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Ecco la storia

Audiolibro letto da Claudio Bisio sulle musiche di Paolo Silvestri

By Daniel Pennac

(192)

| Audio CD

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Book Description

Ecco la storia di un dittatore agorafobico, in un paese qualsiasi. Di quelli dal sottosuolo abbastanza ricco perché si desideri prendervi il potere e abbastanza arido in superficie per andar bene come cornice a una favola sul potere. È qui che inizia Continue

Ecco la storia di un dittatore agorafobico, in un paese qualsiasi. Di quelli dal sottosuolo abbastanza ricco perché si desideri prendervi il potere e abbastanza arido in superficie per andar bene come cornice a una favola sul potere. È qui che inizia la vicenda di Manuel Pereira da Ponte Martins. Un nome plausibile per un dittatore. Ma allora, perché agorafobico?

226 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Cos'è un metaromanzo?Ecco!

    Non mi stupisce granchè leggere di pareri negativi.Troppo particolare.Qualche caduta di tono c'è...non è sempre costantemente bello...ma ho gradito in particolare il continuo mescolarsi tra finzione e realtà,che porta a perdersi al punto tale da chi ...(continue)

    Non mi stupisce granchè leggere di pareri negativi.Troppo particolare.Qualche caduta di tono c'è...non è sempre costantemente bello...ma ho gradito in particolare il continuo mescolarsi tra finzione e realtà,che porta a perdersi al punto tale da chiedersi dove inizi una e finisca l'altra.Molto carina la storia dei sosia dittatori che via via prendono il potere.

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    topo di biblioteca said on Jun 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ''Per chi li prendi? Non li inganni mica così. Li inganni solo se loro lo vogliono! Sta a te risvegliare il loro desiderio di essere ingannati! E sta a te coltivarlo! La politica è il paradosso dello spettatore.''

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    Lìa said on Jan 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    pennacchiano come sempre, ma anche sapientemente non-lineare; definirlo un semplice gioco di incastri mi pare riduttivo, perché la costruzione (magistrale) dell'intreccio la si dimentica quasi, completamente assorbiti da questa atmosfera di fondo, ip ...(continue)

    pennacchiano come sempre, ma anche sapientemente non-lineare; definirlo un semplice gioco di incastri mi pare riduttivo, perché la costruzione (magistrale) dell'intreccio la si dimentica quasi, completamente assorbiti da questa atmosfera di fondo, ipnotica e incantatoria - non a caso, il cuore centrale del romanzo è una serie di apparenti digressioni sul Sertao. Pennac ci rovescia addosso gli ingredienti di un romanzo (i personaggi, l'ispirazione, le atmosfere...) rimescolati in un ordine che non è quello canonico. Il risultato è un miscuglio altamente evocativo, una riflessione sui sogni, sui ruoli, sul tentativo di sfuggire al proprio personaggio che si esaurisce, inevitabilmente, dentro il cerchio confinato del romanzo (o forse della vita?). Da leggere tutto d'un fiato.

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    Frafrafra said on Jan 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro curioso, con diversi spezzoni di storie che divergono improvvisamente aprendo nuovi percorsi del tutto inaspettati che poi si ricongiungono e si intrecciano.
    In generale ironico, a tratti divertente ma altrove commovente o quasi drammatico ...(continue)

    Un libro curioso, con diversi spezzoni di storie che divergono improvvisamente aprendo nuovi percorsi del tutto inaspettati che poi si ricongiungono e si intrecciano.
    In generale ironico, a tratti divertente ma altrove commovente o quasi drammatico ... mi è proprio piaciuto!

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    Claudio T said on Jan 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo popolato di personaggi fiabeschi in bilico tra l'esserci e l'etere,sempre a rischio dissolvenza, talvolta sembrano prendere corpo sotto gli occhi del lettore per poi tornare nella loro esistenza fittizia tra le pagine del libro.
    La vicenda ed ...(continue)

    Romanzo popolato di personaggi fiabeschi in bilico tra l'esserci e l'etere,sempre a rischio dissolvenza, talvolta sembrano prendere corpo sotto gli occhi del lettore per poi tornare nella loro esistenza fittizia tra le pagine del libro.
    La vicenda ed il movimento sono assenti ingiustificati in questo romanzo.
    L'ironia e la risata franca, capisaldi ferrei dell'opera pennacchiana a me nota sinora, non si affacciano mai tra le righe di queste pagine, sospese e indefinite.
    Sarà che la stravaganza dei Malaussene mi ha conquistato in maniera irrimediabile ma a me il Pennac di "Ecco la storia" proprio non piace.

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    Enzo said on Nov 2, 2013 | Add your feedback

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