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Ecco la storia

Audiolibro letto da Claudio Bisio sulle musiche di Paolo Silvestri

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso SpA

3.5
(2416)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Greco

Isbn-10: A000096539 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Descrizione del libro
Ecco la storia di un dittatore agorafobico, in un paese qualsiasi. Di quelli dal sottosuolo abbastanza ricco perché si desideri prendervi il potere e abbastanza arido in superficie per andar bene come cornice a una favola sul potere. È qui che inizia la vicenda di Manuel Pereira da Ponte Martins. Un nome plausibile per un dittatore. Ma allora, perché agorafobico?
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  • 4

    Cos'è un metaromanzo?Ecco!

    Non mi stupisce granchè leggere di pareri negativi.Troppo particolare.Qualche caduta di tono c'è...non è sempre costantemente bello...ma ho gradito in particolare il continuo mescolarsi tra finzione e realtà,che porta a perdersi al punto tale da chiedersi dove inizi una e finisca l'altra.Molto c ...continua

    Non mi stupisce granchè leggere di pareri negativi.Troppo particolare.Qualche caduta di tono c'è...non è sempre costantemente bello...ma ho gradito in particolare il continuo mescolarsi tra finzione e realtà,che porta a perdersi al punto tale da chiedersi dove inizi una e finisca l'altra.Molto carina la storia dei sosia dittatori che via via prendono il potere.

    ha scritto il 

  • 4

    ''Per chi li prendi? Non li inganni mica così. Li inganni solo se loro lo vogliono! Sta a te risvegliare il loro desiderio di essere ingannati! E sta a te coltivarlo! La politica è il paradosso dello spettatore.''

    ha scritto il 

  • 4

    pennacchiano come sempre, ma anche sapientemente non-lineare; definirlo un semplice gioco di incastri mi pare riduttivo, perché la costruzione (magistrale) dell'intreccio la si dimentica quasi, completamente assorbiti da questa atmosfera di fondo, ipnotica e incantatoria - non a caso, il cuore ce ...continua

    pennacchiano come sempre, ma anche sapientemente non-lineare; definirlo un semplice gioco di incastri mi pare riduttivo, perché la costruzione (magistrale) dell'intreccio la si dimentica quasi, completamente assorbiti da questa atmosfera di fondo, ipnotica e incantatoria - non a caso, il cuore centrale del romanzo è una serie di apparenti digressioni sul Sertao. Pennac ci rovescia addosso gli ingredienti di un romanzo (i personaggi, l'ispirazione, le atmosfere...) rimescolati in un ordine che non è quello canonico. Il risultato è un miscuglio altamente evocativo, una riflessione sui sogni, sui ruoli, sul tentativo di sfuggire al proprio personaggio che si esaurisce, inevitabilmente, dentro il cerchio confinato del romanzo (o forse della vita?). Da leggere tutto d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro curioso, con diversi spezzoni di storie che divergono improvvisamente aprendo nuovi percorsi del tutto inaspettati che poi si ricongiungono e si intrecciano.
    In generale ironico, a tratti divertente ma altrove commovente o quasi drammatico ... mi è proprio piaciuto!

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo popolato di personaggi fiabeschi in bilico tra l'esserci e l'etere,sempre a rischio dissolvenza, talvolta sembrano prendere corpo sotto gli occhi del lettore per poi tornare nella loro esistenza fittizia tra le pagine del libro.
    La vicenda ed il movimento sono assenti ingiustificati ...continua

    Romanzo popolato di personaggi fiabeschi in bilico tra l'esserci e l'etere,sempre a rischio dissolvenza, talvolta sembrano prendere corpo sotto gli occhi del lettore per poi tornare nella loro esistenza fittizia tra le pagine del libro.
    La vicenda ed il movimento sono assenti ingiustificati in questo romanzo.
    L'ironia e la risata franca, capisaldi ferrei dell'opera pennacchiana a me nota sinora, non si affacciano mai tra le righe di queste pagine, sospese e indefinite.
    Sarà che la stravaganza dei Malaussene mi ha conquistato in maniera irrimediabile ma a me il Pennac di "Ecco la storia" proprio non piace.

    ha scritto il 

  • 4

    ECCO LA STORIA

    Il romanzo "Sarebbe la storia di un dittatore agorafobico" che decide di andare a vivere in Europa per sfuggire al terribile destino profetizzatogli da una maga. Per far questo si farà sostituire da un sosia, che a sua volta stanco del ruolo ne sceglierà un altro, che infine si farà sostituire da ...continua

    Il romanzo "Sarebbe la storia di un dittatore agorafobico" che decide di andare a vivere in Europa per sfuggire al terribile destino profetizzatogli da una maga. Per far questo si farà sostituire da un sosia, che a sua volta stanco del ruolo ne sceglierà un altro, che infine si farà sostituire da due gemelli, che chiuderanno il cerchio. Ecco la storia. Ma non è solo questo, perché quel geniaccio di Pennac la arricchirà di frammenti autobiografici, ci parlerà di cinema, di Chaplin e di Valentino, e giocherà col lettore facendolo partecipe del processo creativo. Un meta romanzo arricchito dalla verve, dalla fantasia e dall’ironia che sono le caratteristiche che fanno amare questo autore.

    ha scritto il 

  • 3

    L’ultimo capitolo vale da solo tutto il romanzo, un polpettone insulso che scorre lentissimo mischiando continuamente realtà, finzione e riflessioni sul romanzo stesso, il cosiddetto meta-romanzo… a dir la verità unici sprazzi interessanti di tutta l’opera perché ci permettono di vedere la genesi ...continua

    L’ultimo capitolo vale da solo tutto il romanzo, un polpettone insulso che scorre lentissimo mischiando continuamente realtà, finzione e riflessioni sul romanzo stesso, il cosiddetto meta-romanzo… a dir la verità unici sprazzi interessanti di tutta l’opera perché ci permettono di vedere la genesi dei personaggi stessi nella mente dell’autore e come prendono man mano vita propria…. Tutto il resto è noia.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia che non ti aspetti e un narratore eccezionale

    La trama attira subito, la narrazione è coinvolgente, la curiosità di capire dove il tutto andrà a parare aumenta esponenzialmente e il finale non delude. Un divertissement, è vero, ma ben congegnato e con una precisa morale che non guasta.

    ha scritto il 

  • 4

    Non amo la parola fine; la parola fine costringe. A ridiscendere sulla terra, per esempio. A ricordare che lei non è di carne e ossa, ma un personaggio: solo parole.


    Questo libro o lo si ama o lo si odia. Perché è un libro in cui Pennac entra in prima persona, disturbando ...continua

    Non amo la parola fine; la parola fine costringe. A ridiscendere sulla terra, per esempio. A ricordare che lei non è di carne e ossa, ma un personaggio: solo parole.

    Questo libro o lo si ama o lo si odia. Perché è un libro in cui Pennac entra in prima persona, disturbando il flusso della narrazione su di un dittatore agorafobico, per raccontare contemporaneamente come questo libro sia nato. Molti potranno non apprezzare questo continuo passare dalla realtà all'immaginazione, io invece l'ho adorato. Perché fa capire quanto la vita quotidiana di uno scrittore influisca sulle sue storie e viceversa. Quanto sia sottile il confine tra realtà e finzione. Dopo la delusione avuta con "Signori bambini" penso di aver ritrovato la mia connessione con Pennac. Ovviamente il primo amore, però, resta sempre la famiglia Malaussene. Indelebile.

    ha scritto il 

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