Easter Parade

Di

Editore: minimum fax

4.2
(1005)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Francese

Isbn-10: 8875211833 | Isbn-13: 9788875211837 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andreina Lombardi Bom ; Prefazione: Nick Laird

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso ─ Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente ─ ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una «felicità» difficile tanto da identificare quanto da ottenere.
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  • 4

    Letteratura contemporanea del realismo americano come il precedente libro Revolutionary road. Due sorelle , due esistenze diverse unite alla fine dal fallimento e dall infelicita' .

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo autobiografico come tutti gli scritti di Richard Yates che girano e rigirano sempre attorno agli stessi temi: rapporti famigliari difficili, la solitudine, l’alcool come soluzione ai problemi ...continua

    Romanzo autobiografico come tutti gli scritti di Richard Yates che girano e rigirano sempre attorno agli stessi temi: rapporti famigliari difficili, la solitudine, l’alcool come soluzione ai problemi.
    Yates ci racconta, nell’arco di un cinquantennio, le vite di Emily e Sally le due sorelle protagoniste di Easter Parade, le loro sono vite vissute in superficie, dolori, drammi, falle, imperfezioni dell’esistenza descritti come se fossero in fondo sopportabili, mi piego ma non mi spezzo, come se si potesse convivere con tutto e nonostante tutto, senza mai soffrire troppo.
    Non ho trovato in Yates tutto il dolore che pensavo, è un libro sulla ricerca della felicità, lo è? Non credo, è come se la felicità fosse una ambizione troppo elevata, allora si ricalibrano le prospettive verso il basso e diventa un libro sull’accettazione e sulla rassegnazione, senza troppi traumi, di ciò che la vita offre: non sempre puoi avere quello che desideri devi solo prendere quello che ti viene dato e fartelo bastare (che morale discutibile).
    I sentimenti di Emily e Sally diventano come diluiti, rimangono sempre sulla cresta dell’onda senza mai scendere in profondità, io invece avrei voluto scendere giù verso il basso e sprofondarmi nei fondali dell’esistenza per vedere le creature degli abissi che vivono nella più completa oscurità. Yates non lo ha permesso. Yates suggerisce, mostra ma non dice.

    ha scritto il 

  • 5

    Yates e Freud

    Pare che Yates, durante un periodo di psicanalisi, abbia affermato "Basta con questo cazzo di Sigmund Freud". Ovviamente quando scriveva sapeva benissimo di dover fare i conti con questa cosa. Tutto è ...continua

    Pare che Yates, durante un periodo di psicanalisi, abbia affermato "Basta con questo cazzo di Sigmund Freud". Ovviamente quando scriveva sapeva benissimo di dover fare i conti con questa cosa. Tutto è talmente chiaro che ci si sente quasi male a leggerlo.
    Pare anche abbia espresso il desiderio di non avere successo, ma lettori. Cerco di contribuire nel mio piccolo consigliando i suoi libri e regalandoli, sono bellissimi e imprescindibili.

    ha scritto il 

  • 4

    consigliato!

    è il primo romanzo di Yates che leggo e ho intenzione di continuare: bello, scorrevole, interessante, le storie di queste due sorelle così diverse ma il cui destino le riunirà. è un romanzo appassiona ...continua

    è il primo romanzo di Yates che leggo e ho intenzione di continuare: bello, scorrevole, interessante, le storie di queste due sorelle così diverse ma il cui destino le riunirà. è un romanzo appassionante ed estremamente realistico, uno spaccato d'America, anzi di due Americhe agli antipodi, che mostra come avere uno stile di vita diverso non significhi in fondo non incorrere negli stessi problemi esistenziali. non sono una femminista ma questo romanzo di donne mi è piaciuto davvero tanto!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho quasi cinquant'anni e non ho mai capito niente in tutta la mia vita

    Anch'io ....
    “Ho quasi cinquant’anni e non ho mai capito niente in tutta la mia vita”
    ....
    E nonostante tutto....
    Se mi soffermo sulle scelte del mio passato...
    Ripeterei gli stessi errori...
    .... ...continua

    Anch'io ....
    “Ho quasi cinquant’anni e non ho mai capito niente in tutta la mia vita”
    ....
    E nonostante tutto....
    Se mi soffermo sulle scelte del mio passato...
    Ripeterei gli stessi errori...
    ....

    ha scritto il 

  • 4

    Primo approccio molto positivo...

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Questo libro è un ...continua

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Questo libro è un pugno nello stomaco.
    La drammaticità che caratterizza la storia delle sorelle Grimes è qualcosa con cui fare i conti pagina dopo pagina.
    La disperazione, la solitudine e il fallimento sono palpabili.
    Sia Sarah che Emily, figlie di una madre inadeguata ed estremamente superficiale, saranno per tutto il corso della loro vita alla ricerca di una propria stabilità.
    La prima si servirà del matrimonio per tentare di realizzare se stessa come donna, anche se la perfezione tanto agognata non si rivelerà essere tanto facile da raggiungere - la protagonista mentirà a se stessa per tutta la durata del libro, raccontandosi e raccontando agli altri false verità - mentre la seconda cercherà di trovare la propria felicità nel lavoro, ricercando compagnie occasionali.
    In entrambi i casi, le due donne non avranno molta fortuna.
    E' come se tutto ciò che temono sia dietro l'angolo, pronto a sferrare un attacco.
    Ciò che contraddistingue questo libro è che nella sua semplicità riesce a toccare temi importanti.
    Si legge molto velocemente grazie allo stile scorrevole e al ritmo incalzante.
    Durante la lettura sono stata invasa da sentimenti contrastanti nei confronti dei protagonisti. A tratti ho provato pena per loro, per le scelte fatte e le decisioni prese; in altri momenti il loro rapporto mi ha ispirato rabbia, determinati atteggiamenti mi hanno infastidita terribilmente.
    Ci sono cose che non ho compreso pienamente, ad esempio il 'piangersi addosso' senza far nulla per cambiare le cose, come obbligati da circostanze in realtà inesistenti.
    Credo che sia una lettura davvero intensa che difficilmente lascia indifferenti.
    A libro chiuso resta quel senso di amaro in bocca e quella vena di malinconia che ha caratterizzato l'intero romanzo.
    E' un libro che ricalca il fallimentare percorso dell'uomo alla ricerca della felicità.

    ha scritto il 

  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/12/29/easter-parade-richard-yates/

    “Uno di quei giorni, tornando in ufficio dopo pranzo, vide un volto di donna tirato e petulante - un volto di cui chiunque a ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/12/29/easter-parade-richard-yates/

    “Uno di quei giorni, tornando in ufficio dopo pranzo, vide un volto di donna tirato e petulante - un volto di cui chiunque avrebbe detto che stava invecchiando senza grazia (rughe attorno agli occhi e profonde occhiaie; la bocca debole che denotava autocommiserazione) - e rimase scioccata quando si accorse che era lei stessa, colta di sorpresa nel riflesso di una vetrina. Quella sera, sola davanti allo specchio del bagno, provò un’infinità di modi per dare al proprio viso un aspetto migliore: strizzare gli occhi prima in un sorriso lieve e poi in uno più ampio, di pura gioia, stringere e rilassare le labbra ora più ora meno, valutando con l’aiuto di uno specchietto l’impressione che dava il suo profilo visto da angolazioni diverse, sperimentando senza stancarsi nuovi modi di valorizzarne l’ovale con pettinature differenti. Poi, davanti allo specchio a figura intera dell’ingresso, si tolse tutti i vestiti ed esaminò il proprio corpo sotto le luci più forti. Doveva tirare in dentro la pancia per farla apparire come si deve, ma avere i seni piccoli adesso era quasi un vantaggio; l’età non poteva danneggiarli granché. Voltandosi, sbirciò al di sopra della spalla per trovare conferma a ciò che già sapeva, cioè che aveva le natiche basse e il retro delle cosce grinzoso; però nel complesso, decise rivolgendosi di nuovo verso lo specchio, non era proprio niente male. Misurò a passi una distanza di circa tre metri dallo specchio, finché non si trovò sul tappeto del salotto, e lì eseguì una serie di passi e posizioni che aveva imparato a un corso di danza moderna al Barnard. Era un’ottima ginnastica, e le dava una sensazione orgogliosamente erotica. Lo specchio lontano mostrava una ragazza snella e flessuosa che compiva quei movimenti senza sforzo, finché non mise un piede in fallo e s’irrigidì, imbarazzata. Ansimava e aveva cominciato a sudare. Era proprio una stupidaggine.”
    (Richard Yates, “Easter Parade”, ed. minimum fax)

    “Va bene, zia Emmy. Su, adesso. Ti va di venire dentro a conoscere la famiglia?”. Questa frase, che chiude il romanzo, di per sé neutra, anzi quasi tranquillizzante, è invece una sarcastica e terrificante chiosa a ciò che il lettore ha potuto scoprire proprio sulla famiglia della zia Emmy, alla quale si rivolge l’ormai adulto, sposato e sacerdote nipote Peter. Anche lui sa che la zia Emily non può avere un concetto di famiglia così nobile e rassicurante, e lo sa perché ha vissuto da vicino, ma forse volutamente rimosso, le vicende di sua madre Sarah, sorella di Emily, e del suo stupido e violento marito Tony.
    “Easter Parade” è l’ennesima prova dell’abilità narrativa di Yates, che riesce a sviscerare le ipocrisie, l’incomunicabilità, le incomprensioni che caratterizzano l’esistenza delle due sorelle Grimes, Sarah ed Emily, così diverse nelle loro scelte eppure così simili nella loro infelicità. “Né l’una né l’altra delle sorella Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”. L’incipit del romanzo è sin troppo esplicito, lascia spazio a poche speranze. Cresciute con un padre titolista di periodici dalle aspirazioni mozzate e la madre, Pookie, dedita alla ricerca della finezza ma presto vittima dell’alcool, Sarah ed Emily seguono percorsi molto differenti.
    La prima, più grande di quattro anni, si sposta con il volgare Tony, eppure la sua famiglia sembra essere l’emblema della felicità: tre figli, una casetta in campagna e un tranquillo scorrere della quotidianità. Sembra, ma non è così. Dietro la patina dorata, si cela, appunto, una vita fatta di scontri, violenze, bugie, dalla quale Sarah, peraltro non dotata di acutezza mentale, sembra non potere e neanche voler fuggire, quasi abbia consacrato la sua esistenza a un concetto di Famiglia che non può abbandonare.
    Emily, invece, è lo “spirito libero” o almeno aspira ad esserlo, salvo accorgersi che tanto libera non lo sarà mai. A differenza della sorella, Emily vive diverse storie sentimentali e al tempo stesso riesce a farsi strada nel mondo del lavoro. Intraprendente, spigliata, intelligente, Emily sembra più pronta della sorella a combattere contro le avversità, ma alla lunga i continui fallimenti delle sue avventure le presentano il conto e certo non l’aiuta il pensiero di dover aiutare anche la madre, ormai impazzita, e la sorella. Il rapporto tra Sarah ed Emily, inoltre, è ben lontano dall’essere idilliaco, anzi prevalgono i distacchi, i silenzi, la difficoltà di ricostruire, una volta insieme, i pezzi mancanti nelle reciproche vicissitudini.
    Lo consiglio con piena convinzione, alla pari di altre opere di Yates che ho letto, quali “Revolutionary Road”, “Undici solitudini” e “Bugiardi e innamorati”.

    “Sarah voleva sapere del Barnard, ma quando Emily cominciò a parlare vide lo sguardo della sorella farsi vitro di noia sorridente. Pookie disse: Ma a dire il vero non era affatto carino, e per gran parte del pomeriggio rimasero sedute nel salotto un po’ spoglio in atteggiamenti di cordialità forzata, con Pookie che fumava una quantità di sigarette e lasciava cadere la cenere sul tappato, tre donne che non avevano un granché da dirsi.”

    ha scritto il 

  • 4

    L'inesorabile e sconfinata tristezza

    Yates torna a parlare di uno dei temi a lui più cari: l'inesorabile e sconfinata tristezza a cui conduce lo stile di vita americano. Il sentimentalismo e l'ipocrisia del conforme vivere secondo il cli ...continua

    Yates torna a parlare di uno dei temi a lui più cari: l'inesorabile e sconfinata tristezza a cui conduce lo stile di vita americano. Il sentimentalismo e l'ipocrisia del conforme vivere secondo il cliché del neonato borghese sono per l'autore il germe dell'isolamento emotivo in cui troppo spesso il mondo occidentale, diremmo oggi, cade. Dall'epoca in cui è stato scritto il romanzo sono passati quasi quarant'anni, eppure, le riflessioni che stimola la lettura dell'opera sono valide oggi più che mai.
    In un mondo in cui esiste un paradigma della felicità, chi ne è fuori non può non essere condannato alla follia.
    Sebbene non abbia la potenza di 'Revolutionary road", questo romanzo merita senza dubbio di essere letto.

    ha scritto il 

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