Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Educazione siberiana

By Nicolai Lilin

(1942)

| Paperback | 9788806202569

Like Educazione siberiana ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

La vita di un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un «criminale onesto». Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri. E soprattutto il sapere Continue

La vita di un ragazzo siberiano educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un «criminale onesto». Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri. E soprattutto il sapere dei vecchi, che portano l'esistenza tatuata sulla pelle e trasmettono con pazienza e rigore il loro modo di capire il mondo. La Transnistria, terra di tutti e di nessuno, crocevia di traffici internazionali e di storie d'uomini.Una grande epopea criminale raccontata da chi l'ha vissuta, con una forza che ti agguanta e non ti lascia più.

756 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    La forza della tradizione, con le sue rigide regole, generatrice di un microcosmo in cui ogni suo membro ha un ruolo ben preciso. Una comunità quella degli Urka siberiani che sopravvive esercitando e insegnando la violenza. Una violenza giusta ci tie ...(continue)

    La forza della tradizione, con le sue rigide regole, generatrice di un microcosmo in cui ogni suo membro ha un ruolo ben preciso. Una comunità quella degli Urka siberiani che sopravvive esercitando e insegnando la violenza. Una violenza giusta ci tiene a sottolineare il protagonista Kolyma, come onesti sono chiamati i criminali siberiani. Fiume Basso, quartiere di Bender nella Transnistria, stato non riconosciuto tra Moldavia e Ucraina, dove si svolge quasi interamente la vicenda, è una grande famiglia, dove Kolyma cresce sotto la guida di nonno Kuzja, vero patriarca che lo educa alle antiche regole criminali siberiane. Gli onesti criminali ricorrono alla violenza e all'omicidio solo se giustificabile, rispettano la lotta di ogni essere per la sopravvivenza (tranne gli sbirri che non considerano neppure esseri umani) e considerano sacri e degni di protezione, i disabili e i pazzi.

    L'educazione di Kolyma segue un percorso preciso. Ogni tappa contribuisce a delineare le qualità e i doveri del perfetto criminale siberiano: il rispetto per gli altri criminali, sopratutto i più anziani, la passione per le armi, per quelle bianche come la Picca, sorta di pugnale feticcio, fino alle pistole; l'importanza della religione cristiana ortodossa e la sacralità dei tatuaggi. Il corpo degli Urka è uno specchio di quello che sono. I tatuaggi diventano un marchio indelebile di riconoscimento, raccontano la storia del criminale e parlano anche di chi li ha realizzati. Kolyma stesso si appassionerà prima ai disegni dei tatuaggi siberiani per poi imparare l'arte da un tatuatore in carcere.
    Tra le pagine di Educazione non c'è spazio per un autocritica della società criminale siberiana e delle sue possibili contraddizioni. La tradizione e le sue regole sono un dato acquisito, un postulato matematico, che il protagonista non pensa nemmeno di dover mettere in discussione.
    La rappresentazione della comunità Urka, una affresco ricco di particolari e popolato da una miriade di personaggi sopra le righe, è insieme la forza e il limite del romanzo. Le descrizioni delle regole e dello stile di vita dei criminali, contribuiscono a creare un mondo alieno e affascinante ma volte risultano troppo ingombranti tanto da appiattire la narrazione come

    (spoiler) nella caccia allo stupratore di Kjuša, la ragazza angelo. (fine spoiler)

    Libro discusso l'esordio di Lilin. Caso editoriale all'uscita nelle librerie, anche grazie al patrocinio di Roberto Saviano, pubblicizzato come un potente romanzo autobiografico, dopo il successo, con tanto di trasposizione cinematografica, è stato smontato pezzo per pezzo dai giornali e dal web che hanno sbugiardato l'autore reo di essersi inventato tutto di sana pianta (ricordo il titolo di un articolo "fantasia siberiana" recitava)

    A me sinceramente non interessa indagare sulla veridicità o meno della storia. Il valore di una storia non è nella sua fedeltà con il reale (altrimenti dovremmo buttare tutta la narrativa fantastica) ma semmai nella sua verosimiglianza e sopratutto se reali sono le emozioni che riesce a suscitare nel lettore. Se Lilin e il suo editore hanno spacciato un opera di pura fantasia per un autobiografia per vendere più copie, non è stata un operazione molto onesta dal punto di vista etico ma questo, per me, non influenza il giudizio sul romanzo che, nonostante alcuni difetti narrativi , rimane un buon libro capace di coinvolgere il lettore trascinandolo a spasso per il paese dei criminali onesti.

    Is this helpful?

    Claudio Rossoni said on Oct 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    29-2014

    Ho letto i romanzi di Nicolai Lilin in senso cronologicamente invertito, partendo dall'ottimo "Il respiro del buio", seguito da "Caduta libera" sull'esperienza da cecchino in Cecenia e terminando con "Educazione siberiana" che in realtà ne segnò l'es ...(continue)

    Ho letto i romanzi di Nicolai Lilin in senso cronologicamente invertito, partendo dall'ottimo "Il respiro del buio", seguito da "Caduta libera" sull'esperienza da cecchino in Cecenia e terminando con "Educazione siberiana" che in realtà ne segnò l'esordio narrativo. L'ho trovato interessante ma non affascinante, a differenza degli altri due. L'infanzia a Bender, in Transnistria, le regole degli "onesti criminali" siberiani, il codice d'onore dei tatuaggi e la dura vita nelle carceri minorili sono narrate con dovizia di particolari ma senza quello stile coinvolgente che nei due lavori successivi l'autore è riuscito a perfezionare. Il film di Salvatores tratto dal testo va infatti a pescare anche nelle esperienze successive e a mio parere risulta assai più bello del libro.

    Is this helpful?

    said on Oct 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e le botte. Così sono passato alla pistola".

    In tutta sincerità, pensavo che questo libro non mi sarebbe piaciuto. L'avevo comprato senza un motivo particolare, animata da uno dei soliti "raptus da accumulatrice compulsiva di libri".
    E invece, inaspettatamente, "Educazione siberiana" mi è piaci ...(continue)

    In tutta sincerità, pensavo che questo libro non mi sarebbe piaciuto. L'avevo comprato senza un motivo particolare, animata da uno dei soliti "raptus da accumulatrice compulsiva di libri".
    E invece, inaspettatamente, "Educazione siberiana" mi è piaciuto davvero tanto.
    È un romanzo particolare, anzi, non è un romanzo nel senso stretto del termine; è più che altro un resoconto, uno spaccato di vita in una comunità criminale della Transnistria, una realtà di cui io non sospettavo minimamente l'esistenza.
    Nicolai Lilin è riuscito perfettamente a descrivere ed evocare l'universo in cui è cresciuto, in cui convivono ferocia e altruismo, violenza e Fede, culto delle armi e rispetto assoluto per gli anziani, per le donne, per i disabili mentali, considerati "Voluti da Dio".
    È un libro che consiglio, nonostante ci siano alcuni momenti davvero crudi.
    Se devo trovare un difetto, spesso Lilin si "perde" nel narrare gli avvenimenti: un episodio ne richiama un altro, dà il via a un "racconto nel racconto", tutti legati l'uno all'altro, con il rischio di perdere il filo principale della narrazione.
    A ben pensarci, però, non è un difetto così grave, anzi mi ha permesso di immergermi ancora di più in questa -finora- sconosciuta realtà.

    "...ma passando tra tutte le esperienze, ho continuato a pensare che la legge siberiana aveva ragione: nessuna forza politica, nessun potere imposto con una bandiera vale quanto la libertà naturale di una singola persona."

    Is this helpful?

    Ellis_4733 said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Descrizione
    Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo "soffrirle" una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani le loro vite se le portano addos ...(continue)

    Descrizione
    Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo "soffrirle" una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani le loro vite se le portano addosso, incise dalla mano esperta del kol'sik: sacerdote e custode della tradizione, il tatuatore è l'unico a comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli. Ma i tatuaggi, mentre raccontano delle storie, ne creano altre: generano incontri ed equivoci, stabiliscono legami, decidono, a volte, della vita e della morte. Ed è attraverso questo vortice di storie che Nicolai Lilin ci conduce dentro la tradizione dei "marchi" siberiani. Sei racconti diversissimi - comici o disperati, violenti, romantici, rocamboleschi - nei quali ritroviamo alcuni dei personaggi memorabili di "Educazione siberiana" - la banda di minorenni capitanata da Gagarin, il colossale Mei, nonno Boris e gli altri vecchi fuorilegge di Fiume Basso - e ne incontriamo di nuovi: Oliva, che spara come un sicario e si porta sempre appresso la foto di una donna; Styopka con il suo amore impossibile; Pelmen, che pagherà caro un tatuaggio sbagliato nel posto sbagliato; e ancora Kievskij, criminale di Seme nero; il vecchio hippy Batterista in perenne lotta con una direttrice dittatoriale; il terribile Treno e la virginale Cristina. A fare da filo rosso, c'è la voce inconfondibile di Nicolai "Kolima" e la storia della sua formazione da tatuato.

    Is this helpful?

    Roberto said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "[...] nessuna forza politica, nessun potere imposto con una bandiera vale tanto quanto la libertà naturale di una singola persona."

    Is this helpful?

    Lein said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ho trovato carino anche se non credo minimamente sia autobiografico, comunque un buon romanzo che si legge volentieri.
    Consigliato

    Is this helpful?

    Claudio Bottini said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book