Easter Parade

Di

Editore: minimum fax

4.2
(987)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Francese

Isbn-10: 8875211833 | Isbn-13: 9788875211837 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andreina Lombardi Bom ; Prefazione: Nick Laird

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso ─ Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente ─ ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una «felicità» difficile tanto da identificare quanto da ottenere.
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  • 4

    Primo approccio molto positivo...

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Questo libro è un ...continua

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    Questo libro è un pugno nello stomaco.
    La drammaticità che caratterizza la storia delle sorelle Grimes è qualcosa con cui fare i conti pagina dopo pagina.
    La disperazione, la solitudine e il fallimento sono palpabili.
    Sia Sarah che Emily, figlie di una madre inadeguata ed estremamente superficiale, saranno per tutto il corso della loro vita alla ricerca di una propria stabilità.
    La prima si servirà del matrimonio per tentare di realizzare se stessa come donna, anche se la perfezione tanto agognata non si rivelerà essere tanto facile da raggiungere - la protagonista mentirà a se stessa per tutta la durata del libro, raccontandosi e raccontando agli altri false verità - mentre la seconda cercherà di trovare la propria felicità nel lavoro, ricercando compagnie occasionali.
    In entrambi i casi, le due donne non avranno molta fortuna.
    E' come se tutto ciò che temono sia dietro l'angolo, pronto a sferrare un attacco.
    Ciò che contraddistingue questo libro è che nella sua semplicità riesce a toccare temi importanti.
    Si legge molto velocemente grazie allo stile scorrevole e al ritmo incalzante.
    Durante la lettura sono stata invasa da sentimenti contrastanti nei confronti dei protagonisti. A tratti ho provato pena per loro, per le scelte fatte e le decisioni prese; in altri momenti il loro rapporto mi ha ispirato rabbia, determinati atteggiamenti mi hanno infastidita terribilmente.
    Ci sono cose che non ho compreso pienamente, ad esempio il 'piangersi addosso' senza far nulla per cambiare le cose, come obbligati da circostanze in realtà inesistenti.
    Credo che sia una lettura davvero intensa che difficilmente lascia indifferenti.
    A libro chiuso resta quel senso di amaro in bocca e quella vena di malinconia che ha caratterizzato l'intero romanzo.
    E' un libro che ricalca il fallimentare percorso dell'uomo alla ricerca della felicità.

    ha scritto il 

  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/12/29/easter-parade-richard-yates/

    “Uno di quei giorni, tornando in ufficio dopo pranzo, vide un volto di donna tirato e petulante - un volto di cui chiunque a ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/12/29/easter-parade-richard-yates/

    “Uno di quei giorni, tornando in ufficio dopo pranzo, vide un volto di donna tirato e petulante - un volto di cui chiunque avrebbe detto che stava invecchiando senza grazia (rughe attorno agli occhi e profonde occhiaie; la bocca debole che denotava autocommiserazione) - e rimase scioccata quando si accorse che era lei stessa, colta di sorpresa nel riflesso di una vetrina. Quella sera, sola davanti allo specchio del bagno, provò un’infinità di modi per dare al proprio viso un aspetto migliore: strizzare gli occhi prima in un sorriso lieve e poi in uno più ampio, di pura gioia, stringere e rilassare le labbra ora più ora meno, valutando con l’aiuto di uno specchietto l’impressione che dava il suo profilo visto da angolazioni diverse, sperimentando senza stancarsi nuovi modi di valorizzarne l’ovale con pettinature differenti. Poi, davanti allo specchio a figura intera dell’ingresso, si tolse tutti i vestiti ed esaminò il proprio corpo sotto le luci più forti. Doveva tirare in dentro la pancia per farla apparire come si deve, ma avere i seni piccoli adesso era quasi un vantaggio; l’età non poteva danneggiarli granché. Voltandosi, sbirciò al di sopra della spalla per trovare conferma a ciò che già sapeva, cioè che aveva le natiche basse e il retro delle cosce grinzoso; però nel complesso, decise rivolgendosi di nuovo verso lo specchio, non era proprio niente male. Misurò a passi una distanza di circa tre metri dallo specchio, finché non si trovò sul tappeto del salotto, e lì eseguì una serie di passi e posizioni che aveva imparato a un corso di danza moderna al Barnard. Era un’ottima ginnastica, e le dava una sensazione orgogliosamente erotica. Lo specchio lontano mostrava una ragazza snella e flessuosa che compiva quei movimenti senza sforzo, finché non mise un piede in fallo e s’irrigidì, imbarazzata. Ansimava e aveva cominciato a sudare. Era proprio una stupidaggine.”
    (Richard Yates, “Easter Parade”, ed. minimum fax)

    “Va bene, zia Emmy. Su, adesso. Ti va di venire dentro a conoscere la famiglia?”. Questa frase, che chiude il romanzo, di per sé neutra, anzi quasi tranquillizzante, è invece una sarcastica e terrificante chiosa a ciò che il lettore ha potuto scoprire proprio sulla famiglia della zia Emmy, alla quale si rivolge l’ormai adulto, sposato e sacerdote nipote Peter. Anche lui sa che la zia Emily non può avere un concetto di famiglia così nobile e rassicurante, e lo sa perché ha vissuto da vicino, ma forse volutamente rimosso, le vicende di sua madre Sarah, sorella di Emily, e del suo stupido e violento marito Tony.
    “Easter Parade” è l’ennesima prova dell’abilità narrativa di Yates, che riesce a sviscerare le ipocrisie, l’incomunicabilità, le incomprensioni che caratterizzano l’esistenza delle due sorelle Grimes, Sarah ed Emily, così diverse nelle loro scelte eppure così simili nella loro infelicità. “Né l’una né l’altra delle sorella Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”. L’incipit del romanzo è sin troppo esplicito, lascia spazio a poche speranze. Cresciute con un padre titolista di periodici dalle aspirazioni mozzate e la madre, Pookie, dedita alla ricerca della finezza ma presto vittima dell’alcool, Sarah ed Emily seguono percorsi molto differenti.
    La prima, più grande di quattro anni, si sposta con il volgare Tony, eppure la sua famiglia sembra essere l’emblema della felicità: tre figli, una casetta in campagna e un tranquillo scorrere della quotidianità. Sembra, ma non è così. Dietro la patina dorata, si cela, appunto, una vita fatta di scontri, violenze, bugie, dalla quale Sarah, peraltro non dotata di acutezza mentale, sembra non potere e neanche voler fuggire, quasi abbia consacrato la sua esistenza a un concetto di Famiglia che non può abbandonare.
    Emily, invece, è lo “spirito libero” o almeno aspira ad esserlo, salvo accorgersi che tanto libera non lo sarà mai. A differenza della sorella, Emily vive diverse storie sentimentali e al tempo stesso riesce a farsi strada nel mondo del lavoro. Intraprendente, spigliata, intelligente, Emily sembra più pronta della sorella a combattere contro le avversità, ma alla lunga i continui fallimenti delle sue avventure le presentano il conto e certo non l’aiuta il pensiero di dover aiutare anche la madre, ormai impazzita, e la sorella. Il rapporto tra Sarah ed Emily, inoltre, è ben lontano dall’essere idilliaco, anzi prevalgono i distacchi, i silenzi, la difficoltà di ricostruire, una volta insieme, i pezzi mancanti nelle reciproche vicissitudini.
    Lo consiglio con piena convinzione, alla pari di altre opere di Yates che ho letto, quali “Revolutionary Road”, “Undici solitudini” e “Bugiardi e innamorati”.

    “Sarah voleva sapere del Barnard, ma quando Emily cominciò a parlare vide lo sguardo della sorella farsi vitro di noia sorridente. Pookie disse: Ma a dire il vero non era affatto carino, e per gran parte del pomeriggio rimasero sedute nel salotto un po’ spoglio in atteggiamenti di cordialità forzata, con Pookie che fumava una quantità di sigarette e lasciava cadere la cenere sul tappato, tre donne che non avevano un granché da dirsi.”

    ha scritto il 

  • 4

    L'inesorabile e sconfinata tristezza

    Yates torna a parlare di uno dei temi a lui più cari: l'inesorabile e sconfinata tristezza a cui conduce lo stile di vita americano. Il sentimentalismo e l'ipocrisia del conforme vivere secondo il cli ...continua

    Yates torna a parlare di uno dei temi a lui più cari: l'inesorabile e sconfinata tristezza a cui conduce lo stile di vita americano. Il sentimentalismo e l'ipocrisia del conforme vivere secondo il cliché del neonato borghese sono per l'autore il germe dell'isolamento emotivo in cui troppo spesso il mondo occidentale, diremmo oggi, cade. Dall'epoca in cui è stato scritto il romanzo sono passati quasi quarant'anni, eppure, le riflessioni che stimola la lettura dell'opera sono valide oggi più che mai.
    In un mondo in cui esiste un paradigma della felicità, chi ne è fuori non può non essere condannato alla follia.
    Sebbene non abbia la potenza di 'Revolutionary road", questo romanzo merita senza dubbio di essere letto.

    ha scritto il 

  • 5

    Easter Parade

    Easter Parade tratteggia, a mio avviso, un difficile e drammatico tentativo di emancipazione femminile attraverso le storie di una madre single (Pookie) e delle sue due figlie (Sarah e Emily).
    Le tre ...continua

    Easter Parade tratteggia, a mio avviso, un difficile e drammatico tentativo di emancipazione femminile attraverso le storie di una madre single (Pookie) e delle sue due figlie (Sarah e Emily).
    Le tre donne percorrono strade diverse alla ricerca di una identità, ma finiscono per scontrarsi di volta in volta con la solitudine e l'alcolismo (Pookie), con l'apparenza di una famiglia perfetta nata da un matrimonio violento (Sarah), con il tentativo di far coesistere una carriera lavorativa con delle relazioni sentimentali non durature (Emily).
    Nella tremenda visione di Yates sembra non ci sia salvezza da nessuna parte: non è sufficiente la cultura acquisita in anni di studi, non basta sottomettersi in silenzio alla violenza domestica, non bastano i figli, non servono le frequentazioni occasionali, non aiutano nemmeno le relazioni familiari tra consanguinei: Yates sembra dirci che, dall'inizio alla fine della nostra vita, siamo soli e la ricerca di una qualche felicità non fa altro che rendere più amaro il boccone da ingoiare.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo non è un paese per donne

    Richard Yates è uno dei grandi narratori del 900, straordinario nella descrizione degli stati d’animo; in ogni suo romanzo è facile trovare descritto quell’attimo, quel pensiero, quella sensazione, qu ...continua

    Richard Yates è uno dei grandi narratori del 900, straordinario nella descrizione degli stati d’animo; in ogni suo romanzo è facile trovare descritto quell’attimo, quel pensiero, quella sensazione, quell’angoscia che ognuno di noi ha sicuramente provato.

    Io adoro Yates, forse perché è lo scrittore di sesso maschile che a mio parere meglio capisce ed è in simpatia, nel senso più strettamente etimologico del termine, con le donne. In Easter Parade, le donne raccontate sono le sorelle Grimes, introdotte come giovani americane di belle speranze alle quali sarà riservato un destino terribile. Sarah è la moglie devota di un uomo apparentemente più che rispettabile che si rivelerà un violento e la spingerà nel vortice dell’alcolismo. Emily, l’intellettuale, lo spirito libero, alla ricerca di un rapporto con un uomo che la possa soddisfare e completare passerà da una relazione all’altra, incontrando una serie di “mostri” (anche in questo caso mostreranno la loro vera natura solo col tempo) che la porteranno sull’orlo della pazzia.

    Insomma l’America di Yates non è un paese per donne. Purtroppo però sono molti i luoghi nel mondo in cui ancora oggi essere donna e spirito libero significa avere davanti a se un percorso a ostacoli…molto alti.

    ha scritto il 

  • 4

    Richard Yates come sempre, si dimostra una delle poche solide certezze letterarie: semplicemente infallibile, a differenza di molti dei protagonisti dei suoi romanzi.
    Probabilmente il bello dei libri ...continua

    Richard Yates come sempre, si dimostra una delle poche solide certezze letterarie: semplicemente infallibile, a differenza di molti dei protagonisti dei suoi romanzi.
    Probabilmente il bello dei libri di Yates sta proprio in quello: sono storie senza possibilità di redenzione e fidatevi, le sorelle Sarah ed Emily Grimes hanno cosi tanto in comune con Richard Yates che è quasi impossibile tracciare un confine.

    http://www.librofilia.it/easter-parade-di-richard-yates-ovvero-due-sorelle-destinate-al-fallimento/

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono autori statunitensi che scrivono del miracolo americano, storie di persone tendenzialmente venute dal nulla e che, in un paese che dà una possibilità a tutti, emergono e realizzano un sogno.
    C ...continua

    Ci sono autori statunitensi che scrivono del miracolo americano, storie di persone tendenzialmente venute dal nulla e che, in un paese che dà una possibilità a tutti, emergono e realizzano un sogno.
    Ce ne sono altri che raccontano di destini ai quali non ci si sa sottrarre.
    Richard Yates appartiene a questa seconda tipologia.
    Easter Parade è la storia, collocata fra le due guerre, di due sorelle con un’infanzia sballottata da un appartamento all’altro di New York, con la sola madre, una specie di artista divorziata dal marito, giornalista dicono le figlie, ma correttore di bozze.
    Sarah sposa un bellissimo giovane benestante dal fascino britannico, avrà tre figli maschi e trascorrerà tutta la sua vita nella tenuta del marito.
    Emily, di qualche anno più giovane, dopo una breve parentesi matrimoniale sceglierà la strada dell’indipendenza.
    Le loro vite si allontanano e riavvicinano periodicamente anche a causa della madre, come fossero alle due estremità di un elastico; due vite apparentemente diverse, ma tenute insieme da un destino scritto al quale non riescono a sottrarsi.
    Revolutionary Road è la crisi della coppia, Easter Parade quella dei rapporti familiari.
    Due romanzi duri, belli e dolorosi, entrambi necessari.

    Qui una bella recensione (attenzione perché contiene anticipazioni)
    https://scrittinediti.wordpress.com/2008/12/12/recensione-easter-parade-di-richard-yates/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L’infelicità a portata di tutti

    Ci sono dei libri che sono necessari e questo è uno di quelli.

    Il motivo è semplice: qui non c’è nessuna retorica, non ci sono messaggi subliminali, il banale e scontato lieto fine non è previsto e t ...continua

    Ci sono dei libri che sono necessari e questo è uno di quelli.

    Il motivo è semplice: qui non c’è nessuna retorica, non ci sono messaggi subliminali, il banale e scontato lieto fine non è previsto e tantomeno lo è la possibilità di riscatto. Yates mette in scena solo la realtà dei fatti, la pura verità, la vita di persone normali come ne incontriamo ovunque: lo fa con molta sincerità, senza lasciare nessuno spazio alle illusioni. Non c’è via di fuga per nessuno dei protagonisti, non c’è rimedio, anche chi dimostra coraggio soccombe. E’ necessario perché ci fa riflettere, ci fa guardare dentro e ci fa valutare le ns. scelte, ci sbatte in faccia inutili e fugaci gioie effimere e dolori irreversibili.

    Easter Parade è la storia di due fallimenti, è la storia di due sorelle: Sarah ed Emily. Entrambe marchiate dal divorzio dei loro genitori e dalla malattia della madre vagabonda e alcolizzata (tutto molto autobiografico e ricorrente).

    “Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”

    In poche veloci pagine assistiamo allo scorrere delle loro vite: Sarah, più bella, si sposa presto, ha tre figli e un marito apparentemente gentile e premuroso che però la maltratterà più volte e la porterà a un lento declino: si rintana nei suoi sogni, sapendo che non porteranno a nulla, sopraffatta dalla paura del cambiamento. Emily, più intraprendente e intelligente, ha diverse relazioni con uomini frustrati e incompiuti. Lavora con discreto successo fino ad una crisi personale che le fa perdere tutto. Si ritrova a 50 anni sola, senza lavoro, senza soldi.

    "Dopo essersi voltata a guardarlo mentre faceva dietrofront sul marciapiede, ingobbito nel suo impermeabile, si chiese perché l'avesse mandato via. La vita, a volte, confondeva le idee."

    Easter Parade non ha forse la forza dirompente di "Revolutionary Road", ma è impossibile non innamorarsi di Emily e non soffrire con lei: è il personaggio che più mi ha inquietata e che più mi ha fatto riflettere lasciandomi alla fine un senso di tristezza infinita. Davvero difficile chiudere le ultime pagine e impossibile dimenticarsi di lei.

    ha scritto il 

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