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Ehi, aspetta

Di

Editore: Black Velvet

4.4
(65)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 68 | Formato: Altri

Isbn-10: 8887827176 | Isbn-13: 9788887827170 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: O. Martini

Genere: Comics & Graphic Novels , Philosophy , Teens

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Descrizione del libro
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  • 4

    Primo "contatto" con la poetica dei "sad animals" di Jason. Quattro stellette e mezzo

    Circa una ventina di opere alle spalle, oltre un paio tra Eisner e Harvey Award (che fregiano qualsiasi palmarès), pubblicazioni in giro per quasi tutta Europa. Insomma John Arne Sæterøy da Molde (città norvegese) - più noto come Jason - è sbarcato qualche anno fa in Italia grazie alla grandissim ...continua

    Circa una ventina di opere alle spalle, oltre un paio tra Eisner e Harvey Award (che fregiano qualsiasi palmarès), pubblicazioni in giro per quasi tutta Europa. Insomma John Arne Sæterøy da Molde (città norvegese) - più noto come Jason - è sbarcato qualche anno fa in Italia grazie alla grandissima Black Velvet (recentemente scomparsa, purtroppo) che ha "tradotto" (l'autore inserisce nei suoi fumetti sequenze per lo più mute) opere come "Sshhhhh!", "on puoi arrivarci da qui" e appunto "Ehi aspetta".
    Un titolo in apparenza assolutamente casuale, più che banale se ci pensate, che letteralmente spezza il cuore in due arrivati (dopo pochi minuti di lettura) a metà delle sessanta tavole dell'albo.
    Non dirò nulla della trama ma mi limiterò a segnalare come Jason come (e forse più) dei vari Jeff Smith, Walt Kelly, James Kochalka e co. utilizza i funny animals per raccontare stralci della nostra vita, esperienze che ci hanno toccato e/o ci toccano da vicino.
    "Ehi aspetta" è uno "scampolo" di vita davvero triste, raccontanto benissimo con pochissimi ballons ed un uso sapiente della regia, del montaggio e dell'espressività dei characters solo in apparenza tutti uguali. Ottima edizione che meritava uno straccio di redazionale sull'autore e l'opera.

    ha scritto il 

  • 3

    Hai presente le lunghe giornate delle estati da ragazzo? quelle in cui cazzeggi con gli amici, e passi tutto il tempo a decidere cosa si potrebbe fare per non annoiarsi, ma poi non lo si fa mai, e ci si continua ad annoiare?
    Ecco. Hai presente quando poi entra in scena la morte, che non puo ...continua

    Hai presente le lunghe giornate delle estati da ragazzo? quelle in cui cazzeggi con gli amici, e passi tutto il tempo a decidere cosa si potrebbe fare per non annoiarsi, ma poi non lo si fa mai, e ci si continua ad annoiare?
    Ecco. Hai presente quando poi entra in scena la morte, che non puoi dimenticare, e tutto cambia, e ripensi a tutta quella noia come ad un'oasi? Oddio, non è che adesso ci sia meno noia, per carità, però allora mancava la cognizione del dolore.
    Ecco. Questo libro parla di questo.

    ha scritto il 

  • 0

    Mmm.
    La storia è interessante.
    ma è disegnata e portata avanti in un modo che io non riesco ad apprezzare.
    Forse questo stile di disegno, o di racconto, o insomma non so, ma forse questo non è il modo migliore per entrare nella mia sensibilità.

    ha scritto il 

  • 4

    preso in biblioteca

    E' tutto racchiuso nel tratto essenziale di Jason, nei suoi animali antropomorfi di poche, pochissime parole.
    Le immagini narrano tutto, sono da interpretare come si interpretano le metafore in una poesia.

    La sequenza finale mi è rimasta oscura, lasciandomi quel senso di "capito a me ...continua

    E' tutto racchiuso nel tratto essenziale di Jason, nei suoi animali antropomorfi di poche, pochissime parole.
    Le immagini narrano tutto, sono da interpretare come si interpretano le metafore in una poesia.

    La sequenza finale mi è rimasta oscura, lasciandomi quel senso di "capito a metà".

    Forse è anche questo che gli ha fatto conquistare uno spazietto nel cuore.

    ha scritto il 

  • 0

    La storia analizza con un cinismo e un senso di ineluttabilita' devastante la vita di un ragazzino, narrata con pochissime pennellate,un contrasto di bianco e nero rigidissimo e con personaggi caratterizzati come animali antropomorfi dalla tenerissima essenzialita' grafica. Una vita come tante al ...continua

    La storia analizza con un cinismo e un senso di ineluttabilita' devastante la vita di un ragazzino, narrata con pochissime pennellate,un contrasto di bianco e nero rigidissimo e con personaggi caratterizzati come animali antropomorfi dalla tenerissima essenzialita' grafica. Una vita come tante altre, ma proprio per questo resa speciale dai sogni e i sentimenti che traspaiono dalle frasi brevi e intense che il protagonista e il suo amico del cuore si scambiano, parole che sintetizzano in maniera eccellente in sogni e paure dell'universo infantile. A un certo punto del racconto succede "qualcosa" che fa virare la vicenda verso un finale amaro, un lucido cammino autodistruttivo lento ma costante. Il norvegese Jason e' un maestro della "closure", capace di portare avanti la "lancetta dell'orologio" di questa sua storia che racchiude tutta un'esistenza in una sincopata successione di vignette concatenate. Lo spazio bianco tra le vignette diventa qui l'assenza dell'unica cosa che potrebbe salvare tragedie preannunciate: la fantasia e la voglia di riempire momenti vuoti.

    ha scritto il 

  • 3

    oddio... non sono proprio tre stellette piene, mi ha lasciata troppo spaesata.
    è un genere di fumetto a cui non sono troppo abituata, ma mi è piaciuto anche se probabilmente non l'ho capito bene.
    bella regia, bei tempi, belli anche i disegni, solo mi ha messo addosso una cosa che potrei ...continua

    oddio... non sono proprio tre stellette piene, mi ha lasciata troppo spaesata.
    è un genere di fumetto a cui non sono troppo abituata, ma mi è piaciuto anche se probabilmente non l'ho capito bene.
    bella regia, bei tempi, belli anche i disegni, solo mi ha messo addosso una cosa che potrei dire "paura di crescere" o "paura di fallire".
    qui pare siano la stessa cosa.
    "comunque... la mia vita non è andata esattamente come mi aspettavo...
    ora, tutto questo avrebbe avuto senso per me se mi stessero punendo...
    ... se fossi una cattiva persona...
    ... ma non lo sono."

    ha scritto il 

  • 5

    Se lo trovate non lasciatevelo sfuggire.

    Spostando scatoloni del trasloco - non che abbia a che vedere col libro - mi è venuto in mente questo fumetto. E mi è venuto un brivido al solo ricordo di questa triste perfetta storia. La costruzione della tavola è magistrale, il tratto pulito ecc.. ecc.. ma qui è la storia che ti pianta un chio ...continua

    Spostando scatoloni del trasloco - non che abbia a che vedere col libro - mi è venuto in mente questo fumetto. E mi è venuto un brivido al solo ricordo di questa triste perfetta storia. La costruzione della tavola è magistrale, il tratto pulito ecc.. ecc.. ma qui è la storia che ti pianta un chiodo dentro e resta lì. Anche se lo togli resta la ruggine come nelle mele degli anemici.

    ha scritto il