E poi la sete

Di

Editore: Marsilio

3.6
(30)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8831799614 | Isbn-13: 9788831799614 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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  • 3

    Non riesco a liberarmi da una sorta di pregiudizio che ho sentito forte per tutta la prima parte del libro, e che non riesco ad evitare nemmeno ora che ho finito di leggere. Mi rendo conto che è un re ...continua

    Non riesco a liberarmi da una sorta di pregiudizio che ho sentito forte per tutta la prima parte del libro, e che non riesco ad evitare nemmeno ora che ho finito di leggere. Mi rendo conto che è un retaggio sciocco e provinciale, ma sono sicuro che se questo libro fosse stato scritto da una scrittrice non italiana la mia considerazione e il mio giudizio sarebbero stati diversi.
    È come se una parte di me non ammettesse che una scrittrice italiana contemporanea possa scrivere una storia ambientata nel futuro, in un non luogo dove tutti i nomi sono esotici, dove nulla è riconducibile all’esperienza del vissuto o della tradizione storica.
    Alessandra Montrucchio racconta una storia tragica, che dura pochissimi giorni; cosa è successo prima lo capiamo da alcuni brevi brani tratti da un libro di storia, ma non abbiamo i dettagli. Ci troviamo immediatamente proiettati in un posto brutto, in un periodo oscuro, alla vigilia di una rivoluzione che in realtà è un colpo di stato, e siamo confusi, perché il nostro punto di vista è sempre parziale, non abbiamo la percezione di cosa realmente potrebbe accadere dopo, la nostra capacità di visione è molto vicina a quella dei protagonisti. In realtà il quadro complesso viene solo tratteggiato, l’obiettivo della storia sembra essere da un lato focalizzare la vicenda umana di due persone che già all’inizio sono ai margini del sistema, su versanti forse opposti, ma entrambe segnate dalla medesima consapevolezza e da un rifiuto netto verso le logiche che dovrebbero guidare le loro vite. Dall’altro lato, la storia descrive la mancanza di acqua. Mancanza sociale, mancanza endemica, ma anche mancanza quotidiana, fisica, palpabile. Viene sete a leggere, viene voglia di lavarsi, perché i protagonisti non possono farlo, e noi vogliamo rassicurare noi stessi che è ancora possibile.
    Ci sono tanti dettagli preziosi in questo libro, a partire dalla scelta dei titoli dei capitoli, che richiamano tempi futuri e rinnegano lo svolgimento della storia, raccontata al passato; oppure l’uso obbligatorio della terza persona plurale imposto dal potere; ciò di cui ho sentito la mancanza è stato il bisogno di sapere come sarebbe andata a finire, perché fin dall’inizio Gal e Sarah sono segnati, possono solo limitare le perdite, non potranno mai vincere, e questo condiziona anche la nostra compassione nei loro confronti. Gal e Sarah cadono a quel livello in cui gli altri essere umani si arrendono - oppure lottano per pura esigenza di sopravvivenza animale - ma sono diversi da tutti gli altri: la loro lotta prosegue e loro sono capaci di restare persone. Gal e Sarah sono eroi, ma eroi senza scampo, e le loro azioni ci sembrano un po’ come il dibattersi di un pesce in una rete.

    ha scritto il 

  • 0

    Tutt'altro che scritto male, ma questo libro non (mi) prende. Forse mi aspettavo qualcosa di diverso. Forse non è il momento. Non lo so. Il punto è che non mi invoglia a continuare. Passo ad altro, no ...continua

    Tutt'altro che scritto male, ma questo libro non (mi) prende. Forse mi aspettavo qualcosa di diverso. Forse non è il momento. Non lo so. Il punto è che non mi invoglia a continuare. Passo ad altro, non escludendo di riprenderlo in futuro.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho preso per caso questo libro dalla scaffale della bibilioteca, per passare un weekend tranquillo immersa nella lettura.
    Già dalle prime pagine la sorpresa è stata grande: una scrittura fluida, atten ...continua

    Ho preso per caso questo libro dalla scaffale della bibilioteca, per passare un weekend tranquillo immersa nella lettura.
    Già dalle prime pagine la sorpresa è stata grande: una scrittura fluida, attenta, asciutta e puntigliosa che descrive il nostro mondo tra qualche decina di anni, quando l'acqua sarà un bene per pochi eletti e soprattutto per tutti i ricchi.
    Una storia commuovente e dinamica che si porta con sè una scenografia che vuole denunciare e soprattutto scongiurare una fine del mondo così.
    E anche se il problema non vi ha mai interessato vedrete che pagina dopo pagina la sete vi prenderà la gola, un senso di arsura e di polvere si impadronirà della vostra bocca e per nessun motivo sarete più capaci di essere indifferenti al problema idrico.
    Un grande voto di stima e ammirazione alla scrittrice!

    ha scritto il 

  • 5

    interessantissimo

    sono di parte, lo ammetto, mi piacciono da morire i libri distopici, questo poi è di un'attualità sconvolgente, sui possibili effetti della privatizzazione dell'acqua. straconsigliato!

    ha scritto il 

  • 2

    Letto perché conosco l'autrice ma, oddio, non è proprio il mio genere... Poi c'è pure un'overdose della parola "puzza", in tutte le sue varianti. E per quella parola ho sempre provato una forte idions ...continua

    Letto perché conosco l'autrice ma, oddio, non è proprio il mio genere... Poi c'è pure un'overdose della parola "puzza", in tutte le sue varianti. E per quella parola ho sempre provato una forte idionsincrasia.

    ha scritto il 

  • 2

    please la prossima volta un bel libro!

    Una bella idea: trattare dell'acqua, della necessità di tutelare questo bene, mettere all'attenzione dei lettori le iniziative dei movimenti anti-privatizzazione dell'acqua, substrato ideologico al qu ...continua

    Una bella idea: trattare dell'acqua, della necessità di tutelare questo bene, mettere all'attenzione dei lettori le iniziative dei movimenti anti-privatizzazione dell'acqua, substrato ideologico al quale appartiene la contemporanea autrice torinese. Di fatto non se ne parla perchè il romanzo è ambientato nel futuro, ma le radici sono da tutti conosciute.
    Il romanzo ha due protagonisti principali una donna medico e un ragazzo tossicodipendente. Li si segue, nella confusione più totale della narrazione, attraverso i vari settori della città, una città di un futuro prossimo, altamente inquinata da sostanze radioattive e carente dell'elemento principale per la vita, appunto l'acqua. Parecchie incongruenze nel romanzo che avrebbe meritato un'altra rilettura da parte della scrittrice.

    ha scritto il 

  • 3

    Gael fece un gesto vago "Mica sono due opposti, l'odio e l'amore". No, pensò Sarah, stanno sulla stessa riva, e dall'altra parte del fiume c'è l'indifferenza. Io dove sono? Si staccò dal parapetto.

    Ne ...continua

    Gael fece un gesto vago "Mica sono due opposti, l'odio e l'amore". No, pensò Sarah, stanno sulla stessa riva, e dall'altra parte del fiume c'è l'indifferenza. Io dove sono? Si staccò dal parapetto.

    Nel futuro prossimo, dopo che nel 2088 una catastrofe non precisata ha annullato le risorse idriche della terra, in un paese che potrebbe essere l'italia se sarah fosse senza acca.
    Una giovane donna, medico, e un ragazzo di 15 anni, tossicodipendente, diventano amici durante la lotta per la sopravvivenza.
    Un po' fantapolitica, un po' the day after, un po' romanzo sociale, un po' e.r...forse troppi temi tutti insieme.
    Molto lontano dall'inserto di torino sette (cattive ragazze). Si legge volentieri, in ogni caso.
    Già il fatto che nella propria biografia (sul sito) scriva "Tu vuoi saperne di più su di me? Di sicuro questo suscita la mia, di curiosità" mi porterà a leggere anche gli altri libri.

    ha scritto il 

  • 5

    La barbarie alle porte

    Il futuro dopo il collasso ambientale, ambientato nel prossimo secolo, abbastanza distante da non toccare personalmente nessuno di noi ma abbastanza vicino da farci sentire in colpa per averlo causato ...continua

    Il futuro dopo il collasso ambientale, ambientato nel prossimo secolo, abbastanza distante da non toccare personalmente nessuno di noi ma abbastanza vicino da farci sentire in colpa per averlo causato.
    Molto bella la struttura a due "livelli" del libro:
    prima, com'è la vita con le risorse scarse (acqua potabile razionata), in cui si rimpiange l'eden del secolo prima, quando tutti si potevano lavare, e l'acqua fresca scorreva anche nei fiumi;
    poi, durante la rivolta, quando non c'è più nulla, la gente muore di sete per strada, e si rimpiange il benessere relativo di 4 giorni prima, quando un po' d'acqua c'era comunque per tutti, e non ci si uccideva per strada per una bottiglietta d'acqua.

    Ero indeciso se dare 4 o 5 stelle al libro, poi l'elogio finale della musica e della danza come inno all'abbondanza e allo spreco, e la bellissima citazione del Cirque du soleil mi hanno convinto a darne 5.

    ha scritto il 

  • 5

    Le risorse finiscono prima o poi

    Uno spaccato di vita sociale futura che può diventare realtà se non la finiamo di distruggere la natura.Cerchiamo di diminuire i consumi di acqua e altre risorse che prima o poi finiranno inesorabilme ...continua

    Uno spaccato di vita sociale futura che può diventare realtà se non la finiamo di distruggere la natura.Cerchiamo di diminuire i consumi di acqua e altre risorse che prima o poi finiranno inesorabilmente.

    ha scritto il 

  • 0

    “E poi la sete”: quando l’acqua sarà più preziosa del petrolio

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/04/%e2%80%9ce-poi-la-sete%e2%80%9d-quando-l%e2%80%99acqua-sara-piu-preziosa-del-petrolio/

    Cosa accadrebbe se l’acqua iniziasse sempre più a scarseggiare e a diventa ...continua

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/04/%e2%80%9ce-poi-la-sete%e2%80%9d-quando-l%e2%80%99acqua-sara-piu-preziosa-del-petrolio/

    Cosa accadrebbe se l’acqua iniziasse sempre più a scarseggiare e a diventare un privilegio per pochi? Alessandra Montrucchio nel nuovo libro “E poi la sete” (Marsilio, 2010) prova a rispondere all’interrogativo.

    ha scritto il