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E poi siamo arrivati alla fine

By Joshua Ferris

(80)

| eBook | 9788854504929

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Book Description

Tra le scrivanie e i cubicoli di una grande agenzia pubblicitaria si rappresenta la commedia umana di un gruppo di giovani ambiziosi. E in quelle stanze, tra corridoi e fotocopiatrici, scopriamo un mondo, l'universo intero della nostra gioia e del no Continue

Tra le scrivanie e i cubicoli di una grande agenzia pubblicitaria si rappresenta la commedia umana di un gruppo di giovani ambiziosi. E in quelle stanze, tra corridoi e fotocopiatrici, scopriamo un mondo, l'universo intero della nostra gioia e del nostro scontento, l'affetto e la competizione, lo struggimento e il disprezzo, il desiderio e la privazione, in fondo la vita stessa, perché nessuno ci conosce davvero quanto le donne e gli uomini che ogni giorno ci siedono accanto.

245 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    E poi siamo arrivati alla fine

    Lettura iteressate per chi spende la maggior parte della giornata in ufficio.

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    choccolata said on Aug 5, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un libro ben scritto, scorrevole, ironico.
    A tratti però mi ha annoiato con le sue storie un po' uguali e un po' inverosimili.
    E poi siamo arrivati alla fine, e non mi ha lasciato abbastanza.

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    Alessio Midali said on Mar 9, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Istantanee di una generazione. La mia.
    Per la serie: Libri che fanno male.

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    Ragioniere said on Jan 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In quel microcosmo che è il posto di lavoro si mescolano tutti gli ingredienti che fanno di noi uomini esattamente ciò che siamo: un mare di contraddizioni, di opposti e contrari, tutti dentro una stessa persona, tutti autentici e necessari.
    Emerge c ...(continue)

    In quel microcosmo che è il posto di lavoro si mescolano tutti gli ingredienti che fanno di noi uomini esattamente ciò che siamo: un mare di contraddizioni, di opposti e contrari, tutti dentro una stessa persona, tutti autentici e necessari.
    Emerge che è l’incertezza ciò che spinge in avanti e frena, ciò che unisce e disgrega, che ci fa apparire cinici eppure anche umani. L’incertezza è ciò che ci fa desiderare di essere numero tra tanti mentre continuiamo a sperare che il nostro non sia quello estratto e che ci ricaccerà nelle periferie della città e della vita. Non è una resa ma resistenza, ricerca di un significato dentro una realtà con regole impazzite, è l’uomo che torna a riconosce la sua identità in un gruppo e non fuori di esso, un valore che si riscopre quando gli altri valori crollano. Perché alla fine la centralità di ogni cosa sono gli uomini e le relazioni tra essi. Ogni cosa parte da lì, termina e ricomincia da lì, fossero anche solamente due persone.
    Questo bellissimo romanzo, ha il ritmo di un’auto in folle lungo una discesa; è denso di un’ironia e un sarcasmo che tratteggiano i contorni della realtà più lucidi e amari, e allo stesso tempo ci fanno accettare ciò che siamo proprio per quel groviglio di emozioni in continuo conflitto tra loro.
    Ferris è sempre davvero bravo a mantenere alta la tensione delle emozioni. Gli sa dare ritmo, vita, scegliendo un suono totalmente diverso da “Non conosco il tuo nome”.
    Difficile dire quale sia il suo romanzo migliore tra i due, bisogna leggerli e capire qual è quello più vicino alla propria sensibilità; se vogliamo essere colpiti dall’intensità nuda e cruda, o se ci occorre “lo schiaffo del soldato” per essere risvegliati.

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    on my way to better thing said on Jan 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo iniziai a leggere l'anno scorso, e lasciai perdere dopo poche pagine. Due mesetti fa, dopo aver concluso di leggere un altro libro, mi accorsi di essere rimasta senza scorta, per cui ripiegai su questo, volli riprovarci: ERRORE, doveva bastarmi il ...(continue)

    Lo iniziai a leggere l'anno scorso, e lasciai perdere dopo poche pagine. Due mesetti fa, dopo aver concluso di leggere un altro libro, mi accorsi di essere rimasta senza scorta, per cui ripiegai su questo, volli riprovarci: ERRORE, doveva bastarmi il primo tentativo. A parte il capitolo sul cancro della direttrice di agenzia, scadente.

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    G Tulli89 said on Oct 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ..io no. Abbandonato. La vita è troppo breve per leggere libri brutti o quantomeno insipidi...

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    Carlo Anaclerio said on Sep 20, 2013 | Add your feedback

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