, non bisogna
    cadere nella trappola e schematizzare questo libro come una pura polemica anti-clericale e
    anti-capitalista. Il contrasto tra la religiosità di Kate, quella del calore rassicurante della liturgia,
    e quella ufficiale dei vescovi, o strumentale della signora Franke è soprattutto un’antitesi
    estetica che ci svela il trapasso del vecchio mondo. Da una religiosità intima e del focolare,
    piena di dubbi e di slanci al tempo stesso, ancora ingenuamente politeista in certe sfumature
    (pensiamo alla passione per i cimiteri di Fred) , si migra verso una religione-istituzione che si
    presenta al mondo con modelli forti e totalizzanti, il culto mariano, il ruolo politico, la definizione
    dei criteri di integrazione nella società, una religione che avvicina la propria estetica a quella
    del predicatore televisivo e che, concedetemi l’iperbole, si “islamizza” nel suo rapporto con i
    fedeli. Allo stesso modo non si dovrebbe cercare nel libro una sterile polemica sul capitalismo
    rapace, arrivato misteriosamente da un pianeta sconosciuto, Boll sa bene che questo sistema
    economico è ormai radicato fortemente nelle coscienze ed è per certi versi irreversibile, quello
    che aggiunge è lo spot pubblicitario: “CHE COSA SEI SENZA IL TUO DROGHIERE”, cioè la
    presa di coscienza della rottura di un equilibrio; capitalismo non più parte dei molteplici valori di
    riferimento della vita, ma valore unico e totalizzante. Gli ultimi e per certi versi romantici abitanti
    del vecchio mondo sono Fred e Kate e solo loro, pagando lo scotto di un’esistenza marginale,
    si possono permettere bestemmie ormai inascoltabili come quando Kate dice: “Non so che cosa
    voglio, ma non ho mai parlato di Nefertiti, nè dell’altare di Isenheim, benchè non abbia nulla
    contro queste cose; non ho mai parlato di uomini in gamba, perché gli uomini in gamba li ho
    sempre odiati, non riesco a immaginarmi niente di più noioso di un uomo in gamba, la puzza di
    bravura e di iniziativa gli si sente dall’alito”, oppure ancora Fred mentre si guadagna da vivere
    con delle lezioni private: “Lui ripeté la regola a bassa voce ma io non l’ascoltavo: vedevo i miei
    bambini aggiogati a quella giostra mortale che comincia con una cartella piena di libri scolastici
    e finisce da qualche parte su una seggiola d’ufficio”
    Da lettori non dovremmo affezionarci a Fred e Kate, la loro vita è senza speranza, usata e
    sfinita senza scrupoli dall’autore, loro sono solo pedine nelle mani dell’unico valore positivo del
    romanzo: un poderoso atto di accusa verso la modernità, eppure solo loro ci possono regalare
    atmosfere che non vedremo mai più nel “nuovo mondo”, in quale libro troveremo una tale
    descrizione di un incontro amoroso dove non si trascura l’olfatto, dove non ci si trova in una
    patinata camera da letto ma in un campo semi abbandonato alla periferia della città?”L’ultima
    volta ci trovammo in un parco dei sobborghi. Era sera, dai campi veniva l’odore dei porri appena raccolti e all’orizzonte i fumaioli esalavano colonne di fumo nero contro il cielo rossastro. Ben presto si fece buio, il rosso del cielo divenne viola, poi nero e poco dopo non potemmo più
    vedere la larga pennellata scura dei camini fumanti. Più intenso divenne l’odore dei porri,
    mescolato ad un’amarezza cipollina.[..]...Abituando un po’ l’occhio all’oscurità, scorgevo anche,
    lassù, accanto alla strada, un muro che era più nero della notte, e dietro al quale si sentiva uno
    schiamazzare d’oche e la voce mormorante e carezzevole di una donna che le adescava per
    dar loro il becchime.
    Di Kate, sulla terra scura, non vedevo che il biancore del volto e il fulgore stranamente azzurrino
    degli occhi, quando li volgeva in su. Anche le sue braccia erano bianche e nude. Quando la
    baciavo, essa piangeva perdutamente, e io sentivo il sapore delle sue lacrime.[..]...Ci pulimmo
    gli abiti dalla terra che vi s’era attaccata e ci avviammo lentamente verso il capolinea del 9”.

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    Panormino said on Feb 2, 2012 | Add your feedback

  • Ecco, non proprio la lettura ideale con cui iniziare un anno nuovo: uno dei libri più deprimenti che abbia mai letto in vita mia, e neanche il finale, che vorrebbe (vorrebbe?) essere un po' più non dico ottimista ma perlomeno possibilista, è riuscito a risollevarmi.
    E' anche vero che la fine dell'an ... (continue)

    Ecco, non proprio la lettura ideale con cui iniziare un anno nuovo: uno dei libri più deprimenti che abbia mai letto in vita mia, e neanche il finale, che vorrebbe (vorrebbe?) essere un po' più non dico ottimista ma perlomeno possibilista, è riuscito a risollevarmi.
    E' anche vero che la fine dell'anno non è uno dei miei momenti migliori ...

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    Gioia said on Jan 5, 2012 | Add your feedback

  • mi ha colpito il titolo, il riferimento a Gesù che, sulla croce, andò incontro al suo destino senza dire una parola. Che dire, triste e bello, una sorta di Joseph Roth (scrittore a me caro) depurato della componente storica che impregna in ogni dove il racconto ... come la condizione economica e soc ... (continue)

    mi ha colpito il titolo, il riferimento a Gesù che, sulla croce, andò incontro al suo destino senza dire una parola. Che dire, triste e bello, una sorta di Joseph Roth (scrittore a me caro) depurato della componente storica che impregna in ogni dove il racconto ... come la condizione economica e sociale influenza la vita, i rapporti ... i diversi modi di reagire alle avversità ... le peculiarità, incomprensibili dall'esterno, dei rapporti. Profondamente vero e reale

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    verorez said on Dec 21, 2011 about the Others edition | Add your feedback

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