Effi Briest

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(633)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Ungherese

Isbn-10: 8807820749 | Isbn-13: 9788807820748 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
"L'uomo naturale," spiega Fontane, "vuole vivere, non vuole essere devoto, o casto, o morale, tutti tratti artificiali il cui valore, poiché manca l'autenticità e la naturalezza, è sempre dubbio. Tale elemento naturale mi affascina da molto tempo, è l'unica cosa cui attribuisco importanza, l'unica che mi attira, ed è forse questo il motivo per cui i miei personaggi femminili sono tutti un po' disturbati. Proprio per questo mi sono cari; mi innamoro non delle loro virtù ma della loro umanità, detto altrimenti, delle loro debolezze e dei loro peccati."
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

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    "[...] Non appena se ne fu andata tuttavia, anche Effi si alzò e si sedette alla finestra aperta per respirare ancora una volta la fresca aria della notte. Le stelle rilucevano e nel parco non si muov ...continua

    "[...] Non appena se ne fu andata tuttavia, anche Effi si alzò e si sedette alla finestra aperta per respirare ancora una volta la fresca aria della notte. Le stelle rilucevano e nel parco non si muoveva una foglia. Quanto più tuttavia stava in ascolto, tanto più sentiva, ancora una volta, una pioggerellina posarsi sui platani. Un sentimento di libertà s'impadronì di lei. "Pace, pace"."
    Non ho altro da aggiungere.
    Effi è un personaggio che porterò sempre nel cuore perché, come pochi hanno saputo fare prima di lei, mi ha commossa.

    ha scritto il 

  • 3

    Il trittico Anna Karenina, Madame Bovary e Effi Briest (inserirei anche L'età della Innocenza) si è chiuso. Effi è un personaggio di livello inferiore alle due citate (tre) ma si inserisce benissimo n ...continua

    Il trittico Anna Karenina, Madame Bovary e Effi Briest (inserirei anche L'età della Innocenza) si è chiuso. Effi è un personaggio di livello inferiore alle due citate (tre) ma si inserisce benissimo nel filone ottocentesco della narrativa di alto livello dove le vere protagoniste sono le donne. Scrittura fluida con profonde citazioni storiche fanno di Fontane un ottimo autore. Interessante la storia che è molto attuale: sembra di vedere "una" donna di oggi, quella della categoria lusso, spritz, mediocrità intellettuale, la classica "velina", insomma.
    Per noia si tradisce e per incapacità interiore non si ama nemmeno. Anna Karenina è distante, un po' meno le altre eroine. Di Fontane questo libro resta un punto di riferimento anche se altri suoi scritti ne superano il livello.

    ha scritto il 

  • 5

    L'800 è, per me, sempre fonte di grande soddisfazione, non finisce mai di stupirmi per la ricchezza dei registri narrativi.
    Effi Briest è un romanzo splendido e anomalo rispetto ai suoi coetanei franc ...continua

    L'800 è, per me, sempre fonte di grande soddisfazione, non finisce mai di stupirmi per la ricchezza dei registri narrativi.
    Effi Briest è un romanzo splendido e anomalo rispetto ai suoi coetanei francesi, inglesi o russi, qui non sono le passioni incontrollate o l'inquietudine di animi turbati a veicolare i conflitti etici di un'epoca e le ristrettezze emotive imposte delle convenzioni sociali, ma una scrittura pacata e composta, persino austera, che raccoglie con delicatezza il destino di una graziosa ragazza, troppo presto sottratta ai giochi spensierati della giovinezza. Effi è un'adultera ma il suo adulterio è frutto dell'ingenuità e della solitudine di una moglie bambina, non c'è languore o delirio dei sensi. Tutta la vicenda ha un qualcosa di meccanico e inesorabile che nonostante le tonalità misurate ed eleganti commuove e indigna fino alle lacrime, il dramma di Effi si consuma nella rigidità di un formalismo borghese che chiede il sacrificio delle ragioni del cuore ed esalta il rigore e l'onore di classe. A Fontane basta una pagina per descrivere il freddo e razionale gioco del perbenismo, a noi lettori offre la storia di Effi Briest per vederlo agire in tutta la sua inutile crudeltà.

    ha scritto il 

  • 2

    Emma tra gli Junkers

    Potrebbe essere una Bovary in salsa prussiana, questa Effi, il tema eterno della giovane mogliettina trascinata in un vortice di passione contro i rigori della società. Ma in realtà del dramma profond ...continua

    Potrebbe essere una Bovary in salsa prussiana, questa Effi, il tema eterno della giovane mogliettina trascinata in un vortice di passione contro i rigori della società. Ma in realtà del dramma profondo dell'essere reale opposto al dover essere formale c'è ben poco in questo romanzo di Fontane. Il realismo ieratico e laconico non riesce a comunicare l'insensatezza di una struttura sociale che condanna la donna ad un ruolo minore e minorato - la narrazione non si alza da una descrizione che vorrebbe essere neutrale, ma che nel profondo aderisce ai valori della nazione bismarckiana, quella Prussia austera e spietata, ben rappresentata dal marito Inestetten, incapace di essere vicino ad Effi e pronto a condannarla nei modi più raffinati e crudeli.
    Anche la scrittura lascia poco di innovativo o stimolante: qualche simbolismo scontato (come i nomi di alcuni personaggi), evocazioni gotiche smarrite nelle pagine (che fine ha fatto lo spirito del cinese?), una natura decorativa e staccata dai sentimenti (se non per facili risonanze superficiali), eventi cruciali risolti in poche righe (sospetto per incapacità di creare visioni originali), tormentoni insistiti e irritanti (l'unico contributo di papà Briest è dire che la vita è un campo troppo vasto). Alla fine Effi è l'unica colpevole, con indizi lasciati lungo tutto li libro: la sua incostanza, la sua mancanza di volontà verso il bene, la sua leggerezza, il suo lasciarsi "trascinare dalla corrente".
    E allora la mia reazione da lettore è quella di approvare la condotta di Effi, condannare tutti i costruttori della sua rovina (in primis i genitori, poi il marito, fino ai domestici) e rallegrarmi che tale struttura sociale (della quale Fontane è parte e sostenitore) sia finita nelle ceneri della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Una buona lettura anche se più che una storia d'adulterio a me è sembrata quella di una giovane annoiata che, in cerca di emozioni, si lascia coinvolgere in un'avventura amorosa. Una ragazza ancora tr ...continua

    Una buona lettura anche se più che una storia d'adulterio a me è sembrata quella di una giovane annoiata che, in cerca di emozioni, si lascia coinvolgere in un'avventura amorosa. Una ragazza ancora troppo giovane Effi, non è preparata ad affrontare l'ambiente borghese che si trova a dover frequentare per il lavoro del marito, oltretutto si sente trascurata e isolata lontana dalla famiglia, in un ambiente nuovo e con pochi amici. E' una continua ricerca di affetto, di sicurezze, di distrazioni. Ma non c'è solo, nel romanzo, raccontata la vita di Effi, l'autore mette sapientemente in evidenza la rigidità dell'aristocrazia prussiana , quella rigidità rappresentata bene dal marito di Effi, Instetten, che agisce secondo un codice d'onore al quale non può venire meno ed in un primo momento anche dai genitori della ragazza condizionati dalle convenzioni sociali. Un classico scritto bene, certamente da leggere considerando che è uno dei più conosciuti romanzi realisti tedeschi.

    ha scritto il 

  • 3

    Effi è ancora una ragazzina quando riceve la proposta di matrimonio da parte del barone Innstetten, ricco e con una carriera brillante davanti a sé. Il fatto che Innstetten abbia il doppio degli anni ...continua

    Effi è ancora una ragazzina quando riceve la proposta di matrimonio da parte del barone Innstetten, ricco e con una carriera brillante davanti a sé. Il fatto che Innstetten abbia il doppio degli anni di Effi non sorprende, considerando l'epoca in cui si svolge l'intera vicenda. Il fatto invece che il barone, tanti anni prima, ci avesse provato con la madre di Effi, è forse un pò curioso e sa tanto di vendetta/ossessione. Il fatto che sia addirittura la madre di Effi a spingerla a sposare quest'uomo, mi manda totalmente in confusione.
    Ma questo è solo l'inizio del romanzo, quando ancora si guarda la Effi spensierata con simpatia. Simpatia che si trasforma poi in antipatia quando Effi, donna matura e sposata, rimugina in continuazione su ciò che le accade senza muovere un dito per cambiare le cose. E infine l'antipatia si trasforma in compassione...
    Superata la fase "oddio, che palle, quanti dettagli inutili", credo che la trama sia abbastanza interessante. Non direi che Effi Briest sia uno dei miei classici preferiti, ma è un romanzo che aiuta a capire la società di quel tempo.

    ha scritto il 

  • 1

    Di Effi Briest non avremmo sentito la mancanza

    Effi Briest, si legge un po' ovunque, è ritenuto il capolavoro assoluto di Fontane; mi dispiace dirlo, ma se questo romanzo noioso ai limiti del sopportabile è il suo capolavoro non posso fare a meno ...continua

    Effi Briest, si legge un po' ovunque, è ritenuto il capolavoro assoluto di Fontane; mi dispiace dirlo, ma se questo romanzo noioso ai limiti del sopportabile è il suo capolavoro non posso fare a meno di chiedermi come possano essere gli altri suoi scritti né, tuttavia, credo mi spingerò mai a scoprirlo.
    Purtroppo di Effi Briest non mi è piaciuto proprio nulla: i personaggi, lo sviluppo, lo stile di Fontane e nemmeno la trama, che era stata invece il motivo che mi ha spinta ad acquistare il libro.
    Nel retro di copertina si legge che Effi è una giovanissima data in sposa ad un antico spasimante della madre, dunque molto più grande di lei, salvo poi tradirlo più per noia che per passione. Già l'unione con quest'uomo tanto diverso da lei - lei che è ancora una ragazzina vivace a cui piace ancora giocare all'aria aperta, e lui che invece è un aristocratico gentile ma dai modi freddi - poteva costituire di per sé succoso materiale narrativo, ma Fontane spreca l'occasione, facendo di Effi una piccola materialista alla quale non interessano granché i sentimenti e che non vede niente di male nello sposare un uomo che se non altro potrà sicuramente darle una vita agiata. Il presunto amore clandestino è insignificante, dura meno di quanto si possa immaginare, ed Effi torna a compiere impeccabilmente i suoi doveri di moglie e madre. Fontane però voleva dimostrarci che le bugie hanno le gambe corte, e ben sei anni dopo il marito scopre il tradimento. A questo punto la vicenda prende l'inevitabile piega tragica.
    Effi Briest viene inserita in un filone di grandi romanzi europei sull'adulterio assieme a Madame Bovary e Anna Karenina; se non posso pronunciarmi sul romanzo di Tolstoj, non avendolo ancora letto, posso invece assicurarvi che in comune con Emma Bovary (di cui ho amato ogni pagina), Effi Briest non ha assolutamente nulla, fosse anche soltanto perché Fontane lo stile di Flaubert se lo sogna: il romanziere francese sa far entrare il lettore negli ambienti del romanzo, le emozioni dei suoi personaggi fanno palpitare, le descrizioni sono immagini ed i dialoghi interessanti, raffinati; leggendo una descrizione di Fontane invece quando va bene ci si addormenta e nel seguire un dialogo le possibilità sono due: o non se ne coglie l'utilità, o si vorrebbe chiudere il libro per non riaprirlo mai più.
    La trama di Effi Briest è molto più avvincente del romanzo in sé: mentre lo si legge persino gli eventi più eclatanti - come il tradimento, che dovrebbe costituire il fulcro dell'opera, e di cui invece il lettore potrebbe a stento accorgersi! - assumono un aspetto piatto, la narrazione è talmente fredda da risultare sempre uguale e anonima dalla prima all'ultima riga. Almeno in me, Fontane non è stato capace di suscitare altro che profonda insofferenza per le prime cento pagine, che ha poi lasciato spazio alla rassegnazione una volta compreso che tutto il libro avrebbe proseguito su quel tono.
    Nemmeno si costruisce tra il lettore ed i personaggi quel rapporto di empatia che sta alla base del coinvolgimento nella lettura. Questo non soltanto perché i personaggi sono poco interessanti - a partire da Effi, ma il marito, von Instetten, non è da meno e forse ancora più insignificante è il presunto Don Giovanni, il maggiore Crampas - ma soprattutto perché Fontane non si è preoccupato minimamente di sondare la psicologia e l'interiorità delle sue creature letterarie, col risultato che tutto resta su un piano superficiale. Il personaggio più umano ed emotivo è Rollo, un simpatico terranova.
    Neanche nella fine ho trovato uno straccio di sentimento: del tragico, passionale ed anche dignitoso suicidio di Emma Bovary non c'è neanche l'ombra. Effi si ammala di blandi malori, dovuti probabilmente all'infelicità causata ovviamente dalla colpa (che consiste, alla fine della fiera, in un paio di passeggiate e una manciata di insulsi biglietti scambiati con "l'amante") ed Effi si spegne nello stesso modo anonimo in cui ha vissuto le sue "passioni".
    A libro concluso sono andata subito a leggere l'introduzione di Amos Oz, curiosa di scoprire qualcosa che mi fosse sfuggito o di trovare almeno un motivo che mi spiegasse cos'è che farebbe del romanzo un "capolavoro"; tutto ciò di cui Oz parla, invece, è l'incipit del romanzo, una lentissima descrizione dell'esterno della casa della famiglia Briest. Oz sottolinea l'immobilità della scena, richiama il lettore sulla necessità di leggere tutto con una particolare attenzione ai dettagli, ma volendo usare un po' d'ironia quel che sembra dirci davvero è: con un inizio tanto noioso, cosa puoi aspettarti dal resto?.
    Non riesco proprio a capire come possano alcuni lettori definirlo un romanzo "moderno" e "attuale"; a me pare antiquato persino per l'epoca in cui fu pubblicato, il 1894, se penso a quanti autori contemporanei o addirittura precedenti fossero avanti anni luce rispetto a Fontane.

    Credo di aver espresso a sufficienza il mio disappunto per l'autore tedesco ed il suo miglior romanzo, che mi rendo conto di aver giudicato duramente come pochi altri libri; il motivo è che non ho trovato proprio nulla di salvabile - non un paragrafo memorabile, non una descrizione suggestiva, non un solo personaggio degno di nota - ed inoltre, date le premesse che parevano ottime, è stata una lettura davvero deludente.

    ha scritto il 

  • 3

    Vieni, Effi!

    Questo libro mi ha fatto uno strano effetto, nel senso che durante la lettura mi sembrava quasi che non succedesse niente, quando in realtà molto accade a un livello tacitamente emotivo e si insinua n ...continua

    Questo libro mi ha fatto uno strano effetto, nel senso che durante la lettura mi sembrava quasi che non succedesse niente, quando in realtà molto accade a un livello tacitamente emotivo e si insinua nel lettore. Senza neanche accorgermi, ho provato molta empatia per Effi, forse proprio perché il libro è permeato da un esteriore senso di normalità rispetto a molti altri personaggi letterari ben più "inavvicinabili", come un'umorale Anna Karenina o la Catherine di Cime Tempestose. Quel "Vieni, Effi" sembra quasi richiamare anche noi.

    ha scritto il 

  • 2

    SPIETATO

    Ho letto Effi Briest in tedesco, costretto dalla prof., perché mi sapeva gran lettore e mi aveva incaricato di raccontarlo alla classe, una specie di esperimento. La storia è un massacro emotivo, ne e ...continua

    Ho letto Effi Briest in tedesco, costretto dalla prof., perché mi sapeva gran lettore e mi aveva incaricato di raccontarlo alla classe, una specie di esperimento. La storia è un massacro emotivo, ne escono a pezzi tutti quanti, Effi, Geert, la madre di lei che, perversamente, “cede la figlia” e “cede alla figlia”. Ricordo questo romanzo come doloroso, senza speranza, un vademecum sul cosa evitare nella vita.

    ha scritto il 

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