Educazione di una canaglia

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(1245)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 519 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Francese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806191438 | Isbn-13: 9788806191436 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuela Turchetti

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Le esperienze di Edward Bunker nelle prigioni peggiori della California, per le strade di Los Angeles e nel sottobosco di Hollywood lo hanno accreditato a scrivere alcuni dei piu conturbanti ed efficaci romanzi moderni sul carcere. Con "Educazione di una canaglia" i lettori possono entrare, senza alcuna finzione narrativa, nel mondo duro e non edulcorato di Bunker. Sia che fumi uno spinello seduto sulla sedia della camera a gas, o che prenda in mano un coltello usato da un serial killer, o che nuoti tra i marmi della sfarzosa piscina Nettuno a San Simeon, California, Bunker si limita a esporre la sua mercanzia, nuda e cruda. Il risultato è agghiacciante, eppure non privo di una sua orgogliosa morale, perché è la pura verità.
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  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Edward Bunker racconta la sua vita: diciotto anni nel penite ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Edward Bunker racconta la sua vita: diciotto anni nel penitenziario più duro di tutta l'America, rapine, furti, imbrogli, spaccio, evasioni, latitanza, sballo, donne. E dire che la cosa più trasgressiva che ho fatto io è stato rubacchiare 10 euro dal portafoglio di mia madre. Salvo poi rimetterli al loro posto per i sensi di colpa.

    ha scritto il 

  • 3

    partito bene poi...

    combina cazzate, finisce dentro, certe cose non le dice, ma è sempre colpa degli altri, si fa beccare in modo davvero stupido, ma che criminale sfigato è stato bunker?
    ci avrà pure il QI sopra la medi ...continua

    combina cazzate, finisce dentro, certe cose non le dice, ma è sempre colpa degli altri, si fa beccare in modo davvero stupido, ma che criminale sfigato è stato bunker?
    ci avrà pure il QI sopra la media ma ha passato una vita sotto la media!

    ha scritto il 

  • 3

    Scrivere è legale, leggete pure

    La prima parte è tosta, la formazione della canaglia inizia prestissimo:
    La prima volta scappai dal collegio all'età di cinque anni

    E' adolescente quando appunta
    Ero in gabbia per la prima volta. Quan ...continua

    La prima parte è tosta, la formazione della canaglia inizia prestissimo:
    La prima volta scappai dal collegio all'età di cinque anni

    E' adolescente quando appunta
    Ero in gabbia per la prima volta. Quando alla fine il sonno ebbe il sopravvento, piansi, in sogno, per il mio cane e per me stesso.

    Entrato nel penitenziario di San Quentin, per la prima volta a diciassette anni, Bunker ha passato complessivamente diciotto anni della propria vita in carcere
    La mia guerra contro l'autorità... questa guerra che il mondo mi aveva dichiarato quando avevo quattro anni. Ovunque andassi a finire, l'autorità mi diceva: - Qui ti spezzeremo le ossa.

    La vita carceraria è descritta come solo un recluso sarebbe stato in grado di fare. Si percepisce il pericolo di morte costante, la difficoltà nel rapportarsi agli altri, la necessità di mostrarsi duri, di schiacciare per non essere schiacciati.
    Avete presente quello spot: “Adesso stai scrivendo la storia della tua vita e quando avrai finito dovrai chiederti: qualcuno vorrà leggerla?”
    Bunker deve esserselo chiesto più volte, quando da autodidatta decise di scriverla. A migliaia di chilometri di distanza, io sono fra coloro che l'hanno letta. La sua prosa è sorretta dagli accadimenti. Bunker ha un solo modo di raccontare, è ciò che racconta a fare la differenza. Nei suoi ricordi di libertà vigilata è noioso come una vecchia pettegola, ma basta pazientare, perchè inevitabilmente finirà di nuovo dietro le sbarre. Può capitare di chiedersi, ma che lo ascolto a fare? Un ladro è un bugiardo e forse la menzogna, come ho letto da qualche parte, è davvero la madre di tutti i reati. Perchè perdere tempo ad ascoltare un delinquente recidivo il cui unico obiettivo sono i soldi facili? Si chiamano soldi facili perchè svaniscono con la stessa rapidità con la quale sono arrivati.

    Se c'è qualcosa di autentico nella mente di un criminale, è il bisogno di soddisfazione immediata. Quel che conta davvero è il qui e l'ora. La gratificazione differita nel tempo è contraria alla sua natura.
    Bunker afferma che è lo stato di necessità a creare i criminali, che molte delle loro azioni sono frutto del bisogno. Io credo che spesso la necessità sia creata dalla scellerata gestione economica delle proprie risorse. E' il vivere sopra le proprie possibilità che fa l'uomo ladro, lo stato di necessità non si creerebbe se egli non avesse questa tendenza.
    Ho trovato l'ultima parte del libro molto interessante, racconta lo scontro razziale dall'interno delle carceri. Il carcere diviene la miniatura di ciò che sta accadendo nel mondo libero. Lo scontro nel chiuso delle case circondariali si esaspera a causa della contiguità e della violenza di coloro che si dividono gli angusti spazi vitali. Bunker marca la differenza fra la convivenza bianchi/neri negli anni '50 e ciò a cui si assiste dall'omicidio Kennedy in avanti. Racconta che anche che le guardie carcerarie, a seconda del colore della pelle, si schierano con una delle due fazioni, accenna ai marxisti che spalleggiano la questione nera per tornaconto politico. Non sapete con quanto stupore ho sottolineato -ero andato ad Harlem con "Outsider" di Richard Wright.-
    The outsider, in italiano è stato tradotto con il titolo “Ho bruciato la notte” è un libro sulla negritudine e su quanto essa possa essere bianca, o meglio, come a me sia sembrata tale. E' uno dei libri più belli che ho letto, peccato non sia più edito.

    Questa riflessione di Bunker potrebbe aiutarvi a capire se Educazione di una canaglia sia di un libro al quale dedicarvi o meno:
    Molto tempo prima, avevo accettato il fatto, o deciso, che o ce l'avrei fatta a riuscire come scrittore, oppure sarei stato un fuorilegge. Prendendo una decisione così drastica, mi ero messo di fatto sulla via della perseveranza, e solo la determinazione, o l'ostinazione, mi avrebbe permesso di sormontare tutte le mie difficoltà. Immaginatevi un individuo, la cui scolarità non corrisponde neppure al completamento della scuola media inferiore e che vuole diventare uno scrittore serio, e persegue questa ambizione senza l'aiuto e l'incoraggiamento di alcuno...
    ...Se fossi stato beccato per coltivazione di marijuana, non avrebbero potuto condannarmi all'ergastolo. E, tornato in cella, avrei temperato la matita, e avrei seguitato a scrivere. Adesso sapevo che ne ero capace, e sapevo anche che non ero capace di fare altro. Ad ogni modo, nient'altro di legale.

    ha scritto il 

  • 5

    Probabilmente il libro migliore di Bunker: non un romanzo ma un'autobiografia, la storia della sua vita tormentata, dagli anni del riformatorio alle tragiche esperienze del carcere, gli amori e le vio ...continua

    Probabilmente il libro migliore di Bunker: non un romanzo ma un'autobiografia, la storia della sua vita tormentata, dagli anni del riformatorio alle tragiche esperienze del carcere, gli amori e le violenze, le rapine e le fughe, la solitudine e il tardivo riscatto letterario. Senza rimorsi e senza indulgenze: la testimonianza sincera di un'esperienza limite. Un vero e proprio classico.

    ha scritto il 

  • 3

    EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA

    A tratti impegnativo, rivela crudi particolari della giovinezza dello scrittore. da leggere in periodi di massima tranquillità.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere!

    Un libro ti piace quando non smetti mai di parlarne. Io l'ho raccontato almeno a sette persone diverse nell'arco dei due giorni in cui l'ho letto. È la storia di Eddie Bunker, meraviglioso romanziere ...continua

    Un libro ti piace quando non smetti mai di parlarne. Io l'ho raccontato almeno a sette persone diverse nell'arco dei due giorni in cui l'ho letto. È la storia di Eddie Bunker, meraviglioso romanziere (quando ti attacchi a un suo romanzo sei costretto a leggere gli altri) e personaggio di altri tempi. Parla della sua infanzia, di come ha battuto i record di più giovane detenuto di tutti i carceri che ha visitato in California e della sua vita adulta, dei 18 anni passati dietro le sbarre e di come l'amore per la letteratura lo ha "salvato". Parla, e questo è già un gran risultato. Se poi ci mettiamo che è pure una figata a leggerlo e che non ha una sola caduta di trama, è facile capire come fa a prendere le (tanto agognate?) 5 stellette.

    Per leggere la recensione completa: http://wp.me/p4X9gY-D

    ha scritto il 

  • 5

    Sono stato a meno di mezzo metro dall'uomo ritratto in questa foto segnaletica, ho il suo autografo sui miei libri, l'ho ascoltato raccontare con voce rauca la sua incredibile storia di sofferenza e r ...continua

    Sono stato a meno di mezzo metro dall'uomo ritratto in questa foto segnaletica, ho il suo autografo sui miei libri, l'ho ascoltato raccontare con voce rauca la sua incredibile storia di sofferenza e riscatto. Ho letto quello che ha scritto. Cosa volere di più.
    Questo libro è la sua autobiografia ed è un romanzo sulla lotta per la vita come ce ne sono pochi. Va solo letto e apprezzato.

    ha scritto il 

  • 3

    Può sembrare assurdo, lo so, ma mi pare di non aver mai abbastanza tempo per dedicarmi alle mie letture personali. Sono convinto che chi non legge resta uno stupido. Anche se nella vita sa destreggiar ...continua

    Può sembrare assurdo, lo so, ma mi pare di non aver mai abbastanza tempo per dedicarmi alle mie letture personali. Sono convinto che chi non legge resta uno stupido. Anche se nella vita sa destreggiarsi, il fatto di non ingerire regolarmente parole scritte lo condanna ineluttabilmente all'ignoranza, indipendentemente dai suoi averi e dalle sue attività.

    ha scritto il 

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