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Educazione siberiana

By Nicolai Lilin

(3503)

| Hardcover | 9788806195526

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Book Description

La vita di un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un «criminale onesto». Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri. E soprattutto il sapere Continue

La vita di un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un «criminale onesto». Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri. E soprattutto il sapere dei vecchi, che portano l'esistenza tatuata sulla pelle e trasmettono con pazienza e rigore il loro modo di capire il mondo. La Transnistria, terra di tutti e di nessuno, crocevia di traffici internazionali e di storie d'uomini. Una grande epopea criminale raccontata da chi l'ha vissuta, con una forza che ti agguanta e non ti lascia più. Nicolai Lilin ha solo ventinove anni, ma ha da raccontare una vita straordinaria e un universo che non assomiglia a nessun altro: anche per questo Educazione siberiana è un libro unico, senza paragoni possibili. Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare - e non è - fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Trans-nistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli sbirri o i minorenni delle altre bande. Lanciando mini molotov contro il distretto di polizia, magari: «Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice». La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. «Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi». Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, e cioè un «criminale onesto». E quest'altra scuola, ben più importante di quella della strada, passa soprattutto attraverso i vecchi, i criminali anziani a cui la comunità riconosce lo specialissimo ruolo di «nonni» adottivi. Sono loro, giorno dopo giorno, a trasmettere valori che paiono in conflitto con quelli criminali: l'amicizia, la lealtà, la condivisione dei beni. L'amore per i disabili, che i siberiani chiamano «Voluti da Dio». E anche la cultura del tatuaggio, della pelle che dice il destino di ognuno. «Nonno Kuzja - scrive Lilin - non mi educava facendo lezioni, ma raccontando le sue storie e ascoltando le mie ragioni. Non parlava della vita dalla posizione di uno che la osserva dall'alto, ma da quella di un uomo che sta in piedi sulla terra e cerca di restarci il più a lungo possibile». Grazie alla forza della narrazione, quel mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza, diventa a poco a poco familiare e vero. Come lo stile, che è intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, che risulta ora sgrammaticato, ora fin troppo esatto, ora contaminato. Uno stile a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, nei momenti di distensione che attraversano le pagine come la vita.

754 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Descrizione
    Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo "soffrirle" una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani le loro vite se le portano addos ...(continue)

    Descrizione
    Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo "soffrirle" una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani le loro vite se le portano addosso, incise dalla mano esperta del kol'sik: sacerdote e custode della tradizione, il tatuatore è l'unico a comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli. Ma i tatuaggi, mentre raccontano delle storie, ne creano altre: generano incontri ed equivoci, stabiliscono legami, decidono, a volte, della vita e della morte. Ed è attraverso questo vortice di storie che Nicolai Lilin ci conduce dentro la tradizione dei "marchi" siberiani. Sei racconti diversissimi - comici o disperati, violenti, romantici, rocamboleschi - nei quali ritroviamo alcuni dei personaggi memorabili di "Educazione siberiana" - la banda di minorenni capitanata da Gagarin, il colossale Mei, nonno Boris e gli altri vecchi fuorilegge di Fiume Basso - e ne incontriamo di nuovi: Oliva, che spara come un sicario e si porta sempre appresso la foto di una donna; Styopka con il suo amore impossibile; Pelmen, che pagherà caro un tatuaggio sbagliato nel posto sbagliato; e ancora Kievskij, criminale di Seme nero; il vecchio hippy Batterista in perenne lotta con una direttrice dittatoriale; il terribile Treno e la virginale Cristina. A fare da filo rosso, c'è la voce inconfondibile di Nicolai "Kolima" e la storia della sua formazione da tatuato.

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    Roberto said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "[...] nessuna forza politica, nessun potere imposto con una bandiera vale tanto quanto la libertà naturale di una singola persona."

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    Lein said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ho trovato carino anche se non credo minimamente sia autobiografico, comunque un buon romanzo che si legge volentieri.
    Consigliato

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    Claudio Bottini said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    l'autore descrive le regole criminali che vincolano nel quartiere siberiano della città di Bender in Transistria .la descrizione viene fatta in prima persona , ma non sono convinta che sia una autobiografia. interessante ma molto prolisso e lento

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    SPIDY said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non si spara in casa...

    "C'è chi si gode la vita, c'è chi la soffre, invece noi la combattiamo"..
    Bravo Nicolai Lilin in questo romanzo, tutta la crudezza e l'asprezza di un mondo criminale..
    Tutta l'attenzione e la protezione di una comunità criminale che si attiva nell'ed ...(continue)

    "C'è chi si gode la vita, c'è chi la soffre, invece noi la combattiamo"..
    Bravo Nicolai Lilin in questo romanzo, tutta la crudezza e l'asprezza di un mondo criminale..
    Tutta l'attenzione e la protezione di una comunità criminale che si attiva nell'educazione di un "criminale onesto"..
    Pugni, coltelli, spranghe, pistole e tatuaggi, tanti tatuaggi...
    Non si fatica ad immaginare che tutto quello che sia stato scritto possa anche essere vero o verosimile..
    Un finale di "piccola redenzione"...
    Bello...

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    MaoK said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro non è male, posto che lo si prenda per il romanzo qual è e non per un racconto di una storia realmente accaduta.

    Sul fatto che Mr. Lilin abbia spacciato per vera la storia raccontata in questo libro (E nei successivi due, sempre parte della ...(continue)

    Il libro non è male, posto che lo si prenda per il romanzo qual è e non per un racconto di una storia realmente accaduta.

    Sul fatto che Mr. Lilin abbia spacciato per vera la storia raccontata in questo libro (E nei successivi due, sempre parte della "Trilogia Siberiana") quando in realtà sembra essere solo parto della sua fantasia, ci sono numerosissime prove ed opinioni facilmente dimostrabili presenti su Internet, sulle quali l'autore si è limitato a lasciare lapidari commenti in cui smentiva ciò da lui precedentemente detto, e cioè che quanto raccontato corrispondesse alla sua storia personale.

    Detto questo, se avete voglia di leggere un'opera narrativa scorrevole e senza troppe pretese questo è il libro che fa per voi, basta che prendiate con le pinze tutto ciò che viene raccontato dall'autore.
    Se gli argomenti trattati vi sembrano degni di attenzione e approfondimento, argomentatevi (bene) altrove.

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    La Ari said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

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