Educazione siberiana

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.6
(4171)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 343 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo , Portoghese , Francese , Inglese , Svedese

Isbn-10: 8806202561 | Isbn-13: 9788806202569 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La vita di un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un «criminale onesto». Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri. E soprattutto il sapere dei vecchi, che portano l'esistenza tatuata sulla pelle e trasmettono con pazienza e rigore il loro modo di capire il mondo. La Transnistria, terra di tutti e di nessuno, crocevia di traffici internazionali e di storie d'uomini.Una grande epopea criminale raccontata da chi l'ha vissuta, con una forza che ti agguanta e non ti lascia più.
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  • 0

    Ho letto questo libro qualche mese fa. Erano per me le prime settimane di università, ancora non conoscevo nessuno, quindi mi portavo un libro a lezione, per i momenti di pausa. L'ho apprezzato al pun ...continua

    Ho letto questo libro qualche mese fa. Erano per me le prime settimane di università, ancora non conoscevo nessuno, quindi mi portavo un libro a lezione, per i momenti di pausa. L'ho apprezzato al punto che spesso continuavo a leggere anche a lezione iniziata.
    A parte il fatto che trovo che sia ben scritto (notare che l'autore, pur non essendo italiano, ha scritto in italiano), mi è piaciuto molto perché mi ha trasmesso conoscenze di un mondo a me totalmente estraneo. Consente di avere un'idea di quale sia stata la situazione nella Russia occidentale poco prima della fine dell'URSS.
    È incredibile la mescolanza di culture, lingue e tradizioni completamente differenti in cui l'autore e i suoi coetanei crescono. Difficilmente possiamo condividere il sistema di leggi e valori che il ragazzo è educato a rispettare e onorare. Ciononostante, non ho potuto non adorare la figura forte del nonno, l'incredibile fedeltà che ragazzi giovanissimi mostrano gli uni verso gli altri e il ruolo quasi sacro dei tatuatori nella cultura siberiana.
    Lo consiglio caldamente e aspetto solo di avere un po' di tempo per concludere la trilogia.

    ha scritto il 

  • 3

    Letterariamente povero ma simpatico

    Letterariamente povero, si tratta di una serie di aneddoti ed episodi scollegati tra loro. Interessante però tutto quello che racconta sui criminali siberiani. L'esaltazione della cultura criminale la ...continua

    Letterariamente povero, si tratta di una serie di aneddoti ed episodi scollegati tra loro. Interessante però tutto quello che racconta sui criminali siberiani. L'esaltazione della cultura criminale lascia un po' il tempo che trova ma il libro nel complesso è scritto in modo simpatico e quindi sono riuscito ad arrivare alla fine. Forse il film, che non ho visto, è riuscito a creare più pathos.

    ha scritto il 

  • 1

    Noiosissimo, ripetitivo, scritto male. Non riesco a capire per quale motivo un libro di nessun contenuto letterario sia potuto diventare un caso o forse una moda.

    ha scritto il 

  • 3

    Bel libro... ma non mi è piaciuto

    E' sicuramente un buon libro ma lo stile di narrazione ha fatto sì che non scattasse la scintilla. La continua frammentazione del racconto mi ha portato un senso di irritazione che mi ha tolto l'inte ...continua

    E' sicuramente un buon libro ma lo stile di narrazione ha fatto sì che non scattasse la scintilla. La continua frammentazione del racconto mi ha portato un senso di irritazione che mi ha tolto l'interesse alle vicende del protagonista e dei suoi amici.
    Resta il fatto che il tema del libro è interessante la moralità dei criminali siberiani lascia comunque qualcosa su cui riflettere.

    ha scritto il 

  • 2

    E la chiamano "educazione”?

    Un paradosso se si pensa al fatto che, il termine stesso, significa etimologicamente tirar fuori "il meglio" da noi stessi. Il male genera sempre il male, anche quando si crede di farlo a fin di bene. ...continua

    Un paradosso se si pensa al fatto che, il termine stesso, significa etimologicamente tirar fuori "il meglio" da noi stessi. Il male genera sempre il male, anche quando si crede di farlo a fin di bene. Tanto più assurdo diventa se è messo al servizio di una falsa moralità e di un bigottismo raccapricciante, espressi a mezzo di vuote e ridicole formalità. Pazzesco pensare quanto bassi possano essere gli istinti umani.

    ha scritto il 

  • 2

    Se lo stesso libro fosse stato scritto in Italia si sarebbe gridato, giustamente, allo scandalo. Cosa c'è di affascinante in un mondo che difende i valori della violenza e la legge del più forte o del ...continua

    Se lo stesso libro fosse stato scritto in Italia si sarebbe gridato, giustamente, allo scandalo. Cosa c'è di affascinante in un mondo che difende i valori della violenza e la legge del più forte o del più furbo? Sarà l'aria "esotica" o lontana, ma non penso basti a giustificare il successo di questo libro. Forse c'è chi rimane fascinato dalla violenza ingiustificata o da un sistema di valori che sembra immutabile. Sinceramente nessuna delle due cose fa presa su di me, né i pestaggi, né il senso di branco mi sembrano sufficienti a giustificare un agire senza scopo se non quello di trasmettere tradizioni. Una cocente delusione rispetto alle aspettative. Si fa leggere ma dopo due terzi diventa estremamente ripetitivo ed estraniante, con un gusto spinto per l'effetto splatter.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia interessante e inusuale per me, abituata a leggere altro, e non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuto un libro che parla di armi e di criminalità.
    "Dopo tanti pensieri e discussioni con ...continua

    Storia interessante e inusuale per me, abituata a leggere altro, e non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuto un libro che parla di armi e di criminalità.
    "Dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e le botte. Così sono passato alla pistola".
    E ancora..."fin da piccolo ho imparato da mio zio che la pistola e' uguale al portafoglio, si tira fuori solo per usarla, tutto il resto è da imbecilli".
    Il capitolo sul carcere minorile poi...è pure abbastanza "forte" ed è difficile da mandar giù.
    Ma è un libro scritto in modo semplice,basico, fluido... che ti coinvolge e a tratti e' intenso ed espressivo. Racconta, insomma, la storia di Nicolai Kolima, un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, vale a dire un "criminale onesto" .
    Una comunità che attraverso gli anziani, i "nonni adottivi", trasmette valori quali l'amicizia, la lealtà, la condivisione dei beni.
    Tant'è che ad un certo punto della storia il protagonista afferma:
    " Dovevo ripercorrere la strada del fratello maggiore di mio nonno, e cioè andare a vivere da solo nei boschi, in mezzo alla natura, perché ero troppo umano per vivere in mezzo agli uomini".
    In maniera delicata affronta, poi, anche il tema dei diversi, dei disabili ....visti come "Angeli voluti da Dio" .
    Infine ho trovato particolarmente interessante la parte in cui parla della cultura del tatuaggio, che di ognuno racconta la storia.
    "Il tatuaggio non è semplicemente un disegno. Vedi, un tatuatore è come un confessore. Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo".
    Tanti i disegni di tatuaggi riportati nel libro.... il più bello, per me, è quello di cui al mio link precedente.
    In conclusione, un buon libro che si legge volentieri. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!

    Abituato al cinema di Tarantino, alla violenza delle gang di NY alla The Warriors e ad un certo immaginario fatto di armi, violenza e racconti crudi, sono rimasto super soddisfatto da questa lettura. ...continua

    Abituato al cinema di Tarantino, alla violenza delle gang di NY alla The Warriors e ad un certo immaginario fatto di armi, violenza e racconti crudi, sono rimasto super soddisfatto da questa lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Rambo delle nevi

    Oh, mica dico che è un capolavoro scolpito nell'eternità dal nuovo Dante in moto-slitta.
    Dico solo che è un libro diverte, veloce e che non annoia per niente.
    Leggetelo, vi stupirà

    ha scritto il 

  • 0

    Non mi capita quasi mai di abbandonare un libro, ma con questo non ho potuto fare altro. Forse un momento sbagliato, o forse i condizionamenti su tutte le polemiche intorno alla sua creazione, non mi ...continua

    Non mi capita quasi mai di abbandonare un libro, ma con questo non ho potuto fare altro. Forse un momento sbagliato, o forse i condizionamenti su tutte le polemiche intorno alla sua creazione, non mi hanno fatto entrare in sintonia con lo scritto e lo scrittore. In ogni caso lento e senza una narrazione vera a propria, soffre molto di una prosa semplice e povertà lessicale.

    ha scritto il 

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