Ehi, prof!

Di

Editore: Adelphi (Fabula, 181)

3.7
(1222)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 309 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8845921182 | Isbn-13: 9788845921186 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Claudia Valeria Letizia

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biografia , Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura

Ti piace Ehi, prof!?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Negli anni Cinquanta, i cieli delle città americane (e anche gli schermi dei relativi cinema) pullulavano di oggetti volanti non identificati. L'oggetto che il primo giorno di scuola attraversa il cielo della classe, sotto gli occhi attoniti del professor Frank McCourt, è invece identificabilissimo: un panino che l'immancabile mamma italiana ha farcito, a beneficio del suo pupo, con peperoni, cipolla, formaggio fuso e mortadella. Se la prima inquadratura del libro risulta quantomeno inattesa, l'epilogo della sequenza, con il professore che raccoglie il panino e lo mangia lentamente davanti alla scolaresca annichilita, è destinato a restare. E a farci vivere il clima delle trentamila ore di lezione (cifra dell'autore) che McCourt terrà, nei tre decenni successivi, in varie scuole - tecniche e non - sparse tra Brooklyn, Manhattan e Staten Island.
Ordina per
  • 4

    Le storie che sono ambientate nel mondo della scuola hanno un vantaggio enorme sulle altre: come con l'adolescenza, dalla scuola, ci siamo passati tutti. Con esiti e difficoltà differenti certamente, ...continua

    Le storie che sono ambientate nel mondo della scuola hanno un vantaggio enorme sulle altre: come con l'adolescenza, dalla scuola, ci siamo passati tutti. Con esiti e difficoltà differenti certamente, ma tutti siamo stati in un'aula, su dei banchi assieme ad altri ragazzi e ragazze della nostra età, di fronte ad un insegnante. Sappiamo cos'è, ci ricordiamo quell'ambiente, quelle sensazioni, riconosciamo quel mondo e, spesso, ci ricordiamo non solo dei compagni di classe ma anche dei docenti che avevamo di fronte. Va da sé che alcuni professori sono transitati nella nostra esistenza come passanti, qualcuno invece lo abbiamo persino odiato, altri, la quantità minore – è duro da ammettere ma è così – ha persino significato qualcosa di importante per noi. §Ehi, Prof!§ è una sorta di autobiografia-professionale di Frank McCourt (un irlandese di Limerrik che giunge negli USA a cercare fortuna come tanti connazionali), narra infatti in prima persona le vicissitudini di questo docente di inglese: come è arrivato alla professione, le sue prime esperienze nelle scuole superiori di New York, le difficoltà, la pausa di riflessione con il ritorno in Irlanda, quindi l'affermazione lavorativa in un prestigioso liceo della città. In mezzo la vita come per qualsiasi altro docente del Mondo: un matrimonio, una figlia, il divorzio, le cadute, il saper fronteggiare le difficoltà quotidiane e per lui, una senile – ed inattesa – fortuna letteraria. Il libro è divertente, carino, scritto con semplicità ma con arte, pieno di momenti simpatici o significativi. Pieno di aneddoti e storielle legate a studenti, classi, genitori in visita per colloqui, di rapporti (talvolta pacifici, altre volte conflittuali) con i colleghi, i presidi e tutta quella enorme varietà umana che ruota attorno a quella grande officina che è l'istruzione secondaria. McCourt ha il pregio di tenersi lontano da facili retoriche, da suggestioni stile “Attimo fuggente”(che funzionano al cinema, ma meno nella vita vera), da pipponi estenuanti sull'arte di insegnare e di formare “giovani menti che poi saranno cittadini del Mondo”(come ogni tanto si sente dire). A mio modo di vedere §Ehi, Prof!§ è un libro semplice, senza pretese che si legge con piacere e con quella leggerezza delle cose che ci appartengono in qualche modo.

    ha scritto il 

  • 1

    Credo che neanche ai prof piaccia

    Deludente! dopo aver letto il decente "le ceneri di Angela" mi aspettavo di leggere un bel libro, invece l'ho trovato proprio deludente. Inoltre si piace troppo questo "prof", che nel denunciare i suo ...continua

    Deludente! dopo aver letto il decente "le ceneri di Angela" mi aspettavo di leggere un bel libro, invece l'ho trovato proprio deludente. Inoltre si piace troppo questo "prof", che nel denunciare i suoi limiti di insegnate in realtà si autoincensa. Ci dice che ha compensato i propri limiti e la sua incapacità di essere uomo con il rispetto per gli alunni e con un filosofia del "vivi e lascia vivere". Ovviamente dando la colpa di tutte le sue incapacità e dei suoi limiti all'educazione cattolica ricevuta, e con questo si autoassolve e se ne esce da vincitore. Forse solo ai prof può piacere questo libro, peraltro piuttosto noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Amo lo stile di narrazione di McCourt, le storie sui suoi studenti, le sue riflessioni sulla sua carriera che sembra non andare mai da nessuna parte ma che in realtà lo porta sempre avanti e lo riempi ...continua

    Amo lo stile di narrazione di McCourt, le storie sui suoi studenti, le sue riflessioni sulla sua carriera che sembra non andare mai da nessuna parte ma che in realtà lo porta sempre avanti e lo riempie di soddisfazione\frustrazione. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    «Sognare, desiderare, fare progetti: tutto equivale a scrivere, ma la differenza fra voi e l'uomo della strada è che voi, amici miei, guardate tutto, lo imprimete nella memoria, comprendete il signifi ...continua

    «Sognare, desiderare, fare progetti: tutto equivale a scrivere, ma la differenza fra voi e l'uomo della strada è che voi, amici miei, guardate tutto, lo imprimete nella memoria, comprendete il significato dell'insignificante e lo mettete su carta. Magari siete innamorati, o in lutto, ma come osservatori siete implacabili. Il vostro materiale siete voi. Voi siete scrittori e una cosa è certa: a prescindere da come andrà a finire...non vi annoierete mai più. Mai più. Non c'è cosa umana che vi sia estranea» (pag. 294)

    Eccolo qui, un 'mick' smilzo ma tosto, che si barcamena dentro a un aula delle superiori, che prova a spiegare inglese e scrittura creativa, prima ai futuri idraulici ed elettricisti d'America e poi ai rampolli della classe dirigente.
    Sempre un po' incerto, sempre con la sensazione di essere fuori luogo, un cialtrone che si è trovato a recitare la parte sbagliata e presto o tardi verrà rimesso al suo posto. Una sensazione che forse tutti abbiamo provato qualche volta. Io, almeno, l'ho provata e non di rado.
    Così prende la sua vita travagliata, l'infanzia infelice in Irlanda, gli anni difficili da emigrato negli Stati Uniti, e non esita a usarla per creare storie da raccontare in classe, per stabilire un legame con i ragazzi, fargli capire che sta dalla loro parte.

    Non mancano le cadute di stile, da parte sua, gli errori e i passi falsi. Ma l'onestà con cui ne parla è disarmante. Così è la vita, del resto. E così è anche il mondo dell'insegnamento: alti e bassi, successi e fallimenti, momenti intensi e noia.
    Altro che «L'attimo fuggente»...

    ha scritto il 

  • 0

    Non ha la gioiosa freschezza, l’ironia, il sorriso e l’equilibrio perfetto delle Ceneri di Angela. McCourt scava nello stesso terreno alla ricerca di un filone che si sta esaurendo.
    Eppure verso pagin ...continua

    Non ha la gioiosa freschezza, l’ironia, il sorriso e l’equilibrio perfetto delle Ceneri di Angela. McCourt scava nello stesso terreno alla ricerca di un filone che si sta esaurendo.
    Eppure verso pagina 194 che ho capito che stavo sottovalutando il libro. Che mi stava sfuggendo il suo vero valore. Poco prima di pagina 194, entra in scena Benny Brandt detto Bum Bum. Lì ho capito che la fastidiosa debolezza e pusillanimità del prof in realtà è un abile sotterfugio dell’amico Frank. Frank accentua e calca i suoi apparenti difetti. Lo fa per dare un assetto preciso alla traccia narrativa: da una parte prof irlandese inserito a fatica nel contesto americano che insegna inglese e leggi libri; dall’altra il variegatissimo strato multirazziale di alunni alla presa con i problemi tosti della vita, droga, soldi, marciapiede, famiglie instabili, emarginazione. In apparenza, un divario insanabile, una forbice incomprimibile, e quindi una serie infinita di insuccessi pedagogici. E proprio quando il prof ha perso ogni speranza. emergono gli alunni. Soprattutto certi tipi di alunni. Figure anonime della società americana, appartenenti ad ambienti sociali emarginati, portate alla luce dal libro. Personaggi vividi ed estremi, immortalati con superba naturalezza: la quindicenne Serena sveglia capo tribù naturale, Andrew sulla sedia inclinata, Benny Brandt detto Bum Bum cintura nera di karaté, il caparbio Ben Chan e Bob Stein Futuro Agricoltore Ebreo d’America (anche se qui siamo ormai nella borghesissima e disciplinata Stuyvesant).
    La parte buona di questo libro sono loro. Il prof è il mezzo che serve per metterli in risalto.
    E bravo prof!

    ha scritto il 

  • 3

    Sincerità disarmante

    Il libro si compone di una struttura aneddotica abbastanza libera, la narrazione delle vicende segue un ordine approssimativamente cronologico ma procede più spesso per associazione di idee, come in u ...continua

    Il libro si compone di una struttura aneddotica abbastanza libera, la narrazione delle vicende segue un ordine approssimativamente cronologico ma procede più spesso per associazione di idee, come in un diario. Non si fatica a credere che il ringraziamento dell'autore alla sua redattrice sia del tutto veritiero: "Io ho messo in fila le parole, ma lei sotto il mio sguardo meravigliato ha sbozzato e scolpito, finché non ne è venuto fuori un libro."

    Lo stile accattivante, leggero e autoironico porta alla luce, episodio dopo episodio, il ritratto di un giovane uomo disorientato e spiantato nella robusta società americana. Come una tellina che incerta su quale scoglio attaccarsi si lascia dondolare dalle onde così il giovane McCourt affronta titubante l'esame per l'abilitazione all'insegnamento, assume il ruolo di professore con stato d'animo incerto, si sposa senza esserne convinto fino in fondo e fallisce perfino un dottorato tanto agognato.
    Dell'istituzione scolastica in verità si parla poco, l'attenzione è focalizzata piuttosto sulla multiforme varietà degli studenti, o meglio del rapporto dell'autore con loro e di come spesso egli si trovi in balia della loro vivace e mascalzona vitalità.

    Il periodo del riscatto di un'intera vita sembra legato agli anni di insegnamento presso il liceo Stuyvesant, dove tiene il corso di scrittura creativa fino alla pensione. Lì tra pic nic in piazza, declamazioni di ricette con accompagnamento musicale ed esercitazioni alla stesura di finte giustificazioni, McCourt ha modo di dar sfogo al lato più estroso della sua personalità e ad una dimensione interiore paradossalmente geniale grazie alla quale riesce a scuotere e a stimolare anche gli studenti più coriacei.
    Non a caso la parte migliore dell'opera sono le ultime dieci pagine dove l'autore raccoglie le fila della sua esperienza scolastica di insegnante e di riflesso anche della sua vita.

    Non è un libro imperdibile però rivela un autore capace, dotato di mano leggera e di una disarmante sincerità introspettiva, per cui la voglia di leggersi anche Le ceneri di Angela non è poca.

    ha scritto il 

  • 5

    Divertente, sincero e un po' anche commovente.
    Mi ha fatto pensare tutto il tempo ai racconti di scuola di una mia amica prof che insegna in un liceo.
    Leggerò anche le ceneri di Angela ...continua

    Divertente, sincero e un po' anche commovente.
    Mi ha fatto pensare tutto il tempo ai racconti di scuola di una mia amica prof che insegna in un liceo.
    Leggerò anche le ceneri di Angela

    ha scritto il 

  • 3

    Racconto autobiografico di alcuni anni d'insegnamento durante gli anni 50-70, che scorre molto bene tra dialoghi divertenti e storie ben raccontate, grazie anche a un ottimo stile. McCourt era davvero ...continua

    Racconto autobiografico di alcuni anni d'insegnamento durante gli anni 50-70, che scorre molto bene tra dialoghi divertenti e storie ben raccontate, grazie anche a un ottimo stile. McCourt era davvero un bravo scrittore ma, devo dire - anche se non ha del tutto a che fare con la qualità del libro in sé - era un professore terribile.
    Capisco che quest'idea del professore stile 'attimo fuggente', che sdegna il programma per insegnare le Cose Vere agli alunni, possa sembrare attraente. Ma francamente trovo che McCourt avesse fatto questa scelta perché era debole; non era capace di imporsi perché aveva troppa paura di 'rovinare il rapporto' con gli studenti. Ma un bravo insegnante dovrebbe anche annoiare, essere severo, essere pedante, farsi odiare, pur di fare quello che è il suo mestiere: insegnare. E insegnare non vuol dire mica passare le ore a raccontare la propria infanzia o far recitare le ricette di cucina, come il caro McCourt faceva, ma piuttosto preparare gli alunni al programma previsto, cosa che invece pare non facesse proprio.
    Insomma l'autore mi ha dato fastidio per questo suo, sotto sotto e fingendo di rimproverarsi, glorificare il suo insegnamento creativo criticando Rigide e Cattive autorità scolastiche, e questo mi ha fatto apprezzare meno il libro, che rimane comunque carino.

    ha scritto il 

  • 0

    Cosa dire? Tutto molto VERO. Dal tempo dell'Autore ad oggi molte cose non sono cambiate. Purtroppo anche molti insegnanti non sono cambiati, tanto che docenti "particolari" come il Nostro potrebbero a ...continua

    Cosa dire? Tutto molto VERO. Dal tempo dell'Autore ad oggi molte cose non sono cambiate. Purtroppo anche molti insegnanti non sono cambiati, tanto che docenti "particolari" come il Nostro potrebbero apparire ancora controcorrente. Eppure mi ci ritrovo. Il mio rapporto con gli studenti è stato questo: empatico. Pur condividendo sempre la sensazione di inadeguatezza, come McCourt, un aspetto non ho trovato nel libro, ma che ritengo fondamentale: la passione, l'amore viscerale per la materia che si insegna. Ho sempre notato che l'attenzione si cattura anche in base all'entusiasmo, al valore che si dà a ciò che si spiega, indipendentemente dal fatto che sia un sublime canto della Commedia o la terza declinazione neutra. Questa passionalità è un poco assente in queste pagine. Certo, a McCourt interessano i ragazzi, le loro storie, le loro emozioni, il loro "sentire" e su questo ci sono pagine splendide, drammatiche ed ironiche, raccontate con uno stile molto vivace e coinvolgente. Mi ha ricordato molto Diario di scuola di Pennac. Un libro da regalare ai docenti che entrano in ruolo. Alla fine dell'anno di prova. Come augurio e come invito a non prendersi mai troppo sul serio, altrimenti i ragazzi ci spengono.

    ha scritto il 

Ordina per