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Easter Parade

By Richard Yates

(1208)

| Paperback | 9788875211837

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Book Description

Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in Continue

Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso ─ Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente ─ ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una «felicità» difficile tanto da identificare quanto da ottenere.

235 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non e' uno dei suoi libri che mi e' piaciuto di piu' ma vale la pena leggerlo

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    Dariaccio said on Sep 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una gran bella storia di due sorelle, molto diverse tra loro, che ad un certo punto della vita si troveranno con i ruoli se non invertiti quasi. Mi è piaciuto molto lo stile dell'autore, leggerò sicuramente anche altro di suo.

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    greeneyes said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Yates è un maestro nel ritrarre con precisione chirurgica e abbacinante nitidezza tutto ciò che è fallimento (non solo professionale, ma anche e soprattutto affettivo), rovina, distruzione e disperazione, in vite tutto sommato normali. Si sente che i ...(continue)

    Yates è un maestro nel ritrarre con precisione chirurgica e abbacinante nitidezza tutto ciò che è fallimento (non solo professionale, ma anche e soprattutto affettivo), rovina, distruzione e disperazione, in vite tutto sommato normali. Si sente che in quello che scrive c’è molto di sé stesso (e se ne ha conferma leggendo la nota biografica), eppure spazio per l’indulgenza non ce n’è: è spietato con sé stesso come con i suoi personaggi soli, alcolizzati, senza speranze. E provo una pena infinita.

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    zumurruddu said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Come ho scritto all'amica che me lo ha consigliato, cosa di cui la ringrazio, perchè è stata una nuova scoperta in un anno di letture forsennate e bellissime, Easter Parade è un romanzo disperato. Scritto da una personalità disperata. Yates è morto a ...(continue)

    Come ho scritto all'amica che me lo ha consigliato, cosa di cui la ringrazio, perchè è stata una nuova scoperta in un anno di letture forsennate e bellissime, Easter Parade è un romanzo disperato. Scritto da una personalità disperata. Yates è morto a poco più di sessant'anni per le complicanze a seguito di un intervento operatorio e oggi mi viene fin troppo facile il confronto con Robin Williams, il paragone di due disperazioni e due solitudini interiori profonde, tanto da non lasciare più la possibilità di una speranza. In fondo anche quello di Yates può essere considerato un suicidio, perchè ci si è messo da solo su quel tavolo operatorio, bevendo come un pazzo e fumando 4 - QUATTRO - pacchetti di sigarette al giorno per quarant'anni.
    Easter Parade non è solo un romanzo di Yates, ma è un romanzo con Yates, che ha messo se stesso, la sua famiglia, il suo infelice vissuto in quella famiglia in ogni riga. E c'ha messo soprattutto sua madre, l'alfa e l'omega, principio e termine di tutte le sventure, le tristezze, i fallimenti e le piccoli futili gioie di tutta una vita. Una donna alcolizzata, insoddisfatta, vanesia, anaffettiva, che emerge prepotente dalle pagine nella figura di Esther Grimes, madre delle due sorelle protagoniste, Sarah ed Emily. E una delle due sorelle, come l'autore stesso confessò in un'intervista, è lui stesso.
    La triste bellezza del libro non sta nella storia, semplice, banale se vogliamo: due sorelle che crescono lottando sempre contro la mancanza di denaro, cambiando continuamente casa per seguire le peregrinazioni di una madre sola e insoddisfatta, ma mai doma nei suoi sogni di benessere e raffinatezza.
    Sarah seguirà la strada del più comune e apprezzato perbenismo dell'epoca, si sposerà giovanissima e rigorosamente vergine con quello che sembra l'uomo perfetto, dal quale avrà tre vigorosi figli maschi. Ma non sto a scrivere la realtà cruda e angosciante che si nasconde dietro la facciata di questa coppia che, a ogni brindisi (e in questo libro si brinda molto), intreccia ancora i calici come nei primi tempi dell'innamoramento.
    Emily, la sorella minore, che nei tempi dell'adolescenza ammira e desidera emulare la vita della più bella e affascinante sorella, segue invece la via dell'emancipazione. Studia, si trova un lavoro, vive da sola e si mantiene e passa, con una disinvoltura a volte sorprendente, di uomo in uomo per tutta la vita. Conosciuto o sconosciuto. Che le piaccia molto o molto poco. Alla ricerca disperata di quell'amore, di quella comprensione, di quegli abbracci che non aveva mai avuto dall'unica persona che avrebbe dovuto darglieli, la sua mamma.
    Fa rabbia la disperata - sì, ancora questo aggettivo, non ne trovo uno più calzante - rassegnazione con cui Emily (il cui punto di vista è il principale nella storia) accetta ogni abbandono. Perchè verrà sempre abbandonata, da tutti. Per un'altra donna più giovane, più vecchia, più grintosa, più formosa, sempre più qualcosa di lei, ma la sua risposta sarà sempre e solo: "Ho capito". Mai un urlo di rabbia, uno scatto, uno schiaffo, una preghiera, un pianto, un qualsiasi tentativo di reazione. Solo "Ho capito".
    Non c'è nessun vincitore in questo romanzo, solo vinti.
    A nessun personaggio, che sia principale o secondario o semplicemente una comparsa, va bene.
    E due sono le grandi protagniste che ne escono sconfitte e distrutte. Non Sarah ed Emily. Ma la famiglia e, fondamentalmente, la vita.
    E' un romanzo di tentativi falliti, di speranze abbandonate

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    claudia said on Aug 14, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Easter Parade" di Richard Yates

    Grande lettura questo romanzo di Yates, una di quelle molto viscerali, che rimangono, senza alcun dubbio, nel tempo.
    Il pretesto per far emergere così tante e dense emozioni nel lettore, è in verità una storia semplice, di quelle realistiche, che rac ...(continue)

    Grande lettura questo romanzo di Yates, una di quelle molto viscerali, che rimangono, senza alcun dubbio, nel tempo.
    Il pretesto per far emergere così tante e dense emozioni nel lettore, è in verità una storia semplice, di quelle realistiche, che raccontano la vita di una famiglia (ok, sui generis, ma forse non così tanto) newyorkese della middle class negli anni '40-'60.
    Le protagoniste sono le due sorelle Grimes, e non vi svelo troppo dicendo che la loro è una storia di vite sprecate:
    "Né l'una né l'altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice".
    Questo è il monito di Yates, che fin da subito avverte con l'incipit lapidario l'incauto lettore: ti racconterò qualcosa che ti disturberà, che ti farà riflettere sulle miserie umane e che ti provocherà discreto struggimento. Miserie che ritroviamo numerose nel corso della narrazione: incomunicabilità, violenza, sopportazione, invidia, solitudine, senso di fallimento, ...
    [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/07/libro-easte…

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    Glò said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Buona visione :)

    https://www.youtube.com/watch?v=G64jH5hHefA

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    Anto Dng93 said on May 31, 2014 | Add your feedback

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