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Easter Parade

Di

Editore: minimum fax

4.2
(909)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Francese

Isbn-10: 8875211833 | Isbn-13: 9788875211837 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andreina Lombardi Bom ; Prefazione: Nick Laird

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso ─ Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente ─ ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una «felicità» difficile tanto da identificare quanto da ottenere.
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  • 4

    Richard Yates ha il vezzo di dilaniarti lentamente.
    All'inizio quasi non te ne accorgi: non percepisci la stonatura di una situazione così palesemente normale. In Easter Parade, due sorelle, Sarah e Emily, vivono vite parallele. Una casalinga e destinata al matrimonio sin da giovane, l'altr ...continua

    Richard Yates ha il vezzo di dilaniarti lentamente.
    All'inizio quasi non te ne accorgi: non percepisci la stonatura di una situazione così palesemente normale. In Easter Parade, due sorelle, Sarah e Emily, vivono vite parallele. Una casalinga e destinata al matrimonio sin da giovane, l'altra emancipata e sentimentalmente incostante, accomunate dall'ammirazione e dalla competizione per l'affetto del padre - che divorzia dalla loro madre, una donna vanesia, all'inizio della vicenda. La drammaticità della storia sta nella sua paradossale ordinarietà: la vita di Sarah, e soprattutto di Emily, viene descritta nel suo patetico svolgersi, tra una verginità rubata e l'aspirazione a una intellettualità che lascia intravedere un'esigenza identitaria.
    Anche le apparenti felicità si rivelano un fuoco fatuo, soprattutto nella vita matrimoniale di Sarah: in quella di Emily, invece, le difficoltà affettive/sentimentali e quelle lavorative corrodono un animo profondamente solo e a volte egoista. Sembra in realtà che quella di Emily sia solo una parvenza di amore - ha storie di qualche anno al massimo, e tra l'una e l'altra cambia frequentemente partner - e che lei non sia in grado di darne. Analogo e addirittura peggiore è il destino di Sarah, schiacciata per tutta la vita dalla stessa assenza di amore, ammantata di uno strato di ipocrisia e perbenismo che rende impossibile la comunicazione sincera con la sorella. L'ipocrisia è, infatti, l'altro tema del libro: la vita e le parole di tutti i personaggi sono dense di sottintesi e di egotismi. Con pochissimi elementi Yates racconta di una famiglia normale, di una vita normale in cui tragicamente potresti riconoscerti. Il risultato sembra scivolarti addosso. Almeno fino a quando, nel profondo, non ti chiedi se pure tu potresti essere una protagonista di Yates.

    ha scritto il 

  • 5

    Richard Yates, scrittore immenso

    Richard Yates riesce a smascherare tutta la desolazione e il vuoto che si annida dietro le convenzioni e le apparenze della società americana. Come un quadro di Edward Hopper, riesce a scandagliare in profondità l'animo umano e le sue patetiche finzioni. Come in Hopper, la verità si coglie in ciò ...continua

    Richard Yates riesce a smascherare tutta la desolazione e il vuoto che si annida dietro le convenzioni e le apparenze della società americana. Come un quadro di Edward Hopper, riesce a scandagliare in profondità l'animo umano e le sue patetiche finzioni. Come in Hopper, la verità si coglie in ciò che c'è dietro all'apparente tranquillità che traspare delle sue opere. Ed è una verità che pesa e fa male. C'è poco da fare, stiamo parlando del più grande scrittore americano di tutti i tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Nessuna speranza!

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Yates avverte fin dall’incipit: questa è una storia di infelicità. Non c’è scampo.
    E' la storia di tr ...continua

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Yates avverte fin dall’incipit: questa è una storia di infelicità. Non c’è scampo.
    E' la storia di tre donne. Una madre superficiale e inadeguata e di due figlie, Sarah e Emily, che ripercorrono lo stesso cammino fallimentare della madre.

    Il libro parla della mancanza di coraggio e di obiettivi nella vita delle persone. Le due figlie vivono sognando un futuro improbabile, mentono a sé stesse, si costruiscono alibi. Sarah accetta una vita finta, annulla se stessa in un matrimonio violento, si rintana nei sogni, è sopraffatta dalla paura del cambiamento. E’ immobile e le sue fughe sono solo apparenti.

    Emily ha il coraggio, di scegliere e di prendere in mano la propria vita, ma fallisce miseramente. Lo fa perché vive fuggendo senza un progetto. Fugge dalla madre, dalla superficialità, dalla solitudine, dalla dipendenza. Continua ad evidenziare cose che non vuole, ma non ha progetti, non si chiede quale cosa voglia esattamente. Giudica continuamente degli altri, analizza i comportamenti che non sopporta ma non ha la forza di scommettere sul futuro e di provare a cambiare quello che non le piace. E alla fine getta la spugna e rimane drammaticamente triste e sola.

    Nel libro aleggia la domanda se sia meglio un matrimonio e la famiglia oppure una vita indipendente con relazioni poco impegnative. Ma Yates indica chiaramente che nessuna delle due strade porta alla felicità. Il risultato degli sforzi per costruire una relazione, per mostrare le proprie capacità e le proprie aspirazioni è il fallimento, la frustrazione.

    Tutto il romanzo, scritto in modo lucido e perfetto, è pervaso da una sensazione di angoscia dovuta non tanto all'infelicità delle tre donne, quanto al fatto che non c’è via di fuga. Non ci rimane che accettare che comunque agiamo abbiamo un triste destino di solitudine. Easter Parade non lascia speranza alcuna.

    ha scritto il 

  • 0

    Una gran bella storia di due sorelle, molto diverse tra loro, che ad un certo punto della vita si troveranno con i ruoli se non invertiti quasi. Mi è piaciuto molto lo stile dell'autore, leggerò sicuramente anche altro di suo.

    ha scritto il 

  • 5

    Yates è un maestro nel ritrarre con precisione chirurgica e abbacinante nitidezza tutto ciò che è fallimento (non solo professionale, ma anche e soprattutto affettivo), rovina, distruzione e disperazione, in vite tutto sommato normali. Si sente che in quello che scrive c’è molto di sé stesso (e s ...continua

    Yates è un maestro nel ritrarre con precisione chirurgica e abbacinante nitidezza tutto ciò che è fallimento (non solo professionale, ma anche e soprattutto affettivo), rovina, distruzione e disperazione, in vite tutto sommato normali. Si sente che in quello che scrive c’è molto di sé stesso (e se ne ha conferma leggendo la nota biografica), eppure spazio per l’indulgenza non ce n’è: è spietato con sé stesso come con i suoi personaggi soli, alcolizzati, senza speranze. E provo una pena infinita.

    ha scritto il 

  • 4

    Come ho scritto all'amica che me lo ha consigliato, cosa di cui la ringrazio, perchè è stata una nuova scoperta in un anno di letture forsennate e bellissime, Easter Parade è un romanzo disperato. Scritto da una personalità disperata. Yates è morto a poco più di sessant'anni per le complicanze a ...continua

    Come ho scritto all'amica che me lo ha consigliato, cosa di cui la ringrazio, perchè è stata una nuova scoperta in un anno di letture forsennate e bellissime, Easter Parade è un romanzo disperato. Scritto da una personalità disperata. Yates è morto a poco più di sessant'anni per le complicanze a seguito di un intervento operatorio e oggi mi viene fin troppo facile il confronto con Robin Williams, il paragone di due disperazioni e due solitudini interiori profonde, tanto da non lasciare più la possibilità di una speranza. In fondo anche quello di Yates può essere considerato un suicidio, perchè ci si è messo da solo su quel tavolo operatorio, bevendo come un pazzo e fumando 4 - QUATTRO - pacchetti di sigarette al giorno per quarant'anni.
    Easter Parade non è solo un romanzo di Yates, ma è un romanzo con Yates, che ha messo se stesso, la sua famiglia, il suo infelice vissuto in quella famiglia in ogni riga. E c'ha messo soprattutto sua madre, l'alfa e l'omega, principio e termine di tutte le sventure, le tristezze, i fallimenti e le piccoli futili gioie di tutta una vita. Una donna alcolizzata, insoddisfatta, vanesia, anaffettiva, che emerge prepotente dalle pagine nella figura di Esther Grimes, madre delle due sorelle protagoniste, Sarah ed Emily. E una delle due sorelle, come l'autore stesso confessò in un'intervista, è lui stesso.
    La triste bellezza del libro non sta nella storia, semplice, banale se vogliamo: due sorelle che crescono lottando sempre contro la mancanza di denaro, cambiando continuamente casa per seguire le peregrinazioni di una madre sola e insoddisfatta, ma mai doma nei suoi sogni di benessere e raffinatezza.
    Sarah seguirà la strada del più comune e apprezzato perbenismo dell'epoca, si sposerà giovanissima e rigorosamente vergine con quello che sembra l'uomo perfetto, dal quale avrà tre vigorosi figli maschi. Ma non sto a scrivere la realtà cruda e angosciante che si nasconde dietro la facciata di questa coppia che, a ogni brindisi (e in questo libro si brinda molto), intreccia ancora i calici come nei primi tempi dell'innamoramento.
    Emily, la sorella minore, che nei tempi dell'adolescenza ammira e desidera emulare la vita della più bella e affascinante sorella, segue invece la via dell'emancipazione. Studia, si trova un lavoro, vive da sola e si mantiene e passa, con una disinvoltura a volte sorprendente, di uomo in uomo per tutta la vita. Conosciuto o sconosciuto. Che le piaccia molto o molto poco. Alla ricerca disperata di quell'amore, di quella comprensione, di quegli abbracci che non aveva mai avuto dall'unica persona che avrebbe dovuto darglieli, la sua mamma.
    Fa rabbia la disperata - sì, ancora questo aggettivo, non ne trovo uno più calzante - rassegnazione con cui Emily (il cui punto di vista è il principale nella storia) accetta ogni abbandono. Perchè verrà sempre abbandonata, da tutti. Per un'altra donna più giovane, più vecchia, più grintosa, più formosa, sempre più qualcosa di lei, ma la sua risposta sarà sempre e solo: "Ho capito". Mai un urlo di rabbia, uno scatto, uno schiaffo, una preghiera, un pianto, un qualsiasi tentativo di reazione. Solo "Ho capito".
    Non c'è nessun vincitore in questo romanzo, solo vinti.
    A nessun personaggio, che sia principale o secondario o semplicemente una comparsa, va bene.
    E due sono le grandi protagniste che ne escono sconfitte e distrutte. Non Sarah ed Emily. Ma la famiglia e, fondamentalmente, la vita.
    E' un romanzo di tentativi falliti, di speranze abbandonate

    ha scritto il 

  • 5

    "Easter Parade" di Richard Yates

    Grande lettura questo romanzo di Yates, una di quelle molto viscerali, che rimangono, senza alcun dubbio, nel tempo.
    Il pretesto per far emergere così tante e dense emozioni nel lettore, è in verità una storia semplice, di quelle realistiche, che raccontano la vita di una famiglia (ok, sui ...continua

    Grande lettura questo romanzo di Yates, una di quelle molto viscerali, che rimangono, senza alcun dubbio, nel tempo.
    Il pretesto per far emergere così tante e dense emozioni nel lettore, è in verità una storia semplice, di quelle realistiche, che raccontano la vita di una famiglia (ok, sui generis, ma forse non così tanto) newyorkese della middle class negli anni '40-'60.
    Le protagoniste sono le due sorelle Grimes, e non vi svelo troppo dicendo che la loro è una storia di vite sprecate:
    "Né l'una né l'altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice".
    Questo è il monito di Yates, che fin da subito avverte con l'incipit lapidario l'incauto lettore: ti racconterò qualcosa che ti disturberà, che ti farà riflettere sulle miserie umane e che ti provocherà discreto struggimento. Miserie che ritroviamo numerose nel corso della narrazione: incomunicabilità, violenza, sopportazione, invidia, solitudine, senso di fallimento, ...
    [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/07/libro-easter-parade-di-richard-yates.html

    ha scritto il 

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