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Easter Parade

Di

Editore: minimum fax

4.2
(932)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Francese

Isbn-10: 8875211833 | Isbn-13: 9788875211837 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andreina Lombardi Bom ; Prefazione: Nick Laird

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso ─ Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente ─ ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una «felicità» difficile tanto da identificare quanto da ottenere.
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  • 4

    Disillusione del sogno americano

    Un libro drammaticissimo e senza speranza che ho letto nell'arco di sole 24 ore da quanto è scorrevole, ma che lascia addosso una tristezza come pochi romanzi riescono a lasciare. La cosa che sconcert ...continua

    Un libro drammaticissimo e senza speranza che ho letto nell'arco di sole 24 ore da quanto è scorrevole, ma che lascia addosso una tristezza come pochi romanzi riescono a lasciare. La cosa che sconcerta di più il lettore nel leggere della vita di queste due sorelle è che in realtà non capita nulla di veramente devastante per far sì che la loro sia una storia drammatica, i personaggi di questo romanzo non conoscono guerre e carestie e vivono nella nazione più benestante e invidiata del mondo, la loro vita è normalissima ed è per questo che il messaggio negativo trasmesso dal racconto delle loro esistenze rimane tanto impresso. E' destabilizzante scoprire che il raggiungimento della felicità sia una chimera, mentre l'infelicità sia alla portata di tutti indipendentemente del tipo di vita che si decide di fare. L'autore descrive infatti due percorsi di vita diametralmente opposti, legati solo dalla stretta parentela, che continuano ad allontanarsi e si riavvicinano solo in rare circostanze, ma che convergono poi inesorabilmente nella medesima decadenza. Ogni situazione viene narrata sapientemente e con la massima precisione, mantenendo uno stile di scrittura scorrevole pur entrando in profondità nel caratterizzare ogni personaggio. E' un romanzo veramente facile da leggere, ma per niente facile da metabolizzare. Personalmente l'ho apprezzato per tanti motivi, descrizioni perfettamente riuscite in primis, ma da non dimenticare anche la mancanza di luoghi comuni, fronzoli e falsi romanticismi e per l'intento (peraltro riuscitissimo) di sfatare ogni mito della ricerca della felicità americana. L'unica piccola pecca è il distacco emotivo con cui l'autore espone i fatti, lasciando sempre una leggera barriera tra lettore e protagoniste, questo è a mio avviso l'unica ragione per non dare al libro 5 stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    Beh, c'è poco da dire, io adoro Yates e la sua capacità di dilaniarti lungo tutte le pagine del libro, mantenendoti però incollata ad esse.
    "Dopo essersi voltata a guardarlo mentre faceva dietrofront ...continua

    Beh, c'è poco da dire, io adoro Yates e la sua capacità di dilaniarti lungo tutte le pagine del libro, mantenendoti però incollata ad esse.
    "Dopo essersi voltata a guardarlo mentre faceva dietrofront sul marciapiede, ingobbito nel suo impermeabile, si chiese perché l'avesse mandato via. La vita, a volte, confondeva le idee."

    ha scritto il 

  • 5

    Tre solitudini

    Richard Yates è uno scrittore puro e fa ciò che deve: racconta una storia in maniera perfetta, niente è fuori posto. Uno dei libri più scorrevoli tra quelli letti.

    "Easter Parade" è intriso di solitud ...continua

    Richard Yates è uno scrittore puro e fa ciò che deve: racconta una storia in maniera perfetta, niente è fuori posto. Uno dei libri più scorrevoli tra quelli letti.

    "Easter Parade" è intriso di solitudine. Insieme alla pagine scorre la vita delle tre donne protagoniste, una madre e le sue due figlie che, un po' per egoismo un po' per dignità, mai riescono a ricoprirsi dell'affetto necessario per superare momenti critici. Ognuna troppo impegnata a convincersi di condurre una vita decente, ognuna rifiuta di ammettere i problemi e gli errori. Vince la paura di non avere la forza di ricostruire tutto daccapo.
    Yates fa avanzare il tempo senza che nessuna manifesti completa consapevolezza; il mondo va avanti senza attendere nessuno: i ragazzi diventano adulti e gli adulti volano altrove o si perdono del tutto.
    Forse il finale lascia un po' di speranza: qualcuno spezza il cerchio di egoismo, vive evitando di giudicare e finalmente sembra avere un affetto puro e semplice da condividere.

    ha scritto il 

  • 4

    «Non voglio il successo, voglio lettori»...

    ... ebbe a dire Richard Yates. Che di successo in vita ne ebbe poco, e pochi anche i lettori. La cosa non stupisce se si leggono i suoi romanzi, tra cui il famosissimo e splendido Revolutionary Road e ...continua

    ... ebbe a dire Richard Yates. Che di successo in vita ne ebbe poco, e pochi anche i lettori. La cosa non stupisce se si leggono i suoi romanzi, tra cui il famosissimo e splendido Revolutionary Road e questo (minore, ma niente affatto deludente) Easter Parade, visto che i suoi romanzi sono variazioni sul tema dello smascheramento delle ipocrisie borghesi, l'infelicità che curi in una bottiglia scadente di gin, la sconfitta che piega le ginocchia e curva le spalle, le velleità impetuose e ardenti di ragazzo che consumi notte dopo notte in letti sconosciuti, la lenta caduta di ogni illusione di progresso o miglioramento. La forza vitale che consumi neanche tu sai come, giorno dopo giorno, fino a ritrovarti vecchio ed esausto e - quel che è peggio - sconfitto dalla vita. Insomma, tutto questo, più la sua proverbiale allergia agli happy ending, fa dei romanzi di Yates delle brutte storie da leggere (perché detestiamo l'idea di poterci anche solo per un istante immedesimare *lì*), ma dei meravigliosi romanzi che è davvero difficile scrollarsi di dosso.

    P.S.:
    Niente come i romanzi di R. Yates mi ricorda questa celeberrima poesia di Eliot:

    Siamo gli uomini vuoti
    Siamo gli uomini impagliati
    Che appoggiano l’un l’altro
    La testa piena di paglia. Ahimè!
    Le nostre voci secche, quando noi
    Insieme mormoriamo
    Sono quiete e senza senso
    Come vento nell’erba rinsecchita
    O come zampe di topo sopra vetri infranti
    Nella nostra arida cantina

    Figura senza forma, ombra senza colore,
    Forza paralizzata, gesto privo di moto;

    Coloro che han traghettato
    Con occhi diritti, all’altro regno della morte
    Ci ricordano – se pure lo fanno – non come anime
    Perdute e violente, ma solo
    Come gli uomini vuoti
    Gli uomini impagliati..

    [...]

    E’ questo il modo in cui finisce il mondo
    Non già con uno schianto ma con un lamento.

    ha scritto il 

  • 4

    "Gli americani hanno sempre dato per scontato, nel loro subconscio, che tutte le storie abbiano un lieto fine". A. Stevenson
    Questa la frase attaccata sulla scrivania di Yates, nella stanza dove vive ...continua

    "Gli americani hanno sempre dato per scontato, nel loro subconscio, che tutte le storie abbiano un lieto fine". A. Stevenson
    Questa la frase attaccata sulla scrivania di Yates, nella stanza dove vive gli ultimi anni tra sigarette ed alcol.
    Ma nel racconto, a volte tragi-comico, della vita di queste due sorelle dimostra chiaramente il contrario: narra di come, dietro la bella facciata, spesso si nasconda un edificio fatiscente e tetro.
    Un libro letto tutto d'un fiato, due protagoniste che diventano famigliari con facilità e per le quali si spera sempre una rivincita che però sembra sfuggire ogni volta.
    Come in Revolutionary Road, Yates mi ha dato una carezza sul viso ed un pugno nello stomaco.

    ha scritto il 

  • 4

    Richard Yates ha il vezzo di dilaniarti lentamente.
    All'inizio quasi non te ne accorgi: non percepisci la stonatura di una situazione così palesemente normale. In Easter Parade, due sorelle, Sarah e E ...continua

    Richard Yates ha il vezzo di dilaniarti lentamente.
    All'inizio quasi non te ne accorgi: non percepisci la stonatura di una situazione così palesemente normale. In Easter Parade, due sorelle, Sarah e Emily, vivono vite parallele. Una casalinga e destinata al matrimonio sin da giovane, l'altra emancipata e sentimentalmente incostante, accomunate dall'ammirazione e dalla competizione per l'affetto del padre - che divorzia dalla loro madre, una donna vanesia, all'inizio della vicenda. La drammaticità della storia sta nella sua paradossale ordinarietà: la vita di Sarah, e soprattutto di Emily, viene descritta nel suo patetico svolgersi, tra una verginità rubata e l'aspirazione a una intellettualità che lascia intravedere un'esigenza identitaria.
    Anche le apparenti felicità si rivelano un fuoco fatuo, soprattutto nella vita matrimoniale di Sarah: in quella di Emily, invece, le difficoltà affettive/sentimentali e quelle lavorative corrodono un animo profondamente solo e a volte egoista. Sembra in realtà che quella di Emily sia solo una parvenza di amore - ha storie di qualche anno al massimo, e tra l'una e l'altra cambia frequentemente partner - e che lei non sia in grado di darne. Analogo e addirittura peggiore è il destino di Sarah, schiacciata per tutta la vita dalla stessa assenza di amore, ammantata di uno strato di ipocrisia e perbenismo che rende impossibile la comunicazione sincera con la sorella. L'ipocrisia è, infatti, l'altro tema del libro: la vita e le parole di tutti i personaggi sono dense di sottintesi e di egotismi. Con pochissimi elementi Yates racconta di una famiglia normale, di una vita normale in cui tragicamente potresti riconoscerti. Il risultato sembra scivolarti addosso. Almeno fino a quando, nel profondo, non ti chiedi se pure tu potresti essere una protagonista di Yates.

    ha scritto il 

  • 5

    Richard Yates, scrittore immenso

    Richard Yates riesce a smascherare tutta la desolazione e il vuoto che si annida dietro le convenzioni e le apparenze della società americana. Come un quadro di Edward Hopper, riesce a scandagliare in ...continua

    Richard Yates riesce a smascherare tutta la desolazione e il vuoto che si annida dietro le convenzioni e le apparenze della società americana. Come un quadro di Edward Hopper, riesce a scandagliare in profondità l'animo umano e le sue patetiche finzioni. Come in Hopper, la verità si coglie in ciò che c'è dietro all'apparente tranquillità che traspare delle sue opere. Ed è una verità che pesa e fa male. C'è poco da fare, stiamo parlando del più grande scrittore americano di tutti i tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Nessuna speranza!

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Yates avverte fin ...continua

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Yates avverte fin dall’incipit: questa è una storia di infelicità. Non c’è scampo.
    E' la storia di tre donne. Una madre superficiale e inadeguata e di due figlie, Sarah e Emily, che ripercorrono lo stesso cammino fallimentare della madre.

    Il libro parla della mancanza di coraggio e di obiettivi nella vita delle persone. Le due figlie vivono sognando un futuro improbabile, mentono a sé stesse, si costruiscono alibi. Sarah accetta una vita finta, annulla se stessa in un matrimonio violento, si rintana nei sogni, è sopraffatta dalla paura del cambiamento. E’ immobile e le sue fughe sono solo apparenti.

    Emily ha il coraggio, di scegliere e di prendere in mano la propria vita, ma fallisce miseramente. Lo fa perché vive fuggendo senza un progetto. Fugge dalla madre, dalla superficialità, dalla solitudine, dalla dipendenza. Continua ad evidenziare cose che non vuole, ma non ha progetti, non si chiede quale cosa voglia esattamente. Giudica continuamente degli altri, analizza i comportamenti che non sopporta ma non ha la forza di scommettere sul futuro e di provare a cambiare quello che non le piace. E alla fine getta la spugna e rimane drammaticamente triste e sola.

    Nel libro aleggia la domanda se sia meglio un matrimonio e la famiglia oppure una vita indipendente con relazioni poco impegnative. Ma Yates indica chiaramente che nessuna delle due strade porta alla felicità. Il risultato degli sforzi per costruire una relazione, per mostrare le proprie capacità e le proprie aspirazioni è il fallimento, la frustrazione.

    Tutto il romanzo, scritto in modo lucido e perfetto, è pervaso da una sensazione di angoscia dovuta non tanto all'infelicità delle tre donne, quanto al fatto che non c’è via di fuga. Non ci rimane che accettare che comunque agiamo abbiamo un triste destino di solitudine. Easter Parade non lascia speranza alcuna.

    ha scritto il 

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