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Eating Animals

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.2
(1977)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Danish , Spanish , Chi traditional , German

Isbn-10: 014103193X | Isbn-13: 9780141031934 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover , eBook

Category: Health, Mind & Body , Non-fiction , Pets

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Book Description
"Eating Animals" is Jonathan Safran Foer's eye-opening account of where meat comes from 'I simply wanted to know - for myself and my family - what meat is. Where does it come from? How is it produced? What are the economic, social and environmental effects? Are there animals that it is straightforwardly right to eat? Are there situations in which not eating animals is wrong? If this began as a personal quest, it didn't stay that way for long..." (Jonathan). Safran Foer's "Eating Animals" is the most original book on the subject of food written this century. It will change the way you think, and change the way you eat. For good. "Moving, disturbing, should be compulsory reading. A genuine masterwork. Read this book. It will change you". ("Time Out"). "Shocking, incandescent, brilliant". ("The Times"). "Everyone who eats flesh should read this book". (Hugh Fearnley-Whittingstall). "Gripping, horrible, wonderful, breathtaking, original. A brilliant synthesis of argument, science and storytelling. One of the finest books ever written on the subject of eating animals". ("The Times Literary Supplement"). "Horrifying, eloquent, timely". ("Spectator").
"If you eat meat and fish, you should read this book. Even if you don't, you should. It might bring the beginning of a change of heart about all living things". (Joanna Lumley Jonathan). Safran Foer was born in 1977. He is the author of "Everything is Illuminated", which won the National Jewish Book Award and the Guardian First Book award; "Extremely Loud and Incredibly Close", which is now a major film starring Tom Hanks and Sandra Bullock; and "Eating Animals". He is also the editor of "A Convergence of Birds" and of a new edition of the "Haggadah".
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  • 5

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo libro. Non per noia, non per difficoltà nello scorrimento del testo. Ci ho messo molto tempo per due motivi: la difficoltà a riprendermi dalla crudeltà di alc ...continue

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo libro. Non per noia, non per difficoltà nello scorrimento del testo. Ci ho messo molto tempo per due motivi: la difficoltà a riprendermi dalla crudeltà di alcune notizie apprese e la volontà di approfondire alcuni punti.
    Non sono vegetariana ma ho un'etica che mi spinge a mangiare comunque poca carne e limitando il consumo a carni provenienti da allevamenti non intensivi. Il libro è centrato sulla realtà statunitense, dove le implicazioni etiche, ambientali, sanitarie ed economiche hanno caratteristiche molto diverse (almeno per ora) da quelle europee(in molti casi per nostra fortuna). Un documento ben strutturato, imparziale, molto ben documentato ed onesto. Non è il trattato di un fanatico, ma il lavoro ben fatto di un autore che non nasconde mai le sue idee personali, ma le mette in chiaro e le distingue da quelli che sono dati oggettivi, ricerche scientifiche o punti di vista diversi dal suo ma sempre rispettabili. Complimenti vivissimi a questo autore che ha saputo davvero scrivere un testo irrinunciabile per la nostra epoca.

    said on 

  • 5

    Tutti dovrebbero leggerlo

    Affronta un tema importante e pesante ma il modo in cui è scritto lo rende unico. Dati, fatti, statistiche, riflessioni e racconti si alternano perfettamente e la lettura è molto fluida. Affronta il t ...continue

    Affronta un tema importante e pesante ma il modo in cui è scritto lo rende unico. Dati, fatti, statistiche, riflessioni e racconti si alternano perfettamente e la lettura è molto fluida. Affronta il tema soprattutto attraverso i risvolti ambientali ed etici. Mangiare animali ha enormi conseguenze e bisogna esserne consapevoli.

    said on 

  • 4

    Estés desde el punto de vista que estés, es un libro interesante y aporta mucha información, te sensibiliza ante muchos casos y estados en los que nos encontramos los ciudadanos hoy en día y te hace v ...continue

    Estés desde el punto de vista que estés, es un libro interesante y aporta mucha información, te sensibiliza ante muchos casos y estados en los que nos encontramos los ciudadanos hoy en día y te hace ver las cosas desde otro punto de vista. Todo muy reflexivo, lo recomiendo sin duda, a pesar de que pasando la mitad se vuelve algo monótono por la gran cantidad de datos que expone. Terminas un tanto agobiad@ pero insisto en que merece la pena.

    said on 

  • 4

    Era da diverso tempo che volevo leggere questo libro, istintivamente sentivo di potermi affidare a Safran Foer e che la sua scrittura e il suo modo di riuscire a considerare i vari aspetti di una ques ...continue

    Era da diverso tempo che volevo leggere questo libro, istintivamente sentivo di potermi affidare a Safran Foer e che la sua scrittura e il suo modo di riuscire a considerare i vari aspetti di una questione, comprendendoli, ma senza, per questo, evitare di prendere una posizione netta su di essa, mi avrebbe lasciata soddisfatta. Se questo libro fosse stato scritto dall'attivista del Peta, di cui nel testo è riportata una testimonianza, probabilmente l'avrei abbandonato alle prime pagine: nel leggerne le parole non riuscivo a vedere qualcosa di diverso del vengano che si sente il salvatore del mondo perché non mangia carne e derivati animali, detentore di un rispetto della vita superiore agli altri, ma che poi indossa accessori e scarpe di pelle, castra il suo animale domestico, vorrai che il gatto si metta a spruzzare pipì in giro per casa?, non sta lì a preoccuparsi della questione soia transgenica, non parliamo delle condizione di sfruttamento degli uomini che lavorano nell'industria agroalimentare, basta non mangiare carne e si è a posto con il mondo. Safran Foer ha una visione un po' più articolata della questione, non per questo meno forte e determinata, o incline all'indulgenza, che considera anche le implicazioni affettive e culturali che il cibo comporta (il pollo e carote della nonna, il tacchino per il Ringraziamento, etc.). Prima di leggere questo libro l'idea di un viaggio negli Stati Uniti mi portava a chiedermi cosa sarei riuscita a mangiare di sano, questa lettura mi ha dato la certezza che, data la mentalità orientata al solo profitto, dovessi mai riuscire ad andarci non sarà cosa facile a farsi: nel libro si sottolinea come sempre più spesso nei ristoranti si trovano dei piatti vegetariani ma, se la mentalità è quella di produrre profitto il più possibile, mi chiedo che qualità possano avere quelle verdure, quei cereali, quei derivati vegetali magari non OGM Free. Se prima di questa lettura consideravo il Ttip un pericolo per il sistema agroalimentare europeo, dopo questa lettura inizio ad averne il terrore: non che in Europa non esistano allevamenti intensivi, o che quanto descrive Safran Foer non valga anche per noi in Italia ma, rispetto agli USA, c'é una maggior diffusione di aziende agricole familiari che puntano sul biologico, sui sistemi di produzione non intensivi, e che rischiano di aver sempre meno margine di manovra in futuro. Ma la cosa più importante di questo libro è che obbliga anche chi non vuole rinunciare alla carne al confrontarsi con il tema della sofferenza degli animali: è come se Safran Foer dicesse "d'accordo, volete mangiare carne, sappiate che se continuerete a comprare quella proveniente dagli allevamenti industriali non solo avrete fatto passare a degli animali delle sofferenze terribili ma mangerete anche della pessima carne e avrete contribuito ad avvelenare il pianeta dato l'elevato inquinamento prodotto dall'industria zootecnica. Se non volete rinunciare, potete orientare la vostra scelta in maniera più consapevole, su quella carne proveniente da allevamenti tradizionali; non che non ci siano dei problemi anche lì, ma sono minori. Certo, non fosse possibile farlo, sarebbe meglio non mangiare carne per nulla, dopo tutto si può decidere cosa ricordare e cosa dimenticare e, un gusto, può essere anche dimenticato". Mettere la questione in questi termini, non essendo esclusivamente un divieto, costringe a dovercisi confrontare. Se proprio devo dire di un difetto di questo libro è che ignora un po' la questione politica, o meglio, la sfiora appena: chiudere con gli allevamenti intensivi non ci metterà al riparo dalle conseguenze negative di un sistema produttivo che vuole incrementare i profitti a discapito dell'incolumità di chiunque; salvare gli animali dalle sofferenze dell'allevamento intensivo non salverà noi da un sistema economico che non ha la vita e il benessere come fine ultimo.
    A distanza di qualche giorno, ho trovato un altro difetto: nel descrivere il sistema di produzione industriale di carne si raccontano anche i comportamenti aberranti del personale impiegato negli stabilimenti: crudeltà inutili nei confronti degli animali, comportamenti che vanno a interferire con la salubrità del cibo prodotto come urinare sulle linee di produzione, etc. Nel raccontare queste azioni non si sottolinea abbastanza, per me, che il sistema di allevamento industriale è aberrante anche per come riduce chi ci lavora: non credo che tutti gli addetti impiegati nell'industria della carne siano crudeli di per loro, credo che lavorare a ritmi intensivi, sottopagati, in condizioni di sfruttamento porti a imbarbarirsi.

    said on 

  • 5

    footprint counts!

    if we don't know the impact of our choices - in this case food - we will soon run into troubles! this books makes you aware about what newspapers don't tell you!

    said on 

  • 5

    Un libro terribile e terribilmente importante al tempo stesso. Non so in che modo cambierà le mie abitudini alimentari, ma di sicuro sono contenta di averlo letto, perché sapere certe cose per sentito ...continue

    Un libro terribile e terribilmente importante al tempo stesso. Non so in che modo cambierà le mie abitudini alimentari, ma di sicuro sono contenta di averlo letto, perché sapere certe cose per sentito dire e leggerle in un saggio ben documentato, per quanto "Americocentrico", è diverso.
    E' raccapricciante, è scomodo, ma è un tassello di conoscenza (e di coscienza) importante.

    said on 

  • 5

    Consigliato a tutti

    Innanzitutto dico che, a prescindere dalle abitudini alimentari che si hanno, è un libro molto interessante e molto chiaro. Si parla di allevamenti intensivi e della crudeltà con cui vengono trattati ...continue

    Innanzitutto dico che, a prescindere dalle abitudini alimentari che si hanno, è un libro molto interessante e molto chiaro. Si parla di allevamenti intensivi e della crudeltà con cui vengono trattati gli animali, dalla nascita fino alla morte. Gli animali non vengono più visti nemmeno come esseri viventi ma soltanto come prodotti. In un'ottica consumista poi, l'unico obiettivo è massimizzare la quantità prodotta con ogni mezzo possibile e quindi l'uso di mangimi "arricchiti" per far crescere gli animali più in fretta del normale e macellarli quando sono arrivati al peso desiderato (anche se di fatto sono poco più che neonati), la manipolazione genetica che ha portato ad un indebolimento delle difese immunitarie che viene compensato con gli antibiotici ecc. Inoltre, negli allevamenti intensivi gli animali vengono tenuti al chiuso, ammassati gli uni sugli altri, in gabbie sporche e il tutto porta a comportamenti aggressivi e atti di cannibalismo. Poi c'è l'aspetto che riguarda la macellazione, nel testo viene descritto il processo nel caso dei bovini e si dice che spesso arrivano persino agli ultimi step ancora vivi e sensibili, coscienti (spero che l'autore si sbagli, almeno in questo..). L'autore riflette anche sulle persone addette ai vari step di macellazione, persone che ogni giorno hanno il compito di legare, segare, mozzare ecc., un lavoro disumanizzante e frustante che può sfociare (o generare) in sadismo.
    Si parla anche dell'impatto ambientale degli allevamenti intensivi, sia per quanto riguarda l'acqua e il cibo che sono necessari per allevare animali in grande quantità, sia per le deiezioni prodotte (e quindi gas serra). Da un punto di vista medico, oltre alla consapevolezza di mangiare animali imbottiti di farmaci, c'è anche da dire che gli allevamenti intensivi sono spesso il "laboratorio" dove si sviluppano i nuovi ceppi virali che poi si trasmettono all'uomo.
    Sono argomenti di grande interesse e quindi consiglio la lettura a tutti.

    said on 

  • 5

    Qualsiasi riferimento a fatti realmente accaduti è puramente volontario

    Siamo di fronte al caso editoriale che nel 2009 ha fatto breccia nelle coscienze e ha messo in discussione convinzioni (e convenzioni) etiche, economiche, sociali e salutistiche. L’unica poetica utili ...continue

    Siamo di fronte al caso editoriale che nel 2009 ha fatto breccia nelle coscienze e ha messo in discussione convinzioni (e convenzioni) etiche, economiche, sociali e salutistiche. L’unica poetica utilizzata è la verità e il rapporto esatto ed esaustivo di dati e numeri, con relative informazioni sulle fonti; soltanto a poche pagine viene lasciato il compito di raccontare stralci di vita personale per ricollegarli immediatamente alla vera anima del libro. Jonathan Safran Foer ha ricevuto numerosi premi proprio grazie a questo mix tra reportage e storia personale. Ogni parola impressa sulle pagine di questo libro è il risultato di ricerche e studi personalmente compiuti. Foer è sceso sul campo per vedere con i suoi occhi la “vita” di quello che tutti i giorni è sulle nostre tavole, e ce lo trascrive senza giri di parole, con la stessa brutalità sperimentata negli allevamenti intensivi e nei mattatoi, che assomigliano sempre più a campi di concentramento e a palestre dove poter allenare il sadismo più ingiusto.
    Ammetto che arrivare fino in fondo con la lettura non è facile, trovarsi tra le mani un attestato delle crudeltà che l’uomo può compiere indisturbato (per di più aiutato e sostenuto da noi tutti, in un modo o nell’altro) ha il suo bel peso sull’animo. Il più delle volte riuscivo a leggere non più di cinque pagine, interrotta da pianto e rabbia. Non si affronta solamente il tema della produzione di carne in sé, della sofferenza del bestiame al momento della morte, ma anche della vita all’interno degli allevamenti, dal momento della nascita (rigorosamente NON naturale) fino alla morte (rigorosamente NON dignitosa). Si parla dell’impatto ambientale che le nostre scelte alimentari inevitabilmente comportano e degli intricatissimi accordi tra industrie produttrici di carne e derivati animali, industrie farmaceutiche e legge. Ovviamente viene presentato anche il lato buono della storia. Ci sono ancora piccole aziende che vedono gli animali come esseri viventi creati per vivere dignitosamente.
    Ho sentito più persone considerare Eating Animals come “il libro che fa diventare vegetariani”, come se leggerlo fosse un rito satanico o battesimale (a seconda di come la si pensi sull’essere vegetariani). Io sono dell’opinione che sia semplicemente un libro pieno di informazioni più che utili su un fatto che ci riguarda: il cibo.
    Lo consiglio indistintamente a veg e non, lo consiglio vivamente a chiunque di noi assuma cibo, di qualunque tipo.

    said on 

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