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Ehi, prof!

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 335)

3.7
(1174)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 309 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8845923207 | Isbn-13: 9788845923203 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Claudia Valeria Letizia

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Se i lettori delle “Ceneri di Angela” e di “Che paese, l’America” sanno già cosa aspettarsi da McCourt in termini di sarcasmo, empatia e comicità allo stato puro, quelli di “Ehi, prof!” scopriranno come i tre elementi possano fondersi a caldo in un genere completamente nuovo, che difficilmente troverà, in futuro, epigoni all’altezza.

«Frank McCourt racconta come si combatte il disastro scolastico – che non è, ahinoi, solo quello dell’America del presidente Ike Eisenhower – e come sul mutuo soccorso che c’è tra i due lati della cattedra si possa fondare il senso della vita. È un romanzo nudo, come di chi sa raccontare se stesso; ironico, come di chi vuole incriminare la realtà per poi assolverla; e commovente, come solo quel destino qualunque quando si riconosce in una missione». Valeria Parrella
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  • 3

    Racconto autobiografico di alcuni anni d'insegnamento durante gli anni 50-70, che scorre molto bene tra dialoghi divertenti e storie ben raccontate, grazie anche a un ottimo stile. McCourt era davvero ...continua

    Racconto autobiografico di alcuni anni d'insegnamento durante gli anni 50-70, che scorre molto bene tra dialoghi divertenti e storie ben raccontate, grazie anche a un ottimo stile. McCourt era davvero un bravo scrittore ma, devo dire - anche se non ha del tutto a che fare con la qualità del libro in sé - era un professore terribile.
    Capisco che quest'idea del professore stile 'attimo fuggente', che sdegna il programma per insegnare le Cose Vere agli alunni, possa sembrare attraente. Ma francamente trovo che McCourt avesse fatto questa scelta perché era debole; non era capace di imporsi perché aveva troppa paura di 'rovinare il rapporto' con gli studenti. Ma un bravo insegnante dovrebbe anche annoiare, essere severo, essere pedante, farsi odiare, pur di fare quello che è il suo mestiere: insegnare. E insegnare non vuol dire mica passare le ore a raccontare la propria infanzia o far recitare le ricette di cucina, come il caro McCourt faceva, ma piuttosto preparare gli alunni al programma previsto, cosa che invece pare non facesse proprio.
    Insomma l'autore mi ha dato fastidio per questo suo, sotto sotto e fingendo di rimproverarsi, glorificare il suo insegnamento creativo criticando Rigide e Cattive autorità scolastiche, e questo mi ha fatto apprezzare meno il libro, che rimane comunque carino.

    ha scritto il 

  • 0

    Cosa dire? Tutto molto VERO. Dal tempo dell'Autore ad oggi molte cose non sono cambiate. Purtroppo anche molti insegnanti non sono cambiati, tanto che docenti "particolari" come il Nostro potrebbero a ...continua

    Cosa dire? Tutto molto VERO. Dal tempo dell'Autore ad oggi molte cose non sono cambiate. Purtroppo anche molti insegnanti non sono cambiati, tanto che docenti "particolari" come il Nostro potrebbero apparire ancora controcorrente. Eppure mi ci ritrovo. Il mio rapporto con gli studenti è stato questo: empatico. Pur condividendo sempre la sensazione di inadeguatezza, come McCourt, un aspetto non ho trovato nel libro, ma che ritengo fondamentale: la passione, l'amore viscerale per la materia che si insegna. Ho sempre notato che l'attenzione si cattura anche in base all'entusiasmo, al valore che si dà a ciò che si spiega, indipendentemente dal fatto che sia un sublime canto della Commedia o la terza declinazione neutra. Questa passionalità è un poco assente in queste pagine. Certo, a McCourt interessano i ragazzi, le loro storie, le loro emozioni, il loro "sentire" e su questo ci sono pagine splendide, drammatiche ed ironiche, raccontate con uno stile molto vivace e coinvolgente. Mi ha ricordato molto Diario di scuola di Pennac. Un libro da regalare ai docenti che entrano in ruolo. Alla fine dell'anno di prova. Come augurio e come invito a non prendersi mai troppo sul serio, altrimenti i ragazzi ci spengono.

    ha scritto il 

  • 4

    Ciao Prof!

    Così io salutavo i miei insegnanti al liceo. Già il titolo crea con me un legame. Mi è piaciuto molto questo Mc Court frizzante, a tratti insicuro, all'inizio sicuramente instabile sui suoi primi pass ...continua

    Così io salutavo i miei insegnanti al liceo. Già il titolo crea con me un legame. Mi è piaciuto molto questo Mc Court frizzante, a tratti insicuro, all'inizio sicuramente instabile sui suoi primi passi di una lunga vita da insegnante di inglese. Il libro mi è piaciuto particolarmente perchè mi ha portato a pensare a com'erano i rapporti con tutti gli insegnanti che ho avuto, dalle elementari fino alle superiori e mi sono chiesta se anche nella loro testa succedesse qualcossa di vagamente simile ai pensieri di Mc Court. Il libro è ben scritto, e tra le vicende del prof si alternano le storie di alcuni dei suoi alunni, alcune belle altre meno fortunate, ma sicuramente rispecchiano un'America verissima. Assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Se potessi mettere 10 stelle le metterei e probabilmente ne aggiungerei altre.
    Un libro sensazionale, particolare, profondo, coinvolgente, anche commovente, emozionante, e chi più ne ha più ne metta.
    ...continua

    Se potessi mettere 10 stelle le metterei e probabilmente ne aggiungerei altre.
    Un libro sensazionale, particolare, profondo, coinvolgente, anche commovente, emozionante, e chi più ne ha più ne metta.
    Ho scoperto questo libro un paio di anni fa, grazie ad una lettura che facemmo durante l'ora di Psicologia. Rimasi affascinata dall'estratte e mi annotai il titolo. E meno male.
    Ora ho davvero qualcosa in più nel mio bagaglio culturale!

    ha scritto il 

  • 4

    capacità-entusiasmo-fortuna
    Teacher Man, 2005

    «Che sia paura? Risposta esatta, Francis. Il piccolo pezzente ha ancora paura di perdere il lavoro. Ha ancora paura di ritrovarsi al buio, assordato dai p ...continua

    capacità-entusiasmo-fortuna
    Teacher Man, 2005

    «Che sia paura? Risposta esatta, Francis. Il piccolo pezzente ha ancora paura di perdere il lavoro. Ha ancora paura di ritrovarsi al buio, assordato dai pianti, dai gemiti, dal digrignar di denti. Insegnante inventivo e ardito incoraggia adolescenti a cantare ricette ma si chiede quando calerà la scure, quando i severi ospiti giapponesi lo denunceranno alle autorità di Washington. Gli ospiti giapponesi coglieranno subito nella mia classe i segni della degenerazione americana e si domanderanno come hanno fatto a perdere la guerra.
    E se cala la scure?
    In malora lei e il boia.»

    «Sto imparando. Dentro di me il mick dei vicoli di Limerick lascia debordare l'invidia. Ho a che fare con immigrati di prima e seconda generazione come me, ma anche coi ceti privilegiati, e grondo sarcasmo. Non vorrei, ma le vecchie abitudini sono dure a morire. E' il rancore. Neanche la rabbia; solo il rancore. Mi spazientisce sentire i loro problemi: che caldo che fa, che freddo che fa, il mio dentifricio è quello là. Discorsi da privilegiati. Io dopo trent'anni vissuti in America ancora mi rallegro di avere la luce elettrica o di prendere un asciugamano dopo aver fatto la doccia.»

    ha scritto il 

  • 1

    forse solo ai prof piace

    Deludente! dopo aver letto "le ceneri di Angela" mi aspettavo di leggere un bel libro, invece l'ho trovato proprio deludente. Inoltre si piace troppo questo "prof", che nel denunciare i suoi limiti di ...continua

    Deludente! dopo aver letto "le ceneri di Angela" mi aspettavo di leggere un bel libro, invece l'ho trovato proprio deludente. Inoltre si piace troppo questo "prof", che nel denunciare i suoi limiti di insegnate in realtà si autoincensa. Ci dice che ha compensato i propri limiti e la sua incapacità di essere uomo con il rispetto per gli alunni e con un filosofia del "vivi e lascia vivere". Ovviamente dando la colpa di tutte le sue incapacità e dei suoi limiti all'educazione cattolica ricevuta, e con questo si autoassolve e se ne esce da vincitore. Forse solo ai prof può piacere questo libro, peraltro piuttosto noioso.

    ha scritto il 

  • 3

    This book represents a kind of memoir which describes the teaching experiences of Frank McCourt.

    What I've enjoyed/appreciated is:

    - His idea of "learning process" based on students own responsability ...continua

    This book represents a kind of memoir which describes the teaching experiences of Frank McCourt.

    What I've enjoyed/appreciated is:

    - His idea of "learning process" based on students own responsability.

    - The modest style of McCourt which comes to light through his shyness, his lack of self-esteem, his negative description of his physical appearance, his puzzling relationships with women. All these failures are balanced by the success with his students and his teaching career.

    ha scritto il 

  • 5

    Frank Mc Court ha davvero fatto l'insegnante per tanti anni e ci racconta la sua storia di professore. Magari averne incontrati di così ammalianti! Divertente e molto ben scritto.

    ha scritto il 

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